
POP.1280
The Horror
Sacred Bones |
U-N-A-F-I-G-A-T-A, ben scandito così vi convincete che non c’è altro modo di definire questo disco. I Pop.1280 sono un trio newyorkese i cui (ahem) membri hanno palesemente passato l’adolescenza a toccarsi con la scena di The Right Side Of My Brain in cui Lydia Lunch spompina Clint Ruin. Potrei ora lanciarmi in paragoni con una decina di gruppi che conosco solo io, ma meglio evitare, rischio di passare il livello legale di onanismo in una recensione.
MICHAEL GIRA CHE TI RIGIRA |
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NUNFUCKRITUAL
In Bondage To The Serpent
Debemur Morti |
A dire il vero volevo fare il sofisticato e recensire un disco di classe come quello degli Oranssi Pazuzu—dio mi fulmini se non è la cosa più psichedelica dopo le stelline Barilla al brodo di dado e formaggino—ma, si sa, il male vince sempre, quindi mi tocca dar lode al demonio tramite questo macigno lisergico di blasfemie gratuite.
VENTREPPE GIUSELLA |
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IL TEATRO DEGLI ORRORI
Il Mondo Nuovo
La Tempesta |
La recente metamorfosi pasoliniana del Capovilla ha reso Il Teatro degli Orrori un mero strumento di un progetto più grande ed articolato, volto ad aprire gli occhi a migliaia di italiani sulla realtà in cui viviamo Et rinverdire di pari passo (immaginiamo) quell’appeal rivoltoso e poetico che era del rock nei suoi anni più selvaggi e meno allineati. Intento lodevole, peccato che il disco suoni come un’accozzaglia di luoghi comuni sonori e slanci buonisti che manco la campagna di tesseramento del PD.
GIANMORFEO BARTOLINI |
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PRIMAL FEAR
Unbreakable
Frontiers Records |
A portata di cesso ci sono band che le label tedesche nazionaliste continuano a promuovere in pompa magna come se niente fosse. Fra i frutti della sbobba sonora che ingurgitano i crucchi ci sono i Primal Fear e il loro nuovo banalissimo album. I coretti da castrato provenienti da un pelatone vestito di pelle li abbiamo già sentiti dai maestri Judas Priest, ma loro sono inglesi e, cazzo, di stile ne hanno da vendere. Se mi voglio bere una cocacola non mi bevo sicuramente quella dell’Esselunga, che è lì apposta per chi ha gusti di merda.
ALOHA REICO |
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BASTARD PRIEST
Ghouls Of The Endless Night
Blood Harvest
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ANSA - Prima regali per tutti, abbracci e gioia, poi raffiche di pallottole, mentre ragazzi e adulti stavano aprendo i pacchi. A Forth Worth, in Texas, la polizia ha trovato sette corpi, tutti in un lago di sangue. “Babbo Natale” ha fatto una strage massacrando sei membri della sua famiglia per poi togliersi la vita con lo stereo alle orecchie. Ascoltava i Bastard Priest.
GIUSEPPE VENTRELLA |
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ALCEST
Les Voyages De L’Âme
Prophecy Productions
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Dopo anni di black metal suonato nei boschi, travestiti da befana, ci si trova spesso di fronte a un bivio: continuare a fare l’elfo o virare verso l’avantgarde di classe. Di solito dietro queste reincarnazioni c’è sempre la mente ingegnosa di qualche ex-nerd polistrumentista appassionato di arte, letteratura e muffe: è il caso di Stéphane Paut alias Alcest. Il viaggio dell’Anima in questione è un immenso centrifugato poetico, folk e ambient dalle atmosfere sospese: mangiatevi una baguette piena d’aglio, mettetevi nudi nel camino ricoperti di rami ed ascoltatevi sta robba.
COCORICO JO’ |
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BLUT AUS NORD
777-The Desanctification
Debemur Morti |
Non ricordo cosa avevo scritto qualche mese fa per recensire la prima parte della trilogia 777 dei Blut Aus Nord, mi pare fosse qualcosa d’entusiasta, quindi a grandi linee direi che può valere anche per questa, che è la seconda parte, e che in primavera sarà seguita da una terza che… Boh, cazzo, so solo che se continuo ad ascoltare sta roba, prima o poi ci resto secco come Padre Merrin.
GIUSTINO DA PIETRALCINA |
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LAMB OF GOD
Resolution
Roadrunner records |
C’è stato un periodo nefasto in cui bastava avere una super produzione e un frontman munito di acciughe tatuate per essere troppo i più fichi. Il problema è che erano tutti così. Ora che le produzioni hanno abbassato il tiro, quella palude di creature ripugnanti, come per magia darwiniana, si è prosciugata facendo sopravvivere solo i pochi con un briciolo di qualità. I Lamb Of God, fra questi, sfornano album con l’abilità di un pizzaiuolo acrobatico. Resolution è una 4 formaggi: buona ma non troppo, dal forte sapore di zola e sicuramente di grande impatto. Sconsigliata a vegani e intolleranti al lattosio.
KIKO RICATOMY |
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