Il galateo di VICE

Come comportarsi a tavola - Seconda parte

Di Paolo Caporaletti

Nella prima parte abbiamo ripassato i concetti base dello stare a tavola. Nella seconda non ce la prenderemo più con gli innocenti scarpettatori, con i leccapiatti e gli sgomitanti: i precetti della nonna o della maestra delle elementari li abbiamo ormai ripassati tutti.

Esploriamo invece gli aspetti collaterali che nessun manuale, né in italiano volgare né in inglese britannico, ha mai trattato con dovizia di argomenti. Poniamoci pure delle domande scomode. 
Tipo, come usare la lingua a tavola non solo per mangiare, ma anche per parlare? 
E perché il vero ‘cibo difficile’, quello che può farci fare le vere figure di merda , si trova da Pizza Hut o da Burger King o dall’ortolano, piuttosto che in un ristorante di pesce? 
E infine, pago io, paghi tu o stecchiamo? 
 
Vi aiuteremo a rispondere.
 

LE CONVERSAZIONI A TAVOLA 

Di tutto ciò di cui si parla durante i pranzi con la famiglia d’origine o con i coinquilini universitari (se ne avete) nei pranzi cacio e pepe e Heineken 66cl., di argomenti cioè come la morte, le vicende da sala operatoria, i propri soldi, eventualmente le tasse, le case degli altri, il sangue, di tutte queste cose non parleremo. Come ogni manuale di etichetta diamo per scontato che ognuno a casa propria se la cavi come vuole, e che quando è solo, con il piatto in mano davanti allo schermo del computer, non parli. 

A differenza di tutti gli altri manuali di etichetta invece, vi chiediamo di fuggire dalla small talk, la conversazione circolare che tappa il silenzio imbarazzante: una cena non è il primo giorno di Erasmus (Da dove vieni? Come ti chiami? Che brutto tempo!)

Cinema. I gusti cinematografici degli altri sono imprevedibili. Può capitare anche che qualcuno vi metta  in mezzo Fight Club come film seminale... ecco, non dico che dobbiate mostrarvi disponibili a un vero ‘dibattito’, ma non alzatevi nemmeno di scatto sbattendo il tovagliolo sul tavolo e sbottando "Questo è troppo!" Cercate di conciliare per quanto possibile, ricordando che "qualsiasi cosa in cui ci sia Edward Norton è merda" non è la frase giusta, mi raccomando. 

Dovreste mantenere lo stesso contegno anche se dal pecoreccio si passa all’intellettualismo d’accatto: quando ad esempio vi capita di sentire arrivare nella vostra direzione le parole ‘Lars von Trier’ e ‘Genio’ nella stessa frase. Il galateo qui lo stanno violando gli altri, mica voi che rispondete mettendo giustamente ‘Machete’ e ‘Capolavoro’ nella stessa frase.

La Questione Palestinese. Sì, bisogna scongiurare l’ansia di sembrare troppo seri. E sì, a volte c’è la necessità di dissimulare la nostra ignoranza dei particolari. Forse per tali ragioni, mentre mangiamo, la nostra prospettiva nei confronti di questo conflitto somiglia ai commenti di una partita di calciotto con qualche bestemmia in meno. Vi sarete certo trovati a dire o ascoltare aneddoti al ribasso come:  "O ma lo sai che (pausa masticazione) la figlia di uno dei capoccia del Mossad ha (pausa deglutizione) rifiutato il servizio militare (pausa nuovo boccone ) obbligatorio, ‘refusnik’ mi pare (pausa masticazione) si dica così, e si è fatta pure il gabbio, ed è pure una fica! (deglutizione)." Un gioco troppo al ribasso.

Uscire da Facebook. "Insomma, assurdo cazzo, ora convivi! ti sei tolto da Facebook!" "Eh sì, scelta importante" "E come stai?" "Benissimo" "Vero?" "A un certo punto, dico, il tempo passa, non è che vivi solo per il cazzeggio i like, cioè, mi dispiace ma ora ho pure da lavorare Twitter."

Sesso. Secondo i fumosi ‘sondaggi’, il sesso a tavola sarebbe ancora più ‘tabù’ dell’ammontare del proprio stipendio. Ma non è vero niente. Di sesso a tavola si parla continuamente, anzi si fa più che altro un detour che aggira il sesso in sé toccando tutti gli argomenti collaterali, le eccentricità, il porno. La tradizione dell’autoironia sul porno è così ricca che i maschi eterosessuali possono pescare dove vogliono: funziona sempre. Alle ragazze—non solo quelle che hanno un rapporto problematico col sesso—piace parlarne, senza finire troppo sul personale, e lasciare spesso gli altri nel dubbio sulla discrepanza fra ciò che conoscono e quello che praticano. E mostrando di conoscere più attrici porno rispetto ai maschi.

Motori. È raro ma può capitare che vi venga posta una domanda del tipo "Ti piacciono le marmitte?" Se non sapete proprio cosa dire rispondete che no, l’unica cosa che sapete sulle automobili è la differenza visibile fra la Porsche serie 911 e Porsche Boxster perché avete giocato a Need For Speed. Siccome l’appassionato di motori è anche appassionato di Playstation 3, si cambia argomento. Siete stati tattici.  

Gusti musicali. C’è una regola anti-nicchia nelle prescrizioni del galateo, e pretende che non si debbano trattare argomenti che escludono qualcuno dei presenti. Con i ‘gusti musicali’ questo garantismo va a puttane. Tanto sono tutti peccatori in questo caso. Se la dubstep ha fatto nascere un’affinità elettiva fra due persone che vi mangiano accanto, e che si sono chiuse, vi sembra assurdo, perché la dubstep vi fa schifo. Ma appena vi chiudete con qualcuno a parlare di quella band di amici vostri che vi piace un sacco, lo fate con naturalezza. Contro le affinità elettive l’etichetta perde sempre. 

Viaggi. I viaggi vanno bene, lacerano le timidezze reciproche e suggeriscono una quantità potenzialmente infinita di deviazioni nel discorso. Per tutti quelli che hanno il passaporto timbrato quanto il vostro, editate il racconto, tagliate, evitate la versione orale dell’album Facebook in cui sono caricate 300 foto identiche (se avete amici in grado di condensare il Sudafrica in quattro minuti di aneddoti non idioti avrete già capito come si fa). Bisogna ricordare che chi ha viaggiato poco però sviluppa una serie di complessi che lo porteranno ad ascoltare i racconti di chi invece ha viaggiato parecchio con un miscuglio represso di invidia e di paura letterale della morte, perciò, saranno cazzi loro, ok, ma cercate di non esibirvi in reportage fluviali del tipo "Lo Zen e l’arte di dare un senso alla mia vita solo quando me ne vado dall’Italia per tre mesi."

Gay. Chiedere a un gay perché, nonostante i gay godano di uno splendido diritto (nessuno può pretendere bambini da loro), siano così testardamente intenzionati a perderlo. Potrebbe essere l’inizio di un’amicizia oppure di una feroce incomprensione reciproca. In ogni caso ci avete provato. 

Politica. Con la politica amatoriale a tavola, se alla fine non si accende la rissa, si accende la noia. Sperate solo di non trovarvi gomito a gomito con un abbonato al Fatto Quotidiano

Con certe persone poi non si può volare più di tanto: una volta ho raccontato a un’ebrea italiana una scena di una famosa serie tv in cui Larry David insegna a un bambino gay cos’è una svastica. Lei non ha riso neanche un po’, e mi ha anche giudicato.

Se stessi. Ci sono persone che in testa hanno come delle animazioni di Cyriak fatte di ‘io’ sempre più grandi che inciampano uno sull’altro e gridano sempre "io!, io!, io!", e quegli io te li scaricano tutti addosso soprattutto a tavola. Di solito sono ragazze fra i 23 e i 27 anni e ragazzi fra i 21 e i 24, ma può essere chiunque. Un boccone dopo l’altro dovrete venire a sapere QUANTO si sono drogati e QUANTO sono arrivati a un pelo dal baratro. Dovrete sapere QUANTO quella persona appena uscita dalla loro vita li abbia quasi (QUASI) portati a un passo dal baratro, e addirittura di come stiano facendo in questi giorni un serio PENSIERINO sul vegetarianesimo dopo aver scoperto come vengono uccise le vacche prima di essere macellate, e ovviamente dovrete saperlo COME vengono uccise queste vacche, un pezzettino dei lombi elettroshockati e sgozzati delle quali si trova ora sulla punta della vostra forchetta, e se lo sapete già a Mr./Mrs. "ora ti parlo un po’ di me" non importa, è importante confrontare versioni diverse di orrori, e così via. 

La tragedia è quando non abbiamo nessuno accanto che ci permetta di rivolgere a questi individui la sfumatura della nostra nuca.

Moti dell’anima. Vi lavate i denti di nascosto prima di fare sesso la mattina? Vi piace la poesia? Le vostre aspirazioni sono state ridimensionate? Lo psicologo vi ha messo in crisi? Siete ambiziosi? Non vorreste mai un figlio prima dei 32 anni? Una notte, ormai  lontana e imbarazzante, avete provato ad aprire la gabbia della tigre in un circo di periferia e l’indiano di guardia vi ha inseguito per mezzo km? La vostra canzone preferita in assoluto è "Be My Baby" delle Ronettes? Parlatene alla vostra ragazza a tavola. Se non potete, forse avete la ragazza sbagliata.


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