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      Reperti segaioli del grande carcere estone

      September 16, 2011

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      Nel 1820, lo spietato zar Nicola I fece costruire un'enorme prigione sulla costa del Baltico, appena fuori Tallinn: era così efficace nel rendere i prigionieri piccoli piccoli di fronte alla grandezza del tiranno che è rimasta in funzione fino al 2004.

      Adottata dal KGB in epoca sovietica, è stato solo con l'ingresso nell'Unione Europea che l'Estonia ha deciso di chiuderla. Probabilmente perché avere un gulag perfettamente funzionante appena fuori dalla capitale non corrisponde esattamente alla visione democratica del continente di Angela Merkel.

      Dopo aver condotto gli ultimi detenuti in posti vagamente più umani, la prigione Patarei ("la batteria") è stata abbandonata. Fortunatamente (per i nostri scopi) le autorità si sono dimenticate di questo edificio umido e medievale, in cui migliaia di uomini hanno letto fumetti su Gesù e si sono masturbati furiosamente guardando foto di Lisa degli Steps strappate da copie di contrabbando di Smash Hits. Se questi muri potessero parlare…

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      Tallin non è molto grande, quindi arrivare alla prigione a piedi non è stato un problema. Dopo aver oltrepassato il grande cancello in ferro battuto che conduce all'interno dell'enorme struttura triangolare, la civiltà della capitale sembra lontana anni luce. Ho subito pensato al consiglio di Richmond, che rinchiude i rivoltosi nei Premier Inn di Londra, e poi ho cercato di immaginare i prigionieri politici qui dentro, mentre sgranocchiano noccioline e ballano una conga nei corridoi con Lenny Henry. Non è stato facile.

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      Dentro alla prigione, una guardia si sedeva in cima allo stretto cortile e osservava i detenuti agitarsi mentre cercavano di inspirare la maggior quantità possibile di aria fresca del Baltico durante la loro ora d'aria settimanale.

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      Le celle, distribuite su quattro piani, avevano una loro gerarchia: quelle del piano interrato sembrano le curve dell'intestino del diavolo. Qui, la perenne esposizione all'umidità era usata come strumento di tortura psicologica dal KGB. Se dovessi tirare a indovinare, non credo che i prigionieri trovassero molto conforto in questo "Dominator 2."

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      Lungo il cortile c'è un piccolo corridoio che conduce a quella che veniva affettuosamente chiamata la "stanza dell'impiccagione." Per secoli, una scaletta come questa è stata usata per togliere il cappio dal collo dei prigionieri morti di recente. I corpi poi venivano portati agli scogli e gettati in mare.

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