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      L'importante è finire

      November 18, 2012

      Di Redazione

      Per molti, avere una vita al limite è divertente, perché tra una gamba rotta e l'altra si accumula un sacco di esperienza e rimane comunque abbastanza tempo per annoiare gli amici con aneddoti sulle proprie cazzate. Se non conoscete persone del genere, ecco qualche storia che potete riciclare (o che non vi farà pentire di essere rimasti a casa a non fare niente anche questa domenica).

      Illustrazioni di Sam Taylor.

      TRENO IN CORSA


      Molto tempo fa, a un concerto, incontrai una ragazza. Passammo la notte insieme e decidemmo di continuare quell'avventura a distanza. Qualche mese dopo decisi di andare a trovarla, e prenotai un biglietto del treno per raggiungerla. Ma il giorno della partenza persi troppo tempo nei preparativi (gel nei capelli, profumo, una rasata alle palle e via così) e il mio ritardo si accumulò enormemente. Dovevo sbrigarmi, se volevo vederla prima che tornasse al lavoro o a qualsiasi altra cosa avesse in programma per quel pomeriggio.

      Arrivai in stazione e saltai sul primo treno, trascorrendo tutta la durata del viaggio a fare avanti e indietro per la carrozza pensando al modo più rapido per raggiungere casa sua. Mentre il treno si avvicinava al marciapiede della mia fermata, con la mente ancora rivolta alla combinazione di metro e autobus più efficiente, tirai bruscamente la maniglia delle porte. All'epoca c'era ancora il vecchio sistema, e così facendo mi ritrovai sbalzato fuori mentre il vagone era ancora in movimento.

      Saltando non me ne ero reso conto, ma invece di planare a terra con delicatezza atterrai sull'asfalto di faccia, rompendomi naso, mascella, polso e ogni singolo ossicino della mano destra.

      Quel giorno non lo passai con la mia ragazza, e dopo un po' decidemmo comunque di lasciarci, ma io ho ancora un'enorme cicatrice e la mascella storta a testimonianza della nostra storia.
       

      KETAMINA SALVA-VITA

      Una sera ero a una festa con alcuni amici—quei tipici eventi in cui nessuno sa chi abbia organizzato la cosa e tutti stanno in piccoli gruppetti a chiacchierare e a custodire gelosamente la propria roba. Ad un certo punto mi sono alzato per andare in bagno, e al mio ritorno sul tavolino di fronte al mio amico c'era una riga in mia attesa. Mi ci sono avventato sopra, e tra gli otto secondi e le due ore dopo (sinceramente non ho idea di quanto tempo sia passato, perché la mia concezione di tempo era allegramente andata a quel paese), ho capito che avevo tirato su della ketamina. 

      Non avevo mai presa granché prima, e quell'assaggio mi ha dato una discreta botta. Mi hanno raccontato che ho incespicato per 15 minuti buoni qua e là per la stanza. Io ricordo di aver iniziato un sacco di frasi dimenticandomi cosa stavo per dire due parole dopo. Ricordo anche di essere uscito di casa in cerca di una birra, completamente illuso che un paio di bottiglie mi avrebbero rimesso in carreggiata. Girovagando per strada perso com'ero non ho notato l'autobus che si dirigeva in mia direzione e che qualche frazione di secondo dopo mi è venuto contro catapultandomi un paio di metri più in là.

      Vaneggiavo, ma mi sono alzato poco dopo, scrocchiandomi il collo e la schiena e sentendomi subito meglio. Immagino che la K mi avesse rilassato i muscoli a sufficienza da "contrastare" l'impatto dell'autobus e impedire il peggio. Non so, non capisco niente di scienza. Più tardi ho scoperto di avere un polso e tre dita fratturate, ma ero sopravvissuto a una cosa del genere, quindi, da qualsiasi prospettiva la si guardasse, per me era una sorta di vittoria.

      Mi ritengo una specie di dimostrazione vivente del fatto che la ketamina può salvare la vita, un aneddoto che funziona sempre per rompere il ghiaccio (un po' meno quando si tratta di dirlo ai propri genitori). 


      BALI È UN PARADISO

      Mi trovavo in Asia per un tour di skate e ricevetti una telefonata da un mio amico, Luuk, che diceva di essere in Indonesia e mi chiedeva di raggiungerlo. Ci pensai un paio di giorni, quando finalmente giunsi alla conclusione che "Cavolo, non capita mica tutti i giorni di trovarsi da queste parti, bisogna approfittare" e comprai un biglietto aereo. Trascorremmo due giorni fantastici, fatti di nuotate, relax e incontri interessanti che ci portarono a conoscere altre due olandesi. Poi ognuno riprese la propria strada, io di ritorno in Europa e Luuk al suo viaggio itinerante.

      Qualche mese più tardi, il nostro intrepido globetrotter fece ritorno in patria e si rimise con la fidanzata. Ma dopo una settimana iniziò a stare male: era malaria, un caso serio. Quando andai a trovarlo in ospedale lo trovai dimagrito, con gli occhi giallognoli e la pelle praticamente trasparente. La fidanzata gli sedeva accanto, e io rimasi lì, impietrito, in attesa di qualche brutta notizia.

      A quel punto entrò un'infermiera, e improvvisamente gli occhi di Luuk sembrarono riacquistare vita. Il caso volle che si trattasse di una delle due ragazze che avevamo conosciuto a Bali e con cui Luuk era andato a letto. La scoperta rese ancora più triste e inquietante la notizia che le sue condizioni di salute non erano affatto migliorate.

      Sorprendentemente, la sua fidanzata non venne mai a sapere dell'infermiera, e sono certo che la sua vecchia conquista fece di tutto perché Luuk si rimettesse, dato che qualche settimana più tardi iniziarono a comparire i segni della guarigione. Ora lui sta bene, è ancora fidanzato e lei è all'oscuro di tutto. Almeno finché non leggerà questa storia. Buona fortuna Luuk!

      Continua nella pagina successiva.

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