I cinesi stupidi domineranno il mondo

Di Oscar Rickett

Con tutti i discorsi sull’economia del Dragone, la proprietà dell’enorme debito americano e “il secolo cinese”, può essere facile dimenticare che la Cina è una società umana come tutte le altre. Gli incubi occidentali sono pieni di immagini di piazze Tienanmen in ogni città europea e americana—di facce bianche tristi e asservite che frugano nella pioggia nera alla ricerca di yen e di ritratti di Mao appesi alle pareti delle scuole dei nostri figli.

Ovviamente è un'eventualità, ma ciò non significa che tutti i problemi interni ai confini cinesi saranno improvvisamente risolti come per magia. Il boom economico nazionale, appaiato ai tanti discorsi sui benefici del duro lavoro, ha creato un’aspettativa secondo la quale studiare equivale a uscire dalla povertà. Ma, in parte a causa dell’incontrollata crescita della libera economia di mercato cinese, non è necessariamente così.

Nel 1999, nel Paese è stata autorizzata la creazione di università private. A quei tempi, meno del dieci percento dei ragazzi tra i 18 e i 22 anni era iscritto ad un istituto di istruzione superiore. Ora, quella cifra si aggira attorno al 30 percento. Nel suo film, Education, Education, il regista Weijun Chen scava nell’oscura realtà degli studi presso le università private della sua patria. Lontane dall’offrire agli studenti una valida alternativa all’istruzione statale, la maggioranza di queste istituzioni private—che costano il doppio dei corrispettivi statali—sono studiate semplicemente per speculare sui ragazzi che non hanno avuto risultati abbastanza buoni da entrare in istituti più prestigiosi.

Il film segue Wang Zehziang, un tutor presso l’Hongbo College (privato), che gira per il Paese provando a convincere studenti poveri a iscriversi da lui usando fotografie di classi prese da internet e registrazioni di attori che fingono di aver beneficiato del tempo passato al suo college. Conosciamo anche la storia di Wang Pan, una ragazza diplomata proveniente da una zona rurale incredibilmente povera, i cui genitori disabili hanno disperatamente provato a raccogliere i soldi per mandarla in un’università privata che ha, a loro insaputa, preso il denaro per poi lasciare la figlia senza nulla in cambio.

Alla fine incontriamo Wan Chao, un laureato in cerca di lavoro che si trascina da un colloquio all’altro. Il suo CV dice al mondo che è passato dall’essere “un ragazzo che insegue istintivamente i suoi sogni a un uomo che li sta ormai realizzando”. In realtà la sua vita è più un piangere sulle scale fuori da un bar, dormire durante il giorno perché è depresso e sentirsi urlare contro perché non sa usare Excel. Il che può suonare come una vostra normalissima settimana lavorativa, ma c’è qualcosa di Wan Chao che rende la sua storia più triste della più triste delle canzoni dei Replacements.

È un film geniale, quindi ho contattato Weijun Chen per parlarne.


Wang Pan.

VICE: Ciao Weijun, mi potresti dire qualcosa a proposito dell’ascesa delle università private in Cina?
Weijun Chen: Prima del 1999, tutte le università cinesi erano create e controllate dal governo cinese. Dal 1999, il Dipartimento dell’Educazione ha deciso di speculare sul settore. Questo significa che incoraggia i capitali privati a fondare istituti che vengono poi gestiti come un’azienda. Alcuni sono dei college completamente privati, altri sono università nazionali fondate con partecipazioni private allo scopo di creare un istituto indipendente. Nel 2011, c’erano all’incirca 1.400 college privati. La grande maggioranza di essi è come l’Hongbo College descritto nel film.

Quanto bene devi fare gli esami per andare in una buona università di Stato?
Se sei figlio di un contadino, ci sono molte poche possibilità di andare in una buona università statale perché non hai i soldi necessari a pagare la partecipazione alle Olimpiadi della Matematica. Quindi non entri in una buona scuola media o un buon liceo. Non ci sono buoni insegnanti né buone scuole nelle zone rurali perché le risorse di alta qualità sono raccolte nelle città. La società cinese si divide in due gruppi—ci sono i contadini e ci sono le persone che vivono nelle città, e hanno ognuno un diverso documento di identità.

Come si differenziano i documenti di identità?
I documenti che hanno i cittadini garantiscono tutti i benefici del sistema previdenziale. I documenti di contadini e agricoltori non garantiscono nulla. Inoltre, gli studenti delle zone rurali non hanno il diritto di andare a scuola in città, quindi è molto difficile per loro passare il test d’ingresso per le università statali. Questo significa che, se vogliono andare all’università, devono andare in quelle private, che sono più costose e neanche lontanamente altrettanto buone.

Se non vai all’università, quante possibilità hai di trovare un buon lavoro?
È difficile trovare un buon lavoro se non ti sei laureato in un’università di Stato, perché tutti sanno esattamente come funzionano le università private. Sanno che questi istituti hanno una retta costosa ma un basso livello qualitativo di educazione. I laureati nelle università private prendono salari più bassi degli immigrati. 


Wang Zehziang.

C’è un tutor nel tuo film, Wang Zehziang, che lavora per l’Hongbo College, un istituto privato che mentiva ai suoi potenziali studenti ed è stato chiuso. Ci sono molte università che come l’Hongbo mentono ai loro studenti?
Sì, perché ci sono tantissime università private e il loro scopo è guadagnare soldi, quindi sono in competizione tra di loro per aggiudicarsi gli studenti. Uno studente significa semplicemente un mucchio di soldi.

Wang racconta di come si senta colpevole vendendo una bugia. Perché ha continuato a farlo? È mai stato onesto con la gente che stava ingannando?
Credo che sia un uomo onesto che ha sofferto molto nel fare il suo lavoro. Ma sai, il lavoro che fa è legale in Cina.

Già, non è che mentire non sia la componente del lavoro di un sacco di gente qui, ad essere onesti. Come si inserisce questo sistema di educazione nel dichiarato socialismo dello Stato cinese? A un certo punto, uno dei tuoi personaggi dice che la Cina “ha perso tutti gli ideali e i principi comunisti.”
Sì, non credo affatto che si inserisca bene nel sistema socialista. Penso che il sistema educativo dovrebbe essere equo per tutti, indipendentemente dalla classe sociale di provenienza. Dobbiamo dare speranza alle persone che stanno sul fondo così che possano cambiare il loro destino.

Credi che l’ineguaglianza sia cresciuta a causa di queste università?
Sì, lo penso. E se la maggioranza delle persone sente di non avere assolutamente alcuna speranza, è un pericolo per la società. 

Il governo cinese farà qualcosa per questa situazione? Qualcuno del governo ha visto o commentato il film?
Molte persone stanno discutendo del problema su internet, ma i media tradizionali ne parlano raramente. Nessuno del governo ha visto il film finora perché la prima mondiale è quest’anno, che è appena iniziato. Questo significa anche che nessuno in Cina ha visto il film.

In Occidente, pensiamo che la Cina stia andando molto bene economicamente. È un mito?
No, non lo è affatto. Anche se abbiamo perso tutto quello che avevamo a parte l’economia. 

 

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