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      Corea e Giappone 2002: vi ricordate di Byron Moreno?

      May 2, 2014
      Dalla rubrica 'Stili di gioco'

      La scorsa settimana ho cominciato una mini-serie di pezzi la cui idea di fondo è riguardare partite di Mondiali passati, ma recenti, che magari avevo visto già all'epoca ma su cui adesso ho per forza di cose una prospettiva diversa. Tipo: riguardare Brasile-Danimarca del '98 sapendo che sarebbe stata l'ultima partita di Laudrup: un calciatore che per motivi anagrafici non ho potuto apprezzare veramente nel suo momento migliore.

      Una cosa di cui mi sono accorto stilando una lista provvisoria di partite (a proposito, se avete suggerimenti lasciateli nei commenti) è che allargando e stringendo lo zoom ogni Mondiale è un contenitore di storie e partite meritevoli. Non tutte, ma molte sì. Ad esempio, nella mia lista sul Mondiale del 2002 sono finite almeno un paio di partite del girone “della morte”: Argentina-Inghilterra-Svezia-Nigeria, con l'Inghilterra di Owen e Heskey allenata da Eriksson e la Svezia che elimina l'Argentina di Bielsa con un 1-1 soffertissimo (e un giovanissimo Ibrahimovic entrato a tener palla negli ultimi minuti). A sua volta poi la Svezia si è fatta eliminare nei tempi supplementari dal grande Senegal di Bruno Metsu (o, a scelta, di Fadiga, Diouf, Coly), altra partita meritevole di attenzione. Come quella in cui il Senegal aveva rischiato di non passare il girone facendosi rimontare da 3-0 a 3-3 dall'Uruguay (e non ho citato il Paraguay di Cesare Maldini e Roque Santa Cruz).

      Ho fatto alcuni esempi perché la distanza temporale aiuta a relativizzare e mi chiedo che posto occupi in un affresco di questo tipo l'eliminazione italiana per mano della Corea del Sud agli ottavi di finale. È importante quanto i capelli a triangolo di Ronaldo e le maglie senza maniche del Camerun (con sotto una maglia nera imposta dalla Fifa per ragioni di decenza, credo) o abbiamo davvero perso un'occasione?

      Da quell'estate non ho più riguardato la partita e sono rimasto con il ricordo di un match truccato in modo ridicolo dall'arbitro ecuadoriano Byron Moreno; e mi chiedo se, magari, non ci è stata tolta la possibilità di vincere due Mondiali consecutivi (insieme a quello del 2006). Sopratutto voglio sapere se riguardandola senza nessuna emozione in gioco avrò la stessa impressione.

      Per alimentare i rimpianti basta guardare la rosa e le età dei giocatori convocati da Trapattoni:

      Vieri (28), Totti (25), Nesta (26), Del Piero (27), Cannavaro (28), Inzaghi (28), Zambrotta (25), Buffon (24), Panucci (29). A cui vano aggiunti l'eterno Maldini (33), un centrocampo tutto muscoli: Cristiano Zanetti (25), Tommasi (28), Di Biagio (30), Gattuso (24), Di Livio (35), o ancora: Materazzi (28), Montella (27), Delvecchio (29). C'era anche Cristiano Doni (29), ma Trapattoni aveva lasciato fuori il Roberto Baggio di Brescia. Va ricordato anche che l'Italia aveva perso l'Europeo del 2000 nel modo rocambolesco che tutti ricordiamo, in finale contro una Francia fortissima.

      Possibile che una squadra del genere sia finita a fare da comparsa, al massimo da vittima, all'interno della biografia assurda di un arbitro sudamericano? O c'era dietro qualcosa di più, una cospirazione della Fifa, cioè di Blatter?

      Come siamo arrivati a Byron Moreno con il Tapiro d'oro? A Byron Moreno ospite della trasmissione Rai Stupido Hotel, impalato davanti ad José Altafini con il suo sguardo a mezz'asta e un pizzetto disegnato a matita? A Byron Moreno preso a uova in faccia al Carnevale di Cento? A Byron Moreno arbitro di un torneo di calcio a 7 di Scortichino preso di nuovo a uova (e vino) in faccia?


      L'impenetrabile Moreno.

      Nelle partite precedenti di quello stesso Mondiale l'Italia aveva già avuto arbitraggi sospetti. Due gol annullati contro la Croazia e altri due contro il Messico ci avevano quasi eliminato nella fase a gironi (l'Ecuador aveva battuto a sorpresa la Croazia nell'ultima partita), e i dietrologi trovavano sospette persino le designazioni dei guardalinee, figuriamoci un arbitro sudamericano sconosciuto e, nel nostro immaginario colonialista, facile da corrompere. La Corea invece aveva vinto 1-0 la partita decisiva del girone con il Portogallo (Figo, Rui Costa, Pauleta) finendo in 11 contro 9 e il vicepresidente della Fifa era coreano. Per di più, come sottolinea Repubblica dopo la partita, era anche padrone della Hyundai. I tifosi di casa prima del fischio d'inizio ci hanno ricordato la sconfitta con la Corea del Nord in un Mondiale di mezzo secolo prima con degli striscioni “Again 1966!”. Insomma gli auspici non erano dei migliori.


      Il minutaggio a cui mi riferisco nel pezzo è quello di questo video. Speriamo che le vostre visualizzazioni in massa non spingano i proprietari dei diritti a farlo togliere da YouTube. Sul serio, perché i diritti sulle partite di calcio non scadono, che ne so, il giorno dopo la partita stessa? Che ci fanno?

      Trapattoni ha messo in campo un 4-3-3 ambiguo, con Totti dietro Vieri e Del Piero (ma in sostanza libero di muoversi in lungo e in largo) e un centrocampo Zambrotta-Zanetti-Tommasi. In difesa Nesta era infortunato e Cannavaro squalificato, giocavano Iuliano e Maldini con ai lati Panucci e Coco. Durante tutto il primo tempo ho avuto l'impressione che Zanetti e Tommasi fossero quasi classica coppia di centrali di centrocampo con Zambrotta largo a destra e, dato che Coco si alzava spesso sulla linea dei centrocampisti, sembrava quasi un 3-4-3. Forse l'Italia prendeva quella forma semplicemente per adattarsi al 3-4-3 della Corea, allenata da Guus Hiddink (specialista in miracoli: dopo la semifinale di quell'anno ha portato agli ottavi l'Australia del 2006: lì ci siamo rifatti a livello di arbitraggio). O forse Zambrotta era semplicemente fuori ruolo.

      Dopo solo quattro minuti Moreno ha fischiato un rigore per la Corea. Trattenuta abbastanza netta di Panucci su Seol Ki-Hyeon (il numero 9 coreano che giocava nell'Anderlecht, uno dei migliori in campo quel giorno). Buffon ha parato il tiro di Ahn Jung-Hwan (che giocava nel Perugia) e dopo poco siamo andati in vantaggio con un colpo di testa di Vieri su calcio d'angolo di Totti.

      Quell'Italia però era una squadra statica e lenta e nel primo tempo le uniche azioni degne di nota sono venute dagli inserimenti di Tommasi. Anzi, guardandola con gli occhi di oggi, Tommasi sembrerebbe l'unico giocatore veramente moderno (fluido, capace cioè di passare dalla fase difensiva a quella offensiva senza soluzione di continuità). Al minuto 20:40 circa, dopo un bello scambio Maldini-Del Piero sceso a fare la sponda, Tommasi serve Vieri in profondità ma l'attaccante un po' defilato calcia di sinistro incrociando troppo alto. Al minuto 47:30 Tommasi vince un duello aereo nella metà campo sudcoreana, si butta in area, Totti lo serve con un filtrante dei suoi ma Tommasi calcia sul portiere avversario in uscita.

      Tutto sommato la Corea sembrava una squadra più brillante anche se meno dotata tecnicamente. Partendo dal possesso palla prolungato dei tre difensori sulla linea della metà campo (allineati in modo un po' rischioso, senza creare più linee di passaggio come si vede fare nei 3-5-2 di questi anni) la Corea prendeva tutta l'ampiezza del campo, cambiando più volte lato durante la stessa azione, con passaggi corti e sponde continue per accorciare i reparti. I tre giocatori offensivi, e specialmente Ahn al centro, hanno mandato più volte in affanno la difesa italiana con il loro dinamismo (al minuto 45:15 Ahn manda completamente a vuoto Iuliano in area e poi calcia al lato davanti a Buffon).

      Moreno nel primo tempo ha ammonito Coco per un'entrata in ritardo su Park Ji Sung (che all'epoca aveva 21 anni e stava per passare al PSV prima di andare al Manchester United) e Totti intorno al ventesimo minuto di gioco, perché è saltato con il gomito troppo alto su un colpo di testa. Adesso, se Moreno avesse voluto davvero rovinarci la partita dall'inizio, e in effetti ha fischiato un rigore dopo quattro minuti, avrebbe benissimo potuto espellere Totti in quel momento, no? Anche Vieri dà una gomitata involontaria a un sudcoreano che subisce il colpo e cade a terra: Moreno è stato bravo a non tirare fuori il rosso. 

      Gli italiani invece si sono presi subito molta confidenza. Sul rigore (ripeto: netto) Panucci protesta con la vena del collo che sta per scoppiare gridandogli a una distanza talmente ravvicinata che se lo facessi io gli laverei il viso. Poi quando Moreno ammonisce Kim Tae-Young al minuto 27:35 si vede anche Panucci che gli dà una pacca sul sedere per manifestare, credo, la sua approvazione.


      Fino a qui Byron Moreno ha arbitrato bene.

      Dopo un quarto d'ora Trapattoni toglie Del Piero e mette Gattuso passando al 4-4-2, Tommasi slitta sulla fascia sinistra, Zambrotta (poi sostituito da Di Livio) su quella destra, per contrastare il possesso della squadra di Hiddink. La Corea ha aumentato il ritmo e l'Italia ha la sua occasione migliore (1:27:00) su una verticalizzazione di Zanetti per Vieri che con il portiere a terra e il lato destro della porta vuota calcia fuori. Gli italiani iniziano a prendersela con Moreno quando a dodici minuti dall'inizio del secondo tempo fischia un fallo al limite su scivolata di Coco (che con un po' di malizia avrebbe potuto ammonire una seconda volta). Zanetti protesta con le mani giunte all'italiana e forse gli tocca la spalla mentre è girato, Moreno non tollera e lo ammonisce.

      Non sono un esperto di calcio asiatico e questa è la prima partita che rivedo della Corea del Sud di Hiddink, ma ho l'impressione che nel corso del secondo tempo sia passato a un ultra-offensivo 4-2-4 basato su continui inserimenti senza palla e una rotazione nei ruoli ammirevole. Mi piacciono molto il capitano Hong Myung-Bo, il playmaker Yoo Sang-Chul oltre ad Ahn e al già citato Seol Ki-Hyeon, che sulla sinistra ridicolizza Panucci in più di un'occasione e a tre minuti dalla fine (1:41:30) segna il meritato pareggio, proprio dopo una respinta goffa di Panucci su un cross dalla destra. Mentre la tv coreana sta ancora mostrando il replay del gol, Vieri ha l'occasione di chiudere definitivamente la partita su un rasoterra di Tommasi dalla sinistra, ma a un metro dalla porta calcia alto sopra la traversa.


      Il pundit dice: “That is THE miss of the World Cup”

      Il primo tempo dei supplementari è nettamente sbilanciato a favore della Corea del Sud (da quando è entrato in campo mi piace molto anche Cha Du Ri, terzino destro/attaccante aggiunto, che per poco non segna il golden goal in rovesciata) e anche il secondo inizia male per l'Italia. Buffon fa un mezzo miracolo su punizione (2:01:00) e il turning point della partita è l'espulsione di Totti (2:02:30): lancio di Coco, spizzata di Vieri per Totti che in area cade contrastato da Song Chong-Gug (futuro giocatore del Feyenoord). Moreno legge la simulazione e gli dà il secondo giallo (a questo punto il video impazzisce e vi dovrete accontentare degli higlight). Subito dopo Moreno ferma Tommasi (il nostro migliore in campo) a tu per tu con il portiere su segnalazione del guardalinee: non era fuorigioco.

      Nonostante ciò l'Italia potrebbe ancora vincere quando Gattuso ruba palla in pressing alla difesa sudcoreana e arriva al tiro da pochi metri, poi però calcia sul portiere come fosse un bersaglio alle giostre. A tre minuti dalla fine Ahn segna il golden goal deviando di testa un cross dalla trequarti.

      Sono arrivato alla fine estremamente rilassato. Devo ammettere che l'Italia non meritava di passare il turno sul piano del gioco. È vero, hanno sbagliato molte occasioni, ma non c'è stata la generosità né lo spirito di gruppo della Corea del Sud. E mi dispiace ricordare di aver provato piacere quando Luciano Gaucci disse di non volere riscattare Ahn per punirlo di quel gol. 


      “Ci trattava con superiorità, molto snob, quando con i coreani era molto educato,” ha ricordato Angelo Di Livio.

      Devo dire che non ho trovato molto da rimproverare alla prestazione dell'arbitro Moreno. Di fuorigioco come quello di Tommasi ne ho visti fischiare parecchi (e soprattutto non dipende da Moreno ma dalla bandierina alzata dell'assistente) e l'espulsione di Totti mi sembra un errore grossolano, ma non premeditato. Era anche il secondo tempo supplementare di una partita che era diventata piuttosto intensa e con cambi di fronte rapidi. Non so giudicare la fatica di un arbitro ma di certo Moreno non era al suo meglio. Nei falli a centrocampo e nelle zone pericolose e nei cartellini precedenti a quel secondo giallo mi è sembrato giusto.

      [EDIT: Dopo l'uscita del pezzo mi avete segnalato alcune reazioni da rosso per i coreani. In effetti Moreno o ha commesso alcuni altri errori macroscopici—ma anche quello di Totti è un errore grave—oppure ha sorvolato. Diciamo subito, anche sulla base della partita con la Spagna, che in generale si favoriva la squadra di casa. Detto ciò a me sembra, ma è una mia opinione, che da parte di Moreno non ci sia premeditazione né "controllo" della gara in tutte quelle situazioni con cui gli arbitri possono effettivamente controllarla. E a me qui interessano le responsabilità individuali di Byron Moreno e la nostra ossessione sviluppata nei suoi confronti.]

      Dopo quella partita Moreno è andato in viaggio a Miami e di ritorno in Ecuador si è comprato una Mercedes. Anche se lui sostiene di aver dormito dalla sorella a Miami ed era pronto a mostrare le ricevute dei pagamenti ufficiali e quella per la Mercedes per dimostrare che non era stato corrotto. Certo, cinque gol annullati in tre partite sono tanti e la nostra coscienza vittimista è stata rafforzata dai dubbi sull'arbitraggio di Corea del Sud-Spagna nei quarti di finale e sopratutto da quanto accaduto in seguito a Byron Moreno.

      Nel 2003 Moreno è stato sospeso una prima volta per la partita tra la Liga Deportiva Universitaria de Quito e il Barcelona Sporting Club di Guayaquil. A quanto pare la squadra di casa perdeva 2-3 e Moreno ha dato sei minuti di recupero aggiungendone in corsa altri sette, per un totale di 13 minuti di recupero (a seconda delle fonti i minuti sono 11 o 12) durante i quali la squadra di Quito ha prima pareggiato 3-3 e poi segnato il 4-3. Moreno a fine partita ha falsificato il referto come se fosse durata solo 90 minuti. In quel periodo era candidato alle elezioni municipali proprio di Quito.

      Tornato ad arbitrare dopo 20 partite è stato sospeso di nuovo per aver espulso tre giocatori della Sociedad Deportivo di Quito nella trasferta con il Deportivo Cuenca. Dopodiché si è ritirato perché la Federazione gli stava dando voti troppo bassi: “Me ne vado a testa alta dalla porta principale. Preferisco morire in piedi che vivere inginocchiato,” ha detto.

      La fine di questa storia è decisamente triste. Diventato commentatore sportivo in radio e tv, avvocato ma senza aver mai esercitato, So Foot racconta che Moreno ha perso un figlio piccolo, ha affrontato due divorzi e avuto problemi legali ed economici per un incidente stradale. Pare abbia minacciato sua madre con una bottiglia rotta durante una festa di famiglia. Poi, nel 2010, è stato arrestato all'aeroporto Kennedy di New York con addosso 4,5 chili di cocaina impacchettati sullo stomaco e sul retro delle gambe (era il suo quarto viaggio negli USA). Per i giornali italiani i chili erano sei e forse per rendere la scena più divertente la droga era nelle mutande. Buffon ha dichiarato “Secondo me Moreno nel 2002 li aveva già. Ma non nelle mutande, in corpo..." Nel settembre 2011 Moreno è stato condannato a 30 mesi di prigione da scontare in Ecuador.

      Facendo i calcoli oggi dovrebbe essere un uomo libero.


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      Tag: Byron Moreno

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