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      A pranzo con Larry Clark

      December 7, 2012

      Di Christian Storm

      Photo Editor

      Larry Clark è una leggenda. Ha iniziato a fotografare la parte più oscura della società quando era solo un adolescente, e più tardi nel corso della sua carriera si è avvicinato alla regia, creando film del calibro di Kids, Bully, e Wassup Rockers (per citarne solo tre). Il suo lavoro ha vinto diversi premi ed è stato esposto in più posti di quanti riusciamo a contarne. Larry è un tipo molto gentile e allo stesso tempo estremamente tosto. Il suo ultimo film, Marfa Girl, è appena uscito sul suo sito internet e si può vedere in streaming per meno di 5 euro, scansando completamente il soffocante circuito dei cinema e la burocrazia della censura. La settimana scorsa mi sono incontrato con Larry e abbiamo festeggiato la fine della sua recente dieta purificante mangiandoci un bel piatto di pasta.

      VICE: Ho visto il film non appena è uscito. Sono andato nella piccola sala di proiezione del nostro ufficio e l’ho guardato lì.
      Larry Clark: L’hai proiettato dal computer? Che figata. A Marfa hanno fatto così. L’hanno proiettato in un bar e più di cento persone sono andate a vederlo. Se qualcuno lo compra va bene, possono farne quello che vogliono. Non mi importa.

      Quali sono state le loro reazioni?
      Qualcuno mi ha chiamato e ha detto che quando Chachi, che nel film è un bassista, scopa la ragazza, i parenti hanno iniziato a incitarlo dicendo “Scopa quella ragazzetta bianca!” La madre di Adam Mediano, il protagonista di Marfa Girl, mi ha scritto un messaggio dicendomi che è il mio film migliore di sempre. Diceva “Fagliela vedere.” Quel messaggio mi ha commosso. Le reazioni sono molto positive. I critici dicono che mi sto evolvendo, e la cosa è in un certo senso divertente.

      Pensi che sia vero?
      Credo di stare diventando più libero. L’ho semplicemente scritto e messo assieme passo dopo passo. Non userò nessun tipo di accorgimento per far funzionare la trama. Se c’è una scena con un dialogo che rallenta, rallenta. Se prende velocità, prende velocità. Ho pensato semplicemente che avrei messo in questo film quello che mi interessava, e nient’altro.

      E facendolo uscire su internet, puoi fare quel che ti pare.
      Posso comunque fare quello che mi pare. Sono io che decido qual è l’ultima versione. Ma di solito devi abbandonare la tua visione per ottenere che passi la censura per i minorenni. Allora devi tagliarlo e poi puoi farne un’altra versione in DVD. La cosa migliore del farlo online è che non devi avere a che fare con la Motion Picture Association of America e con le commissioni di censura. Chi ha bisogno di quella gente, in ogni caso? Io no. I miei film hanno ottimi risultati in Europa, e non c’è problema. Le cose stanno cambiando. Il mondo sta diventando più conservatore, specialmente l’America. E tutti quelli che hanno meno di 35 o 40 anni guardano tutto quello che gli interessa sul portatile. Ma anche la gente più vecchia!

      Credo che il fatto che tu ti renda conto del potere dei film distribuiti su internet sia un altro esempio del tuo essere strettamente a contatto con la cultura giovanile.
      Cerco di fare attenzione. Ero a Los Angeles e c’era anche Jonathan Velasquez, di Wassup Rockers. Un pomeriggio viene a trovarmi al mio motel. Entra, si siede sul divano e tira fuori il suo cellulare. E per tre ore non mi parla neanche. Sta lì con il cellulare a scrivere e-mail e su YouTube, organizza un appuntamento per il sabato sera e scopre dove sono le serate, oppure parla del suo concerto, perché ha un gruppo. Non gli ho detto nulla, l’ho soltanto guardato. Mi sono detto “Oh, è questo che sta succedendo.” I ragazzi guardano i film sul cellulare, il che per me è la cosa più strana al mondo, ma se è così che vanno le cose, mi interessa.

      Nel mio discorso, quando ho vinto il premio a Roma ho detto, “A tutte noi vecchie scoregge e a tutti quelli che stanno piangendo per la fine delle pellicole da 35 millimetri, be’, morite con loro o andate avanti. Io sto andando avanti.” Un amico di lunga data, che è più vecchio di me, mi ha mandato un’e-mail che diceva, “È stato un discorso grandioso, ma mi ricordo che sei o sette anni fa dicevi esattamente l’opposto. Dicevi che avresti girato soltanto in 35 millimetri e fanculo questa nuova merda digitale.” Evidentemente, sono rinsavito.


      Adam e Mercedes, in Marfa Girl

      Quanto ti influenzano i tuoi attori quando scrivi la sceneggiatura? Hai parlato molto con Adam della sua vita?
      Adam ha un dono divino, qualcosa che davvero non può essere insegnato. È molto tranquillo e l’ho notato tra tutti i suoi amici, persone estremamente estroverse. Quando Adam apre la bocca per dire qualcosa è molto brillante, quindi si capisce che ha un carattere divertente e intelligente. Nel film non fa molto. È un po’ tipo Marlon Brando in quel senso, o James Dean. Quando li guardi magari non pensi stiano facendo qualcosa, ma se li vedi nelle riprese riesci a capire cosa sta succedendo dentro di loro. Adam ha quella qualità.

      La scena iniziale, in cui lui viene placcato dalla guardia di confine, è una cosa che gli è successa davvero. Erano lui e un altro ragazzo, e questo è stato placcato e ammanettato. E tutto perché erano rimasti in giro per un po’ oltre il coprifuoco. Adam ha provato a superare una recinzione, e il tipo l’ha tirato giù, spinto a terra e tenuto lì per poi colpirlo un paio di volte. Quelli che controllano il confine credono di non avere nulla da fare, e pensano di poter fermare chiunque sia nero per buttarlo a terra e chiedergli i documenti.

      Come hai trovato ragazzi tipo Adam?
      Quando facevo i casting a Austin, gli attori professionisti e le persone che erano con me erano concordi nel dire di non aver mai visto un casting del genere. Non accennavo al ruolo, chiedevo soltanto di parlare di sé. “OK, cosa fai quando non reciti?” e gli aspiranti attori mi raccontavano delle loro vite. È come andare dallo psichiatra, dicevano. La mia maniera di lavorare con gli attori consiste nel collaborare con loro. Devono piacermi, io devo piacere a loro, devo avere fiducia in loro, e loro devono averne in me. È così che ottengo quel genere di performance.

      Quando si lavora con attori che hanno meno esperienza, credo che farli recitare in un ruolo che gli somiglia garantisca risultati migliori. Adam per esempio sta un po’ recitando se stesso, giusto?
      In realtà, recita il ruolo dell'ingenuo a cui capita di tutto. Le cose che fa nel film con le ragazze non gli sono successe davvero, che io sappia. Con i ragazzi, con gli adolescenti, non faccio mai domande sulla loro vita sessuale. Non tiro mai fuori l’argomento, perché penso sia raccapricciante per un vecchio chiedere a dei ragazzi della loro vita sessuale. Se loro non ne parlano per primi, io non faccio domande. Non so se si è scopato dieci ragazze o è vergine, non ne ho idea.

      Tutti i personaggi sono compositi, ma basati su persone, perché tutto quello che puoi immaginare che succeda, o qualunque cosa tu legga sui giornali... qualunque cosa sia possibile agli esseri umani, questi lo fanno. L’hanno fatto. Non c’è nulla di così assurdo da non essere stato fatto dagli uomini. Siamo dei fottuti animali, faremmo di tutto.

      Le mie frequentazioni durano nel tempo. Vedo ancora Leo Fitzpatrick e Chloe e Rosario. Non spesso, ma siamo amici. Ci sono un paio di persone di Tulsa che sono ancora in vita e con le quali sono in contatto. Come il ragazzino indiano con i capelli lunghi, che ha 50 anni e dodici bambini. E un altro ragazzo di Tulsa, il biondo con il cazzo grosso, lo sento ancora. Suo padre è morto per un attacco di cuore a circa 30 anni. Aveva un cuore balordo. Credo che un altro ancora sia andato di testa, come fosse perennemente sedato. È quello che succede facendosi di tutta quella vernice.

      È bello vedere cose del genere portate alla luce e descritte, di tanto in tanto.
      Io vengo dagli anni Cinquanta, da un ambiente conservatore. Eisenhower era presidente, e non doveva esserci nulla di questa merda in giro. Ma sta succedendo tutto intorno a me! mi sono detto, “Perché non puoi fotografarlo? Perché non puoi fotografare tutto?” Allora ho iniziato a fare foto di cose che vedevo intorno a me, parte della mia vita, e delle esistenze di altre persone che non venivano mai ritratte in foto. Avrebbe dovuto essere un segreto. In casa mia, l’unica regola, l’unica cosa che i miei genitori mi abbiano mai ripetuto allo sfinimento era “Qualunque cosa succeda qui, rimane qui. Non devi mai parlarne fuori.” E avevo una vita segreta di droghe e segreti. Allora ho iniziato a fare fotografie. Se qualcun altro avesse fatto quelle fotografie, io non le avrei fatte. Ho fatto la stessa cosa con i film. Se qualcun altro facesse film del genere, io non li farei.

      Vero, nessun altro li fa.
      Già, non m interessa fare film o fotografie che qualcun altro fa. Così nessuno può copiarmi. Il mondo della pubblicità e il mondo della moda guardano alle mie foto per vendere la loro robaccia. Il che va bene, non è il mio mondo, non è il mio mestiere, e possono fare quel che cazzo vogliono perché io lo farò comunque. Ma nessuno mi può davvero copiare, perché io sono davanti. Faccio soltanto quello che voglio vedere. 

      Come ti è venuta l’idea di lanciare LarryClark.com?
      Volevo farlo per un film di 22 minuti senza che nessuno potesse metterci mano. La gente diceva, “Non puoi farlo, non puoi far uscire questa cosa. Non verrebbe mai distribuito.” E io dicevo “Be’, lancerò un sito soltanto per questo film di 23 minuti. Lo farò uscire io.” 

      Hai mai sentito parlare del comico Louis CK? Ha fatto qualcosa di simile a quello che hai fatto tu.
      Oh sì. Quando mi hanno detto che un comico ha fatto uno spettacolo e l’ha messo online per conto suo ricavandone un sacco di soldi, ho detto “Wow! Questo è furbo!” E ovviamente sapevo dei Radiohead, che hanno fatto uscire il loro disco un paio di anni fa, dicendo “Pagatelo quanto volete,” e hanno effettivamente fatto dei soldi. Ho detto “Caspita, questo è il futuro, è questo che sta accadendo.”

      Farò i 70 a gennaio, e non ho tempo da sprecare. Realizzerò altri cinque o sei film, e li farò uscire su internet. Al momento sto lavorando a uno di questi, ma ci sono continui ritardi. “Ora o mai più, figli di puttana. Non ho più tempo da perdere.” Sono diventato vegano per avere più energia. Lavoro dalle 20 alle 21 ore al giorno, ogni giorno, quindi devo abituare il mio corpo a dormire al massimo tre o quattro ore per notte. E l’ho fatto. Quindi eccomi qua, a parlare con te. Va bene?


      Per vedere l'ultimo film di Larry Clark, Marfa Girl, clicca qui.

       

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      Tag: Larry Clark, Marfa Girl, Tulsa, fotografia, cinema

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