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<title>VICE RSS Feed</title>
<link>http://www.vice.com/</link>
<description><![CDATA[RSS feed for VICE.com
]]></description>
<language>it</language>
<pubDate>Mon, 20 May 2013 00:47:22 +0100</pubDate>
<item>
<title>La soluzione non esiste</title>
<link>http://www.vice.com/it/read/emergenza-rom-sinti-milano</link>
<pubDate>Fri, 17 May 2013 12:29:00 +0100</pubDate>
<description><![CDATA[<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/a620298120feacd911fcbd6002cecf83.jpg" style="width: 640px; height: 450px;" /><br />
	<em>Il campo Rom di Dione Cassio, a Milano, sgomberato il 19 Aprile scorso.</em></p>
<p>
	A Milano i Rom sono tanti, pi&ugrave; di quanti un censimento possa contarne, e negli anni le proposte per risolvere la situazione hanno cercato di adeguarsi eguagliandone il numero. Ma lo stesso non si pu&ograve; dire dei risultati, e cos&igrave;,&nbsp;<a href="http://video.repubblica.it/edizione/milano/palazzo-marino-saluto-romano-in-aula-al-vertice-sui-rom/127748/126249" target="_blank">almeno</a>&nbsp;una volta al mese&nbsp;si torna sulla questione, chiamando in causa&nbsp;sgomberi, piani per il reinserimento, soldi, case e centri di accoglienza.&nbsp;</p>
<p>
	Volendone ripercorre la storia pi&ugrave; recente &egrave; possibile partire dal 2008, quando Maroni ha stanziato 13 milioni di euro per sgomberare, ricollocare o rimandare a casa i Rom di Milano. Letizia Moratti l&rsquo;ha capito solo in parte e ha sgomberato tutti, o quasi, e nel 2010 lei e De Corato&nbsp;<a href="http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/10_ottobre_25/rom-citano-giudizio-moratti-1704024358652.shtml" target="_blank">sono stati denunciati</a>&nbsp;per abuso d&#39;ufficio, interruzione di servizio pubblico e danneggiamento, con l&#39;aggravante di discriminazione e odio etnico e razziale. Nel 2011&nbsp;<a href="http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/10_dicembre_20/case-ai-rom-giudice-181112460583.shtml" target="_blank">il tribunale</a>&nbsp;gli ha intimato di rispettare i patti e consegnare le abitazioni previste. Lei ha pensato che fosse meglio dare&nbsp;<a href="http://www.ilgiornale.it/news/comune-offre-15mila-euro-ai-rom-che-tornano-casa.html" target="_blank">15 mila euro</a>&nbsp;a famiglia per il rimpatrio. Risultato, quelli son tornati prima l&agrave;, e poi qua, e i campi sgomberati si sono ripopolati.</p>
<p>
	Poi &egrave; arrivato Pisapia e alcuni giornali hanno dato l&rsquo;allarme: &egrave; il primo giugno del 2011,&nbsp;<em>Il Giornale</em>&nbsp;titola &lsquo;Grande Psicodramma&rsquo; e&nbsp;<em>Libero</em>&nbsp;scrive &lsquo;Occhio al nuovo boss rosso&rsquo;. La teoria di fondo &egrave; che Pisapia far&agrave; quanto in suo potere per aiutare i suoi &lsquo;amici&rsquo; non milanesi, i Rom, i Sinti, gli immigrati, gli abusivi, e un po&rsquo; tutti quelli che a Milano vivono ai margini. Negli ultimi due anni Pisapia ha fatto quello che aveva promesso, accontentando chi l&rsquo;aveva votato e&nbsp;<a href="http://www.ilgiornale.it/news/milano/milano-arancione-raddoppiano-i-rom-906810.html" target="_blank">scontentando</a>&nbsp;chi non l&rsquo;aveva fatto.</p>
<p>
	<br />
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/1949e1ec87f83a2cad4d1744779f75db.jpg" style="width: 640px; height: 431px;" /><br />
	<br />
	Il coordinatore cittadino del Pdl Giulio Gallera &egrave; contro Pisapia, e quando lo chiamo non lo nega, &ldquo;Pisapia non sgombera nessuno, accoglie tutti.&rdquo; Gallera &egrave; responsabile delle recenti <a href="http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_aprile_16/presidio-campo-rom-pdl-212684199284.shtml" target="_blank">iniziative anti-Rom</a>, &egrave; attivo sul territorio e quando si parla di immigrazione dice sempre la sua: &ldquo;la politica di Pisapia sta creando un aumento esasperato della presenza nomade a Milano. Chiunque arriva e occupa un&rsquo;area pubblica o privata viene accolto, gli viene dato un tetto, una casa e un lavoro. Sperano tutti in una una stabilizzazione, &egrave; follia.&rdquo; Pisapia ha un piano per i rom, e per attuarlo ha preso fondi e linee del progetto di Maroni. &ldquo;No, &egrave; completamente diverso, non scherziamo. Il piano Maroni prevedeva la messa in sicurezza dei campi Rom e il superamento della logica dei campi. A Milano nei campi regolari ci sono 1.500 rom, tutti gli altri se ne devono andare, senza offrirgli un&rsquo;opportunit&agrave;. Vanno sgomberati, punto. Vogliono restare? Benissimo, che facciano come il cingalese o l&rsquo;africano. Il piano Maroni prevedeva una casa e un lavoro, ma non per tutti, per quei pochi che sono regolari e rispettano le regole.&rdquo; Gli altri, &ldquo;trovino un modo. Clandestino o no, che si trovi una casa, la condivida con qualcuno, si trovi un lavoro, magari in nero magari regolare, che si integri.&rdquo; Invece Pisapia li tiene tutti e in via Lombroso sta per aprire un campo emergenziale, &ldquo;che sulla carta dovrebbe essere solo di transito, ma che in realt&agrave; non lo &egrave;.&ldquo;</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/8d7be9fdb2abb630703a5a3ffaa92c76.jpg" style="width: 640px; height: 445px;" /><br />
	<br />
	Neppure se il progetto prevede una permanenza di mesi, non anni. &ldquo;Guarda, &egrave; facile fare il giornalista per un giornale come... Scusa che giornale &egrave;?&rdquo; VICE. &ldquo;Ah, ok, vabe&#39;, fai un giro in via Barzaghi, vai oggi, vai tra dieci giorni, &egrave; un campo nomadi. &Egrave; un circolo senza fine, li mettono tutti l&igrave;, tutti in attesa, ma in attesa di cosa? Di una casa? E queste case come le troviamo? A scapito degli italiani, ovvio. &Egrave; una logica perversa&mdash;hanno speso sei milioni per un campo che dura quattro mesi? Ma per favore.&rdquo;<br />
	<br />
	In Via Barzaghi c&rsquo;&egrave; il centro della Protezione civile dove sono stati messi gli ultimi rom sgomberati. Ci sono stato, c&rsquo;era il sole e in giro non c&rsquo;era nessuno. &ldquo;No, no, &egrave; assurdo, sono tantissimi, troppi.&rdquo; Allora parliamo di alternative. &ldquo;Chiudere tutti i campi. Chi arriva deve sapere che pu&ograve; stare tre giorni e poi se ne deve andare. I Rom sono furbi, sanno che a Milano ti danno una casa e un lavoro, tutto gratis. Poi magari la casa la subaffittano, succede. Ci sono tante storie di famiglie Rom che subaffittano la casa dell&rsquo;Aler, non si pu&ograve; andare avanti cos&igrave;. Se non c&rsquo;&egrave; un messaggio forte, la situazione non pu&ograve; che peggiorare.&rdquo; Ma i rom a Milano non sono 1.500, &ldquo;c&rsquo;&egrave; chi parla di 4.000, chi di 8.000,&rdquo; e come si fa a lasciare che 2.500 o 6.500 si integrino per conto proprio? &ldquo;Non sono razzista, ma spesso non so cosa pensare.&rdquo;<br />
	<br />
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/529610532d4bc7d5562be00aa0cdb585.jpg" style="width: 640px; height: 450px;" /><br />
	<em>Il centro della Protezione Civile di Via Barzaghi, nella periferia nord di Milano.</em><br />
	<br />
	Nemmeno io. Non capisco come migliaia di migranti possano integrarsi un po&rsquo; qua e un po&rsquo; l&agrave;, nascosti in case clandestine con clandestini di nazionalit&agrave; diverse, di lavoratori in nero e di famiglie o singoli. E non lo capisce nemmeno Peppe, della <a href="http://www.casadellacarita.org/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1" target="_blank">Casa della Carit&agrave;</a>. &ldquo;La verit&agrave; &egrave; che di lavoro, in bianco, o in nero, non ce n&rsquo;&egrave;. I Rom in Italia sono tra i 170 e i 250 mila. <a href="http://www.casadellacarita.org/eu-inclusive/rapporto.html" target="_blank">Abbiamo fatto degli studi</a>, hanno un livello di istruzione bassissimo, il 25 percento delle donne Rom in Italia &egrave; analfabeta; sono una minoranza discriminata anche nei loro Paesi d&rsquo;origine, e quando arrivano qui diventano joystick elettorali. Il senso comune &egrave; molto netto, da una parte i profughi, i &#39;poveretti&#39;, i deboli, dall&#39;altra i Rom, i criminali,&quot; che non lavorano. &quot;La stigmate c&rsquo;&egrave;, un egiziano che arriva a Milano sa di avere una rete di accoglienza piuttosto forte. Il Rom no, arriva e si piazza. Trova quello che trova.&quot;<br />
	<br />
	Peppe &egrave; il responsabile dell&rsquo;accoglienza della Casa della Carit&agrave;, Donatella &egrave; sua moglie e si occupa dei progetti europei, e dei Rom. Paolo &egrave; l&rsquo;ufficio stampa e mi offre il caff&egrave;. La Casa della Carit&agrave; &egrave; la sede della Fondazione Casa della Carit&agrave; Angelo Abriani e ospita 150 persone tra africani, italiani, afgani, bengalesi e Rom. &ldquo;In questo momento abbiamo sette nuclei familiari Rom.&rdquo; Paolo precisa, &ldquo;Non li teniamo divisi dagli altri per una logica precisa, &egrave; successo dopo un&rsquo;emergenza sgombero. Poi se ci pensi una famiglia &egrave; una famiglia.&rdquo; E deve restare unita, anche se il criterio a Milano non &egrave; sempre stato cos&igrave;.</p>
<p>
	&ldquo;Con la Moratti gli sgomberi venivano fatti di mattina, c&rsquo;erano ruspe, carabinieri e corpi antisommossa, prendevano i rom e gli dicevano che per uscire dal campo dovevano dividersi, tipo &lsquo;i pap&agrave; di qua, mamme e bambini di l&agrave;.&rsquo; Loro ovviamente non accettavano e alle cinque del pomeriggio ricostruivano.&rdquo; Dividere le famiglie non era la soluzione, &quot;No, non lo era, anzi. E il fatto &egrave; che i Rom, in generale, le proposte le accettano eccome. Quelli che non le accettano sono quelli che vivono tra legalit&agrave; e illegalit&agrave; e ci stanno benone. Sono pochi, ma si impongono. Spesso hanno un giro d&rsquo;affari illecito e sono convinti che in quel marasma nessuno venga a pescarli. In un campo grande, tendenzialmente, la testa di cazzo c&rsquo;&egrave;, &egrave; statistica.&rdquo;<br />
	<br />
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/20a20d6fdf796ffd1d95f25b3289baf6.jpg" style="width: 640px; height: 480px;" /><br />
	<a href="http://www.flickr.com/photos/osinig/" target="_blank"><em>Via</em></a><br />
	<br />
	Gianluca Bonazzi di Sannicandro &egrave; il coordinatore regionale per la Lombardia di <a href="http://milanoinmovimento.com/milano/aggressione-fascista-campo-rom-di-via-dione-cassio" target="_blank">Fiamma Tricolore</a> e una soluzione per i Rom ce l&#39;ha. &ldquo;Non bisogna mandarli via, non per forza, per&ograve; occorre creare spazi appositi, una zona di franchigia, chiamala come vuoi, dove non diano fastidio.&rdquo; In poche parole: non un campo ma una campo-zona, che li accetti per quel che sono. Scusa, ma esiste? E dove? &ldquo;Fuori dalla citt&agrave;, lontano da quelle aree che con la loro presenza diventano a rischio.&rdquo; Quindi useresti i soldi messi del Comune per spostarli da un&rsquo;altra parte, in campagna. &ldquo;Gli italiani stanno vivendo un problema sociale enorme, e sono convinto che queste risorse economiche debbano andare ai cittadini, ai nostri cittadini. Poi se crescono i soldi aiutiamoli pure. Mi sembra allucinante lasciare gli italiani nel fango: la precedenza devono averla i nostri, &egrave; una questione di giustizia.&rdquo; Ma quanti sono i Rom? &ldquo;Non lo sa nessuno, pi&ugrave; di 4.000.&rdquo; E voi vorreste metterli tutti assieme, lontani dalla citt&agrave;, e farne un paesello Rom. &ldquo;Ti sembra che cos&igrave; si possa andare avanti?&rdquo;<br />
	<br />
	Mettiamola in altri termini, rimandare il problema potrebbe non risolverlo. Non posso fare a meno di pensare che aiutare gli italiani adesso metta in difficolt&agrave; gli italiani domani. Una comunit&agrave; ai margini, sempre pi&ugrave; ai margini, &egrave; un rischio. Che se ne occupino quelli che arriveranno dopo di noi? Ok, per&ograve; questi soldi non sono destinati a caso, sono fondi europei, in parte, e se non si usano per i Rom finiscono in niente, non &egrave; cos&igrave;? &ldquo;Tu pensi che sostenendo economicamente queste persone, queste persone decidano di vivere nella legalit&agrave;? Io non credo. Il tuo ragionamento &egrave; anche logico, ma davanti all&rsquo;imminenza dei problemi degli italiani non ci sono alternative. E poi ricordiamoci una cosa, la micro-criminalit&agrave; non esiste per forza. Le forze di polizia servono proprio a questo, i vigili urbani non servono solo per le multe in doppia fila.&rdquo; Quindi aperta campagna e polizia. &ldquo;E un po&rsquo; di buona volont&agrave;, e poca demagogia. La giunta Pisapia &egrave; piena di demagogia. Se fai politica ideologicamente devi mantenere alcune posizioni, e cadi nelle incongruenze. Si ha sempre paura di fare la figura dei razzisti. Io sono per l&rsquo;estrema legalit&agrave;, non sono razzista e non sono classista, per&ograve; devo riconoscere che ci sono diritti imprescindibili che nascono prima di tutto dalla cittadinanza e poi dal fatto che gli italiani pagano le tasse.&rdquo;<br />
	<br />
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/491e3205164c5669d488a4eb822747c3.jpg" style="width: 640px; height: 450px;" /><br />
	<br />
	Valerio paga le tasse, e coordina la Fondazione Segnavia. Lavora ogni giorno con Rom, Sinti e migranti in genere e i campi li conosce, cos&igrave; quando mi accorgo che nessuno mi ha ancora parlato di un campo vero, chiedo a lui. &ldquo;Vivono in baracchine di legno e tirano avanti con l&rsquo;accattonaggio e l&rsquo;elemosina. Noi ci occupiamo anche dei bambini, li portiamo a scuola, ma non &egrave; mai facile, le situazioni familiari sono complesse, alcolismo, sfruttamento. &Egrave; difficile per un bambino uscire nel mondo. Criminalit&agrave;, prostituzione, c&rsquo;&egrave; di tutto, soprattutto quando un campo cresce. I gruppi poi sono tantissimi, provengono da luoghi diversi e non si conoscono. C&rsquo;&egrave; chi &egrave; propenso alla criminalit&agrave; e chi no. Purtroppo si parla sempre dei primi, e si perde coscienza degli altri.&rdquo; Perch&eacute; negli anni la situazione &egrave; peggiorata e dai margini i rom non sono mai usciti. &ldquo;Le comunit&agrave; Rom a Milano rischiano di diventare banlieue.&rdquo;<br />
	<br />
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/856f9381befc408c118bc7872249972f.jpg" style="width: 640px; height: 450px;" /><br />
	<em>L&rsquo;Assessore alla sicurezza Marco Granelli</em>.<br />
	<br />
	E Banlieue chiama sicurezza. L&rsquo;Assessore alla sicurezza Marco Granelli lavora in un ufficio pieno di carte. Quando arrivo mi siedo sul divano all&rsquo;ingresso e il segretario in divisa mi dice che Andreotti &egrave; morto. Apre la pagina Wikipedia e si mette a contare gli anni, &ldquo;uno, due, dieci.. Signur, l&rsquo;era nel sistema da 66 anni. Be&rsquo;, era anche ora.&rdquo; Poi l&rsquo;Assessore mi dice di entrare e con lui riparto dall&#39;inizio. &ldquo;A Milano ci sono Rom, Sinti e camminanti. Il numero complessivo si aggira intorno ai 2.700 e per quanto riguarda i Rom la maggioranza &egrave; di origine rumena o bulgara. Alcuni vengono dall&rsquo;ex-Jugoslavia, ma sono una minoranza. Vivono quasi tutti nei campi abusivi. Non parliamo pi&ugrave; di comunit&agrave; nomadi, soprattutto con i rumeni. La maggior parte di loro &egrave; stanziale. I sinti invece vivono quasi tutti nei campi regolari. Poi ci sono i camminanti, quelli che si spostano in camper. Sono pi&ugrave; o meno 250 e sono quasi tutti italiani, siciliani, abruzzesi e campani.&rdquo; 2.700? Ha presente Gallera, del PDL? &ldquo;S&igrave;, ho presente.&rdquo; Lui mi parlava di 8.000 Rom. &ldquo;8.000?&mdash;ride, e si rilassa&mdash;Sui numeri possono esserci discordanze, ma 8.000 Rom a Milano non ci sono mai stati, la punta massima &egrave; stata di 4.000, provincia inclusa. Adesso sono diminuiti.&rdquo;</p>
<p>
	Perfetto, adesso il piano. &ldquo;Il piano si pone alcuni obiettivi strategici, in primis l&rsquo;integrazione, il superamento dei campi e la lotta alla discriminazione,&rdquo; con i centri di accoglienza, &ldquo;esattamente, centri emergenziali per un&rsquo;accoglienza temporanea, di 40 giorni, rinnovabili quattro volte, con la possibilit&agrave; di accedere per uno o due anni a case private o popolari.&rdquo; Quelle di cui tanti parlano, ha presente &#39;meno case ai Rom e pi&ugrave; case agli italiani&#39;? &ldquo;Il discorso &egrave; complesso, e non &egrave; per tutti. Noi puntiamo agli under 30, chi ha passato quell&rsquo;et&agrave; non si convince pi&ugrave;.&rdquo; Peccato che Milano sia piena di over 30. &ldquo;Ci vuole un passaggio generazionale, ma a un certo punto bisogna pur iniziare no? Non l&#39;ha mai fatto nessuno, e non a caso. Zingari ed ebrei sono i due popoli pi&ugrave; discriminati della storia.&quot; Per&ograve; ci sono anche gli italiani, &quot;ma &egrave; chiaro. La guerra tra poveri non aiuta nessuno, soprattutto nei quartieri popolari. Prendi Dione Cassio. Da una parte c&#39;era il campo, e dall&#39;altra le case popolari. &Egrave; chiaro che in un momento come questo, di crisi, di disoccupazione, &egrave; un attimo dire &#39;prima io poi i Rom&#39;. Quello che non passa &egrave; che l&#39;unico modo per uscire dal momento attuale, &egrave; uscirne assieme, tutti.&quot; Ok, ideale.<br />
	<br />
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/7d1d24a9a4c3a466d3d1ad837c2132ed.jpg" style="width: 640px; height: 450px;" /><br />
	<br />
	Peccato che il centro di Via Lombroso non sia finito. &ldquo;Doveva essere gi&agrave; pronto, ma ci sono state le piogge, e i lavori si sono fermati. Dovrebbe essere pronto verso met&agrave; mese.&rdquo; E per ora le famiglie in attesa stanno da un&rsquo;altra parte, in via Barzaghi, dove c&rsquo;&egrave; il centro della protezione civile. &ldquo;Via Barzaghi pu&ograve; ospitare un centinaio di persone. Attualmente ce ne sono 87.&rdquo; Pi&ugrave; quelli dello sgombero di Dione Cassio, &ldquo;s&igrave;, ma non si trovano nella stessa struttura, li abbiamo messi nei container dell&rsquo;emergenza freddo.&rdquo; Quindi ci sono anche loro, e campi a parte come la Moratti anche Pisapia ha previsto fondi per il rimpatrio. Lei per&ograve; non ce l&rsquo;aveva fatta. &ldquo;Aveva stanziato 8.000 euro per chi decideva di restare in Italia e 15.000 per chi decideva di tornare in patria. Il nostro programma &egrave; lo stesso, ma con una differenza: abbiamo scelto di utilizzare le stesse risorse ma passando per terzi, come le associazioni. Non &lsquo;paghiamo&rsquo; le persone, ma le aiutiamo a decidere quello che vogliono fare dando i soldi a chi sa come aiutarle. Con la Moratti era diverso. Questi prendevano i soldi e restavano.&rdquo;<br />
	<br />
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/b7bd0ca13331f5f34673c35b9d91d449.jpg" style="width: 640px; height: 480px;" /><br />
	<a href="http://www.flickr.com/photos/osinig/" target="_blank"><em>Via</em></a><br />
	<br />
	Adesso il percorso &egrave; diverso, o almeno, la speranza &egrave; che lo sia. &ldquo;Quello che non vogliamo &egrave; che i campi Rom continuino ad essere terra di nessuno, come in <a href="http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/2013/04/24/878593-boss-campo-nomadi-via-idro-arrestato-latitante.shtml" target="_blank">Via Idro</a>, dove si nascondeva un latitante. Hai presente quanto ci abbiamo messo per fermarlo? Troppo. Era nascosto, e intervenire l&igrave; dentro &egrave; stato difficilissimo.&quot; Le cose cambieranno? &quot;Noi ci stiamo provando, davvero.&quot;&nbsp;</p>
<p>
	<br />
	<em>Segui Giorgio su Twitter: <a href="https://twitter.com/sm_uu" target="_blank">@sm_uu</a></em></p>
<p>
	&nbsp;</p>

]]></description>
<guid isPermaLink="false">http://www.vice.com/186737</guid>
<author>Giorgio Viscardini</author>
<category>news, </category>
</item>
<item>
<title>Perché mi piace Marco Mengoni</title>
<link>http://www.vice.com/it/read/marco-mengoni</link>
<pubDate>Sat, 18 May 2013 15:07:00 +0100</pubDate>
<description><![CDATA[<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/f7bd53fdf6bde325942d7c0305d811f6.jpg" style="width: 640px; height: 340px;" /><br />
	<em>Immagine tratta da <a href="https://www.facebook.com/marcomengonifaceclub" target="_blank">Marco Mengoni FaceClub</a></em></p>
<div>
	A ridosso della sua partecipazione a Eurovision&mdash;concorso per cui, in mancanza della Turchia, far&ograve; il tifo <a href="http://www.youtube.com/watch?v=WKNRGc71hjc" target="_blank">come l&#39;anno scorso</a> per la Russia&mdash;mi sono interessata a chi fosse il partecipante della nostra Nazione e ho scoperto che era il mio cantante italiano preferito, Marco Mengoni, che ha vinto tutto e che piace a tutti. Ma perch&eacute; anche a me piace Marco Mengoni? Forse perch&eacute; sono gay? Molto probabilmente &egrave; cos&igrave;, o forse no. Sono vagamente in crisi perch&eacute; me lo sono chiesta parecchio e non mi so dare ancora una risposta.&nbsp;</div>
<div>
	<br />
	Come alcuni di voi sapranno, la sottoscritta &egrave;&nbsp;<a href="http://www.vogue.it/people-are-talking-about/l-ossessione-del-giorno/2013/04/daft-punk-random-access-memories" target="_blank">una critica musicale</a>&nbsp;e siccome sono una critica dovrei essere critica nei confronti di un musicista leggero, anche perch&eacute; scrivo su VICE, che di solito nelle recensioni non accoglie la musica leggera, se non come molle arto atrofizzato della vera musica da duri&nbsp;a cui riservare faccine che vomitano. Di conseguenza, la mia brama aziendalistica mi porterebbe a deprecare un artista il cui volume della voce &egrave; calibrato in percentuale superiore al volume degli strumenti, a dargli del sempliciotto, del molliccio, del frocio.</div>
<div>
	<br />
	E invece no, anzitutto perch&eacute; &egrave; appena passata la giornata mondiale contro l&#39;omofobia, quindi non sta bene dare del frocio a una persona solo perch&eacute; ha una voce da Farinelli e un look molto curato; secondariamente, perch&eacute; mi sono resa conto di amarlo.&nbsp;</div>
<div>
	E non sono la sola: molte delle persone pi&ugrave; critiche (musicalmente e no) che mi stanno attorno amano Marco Mengoni alla follia, con una passione di un impeto pandemio, carnale, che trascende la sola canzone &quot;L&#39;Essenziale&quot; (peraltro l&#39;unica che conosco), come se l&#39;amore nei suoi confronti fosse realmente fisico, come se ognuno di noi volesse possedere Marco Mengoni, dilaniarlo, mangiarlo.&nbsp;</div>
<div>
	&nbsp;</div>
<div>
	Per questo motivo mi sono posta in atteggiamento scettico (nel senso etimologico del termine) alla ricerca dei motivi per cui MM mi soddisfa come una pizza farcita.</div>
<div>
	&nbsp;</div>
<div>
	1. Per l&#39;utilizzo ginnico delle sopracciglia.&nbsp;</div>
<div>
	&nbsp;</div>
<div>
	Mi sono sempre piaciute le persone con una consapevolezza etica del proprio corpo e soprattutto delle parti pelose del suddetto corpo. L&#39;abilit&agrave; di usare i peli come significato, oltre che come significante, &egrave; un chiaro segnale di carattere dominante in senso mammifero.&nbsp;</div>
<div>
	&nbsp;</div>
<div>
	￼<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/7a729c0b5bcb65abda1f9ee79b9e719b.jpg" style="width: 640px; height: 619px;" /></div>
<div>
	&nbsp;</div>
<div>
	E possiamo notare come MM in molte occasioni converta le espressioni verbali in espressioni sopraccigliari che lo rendono al tempo stesso sexy ed esportabile a un mercato estero senza necessariamente dover tradurre i suoi testi. Nella top ten delle sue sopracciglia rientrano <a href="https://www.facebook.com/photo.php?fbid=141984115816444&amp;set=pb.141982109149978.-2207520000.1368803204.&amp;type=3&amp;theater" target="_blank">questa</a>, <a href="http://cdn.cinetivu.com/wp-content/uploads/2013/02/Marco-Mengoni1.jpg" target="_blank">questa</a>,&nbsp;<a href="http://images2.corriereobjects.it/Primo_Piano/Spettacoli/gallery/2013/04/Speciale%20Musica%20Italiana/Marco%20Mengoni/1/img_1/10_Marco_Mengoni_941-705_resize.jpg?v=20130419154853" target="_blank">sopracciglio destro</a>, <a href="http://www.chedonna.it/wp-content/uploads/Marco-Mengoni-Solo-e1360585087237.jpg" target="_blank">sopracciglio sinistro</a>.&nbsp;</div>
<div>
	Noto che il sopracciglio sinistro ha un taglio tramite il quale la figura di MM &egrave; in grado di reintegrare in un&#39;immagine socialmente riconosciuta anche coloro che nel corso degli anni Novanta hanno tentato di fare del proprio viso <a href="http://images2.wikia.nocookie.net/__cb20100310172702/nonciclopedia/images/3/39/Miccoli-con-le-sopracciglia-tagliate.jpg" target="_blank">un codice morse</a>.&nbsp;</div>
<div>
	&nbsp;</div>
<div>
	2. Il secondo motivo per cui amo Marco Mengoni &egrave; il fatto che non si capisce se &egrave; culo, cosa che in altri personaggi della televisione e della musica italiana mi fa abbastanza rabbrividire.&nbsp;</div>
<div>
	Per esempio in questo servizio televisivo fatto da un gay in cui tutti sono gay:</div>
<div>
	&nbsp;</div>
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	<object height="480" width="640"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/rVVJ6fdvNzo?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" height="480" src="http://www.youtube.com/v/rVVJ6fdvNzo?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" width="640"></embed></object></div>
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	&nbsp;</div>
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	Chiaramente sarebbe molto carino che in Italia la piantassero di relegare un bell&#39;outing a &quot;sfera privata&quot; quando magari servirebbe a smetterla di essere praticamente il paese con pi&ugrave; froci democristiani e negazionisti del mondo. A Marco, per&ograve;, &egrave; concessa questa dolce ambiguit&agrave;, perch&eacute; &egrave; molto bello e perch&eacute; fa sperare a maschietti e femminucce che un giorno possa essere il padre dei propri figli. Credo che la possibilit&agrave; di avere un rapporto sessuale con Marco Mengoni non vada negata a nessuno, e che sia un diritto di tutti e tutte le sue fan sperare nel fatto di poter incontrare da vicinissimo le sue sopracciglia, di mischiarle con le proprie. &Egrave; quindi giusto che questo ragazzo non delinei la propria sessualit&agrave; e continui a fare finta di essere <a href="http://www.youtube.com/watch?v=-aDQhL2ma60" target="_blank">schifato dai baci dei ragazzi</a>.</div>
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	&nbsp;</div>
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	3. Quando ingerisco contro la mia volont&agrave; sostanze cannabinoidi mi esce una voce molto simile a quella di MM quando parla. Sembra sempre mezzo intasato, quindi mi sta simpatico anche perch&eacute; mi sono convinta che abbia le adenoidi o sia anche lui sotto effetto di cannabinoidi. Probabilmente questo &egrave; il motivo per cui spesso preferisco quando parla a quando canta. Menzione d&#39;onore a quando l&#39;ho sentito pronunciare il termine <a href="http://youtu.be/rc-oOqQQL10?t=5m8s" target="_blank">scervellato</a> in una corretta dizione (sono fan della dizione).</div>
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	4. Tralasciando il mio desiderio di possederlo, MM mi piace perch&eacute; credo sia il tipo di uomo che vorrei essere. Sono convinta che abbia un buon transito intestinale e un ottimo rapporto con l&#39;abbigliamento, entrambe cose che io non ho. Questo si pu&ograve; notare dal modo in cui indossa camicie e completi e da come negli ultimi giorni abbia sfoggiato con sicurezza una <a href="http://allsongs.cdn.crosscast-system.com/BlogPost/596x373_421080_marco-mengoni-eurovision-2013.jpg" target="_blank">maglietta bruttina</a>, come se la sua eleganza innata gli potesse permettere di comportarsi da arbiter elegantiarum in ogni occasione.</div>
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	<br />
	Ecco, io invidio questo ragazzo, e la mia invidia si declina in un attaccamento morboso a una sola delle canzoni del repertorio di Marco, come se ascoltare in continuazione quella sola canzone mi potesse avvicinare alla sua psicologia e mi permettesse di identificarmi nelle sue emozioni. Oltretutto, credo che Marco sia, come me, un essere solitario e abitudinario. Una volta l&#39;ho sentito definirsi un &quot;giovane vecchio&quot; e questa sua ammissione mi ha intenerito oltre la normale soglia di empatia e ho pensato di essere come lui, solo meno elegante.</div>
<div>
	Da quella consapevolezza ho dedotto che la guaina esterna che con tanta abilit&agrave;, vuoi per mestiere, vuoi per costrizione, sfoggia in occasioni sociali, sia la sua dote principale, e ho iniziato ad acquistare per il mio guardaroba camicie ispirate all&#39;immagine e somiglianza con Marco Mengoni, conferendo all&#39;oggetto camicia un ruolo di correlativo oggettivo della grazia con cui questa creatura si muove in societ&agrave;, da cui la mia disgraziata condizione di animale asociale vorrebbe nello stesso tempo prendere spunto e affrancarsi.</div>
<div>
	<br />
	Non &egrave; facile essere un vero fan di Marco, dal momento che &egrave; cos&igrave; sottile il confine tra la perfezione della sua immagine e le tenerissime imperfezioni che traspaiono da lui in certi momenti o in certe canzoni, e la sua ambiguit&agrave; sessuale, insieme a quella sociologica, lo rende un modello autentico, cos&igrave; vicino a me da poterlo considerare un mio amico, ma allo stesso tempo difficilmente eguagliabile. Questa cosa mi distrugge, soprattutto quando mi rendo conto che non sono un uomo e che non sono alta un metro e ottantacinque, e che quindi un completo non mi star&agrave; mai bene come sta bene a lui.</div>
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	&nbsp;</div>
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	5. Musicalmente parlando, mi rendo conto che il tono di voce che ha ammaliato me e molte altre casalinghe italiane abbia questo potere perch&eacute; nel nostro background musicale abbiamo la passione per le cantanti soul come Tina Turner, che molti della mia generazione hanno inconsciamente assunto come la voce pi&ugrave; virtuosa del mondo (scavate nel vostro inconscio, se non concordate subito con questa mia affermazione dopo cinque o sei sedute psicanalitiche mi darete ragione). Quindi ora che Tina ha deragliato dalla carriera musicale e <a href="http://www.youtube.com/watch?v=PRr3zTzoVhk" target="_blank">si dedica quasi a tempo pieno alla ricerca del nirvana</a>, la voce pi&ugrave; vicina al nostro inconscio concetto di perfezione resta quella di Marco.&nbsp;</div>
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	&nbsp;</div>
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	Per questi motivi io stasera rinuncer&ograve; a tifare Russia come l&#39;anno scorso e mander&ograve; il mio cuore fino in Svezia con il caro Marco. Ciao Marco, ti voglio bene. Tua fan per sempre, Virginia.</div>
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	<em>Segui Virginia su Twitter: <a href="https://twitter.com/virginia_W_" target="_blank">@virginia_W_</a></em></div>
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]]></description>
<guid isPermaLink="false">http://www.vice.com/188072</guid>
<author>Virginia Ricci</author>
<category>stuff, Marco Mengoni, Eurovision, sopracciglia</category>
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<title>Le Venerdì Mixtape vol. 117 - The Dreamer, la mixtape di Maya Postepski (Austra/Trust)</title>
<link>http://www.vice.com/it/read/le-venerdi-mixtape-vol-117-maya-postepski</link>
<pubDate>Fri, 17 May 2013 09:35:00 +0100</pubDate>
<description><![CDATA[<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/8fb48c9e01853d9cccda9abfd470e9f5.jpg" style="width: 640px; height: 427px;" /></p>
<p>
	Erano circa tre anni fa, per la prima volta ho sentito <a href="http://youtu.be/emHAfLWqbnA" target="_blank">questo pezzo</a>,&nbsp;e in effetti con suoni di questo genere uno mi prende facile, anche perch&eacute; va a toccare le zone del mio inconscio in cui risiedono anni di adorazione a Siouxsie e alla regina assoluta Kate Bush (soprattutto nel suo <a href="http://www.youtube.com/watch?v=JWy8nONlh_Q" target="_blank">capolavoro totale fondamentale</a>). Era fine del 2010 e io finivo la mia adolescenza e mi avvicinavo all&#39;et&agrave; adulta appassionandomi ai canadesi Austra, di cui Maya Postepski, autrice del mixtape numero 117 che ci accompagna in questo venerd&igrave; 17, &egrave; una parte fondamentale. Oltre ad essere un pezzo di Austra, Maya &egrave; anche 1/2 di <a href="http://ttrustt.com/" target="_blank">TRUST</a><em>&nbsp;</em>e trova anche il tempo per fare la solista&mdash;potete vedere <a href="http://princesscentury.com/" target="_blank">qui</a>&nbsp;i suoi progetti.<em>&nbsp;</em>Queste sono le ragioni per cui,<em>&nbsp;</em>mentre era al SXSW a fare <a href="http://youtu.be/pMJBBDUJmcY" target="_blank">queste cose</a>,&nbsp;io ho ritenuto opportuno rompere le palle a Maya per avere un suo mix.&nbsp;</p>
<p>
	Ed eccolo qui, con la sua introduzione:</p>
<p>
	<em>&quot;Each of these songs puts pictures in my eyes, the music stays with you and casts stories, memories, inspiring new works and ideas.&quot;</em></p>
<p>
	Buon ascolto.</p>
<p>
	<iframe frameborder="0" height="150" src="//www.mixcloud.com/widget/iframe/?feed=http%3A%2F%2Fwww.mixcloud.com%2Fvice_italia%2Fle-venerd%25C3%25AC-mixtape-vol-117-the-dreamer-la-mixtape-di-maya-postepski-austratrust%2F&amp;embed_uuid=e68176ff-37ae-4e5b-bdb6-1e9ea92dc240&amp;stylecolor=4027a5&amp;embed_type=widget_standard" width="640"></iframe></p>
<div style="clear:both; height:3px; width:632px;">
	&nbsp;</div>
<p style="display:block; font-size:12px; font-family:Helvetica, Arial, sans-serif; margin:0; padding: 3px 4px; color:#4027a5; width:632px;">
	<a href="http://www.mixcloud.com/vice_italia/le-venerd%C3%AC-mixtape-vol-117-the-dreamer-la-mixtape-di-maya-postepski-austratrust/?utm_source=widget&amp;utm_medium=web&amp;utm_campaign=base_links&amp;utm_term=resource_link" style="color:#4027a5; font-weight:bold;" target="_blank">LE VENERD&igrave; MIXTAPE VOL. 117 - THE DREAMER, LA MIXTAPE DI MAYA POSTEPSKI (AUSTRA/TRUST)</a><span> by </span><a href="http://www.mixcloud.com/vice_italia/?utm_source=widget&amp;utm_medium=web&amp;utm_campaign=base_links&amp;utm_term=profile_link" style="color:#4027a5; font-weight:bold;" target="_blank">Vice Italia</a><span> on </span><a href="http://www.mixcloud.com/?utm_source=widget&amp;utm_medium=web&amp;utm_campaign=base_links&amp;utm_term=homepage_link" style="color:#4027a5; font-weight:bold;" target="_blank"> Mixcloud</a></p>
<div style="clear:both; height:3px;">
	&nbsp;</div>
<p>
	<strong>SCARICA LA MIXTAPE <a href="http://www.mediafire.com/?b98umg49nok4l3l" target="_blank">QUI</a> // DOWNLOAD THIS MIXTAPE <a href="http://www.mediafire.com/?b98umg49nok4l3l" target="_blank">HERE</a></strong></p>
<p>
	&nbsp;</p>

]]></description>
<guid isPermaLink="false">http://www.vice.com/187942</guid>
<author>Virginia Ricci</author>
<category>music, le venerdì mixtape, maya postepski, Austra, Trust, Trst, The Dreamer</category>
</item>
<item>
<title>Di cosa scriviamo quando scriviamo di merda: La traiettoria casuale dello sperma</title>
<link>http://www.vice.com/it/read/di-cosa-scriviamo-quando-scriviamo-di-merda-matteo-maffucci-zero-assoluto</link>
<pubDate>Fri, 17 May 2013 08:23:00 +0100</pubDate>
<description><![CDATA[<p>
	Di cosa scriviamo quando scriviamo di merda&nbsp;<em>&egrave; la <a href="http://www.vice.com/it/columns/di-cosa-scriviamo-quando-scriviamo-di-merda" target="_blank">rubrica letteraria</a> dedicata&nbsp;a quegli attori, presentatori, musicisti e sportivi che a un certo punto della loro vita hanno deciso di scrivere un libro&nbsp;senza che nessuno glielo abbia chiesto. In questa puntata recensiamo il romanzo di Matteo Maffucci, &ldquo;il cinquanta percento degli Zero Assoluto&rdquo;, </em>La traiettoria casuale dell&rsquo;amore, <em>un&rsquo;opera su Roma Nord, sul fuorisedismo, sul </em>bromance <em>e la coprofilia.</em></p>
<p>
	<em><strong>La traiettoria casuale dell&rsquo;amore</strong></em><strong>,&nbsp;Matteo Maffucci, Mondadori.</strong></p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/9caa69c4220fc29e4755bebf08ab080f.jpg" style="width: 280px; height: 446px; float: left; margin-right: 10px; margin-bottom: 10px;" />Uscito per i tipi di Mondadori in Aprile, <em>La traiettoria casuale dell&rsquo;amore </em>&egrave; il romanzo autobiografico di Maffucci sul &ldquo;sogno inconfessato di gran parte dei maschi italiani di andare a vivere da soli: una vita quotidiana fatta di feste, gran via vai di femmine, mercoled&igrave; da champions league e domeniche con maratone cinematografiche sull&rsquo;home theater del salotto.&rdquo;</p>
<p>
	&Egrave; il sogno di Marco, che chiameremo Matteo per semplicit&agrave;, e Andrea, due omosociali che desiderano &ldquo;passare il tempo a dire cazzate e fare puzze&rdquo; in affitto. Andrea &egrave; un avvocato mentre Matteo &egrave; affetto da una grave forma di autosvalutazione: &ldquo;Quando mi guardo allo specchio penso: &lsquo;io non mi scoperei mai!&rsquo;,&rdquo; &ldquo;io faccio il cantante a tempo determinato,&rdquo; &ldquo;cantante di &rsquo;sto cazzo,&rdquo; &ldquo;il cantante coglionazzo.&rdquo;</p>
<p>
	L&rsquo;amore tra i due coinquilini &egrave; messo in pericolo dalla <em>solita</em> ragazza &ldquo;alta il giusto, un bel viso, un taglio d&rsquo;occhi orientale, bel seno (terza) e vestita molto bene, semplice ma ricercata.&rdquo; Andrea s&rsquo;innamora della <em>solita </em>ragazza descritta nel <em>solito</em> modo uccidendo il <em>bromance</em> da fuorisede che era in loro: &ldquo;Le partite alla Play,&rdquo; i &ldquo;due spaghetti al tonno,&rdquo; il &ldquo;pokerino&rdquo; e le proiezioni di &ldquo;<em>Fight Club</em>, <em>(500) Giorni insieme </em>e&nbsp;<em>Grey&rsquo;s Anatomy.</em>&rdquo;</p>
<p>
	Tra &ldquo;via Tevere&rdquo; e &ldquo;Santa Marinella&rdquo;, in una Roma Nord turistica &ldquo;al sapore di Spritz,&rdquo; Maffucci infila un numero pauroso di similitudini <em>&agrave; la merde</em>: &ldquo;Poteva essere uscito da un film di Pasolini, cos&igrave; correttamente brutto,&rdquo; &ldquo;manco fosse la versione con pisello di Medusa,&rdquo; &ldquo;mia madre &egrave; sempre stata il mio Jos&eacute; Mourinho,&rdquo; &ldquo;una faccia che somigliava a un punto interrogativo,&rdquo; &ldquo;dei pusher di domande scomode,&rdquo; &ldquo;un fischiabotto di felicit&agrave;,&rdquo; &ldquo;con la voce pi&ugrave; vicina a un &lsquo;travello&rsquo;,&rdquo; &ldquo;era un uomo col megafono sempre acceso sullo slogan &lsquo;il pi&ugrave; innamorato del mondo&rsquo;.&rdquo;</p>
<p>
	Nonostante i parallelismi&nbsp;irrobustiscano una trama allo stato gassoso, c&rsquo;&egrave; qualcosa nel libro di Maffucci che non mi va gi&ugrave;. Citare marche di borse e capi d&rsquo;abbigliamento in genere non si nega a nessuno; ma Matteo in un paio di occasioni sembra andare oltre.</p>
<p>
	Quasi tutte le marche di bidet, di rum e camicie sono dettate dall&rsquo;approssimazione e dalla negligenza di un giovin scrittore che riempie le pagine di etichette come ha visto fare a quelli pi&ugrave; grandi di lui: &ldquo;La radio era spenta su RTL,&rdquo; la &ldquo;camicia Ralph Lauren,&rdquo; &ldquo;il lavabo Antonio Lupi,&rdquo; &ldquo;il trench di Burberry,&rdquo; &ldquo;un bicchiere di Zacapa,&rdquo; la &ldquo;Rinascente,&rdquo; &ldquo;Richard Ginori,&rdquo; &ldquo;Ceres,&rdquo; &ldquo;<em>Open </em>di Agassi, &ldquo;un paio di Christian Laboutin [<em>sic</em>],&rdquo; &ldquo;la borsetta Balenciaga,&rdquo; &ldquo;una borsa viola pastello di Marc Jacobs,&rdquo; &ldquo;boxer H&amp;M&rdquo; e addirittura &ldquo;un meraviglioso Piperno. Un libro che ti rende pi&ugrave; bello. Oltre a essere scritto in maniera sublime.&rdquo; Fin qui tutto brutto, ma nella norma.</p>
<p>
	In un crescendo di consigli per gli acquisti: &ldquo;Joy: la discoteca pi&ugrave; in voga del quartiere,&quot; il &ldquo;Bar Benaco,&rdquo; la &ldquo;maglietta bianca con la scritta &lsquo;Cremolato&rsquo;,&rdquo; &ldquo;il Cigno di Fregene, per farle provare le bruschette con le vongole;&quot; l&rsquo;&ldquo;Hotel Locarno per fare un aperitivo&hellip; fichissimo, fanno dei cocktail buonissimi e non c&rsquo;era neanche troppa gente&rdquo; e il superbo: &ldquo;Officine Adda, mobili su misura.&rdquo;</p>
<p>
	Nominare in continuazione tazze e bidet introduce il tema di questo meta-paragrafo: la coprofilia di Matteo. Poich&eacute; le vicende sono ambientate quasi esclusivamente in interni, i personaggi de <em>La traiettoria casuale dell&rsquo;amore </em>non sanno bene che fare per riempire la scena e cos&igrave; Matteo con malcelato gusto li fa andare ripetutamente al bagno: &ldquo;Un caff&egrave;, una sigaretta in terrazzo, un altro caff&egrave;, un&rsquo;altra sigaretta in terrazzo, una tappa al bagno,&rdquo; &ldquo;mi accompagni in bagno? Non voglio stare da solo,&rdquo; &ldquo;relazione complicata con il cesso.&rdquo;</p>
<p>
	&ldquo;Quando leggi un libro da supermercato, passami il termine, magari in treno, non ti senti giudicato?&rdquo; mi chiede Maffucci alla fine del libro. &ldquo;E magari hai tolto la copertina per non far vedere il titolo?&rdquo; Frena Matteo, non &egrave; questo il caso.</p>
<p>
	&ldquo;Perlustrare il Pianeta Amore,&rdquo; &ldquo;flirtare da solo con la sofferenza e la vergogna,&rdquo; &ldquo;lo start up di un amore,&rdquo; &ldquo;stuprare di domande,&rdquo; il Male di questo libro non &egrave; sulla copertina, &egrave; dentro. Sulla copertina c&rsquo;&egrave; scritto solo Matteo Maffucci, uno conosciuto come lo Zero Assoluto.</p>
<p>
	<br />
	<em>Segui Matteo su Twitter: <a href="https://twitter.com/stai_zitta" target="_blank">@staizitta</a></em></p>
<p>
	&nbsp;</p>

]]></description>
<guid isPermaLink="false">http://www.vice.com/187928</guid>
<author>Matteo Gagliardi</author>
<category>stuff, Matteo Maffucci, Zero Assoluto, La traiettoria casuale dell’amore</category>
</item>
<item>
<title>Demented parla da solo: Demented mangia da solo</title>
<link>http://www.vice.com/it/read/demented-parla-da-solo-mangia</link>
<pubDate>Thu, 16 May 2013 08:54:00 +0100</pubDate>
<description><![CDATA[<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/43d627ae5ec6a790338f4c02936a6ac7.jpg" style="width: 640px; height: 299px;" /><br />
	<em>Illustrazione di <a href="http://tso.superfluo.biz/" target="_blank">Simone Tso</a></em></p>
<p>
	Carissimi lettori di <a href="http://www.vice.com/it/columns/demented-parla-da-solo" target="_blank">questa rubrica</a>, dopo tanto parlare da solo mi &egrave; venuta fame (nonch&eacute; ovviamente una gran sete). Quindi stavolta pi&ugrave; che parlare da soli, mangeremo da soli: come una giusta pausa autobiografica fra un soliloquio e un altro. Sovente ho questo vizietto di andarmene in giro per trattorie, bettole, vinerie e in generale posti frequentati da meno gente possibile quanto dal mondo intero.</p>
<p>
	Vado l&agrave;, mi siedo, mi prendo il mio bel mezzo litro di &ldquo;latte dei vecchi&rdquo; e ordino qualcosa da mangiare, tutto solo. Lo so, la reazione normalissima alla vista di persone che mangiano da sole &egrave; quella di inquietudine: ci si vede proiettati al posto di quell&rsquo;individuo che a occhio e croce, non si sa perch&eacute;, dovrebbe essere o reietto, rinnegato abbandonato o semplicemente incapace di relazionarsi a chiunque non sia il cameriere. La realt&agrave; per&ograve; ha diverse sfaccettature, come uno zircone: a volte chi mangia da solo &egrave; davvero come pensate, con un cv di porte chiuse in faccia e tutto il corredo di sfighe; ma mangiare da solo lo aiuta a essere sereno. Sembra quasi che anzi il tu per tu con il piatto sia un segno di redenzione, e non tutti riescono a trovare pace semplicemente con un piatto di gricia davanti agli occhi. A volte invece mangiano da soli perch&eacute; staccano la spina, rifocillano le idee e spesso si pensano storie sulla gente intorno, il pi&ugrave; delle volte veri e propri viaggi mentali.</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/5c47bb95b89fad3eec3d8dc71c2a1a71.jpg" style="width: 640px; height: 427px;" /><br />
	<span class="s1"><i>Gli epici spaghetti al pangrattato, di cui disquisiremo pi&ugrave; avanti (<a href="http://www.veganblog.it/wp-content/uploads/2011/10/SpaghettiPerPippo.jpg" target="_blank">via</a>)&nbsp;</i></span></p>
<p>
	Insomma, a tavola da soli &egrave; il momento in cui si analizza la realt&agrave;. Chi mangia da solo mangia anche con gli occhi.</p>
<p>
	Detto questo: quando mangio da solo scelgo dei posti a caso. A parte quei due o tre in cui so di avere massima tranquillit&agrave;, di solito &egrave; una scoperta. Innanzitutto, perch&eacute; a seconda dell&rsquo;esito vi torner&ograve; con altri, e in secondo luogo, perch&eacute; da soli appunto si pu&ograve; fare l&rsquo;errore di incappare in una fregatura senza che nessuno ve lo rinfacci a vita. La cucina che prediligo &egrave; essenzialmente bangla/indiana, cinese e chiaramente romana, in contesti in cui nella maggior parte dei casi l&rsquo;hardcore regna sovrano. Ci sono meravigliose trattorie nascoste di cibo indiano, dai vetri addirittura oscurati a conduzione familiare e tavoli apparecchiati spartanamente. Italiani zero, solo gente abbronzata, piatti di riso e carne e abbondante peperoncino: aboliti gli alcolici, ma niente paura, il bar &egrave; a due passi. I cinesi invece sono ultracriptici, in pratica potrebbero tranquillamente tenerti nascosto un traffico illegale di armi per quanto riescono a celare i loro piatti non per turisti/italiani. Solo dopo pressante richiesta riescono a tirarti fuori delle cose incredibili, agli antipodi del risotto alla cantonese, pietanze assenti da qualsiasi men&ugrave; ragionato. Giusto per farvi capire meglio, vi posto una serie di recensioni solipsistiche di un paio di esperienze di ricerca &ldquo;sul campo&rdquo;. Gi&agrave;, perch&eacute; mangiare da soli &egrave; anche antropologia, studio dell&rsquo;evoluzione umana, esperimento scientifico prima di tutto su se stessi.</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/93fcdf16b4ad10ad5f4b81016634dc3a.jpg" style="width: 640px; height: 467px;" /><br />
	<span class="s1"><i>La vetrina per soli iniziati del ristorante bangla dove ho collezionato il record di presenze a mangiare da solo</i></span><em><span class="s2"> (<a href="http://www.puntarellarossa.it/2013/02/21/tor-pignattara-viaggio-tra-bangla-e-cinesi/" target="_blank"><strong>via</strong></a>)</span></em></p>
<p>
	Entriamo (uso il plurale maiestatis per dare un tono alla recensione) in questo ristorantino cinese il cui nome &egrave; una sfilza di ideogrammi, quindi non saprei dirvi come si chiama realmente. Frequentato per lo pi&ugrave; da cinesi doc e la domenica da famiglie di colore, peruviani e seconde generazioni di immigrati, &egrave; gi&agrave;&nbsp;per questo una garanzia. Un piatto interessantissimo della vasta gamma di curiose creazioni che i cinesi ci propongono nell&rsquo;universo, appare come affaretti gialli gommosi ricoperti di salsa rossa. Incuriositi chiediamo alla simpaticissima cinesina in cassa di cosa si tratti, e lei sorridendo felice esclama &quot;Piedi di pollo!&quot; Ora pensando a qualche incrocio fra l&rsquo;uomo e gli ovipari, non possiamo esimerci dall&rsquo;assaggiarli. Bene: i piedi di pollo sono cose che ricordano tipo le lumache infilate in un budello di maiale. Il sapore &egrave; in effetti buonissimo, nonch&eacute; mi ricorda un po&rsquo; l&rsquo;infanzia: mia nonna usava lessare le zampe di gallina. Seguitiamo il pasto con i filetti di medusa. Essi ci appaiono come affaretti bianchi tipo pezzettini di insalata,che devono necessariamente venire conditi da salsa di soia perch&eacute; di per s&eacute; non particolarmente saporiti. Inducono un incredibile realismo socialista, e sono frizzanti: diciamo che &egrave; come mangiare della Coca Cola di mare.&nbsp;</p>
<p>
	I simpatici &nbsp;cinesi nostri amici hanno poi inventato il principe dei minestroni, del quale ignoro il nome ma per comodit&agrave; indicher&ograve; come gigaminestrone. Osservo molte strane pietanze in una teca e ne richiedo due o tre, poi il gestore mi spiega che si tratta di roba da buttare in un pentolone e da cuocere seduta stante su un apposito fornello infilato nel tavolo sul quale manger&ograve;. Va bene, proviamo sta cosa. Butto tutti gli affari che ho scelto nella pentola. Nell&rsquo;ordine: gamberetti, pasta di pesce rosa, calamaretti, tofu impanato e altre cosette tutte rigorosamente crude. Esse si cuociono e il minestrone acquista vigore, me ne verso una prima tazzina e ne scopro gli aromi, cio&egrave; cipollina selvatica, carne animale, radici a caso, varie ed eventuali. I calamari si cuociono e hanno l&rsquo;aspetto di cartone inzuppato tagliato con le forbici, il tofu si gonfia come una mongolfiera. Alla prima tazzina dico: ammazza da paura. Alla quarta tazzina sudo freddo. Alla settima mi sento leggermente provato e devo smettere. Il prezzo &egrave; di 20 euro, e il gestore mi spiega solo dopo che &egrave; un piatto per almeno quattro o cinque persone, per cui mi offre una grappa in segno di amicizia e distensione. Torno a casa felice come il Marshmallow Man dei <em>Ghostbusters</em>.</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/cb0bd909528663d711070778de4b3387.jpg" style="width: 640px; height: 480px;" /><br />
	<span class="s1"><i>L&#39;hot pot, ovvero il giga minestrone made in China </i></span><i>(foto scattata in loco,&nbsp;</i><em><span class="s2"><strong><a href="http://www.puntarellarossa.it/2013/02/21/tor-pignattara-viaggio-tra-bangla-e-cinesi/" target="_blank">via</a></strong></span></em><i>)</i></p>
<p>
	Pu&ograve; accadere di tutto, come vedete.</p>
<p>
	Rispetto invece alla situazione romana&mdash;ebbene s&igrave;, io abito a Roma, se ancora non si fosse capito&mdash;la scelta cade sempre su trattorie a men&ugrave; fisso, che sono un rischio abominevole come anche fonte di immenso gaudio. Capita a volte infatti di trovare la pasta al pangrattato di cui io vado pazzo, piatto ultrapovero oramai sparito da ogni men&ugrave; popolare, e spesso e volentieri si trovano invenzioni l&agrave; per l&agrave;, come non meglio identificate &ldquo;polpette passaparola&rdquo; di baffiana memoria [<em>il Baffo &egrave; una storica trattoria sulla Prenestina</em>] che non si sa di cosa siano composte. Ma a volte la qualit&agrave; del mangiare da soli non &egrave; tanto prettamente legata al palato, quanto al contesto: alla variet&agrave; umana, all&rsquo;accozzaglia di stimoli uditivi/sensoriali, al &ldquo;colore&rdquo; che per&ograve; attenzione non confondiamo con le solite cazzate felliniane, cio&egrave; solo allegria battute e pernacchie. Qui c&rsquo;&egrave; gente che gli rode anche il culo. E direi pure che si capisce il perch&eacute;, tutti posti straeconomici in cui ci trovi gente che va da sola e ti guarda come se davvero non ci fosse nel locale nessuno a parte loro.</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/19f15dabdaba44f4e5d781dcf4b0cb20.jpg" style="width: 640px; height: 427px;" /><br />
	<span class="s1"><i>Esempio di polpette passaparola (<a href="http://littlekitchenworld.it/wp-content/uploads/2011/04/polpette-melanzane-450x300.jpg" target="_blank">via</a>)</i></span></p>
<p>
	Naturalmente sono un affezionato divoratore di kebab e affini, soprattutto di chi in zona lo fa con le sue mani e non vende quelle merdate di doner. Sono pronto ad affrontare una scagaccia irreale causa spezie per il piacere di sedermi in mezzo a personaggi che sembrano usciti da un film di Spike Lee, con il piglio dei protagonisti dei racconti di Hemingway. Trovi addirittura chi ti serve con la faccia sfregiata dall&rsquo;acido, appena ricostruita. Il servizio &egrave; spesso ai livelli della Slovenia primi anni Duemila, cio&egrave; facce da &ldquo;due palle non se ne pu&ograve; pi&ugrave;, morite tutti&rdquo;, ma se provieni da 16 ore di lavoro te lo vedono negli occhi e ti trattano come un principe.</p>
<p>
	Raramente invece mi butto nei vari Mc Donald&rsquo;s, Burger King ecc che ultimamente stanno trovando una nuova giovinezza a causa del &ldquo;ripulirsi&rdquo; d&rsquo;immagine e contenuti (accontentano anche i vegetariani, cristo). Ogni tanto mi concedo un Chicken Hut di sfuggita, ma solo quando decido per la morte cerebrale, essendo un concentrato di droghe di origine sconosciuta. Ogni cibo ha il suo momento, &egrave; come un pennello che scivola sulla tela dello stomaco e dipinge un paesaggio adeguato, non c&rsquo;&egrave; etica che tenga. Il fast food erroneamente potrebbe essere visto come il cibo migliore per chi mangia da solo, e invece &egrave; troppo veloce. Mangiare da soli implica che il tempo va perso, e pure tanto.</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/12efe643c460d80e435b1b346bfe9c9f.jpg" style="width: 640px; height: 480px;" /><br />
	<span class="s1"><i>Il famigerato polletto fritto di Chicken Hut (<a href="http://img1.2spaghi.it/ristoranti/img/big/chicken-hut-20111203-014854.jpg" target="_blank">via</a>)</i></span></p>
<p>
	Mi siedo e mangio da solo, mi guardo intorno e mi scolo il mio vino. A volte mi lancio in chiacchierate spontanee coi padroni, i camerieri e qualche personaggio che ti si accolla. Normalmente scrivo, mi faccio prendere dalla situazione che vedo e magari ne nasce una qualsiasi stronzata, dalla musica ai disegni. Infatti il momento in cui disegno di pi&ugrave; &egrave; in questi casi, uso i tovaglioli e la tovaglia di carta: immagino sia un&rsquo;abitudine di tutti i fumettisti farsi una bella mangiata da soli e dopo il primo litrozzo partire come treni, pennarello alla mano. Vi potr&agrave; fermare solo il proprietario, dopo che gli avete ridotto il tavolo a mo&rsquo; di graffito.</p>
<p>
	E poi, il pi&ugrave; delle volte, mangiando da solo mi faccio coraggio. Uno deve anche essere in grado di cullarsi, di darsi il biberon: altrimenti troverai sicuramente la baby sitter drogata che ti infila nel forno e ti mangia da sola, lei. Un modo per farlo &egrave; abbandonarsi al preliminare rituale della merenda ad hoc (l&rsquo;aperitivo lasciamolo a ben altri ambiti). Io lo suddivido in stagioni: d&rsquo;estate, il Cucciolone e gelati al biscotto di varia fattezza; d&rsquo;inverno salsiccette o coppiette da passeggio. Non so, mi mettono in pace l&rsquo;anima e difficilmente riesco a condividere quei momenti con qualcuno che non sia io me medesimo.</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/76179a18a15c985aa0ac6ecdfca79c63.jpg" style="width: 640px; height: 445px;" /><br />
	<span class="s1"><i>La merenda estiva per eccellenza, il Cucciolone, campionario di barzellette avant/noise irresistibili (<a href="http://static.blogo.it/happyblog/Cucciolone.jpg" target="_blank">via</a>)</i></span></p>
<p>
	Se non c&rsquo;&egrave; anima viva, mi godo il silenzio in tutte le sue possibilit&agrave;. Ma di solito vola sempre qualche mosca; &egrave; difficile rimanere davvero soli tutto sommato. Che &egrave; poi &egrave; il bello del mangiare da soli: dimostra che puoi stare tranquillo. Se hai paura dell&rsquo;abbandono mai succeder&agrave; se sai abbandonarti in questi momenti. Lo diceva anche Luca Carboni, &ldquo;soli non siam mai/soli veramente&rdquo;, anche se poi non so se mangiasse da solo.</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/3314c8b73873ffe1b695be304f14d79c.jpg" style="width: 600px; height: 600px; " /><br />
	<span class="s1"><i>Luca Carboni: appassionato di fragole buone buone che forse mangiava da solo (<a href="http://girasoliazzurri.files.wordpress.com/2013/04/carbibu.jpg" target="_blank">via</a>)</i></span></p>
<p>
	E invece quando mangio da solo a casa mia? Eh. In quel caso &egrave; stato alterato di coscienza: non c&rsquo;&egrave; un piatto coerente e giro per casa a parlare da solo. &Egrave; eternamente discontinuo, multitasking, cucino con la testa altrove, difficile fermarsi. L&rsquo;opposto che mangiare da soli per strada. Ma ovviamente &egrave; perch&eacute; il tempo diventa qualcosa che va cucinato anch&rsquo;esso: &egrave; una pietanza che va gustata appieno. Giusto la sera mi viene voglia di fissare una parete vuota e di non pensare assolutamente a pensare. E a farmi delle ricette prese online di cui sono mero esecutore e fiero auto-assaggiatore. Anche perch&eacute; dopo mi aspetta il gabinetto, dove stare da soli &egrave; una pacchia degna di Geova. Ma questa &egrave; un&rsquo;altra storia.</p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p>
	<em>Demented Burrocacao &egrave; una nostra conoscenza di&nbsp;<a href="http://www.vice.com/it/read/storie-di-borgata-boredom-live" target="_blank">lunga data</a>, e per VICE si occupa di recensioni,&nbsp;<a href="http://www.vice.com/it/read/battiato-bruxelles-dichiarazione-parlamento-troie-ipotesi" target="_blank">reinterpretazioni</a>&nbsp;e altra&nbsp;<a href="http://www.vice.com/it/read/syd-barrett-auguri" target="_blank">musica</a>. Una volta si &egrave; anche fatto&nbsp;<a href="http://www.vice.com/it/read/vita-vera-intervista-demented" target="_blank">intervistare</a>. Come avrete capito, questa &egrave; la sua nuova rubrica.&nbsp;</em></p>
<p>
	<em>Settimana scorsa: </em><a href="http://www.vice.com/it/read/demented-parla-da-solo-elio" target="_blank">Elio extravergine di oliva</a></p>
<p>
	&nbsp;</p>

]]></description>
<guid isPermaLink="false">http://www.vice.com/187723</guid>
<author>Demented Burrocacao</author>
<category>stuff, mangiare da soli</category>
</item>
<item>
<title>James Franco su &quot;Il Grande Gatsby&quot;</title>
<link>http://www.vice.com/it/read/james-franco-il-grande-gatsby</link>
<pubDate>Thu, 16 May 2013 10:27:00 +0100</pubDate>
<description><![CDATA[<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/6910b669e820d9f6cca9a7d1e6f6fb25.jpg" style="width: 640px; height: 400px;" /><br />
	<em>Immagine per gentile concessione Courtney Nicholas&nbsp;</em></p>
<p class="p1">
	<span class="s1">La sfida che ha affrontato Baz Luhrmann nell&#39;adattare&nbsp;<i>Il Grande Gatsby </i>allo schermo &egrave; simile a quella che ha dovuto fronteggiare Walter Salles con <i>On the Road</i>: rimanere fedele al periodo storico, mantenendo per&ograve; la forza cruda del testo originale. Salles ha fatto un magnifico lavoro catturando l&rsquo;atmosfera degli Stati Uniti degli anni Cinquanta, ma si potrebbe forse obiettare che Dean e Sal non avevano abbastanza fervore&mdash;quel desiderio appassionato di <i>vivere, vivere, vivere</i>.</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1">Secondo il vecchio luogo comune, un buon libro diventer&agrave; un brutto film, mentre di un tascabile di seconda categoria come <i>Il Padrino</i>&nbsp;si far&agrave; un gran film. Ma questa idea viene dalla convinzione che &egrave; la scrittura a fare di un libro un buon libro, e quindi qualsiasi altro tipo di adattamento gli far&agrave; perdere la sua magia. Come tutti i critici hanno gi&agrave; notato&mdash;giustamente, anche se in maniera ripetitiva&mdash;molto di ci&ograve; che rende <i>Il Grande Gatsby</i> grandioso &egrave; la prosa di Fitzgerald. Concediamo qualche pecca ai classici perch&eacute; ne amiamo i personaggi. Ma quando qualche vecchia storia viene riesumata per farne un film, bisogna sistemare la questione passato-presente. Ma questo non aveva a che vedere con l&rsquo;incapacit&agrave; degli attori o del regista, &egrave; il risultato del passaggio del tempo, dell&#39;investitura del libro del titolo di &ldquo;classico&rdquo;.&nbsp;</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1">Nell&#39;adattare <em>Gatsby</em> al grande schermo, il principale punto che Baz Luhrmann ha dovuto affrontare &egrave; stato: come posso farlo funzionare? E, come con <i>Romeo + Giulietta</i>, come faccio a far rivivere questo vecchio materiale su un nuovo media, rendendolo interessante per un pubblico moderno? E in qualche modo Luhrmann &egrave; riuscito a restare fedele sia al testo originale che al suo pubblico contemporaneo. La musica jazz degli anni Venti era fumosa e pericolosa, ma se Luhrmann l&rsquo;avesse usata oggi, il film sarebbe stato un pezzo da museo&mdash;irrilevante per il pubblico mainstream e persino per il pi&ugrave; acculturato, che avrebbe gi&agrave; saputo cosa aspettarsi. Ci sono state alcune obiezioni sull&rsquo;uso del 3D, ma francamente non &egrave; un argomento di discussione valido. Funziona e non distrae n&eacute; modifica il corso della storia. &Egrave; divertente da guardare. &nbsp;</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1">I critici che hanno distrutto il film perch&eacute; non &egrave; fedele al libro sono degli ipocriti. Queste persone si guadagnano da vivere<i> scrivendo</i> e criticando altri testi con lo scopo di teorizzare vari livelli di competenza, o solo per tirare a campare. Il film di Luhrmann &egrave; un suo <i>scritto </i>e il suo adattamento di un testo&mdash;la sua <i>critica</i>, se preferite. Qualcuno obietterebbe mai a una produzione dell&rsquo;<i>Amleto </i>nello spazio? No, non quanto stanno obiettando l&rsquo;adattamento di <i>Gatsby</i>. Forse perch&eacute; <i>Gatsby</i> parla di un luogo e un tempo ben definiti, mente Shakespeare, almeno nella mia testa, ha pi&ugrave; a che fare con idee universali, valori e sentimenti. Luhrmann ha dovuto respirare l&rsquo;aria e l&rsquo;ambientazione degli anni Venti, e ci &egrave; riuscito.</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1">Un film, ovviamente, fa affidamento su una tensione immediata, in modo totalmente diverso da quello di un libro. E, a parte le sceneggiature prettamente cinematografiche, i film che prendono spunto da una fonte letteraria camminano su un filo gi&agrave; teso. Una volta che Gatsby riesce nella sua missione di conquistare Daisy, viene a mancare un po&#39; di respiro nella storia. Non ci interessa molto della loro relazione, ci interessano di pi&ugrave; i disperati tentativi di Gatsby di innalzare il suo status economico e sociale per riprendersela. &Egrave; un obiettivo universale e molto difficile da realizzare, ancora molto attuale al giorno d&#39;oggi, e il regista lo rende ancora pi&ugrave; vivido usando moderni specchietti per allodole. Il desiderio di Gatsby si rivela lo stesso di un sedicenne: non solo vuole vincere Daisy come fosse un trofeo, vuole anche controllare i suoi affetti. Mi ricorda le mie storie delle superiori, quando torturavo le mie ragazze per essersi fatte toccare da altri maschi al primo anno. Nel senso, lascia perdere, amico. Siamo ossessionati dalle sue ossessioni, ma non significativamente emozionati al momento della realizzazione dei suoi obiettivi.&nbsp;</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1">Oltretutto, un svantaggio dell&rsquo;ossessione di Nick con Gatsby, ossessione tale da costringerlo a scrivere della loro amicizia con fini terapeutici, &egrave; che ci&ograve;, in sostanza, rende la loro amicizia ancora pi&ugrave; forte. Da quanto tempo si conoscono? Non erano <i>cos&igrave;</i> legati, no? Cosa rende la grandezza di Gatsby cos&igrave; attraente per Nick? Il fatto che abbia fatto molti affari sporchi e abbia guadagnato un sacco di soldi? Che fosse innamorato di una donna? Che dicesse &ldquo;vecchio mio&rdquo; tutto il tempo, e di solito in maniera cos&igrave; suadente? Era innamorato di Gatsby? Fitzgerald aveva molte ragioni per essere ossessionato da personaggi simili a Gatsby nella sua vita personale (Monroe Stahr rappresenta un&rsquo;altra ossessione romantica e professionale in <i>Gli ultimi fuochi</i>), in particolare perch&eacute; non fu in grado di sposare Zelda finch&eacute; non divenne famoso per i suoi scritti. Ma Nick, al di fuori dell&#39;azione, non ha interessi personali nella storia, e mentre il fatto di frequentare un&rsquo;istituzione mette in gioco i suoi interessi, ci&ograve; rende la sua ossessione per Gatsby sempre pi&ugrave; contorta. Ma forse la ragione di Luhrmann &egrave; che questo genere di confusione &egrave; interessante, e chi pu&ograve; dargli torto. O forse lui <i>amava</i> Gatsby e se avesse semplicemente potuto vivere al suo fianco, proprio come Tobey e Leo hanno fatto nella loro vita, tutto sarebbe andato bene. Anche questo sembra un buon film. Ma credo sia gi&agrave; stato fatto&mdash;&egrave; una serie tv che si chiama <i>Entourage</i>.</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1">Alla fine, Luhrmann lo ha reso <em>possibile</em>, ed &egrave; quello che conta. Il film sta in piedi. Abbiamo seguito la storia, abbiamo provato delle emozioni, ci siamo sentiti trasportati e partecipi.</span></p>
<p>
	&nbsp;</p>

]]></description>
<guid isPermaLink="false">http://www.vice.com/187831</guid>
<author>James Franco</author>
<category>stuff, cinema, il grande gatsby, baz luhrmann</category>
</item>
<item>
<title>I rifugiati siriani sono bloccati tra due inferni</title>
<link>http://www.vice.com/it/read/syrians-in-jordans-refugee-camps</link>
<pubDate>Thu, 16 May 2013 08:00:00 +0100</pubDate>
<description><![CDATA[<p>
	<em>Il mio&nbsp;<a href="http://www.vice.com/it/read/giles-duley-interview">primo incontro</a></em>&nbsp;<em>col fotografo Giles Duley risale a un mese fa, quando l&#39;ho contattato per sapere del suo lavoro prima e dopo l&#39;incidente che lo ha privato delle gambe e di un braccio. L&rsquo;ultimo viaggio di Giles &egrave; stato in Giordania, dove ha documentato l&rsquo;arrivo dei rifugiati siriani al campo di Zataari. &ndash; Jamie Collins</em></p>
<p>
	La notte il freddo si &egrave; fatto cos&igrave; pungente che ho trovato rifugio in un prefabbricato gestito dai medici dell&rsquo;<a href="http://www.unhcr.org.uk/" target="_blank">UNHCR</a>. Ce ne stavamo l&igrave;, a bere t&egrave;, combattere la stanchezza e aspettare. Era quasi l&rsquo;una di notte e non c&rsquo;era nemmeno l&rsquo;ombra di rifugiati. Irrequieto ho raggiunto i miei colleghi, che si stavano dividendo una sigaretta nella notte senza stelle. Poi &egrave; calato il silenzio&mdash;potevamo udire gli autobus e allora, da quella notte fredda e buia, sono iniziati ad arrivare. La prima a comparire &egrave; una bambina; doveva avere cinque anni, indossava un cappotto color crema e una determinazione che andava oltre la sua et&agrave;. Dietro di lei, due giovani madri stringevano i loro bambini, avvolti in coperte per proteggerli dal freddo. Si sono fatti strada nella grande tenda-reception dove sarebbero stati esaminati, nutriti, curati e dove, infine, gli sarebbe stato assegnato un appezzamento nel campo.</p>
<p>
	Sono rimasto ad osservare, mentre ne arrivavano sempre di pi&ugrave;; decine, centinaia e, fino all&rsquo;alba, quasi 2.000. Un uomo che indossava un completo e teneva per mano suo figlio; una coppia di anziani che a fatica trascinavano i loro pochi averi; una donna incinta in lacrime; un giovane uomo trasportato da una parte all&rsquo;altra del terreno irregolare sulla sua sedia a rotelle. Ogni viso era spettrale; segnato dallo sfinimento, dall&rsquo;incertezza, dalla paura. Le scene erano reminiscenze di cos&igrave; tante guerre precedenti, sbiadite in immagini in bianco e nero di civili costretti a fuggire con soltanto ci&ograve; che riuscivano a portarsi dietro, ricordi della vita che avevano. Ma questo non &egrave; un qualunque passato terribile, questo &egrave; ora; il ginepraio di chi &egrave; stato sfollato a causa della guerra in Siria, una guerra che diventa ogni giorno pi&ugrave; violenta e brutale.</p>
<p>
	Le cifre sono inimmaginabili: pi&ugrave; di 70.000 persone uccise, pi&ugrave; di quattro milioni di sfollati e pi&ugrave; di un milione di rifugiati registrati dall&rsquo;UNHCR. Nella sola Giordania vi sono 340.000 rifugiati, molti dei quali nel campo di Zataari.</p>
<p>
	Coloro che hanno disabilit&agrave; permanenti o connesse alla guerra affrontano la sfida pi&ugrave; grande. Spesso timorosi di ricevere cure negli ospedali statali non hanno idee precise, se non quella di fuggire dalla Siria. Mentre le organizzazioni di beneficienza, come la <a href="http://www.handicap-international.org.uk/" target="_blank">Handicap International</a>, riescono a fornire fisioterapia e supporto, la realt&agrave; della vita in un campo rifugiati, da disabili, &egrave; estremamente dura.<br />
	<br />
	Nei giorni successivi incontro e fotografo alcuni dei rifugiati, ascoltando le loro storie. Uomini, donne e bambini, che sono gli individui dietro i numeri, persone qualunque che hanno perso tutto, e che ora affrontano un tetro futuro da rifugiati. Senza una casa, senza la sicurezza di poter mangiare, impossibilitati a lavorare o a frequentare una scuola, con cure mediche molto limitate e spesso con famiglie numerose da mantenere. Se questa &egrave; la loro unica alternativa, non si pu&ograve; non chiedersi a che razza di inferno siano sfuggiti.</p>
<p>
	Questo &egrave; un conflitto complesso, con risposte difficili da trovare. Mentre noi valutiamo i pro e i contro dell&#39;armare l&rsquo;Esercito Siriano Libero, parliamo della linea rossa relativa all&rsquo;uso delle armi chimiche e discutiamo degli interventi, sembra che ci stiamo dimenticando una sola semplice verit&agrave;. Ogni giorno, civili innocenti vengono uccisi, mutilati e costretti a una vita da rifugiati. Dovremmo dare la priorit&agrave; alla loro protezione senza discussioni.</p>
<p>
	<em>Campo Zaatari, Giordania, 30 marzo </em><em>2013.</em></p>
<p>
	<em>Per vedere altri lavori di Giles, cliccate&nbsp;<a href="http://gilesduley.com/" target="_blank">qui</a>. E per sapere di pi&ugrave; sul suo conto, leggete la nostra <a href="http://www.vice.com/it/read/giles-duley-interview" target="_blank">intervista</a>.</em></p>
<p>
	&nbsp;</p>

]]></description>
<guid isPermaLink="false">http://www.vice.com/187672</guid>
<author>Giles Duley</author>
<category>photo, Giles Duley, siria, Giordania, Zaatari</category>
</item>
<item>
<title>Petra Valenti fotografa le strade di Londra</title>
<link>http://www.vice.com/it/read/petra-valenti-portfolio</link>
<pubDate>Thu, 16 May 2013 12:01:00 +0100</pubDate>
<description><![CDATA[<p>
	Petra Valenti &egrave; una fotografa bergamasca di 24 anni che da sei vive a Londra, citt&agrave; da cui sembrano provenire gran parte dei suoi scatti, che si tratti di giamaicani in festa, skin attempati o adolescenti in tuta che devastano vetrine di negozi di noti marchi (e che poi, ovviamente, riutilizzano le foto per farci delle magliette da vendere negli stessi negozi devastati, che gran cosa il marketing moderno).&nbsp;</p>
<div>
	Quando le abbiamo chiesto di descriverci brevemente il suo lavoro, Petra ci ha risposto che lei &quot;&egrave; sempre stata brava a carpire gli atteggiamenti delle persone e a leggerne i comportamenti, &egrave; la cosa che guardo di pi&ugrave; in assoluto,&quot; e che le piace &quot;immedesimarmi nei soggetti che ho davanti,&quot; anche se non abbiamo ben capito se parlava delle signore giamaicane col culo gigante o dei vandali quattordicenni delle&nbsp;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Disordini_in_Inghilterra_del_2011" target="_blank">riot</a>. Ad ogni modo, nella galleria qui sopra c&#39;&egrave; una piccola selezione delle sue foto. Per vederne altre andate <a href="http://www.petravalenti.com/" target="_blank">sul suo sito</a>.</div>
<div>
	&nbsp;</div>
<div>
	&nbsp;</div>
<div>
	Segui Petra su Twitter: <em><a href="https://twitter.com/petravalenti" target="_blank">@petravalenti</a></em></div>

]]></description>
<guid isPermaLink="false">http://www.vice.com/187836</guid>
<author>Petra Valenti</author>
<category>photo, Londra, petra valenti</category>
</item>
<item>
<title>Come essere felici in 25 semplici mosse</title>
<link>http://www.vice.com/it/read/come-essere-felici-in-25-mosse</link>
<pubDate>Thu, 16 May 2013 15:18:00 +0100</pubDate>
<description><![CDATA[<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/5799470dfa9908f0443b305f745cf29e.jpg" style="width: 640px; height: 424px;" /></p>
<p class="p1">
	<span class="s1">Eccomi qui, alle otto meno di dieci di un marted&igrave; mattina, intrappolato sul bus, spappolato contro un ragazzo che ascolta una traccia techno di pessima qualit&agrave; buttando gi&ugrave; un energy drink del discount. Era un altro giorno che avrei passato in un seminterrato senza finestre a vendere Twix e acqua di cocco a studenti i cui genitori sono molto pi&ugrave; ricchi di quanto io sar&ograve; mai. Guardando i bus rincorrersi e suonare il clacson per le vie, mi sono reso conto che stavo fissando il vuoto da pi&ugrave; di 20 minuti, come una comparsa in un video di Dido. &Egrave; stato a quel punto che mi sono chiesto se sarei mai stato di nuovo felice.&nbsp;</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1">Poi mi son caduti gli occhi su un sondaggio&mdash;commissionato, stranamente, parallelamente all&rsquo;uscita in DVD di <i>Vita di Pi&mdash;</i>che chiedeva a pi&ugrave; di &ldquo;2.000 adulti di et&agrave; compresa tra i 18 e i 65 anni di compilare la lista delle 50 cose essenziali per una vita realizzata.&rdquo; Senza dubbio mi avrebbe rallegrato&mdash;i consigli scovati tra la gente comune mi avrebbero riempito di pensieri positivi e di speranza. Se fossi riuscito a seguire quei 50 passi per la felicit&agrave;, i miei problemi sarebbero svaniti e tutto sarebbe andato per il meglio.</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1">Poi l&#39;ho letto. Ne &egrave; venuto fuori che la gente che compra <i>Vita di Pi</i> in Blu-Ray &egrave; incredibilmente ottimista o completamente scema. (Probabilmente entrambe.) Ho deciso di prendere nota delle 50 mosse per la felicit&agrave; che mi erano state raccomandate per vedere se erano tutte fattibili (anche se l&rsquo;ho fatto solo con 25 di esse, perch&eacute; 50 sono tante e io sono pigro). Pu&ograve; un uomo il cui momento pi&ugrave; felice della settimana coincide con la visione di<i>&nbsp;Game of Thrones&nbsp;</i>seguire questi consigli e cambiare la sua vita?</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1">Vediamo.</span></p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/125b86ba87a9eca9185a3cabc94157f5.jpg" style="width: 640px; height: 423px;" /></p>
<p>
	<strong>1. SMETTI DI PREOCCUPARTI DEI SOLDI&nbsp;</strong><br />
	In qualit&agrave; di neolaureato scappato dalla vita d&#39;ufficio dopo sole due settimane per tornare a barricarsi nel confortante ronzio della stanza d&#39;informatica che l&#39;universit&agrave; mette a disposizione dei laureati, i soldi sono il grande problema della mia vita. Un problema che mi affligge. Mi perseguita. Mi sento fisicamente male quando prelevo dieci euro dal bancomat e li spendo per bere. &Egrave; improbabile che io smetta di preoccuparmi dei soldi, ancora meno probabile che non che vada in banca a confrontarmi con i debiti che ho, invece di continuare a nascondermi da loro.<br />
	<span class="s1"><b>POSSO FARLO?</b> No.</span></p>
<p>
	<strong>2. PRENDITI DUE VACANZE ALL&#39;ANNO</strong><br />
	<span class="s1">Forse se esistono ancora quelle offerte vacanza da 9,99 euro su <a href="http://www.groupon.it/" target="_blank">Groupon</a>. Altrimenti, la cosa pi&ugrave; simile a una vacanza che posso permettermi &egrave; guardare una maratona di programmi demenziali in televisione con addosso i pantaloni della tuta mentre vomito una pinta di birra nella boccia del pesce rosso. A casa mia, i pesci rossi non durano molto.<br />
	<b>POSSO FARLO?</b> No.</span></p>
<p>
	<strong>3. GODITI I PICCOLI PIACERI DELLA VITA</strong><br />
	<span class="s1">Non esistono le grandi gioie, nessuna vera rivelazione di pura felicit&agrave; e piacere che modificher&agrave; radicalmente il tuo carattere e cambier&agrave; la tua vita. Accettalo. Goditi la soddisfazione che ti d&agrave; trovare una confezione di tiramis&ugrave; tra le offerte del supermercato. Accetta la gioia di vedere qualcuno che hai sempre odiato postare su Facebook una frase spiritosa accolta da zero Like.<br />
	<b>POSSO FARLO?</b>&nbsp;S&igrave;. &Egrave; una delle pochissime cose su cui conto per essere un po&#39; felice, lo facevo gi&agrave; prima di leggere questa lista.</span></p>
<p>
	<strong>4. LAVORA PER VIVERE, NON VIVERE PER IL LAVORO</strong><br />
	<span class="s1">L&#39;idea &egrave; buona, ma &egrave; vagamente impraticabile. Sai com&#39;&egrave;: lavori tutto il giorno, arrivi a casa, tutto quello che vuoi fare &egrave; aprirti una birra ghiacciata e ridere degli spot in TV con i tuoi amici. E se non &egrave; questa la vita vera, non so cosa sia.<br />
	<b>POSSO FARLO?</b> No.</span></p>
<p>
	<strong>5.&nbsp;</strong><strong>ESCI CON UNA PERSONA CHE TI ATTRAE MA &Egrave; SBAGLIATA PER TE</strong><br />
	L&rsquo;eccitazione iniziale ha un peso maggiore del danno psicologico a lungo termine? Sembra che loro la pensino cos&igrave;. Ricordate, per&ograve;: c&rsquo;&egrave; una ragione se di solito non uscite con ragazze che somigliano a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rossy_de_Palma" target="_blank">Rossy De Palma</a> e amano follemente la musica hardcore e Chuck Palanhiuk.<br />
	<b>POSSO FARLO?</b>&nbsp;Voglio dire, potrei. Ma probabilmente non sarebbe saggio. Quindi non lo far&ograve;.</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/39470e2f81caec6a13c2e9ce23584fac.jpg" style="width: 640px; height: 421px;" /></p>
<p>
	<strong>6. SII SINCERO CON TE STESSO</strong><br />
	<span class="s1">E se il vero me stesso fosse un insieme di odio, ripugnanza e auto sabotaggio la cui unica &ldquo;vera&rdquo; volont&agrave; &egrave; di crogiolarsi a letto tutto il giorno, ciucciandosi dalle dita le briciole di Fonzies e alternando rotten.com e PornHub? Posso comunque essere il vero me stesso ed essere felice? Lo spero.<br />
	<b>POSSO FARLO?</b> S&igrave;, anche se in tutta onest&agrave;, lo pu&ograve; fare anche qualcuno in stato vegetativo.</span></p>
<p>
	<strong>7. PENSA A QUELLO CHE HAI E NON A QUELLO CHE NON HAI</strong><br />
	Questo sembra davvero un buon consiglio. Anche se non sono del tutto sicuro se mi porter&agrave; davvero alla felicit&agrave; o mi far&agrave; solo odiare di pi&ugrave; il mio BlackBerry perennemente rotto, il mio asciugamano permanentemente bagnato e la mia collezione di boxer a righine pieni di buchi perch&eacute; comprati sei anni fa.<br />
	<span class="s1"><b>POSSO FARLO?</b> Mi ci metto.</span></p>
<p>
	<strong>8. PRENOTA SENZA PENSARCI DUE VOLTE UNA VACANZA LAST MINUTE</strong><br />
	<span class="s1">Essendo stato mollato al primo anno dell&rsquo;universit&agrave;, ho preso la ragionevole decisione di andare a Barcellona con la ragazza che mi aveva mollato. Mi sono divertito&mdash;a parte che mi sono fatto rompere un polso da un poliziotto in tenuta antisommossa perch&eacute; stavo pisciando contro una porta nel bel mezzo di una rivolta&mdash;quindi consiglio caldamente di farlo. Godetevela un po&rsquo;, sta vita.<br />
	<b>POSSO FARLO?</b> Gi&agrave; stato, gi&agrave; fatto, ho anche la lastra per dimostrarlo.</span></p>
<p>
	<strong>9. TROVA IL VERO AMORE</strong><br />
	<span class="s1">&Egrave; carino che i compilatori del sondaggio tirino fuori questo vecchio, semplice compito. Voglio dire, non &egrave; che la necessit&agrave; di colmare il vuoto delle nostre vite con una persona speciale ha fatto impazzire l&#39;umanit&agrave; per sempre, no? &nbsp;<br />
	<b>POSSO FARLO?</b>&nbsp;C&#39;&egrave; qualcuno che pu&ograve; farlo? Sono abituato a vivere solo quanto il lobo amputato di Van Gogh.</span></p>
<p>
	<strong>10. VISITA ALMENO 25 PAESI&nbsp;</strong><br />
	<span class="s1">Questa &egrave; difficile, richiede sia una vasta somma di denaro sia qualche rudimento di geografia. A essere onesto, a parte Disneyland e Ibiza, non ci sono molti altri posti che mi interessa visitare. Il resto sembra solo una distesa di roccia e sabbia.<br />
	<b>POSSO FARLO?</b>&nbsp;No.</span></p>
<p>
	<strong>11. ESCI DI CASA Pi&Ugrave; SPESSO</strong><br />
	S&igrave;, questo &egrave; un buon modo per sentirsi meno gi&ugrave;. Alzatevi, lavatevi, aprite Google Maps, trovate un punto che sia esattamente a 8 chilometri da casa vostra, camminate fino a l&agrave;, fermatevi a comprare un Mars e una Fanta, cercate la fermata di un bus, tornate a casa in bus, raccontate ai vostri coinquilini di come la camminata vi abbia &ldquo;schiarito le idee&rdquo;, sentitevi pieni di orgoglio, pianificate di rifarlo ogni weekend/giorno libero, fate la stessa cosa un&rsquo;altra volta tre mesi dopo quando siete in down, non fatelo mai pi&ugrave;.<br />
	<span class="s1"><b>POSSO FARLO?</b>&nbsp;S&igrave;, ma non ha senso.</span></p>
<p>
	<strong>12. VISITA TUTTI I MONUMENTI DELLA NAZIONE</strong><br />
	<span class="s1">Cosa? Un&rsquo;ardua, costosa camminata senza fine fra ville signorili, fermandosi nei saloni decorati a fissare imbambolati qualche cicogna impagliata in musei con guardiani che sembrano usciti da un fumetto? Quelli che hanno dato questo consiglio hanno presumibilmente un sacco di tempo libero a disposizione. Sembra un pessimo programma di divulgazione, e nella vita reale &egrave; probabilmente anche peggio.<br />
	<b>POSSO FARLO?</b>&nbsp;No, categoricamente.</span></p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/10a962fea807651ad5a91dee23e8814b.jpg" style="width: 639px; height: 424px;" /></p>
<p>
	<strong>13. PROVA TUTTI I TIPI DI CIBO</strong><br />
	<span class="s1">Be&rsquo;, esistono solo le patatine fritte, il curry, gli spaghetti, gli hamburger e la pizza, no? Quindi s&igrave;, li ho provati tutti e mi sono piaciuti tutti. L&rsquo;unica cosa che non raccomanderei sono i burger noodles. Non importa quanto siate al verde, anche se le uniche cose rimaste nella vostra credenza sono un pacchetto di patatine e un uovo, non ricorrete ai burger noodles, anche se la confezione dice che gli hamburger sono di carne. Non sanno di carne, ma di sicuro daranno a tutti gli altri ingredienti il sapore di hamburger. Non mangiateli.<br />
	<b>POSSO FARLO?</b>&nbsp;S&igrave;.</span></p>
<p>
	<strong>14. SPENDI UN SACCO DI SOLDI IN UN POMERIGGIO DI SHOPPING SOLO PERCH&Eacute; PUOI PERMETTERTELO&nbsp;</strong><br />
	<span class="s1">Ogni tanto guardo il profilo Instagram di Juicy J e penso, &quot;Cazzo, quanto vorrei avere talmente tanti soldi da non sapere dove metterli. Pensa a quanti vinili potrei comprarmi! Tutta la collezione di critica alla letteratura contemporanea, che allineerei sulla mia libreria! Potrei viziarmi con del vero petto di pollo invece di sopravvivere mangiando patate ad ogni pasto!&rsquo;</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1">E poi mi ricordo che le uniche volte nella vita in cui ho avuto pi&ugrave; di 50 euro in contanti era ai miei compleanni. E anche allora andavo a comprarmici qualcosa con mia madre e finivo paralizzato perch&eacute; non sapevo cosa scegliere, e tornavo a casa con un album di Brendan Benson e un videogioco di <i>Metal Slug</i> a cui giocavo insieme alla mamma. Anche se, quando ho una giornata remunerativa al lavoro, mi concedo di sognare a un giro con tanto di carrello al supermercato. Bisogna pensare in grande.<br />
	<b>POSSO FARLO?</b>&nbsp;Vi ringrazio perch&eacute; continuate a ricordarmi la mia povert&agrave;.</span></p>
<p>
	<strong>15. IMPARA A SUONARE UN NUOVO STRUMENTO</strong><br />
	<span class="s1">Nella mia stanza di quando ero piccolo ci sono ancora tre chitarre con 14 corde in totale. So a malapena suonare tre accordi e il giro di basso di &ldquo;So Fresh, So Clean&rdquo; degli Outkast, oltre che &ldquo;Boys Don&rsquo;t Cry&rdquo; dei Cure. Ho imparato tutto ci&ograve; quando avevo 13 anni, e da allora non ho fatto alcun progresso. Poi mi sono limitato a guardare i bad boy con gli strumenti in spalla con i loro branchi di ragazze godersela alle feste private nei backstage dei locali. Fanculo loro e fanculo le loro feste.<br />
	<b>POSSO FARLO?</b>&nbsp;Probabilmente, ma &egrave; molto pi&ugrave; semplice vivere della luce riflessa dei membri di un gruppo. Chiss&agrave;, magari vi metteranno a vendere le magliette. E potrete fregargli tutti i soldi.</span></p>
<p>
	<strong>16. METTI SU FAMIGLIA</strong><br />
	Ogni tanto mi ritrovo a fantasticare sull&rsquo;avere una moglie, dei figli, una tata, un cane&mdash;o altri esseri viventi con cui condividere la vita. Poi mi riprendo di colpo per via del latte che mi sta colando sui calzini, che indosso da tre giorni di fila, perch&eacute; ho AFFOGATO DI NUOVO LA MIA CENA DI CEREALI e inizio a piangere senza controllo.<br />
	<b>POSSO FARLO?</b>&nbsp;Per ora no.</p>
<p>
	<strong>17. ADOTTA UN CUCCIOLO&nbsp;</strong><br />
	Gli animali fanno schifo. Puzzano, perdono il pelo, non parlano e li devi portare a passeggio. Una perdita di tempo e soldi, per quanto mi riguarda. Insultate tutti quelli che si sono presi un gattino mentre erano all&rsquo;universit&agrave; solo per potersi scattare foto con il gattino in braccio e la masglietta dei Descendents. Ehi, ti sei beccato una sega dalla ragazza seapunk del tuo corso d&rsquo;arte grazie a questo, quindi &egrave; valsa la pena di vivere in mezzo alla puzza dei pacchi di crocchette e di spendere tutti i tuoi soldi in antivermi invece che in birra, vero amico?<br />
	<b>POSSO FARLO?</b>&nbsp;Col cazzo.</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/aca2a339716b2c07a78659fc4077dbcc.jpg" style="width: 640px; height: 423px;" /></p>
<p>
	<strong>18. GUIDA UN&#39;AUTO MOLTO VELOCE</strong><br />
	Quanto veloce &egrave; &ldquo;davvero veloce&rdquo;? Dove stiamo andando? Possiamo permetterci la benzina? La velocit&agrave; elevata consuma pi&ugrave; benzina, per cui costa di pi&ugrave;? Esiste l&#39;assicurazione su una macchina veloce? Possiamo fermarci in birreria un momento?<br />
	<b>POSSO FARLO?</b>&nbsp;Vedi sotto.</p>
<p>
	<strong>19. PRENDI LA PATENTE</strong><br />
	Non capisco come possa rendere pi&ugrave; felice le persone.&nbsp;<br />
	<b>POSSO FARLO?</b>&nbsp;Purtroppo s&igrave;.</p>
<p>
	<strong>20. PRENDI UNA LAUREA</strong><br />
	NE HO QUASI DUE E NON SONO ANCORA PER NIENTE FELICE.<br />
	<b>POSSO FARLO?</b>&nbsp;S&igrave;.</p>
<p>
	<strong>21. SALVA QUALCUNO E PER UN PO&#39; SARAI UN EROE</strong><br />
	Storia vera: quando ero alle medie, la mia classe and&ograve; a visitare il Vallo di Adriano. Un pomeriggio, mentre eravamo in gita sulle pareti ormai distrutte dagli scolari scozzesi, iniziammo a scendere per una collina scoscesa. Il mio miglior amico inizi&ograve; a cadere. Lo vidi al rallentatore. Stava per distruggersi la faccia contro una roccia frastagliata. Mi tuffai, lo afferrai per le scarpe da ginnastica e lo tirai forte verso di me. Gli salvai la vita. Ero un eroe. Mi sentii<em>&nbsp;cos&igrave;&nbsp;</em>bene e andai in pari per quella volta che gli avevo tirato un calcio volante&nbsp;al parco giochi e quasi gli avevo rotto il naso.<br />
	<b>POSSO FARLO?</b>&nbsp;Be&rsquo;, ancora lo racconto a cena, e sono passati 12 anni. Quindi potrei anche rifarlo.</p>
<p>
	<strong>22.&nbsp;</strong><strong>SALDA SEMPRE I TUOI DEBITI</strong><br />
	<span class="s1">Oh, certo, perch&eacute; non ci ho pensato prima? Devo solo sanare tutti i miei debiti, cos&igrave; poi non avr&ograve; nessun debito di cui preoccuparmi. L&rsquo;unico problema &egrave; che sono riuscito a ripianare solo un decimo del mio debito studentesco, da quando mi sono laureato. Quindi, a meno che non si trovi un milionario sconosciuto che cerca un neolaureato maschio ventenne con pochissime prospettive future da sponsorizzare, ho ancora molta strada davanti.</span></p>
<p>
	<strong>23. RAGGIUNGI L&#39;APPAGAMENTO PROFESSIONALE A 40 ANNI&nbsp;</strong><br />
	<span class="s1">Ho una laurea in scrittura creativa e un master in letteratura. Non ho nessuna carriera davanti a me, figuriamoci un appagamento professionale.<br />
	<b>POSSO FARLO?</b>&nbsp;Dio, no.</span></p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/e06c0b324e358278e1da9e7862e078de.jpg" style="width: 640px; height: 423px;" /></p>
<p>
	<strong>24. SBRONZATI UNA NOTTE INTERA</strong><br />
	Questo &egrave; un punto ben strano, perch&eacute; non capisco cosa ci sia di soddisfacente nel passare una nottata a bere. Dipende troppo dalle situazioni: queste persone hanno passato la notte sorseggiando cocktail sul terrazzo di un attico a Manhattan fumando Davidoff Gold Slim ad aspettare il sole che sorge e pianificare un tuffo in piscina prima di fare colazione a letto, sbronzi e felici? O stanno seduti dopo una serata di merda in un locale di merda, buttando gi&ugrave; lattine e fumo, cercando su YouTube video scemi?<br />
	<b>POSSO FARLO?</b>&nbsp;La prima: no. La seconda: s&igrave;.</p>
<p>
	<strong>25. DEDICATI A SPORT ESTREMI SUPER-ADRENALINICI&nbsp;</strong><br />
	Oh, fanculo. La vita &egrave; gi&agrave; abbastanza eccitante senza il bisogno di queste cazzate &ldquo;elettrizzanti&rdquo; e&nbsp; artificiali. Chiss&agrave; cosa trover&ograve; nella cassetta della posta domattina? Chiss&agrave; per quanto tempo dovr&ograve; rimanere in fila da McDonald&rsquo;s per spendere il buono che custodisco in tasca da quando l&#39;ho tagliato dal giornale di settimana scorsa? Chiss&agrave; quante persone incontrer&ograve; per strada che mi faranno venir voglia di commettere un omicidio?<br />
	<b>POSSO FARLO?</b>&nbsp;Nah, passare il sabato facendo una di queste attivit&agrave; &egrave; la mia versione dello zorbing.</p>
<p>
	-</p>
<p>
	Leggere la lista e rifletterci su mi ha insegnato alcune cose. Primo, ed &egrave; ovvio, i soldi sono fondamentali. S&igrave;, sappiamo tutti che i soldi non fanno la felicit&agrave;. Ma nemmeno mangiare la pizza di ieri in mutande mentre il vostro coinquilino gioca a&nbsp;<i>Tony Hawk&rsquo;s</i>&nbsp;vi render&agrave; felici, ma ci&ograve; non sembra fermare nessuno (me) dal farlo.</p>
<p>
	Che quasi tutto ci&ograve; che &egrave; menzionato nella lista sia fuori dal mio budget o sia platealmente uno spreco di denaro &egrave; in qualche modo liberatorio. Ho capito che in realt&agrave; sono pi&ugrave; felice con le mie cose di quanto pensassi. Perch&eacute; andare a fare un safari quando hai uTorrent&nbsp;a casa ad aspettarti?</p>
<p>
	Secondo, le cose che non richiedono denaro erano, in gran parte, simboli di una sensibilit&agrave; universale stucchevole che mi repelle. Detto questo, posso capire che vogliate qualcosa di pi&ugrave; ampio respiro rispetto al piccolo mondo schifido in cui siete confinati. Ma non intendo comunque andare a fare qualche gioco di ruolo in un castello medievale. &nbsp;</p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p class="p1">
	<span class="s1"><i>Tutte le foto sono di Bruno Bayley.</i></span></p>

]]></description>
<guid isPermaLink="false">http://www.vice.com/187866</guid>
<author>Josh Baines</author>
<category>stuff, felicità, questionari</category>
</item>
<item>
<title>Far festa con i kalash</title>
<link>http://www.vice.com/it/read/far-festa-con-i-kalash-a9n3</link>
<pubDate>Wed, 15 May 2013 08:33:00 +0100</pubDate>
<description><![CDATA[<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/bb972fbbcc95f329399e23f975a6c35f.jpg" style="width: 635px; height: 424px;" /><br />
	<em>Una vista dell&rsquo;Afghanistan dalle alture di Bumburet, la pi&ugrave; ampia delle tre valli in cui sono stanziati i kalash.</em></p>
<p>
	Su uno sfondo di imperi, pazzia e idolatria, &ldquo;L&rsquo;uomo che volle essere re&rdquo; di Rudyard Kipling &egrave; un racconto incentrato sul viaggio di due scaltri soldati inglesi in Kafiristan, ostile regione montagnosa popolata da pagani che uccidono e derubano qualsiasi folle osi avventurarvisi. La zona deriva il suo nome da <em>kafir</em>, termine arabo per &ldquo;miscredente&rdquo; o &ldquo;infedele&rdquo;, e si allunga tra parte degli odierni Pakistan e Afghanistan. Non &egrave; un gran bel posto in cui vivere, ma, come ho scoperto, quando si tratta di divertimento le cose cambiano completamente.<br />
	<br />
	Per quasi settant&rsquo;anni, fino al 1896, l&rsquo;emiro dell&rsquo;Afghanistan offr&igrave; tangenti alla gente del Kafiristan al fine di dissuaderli dal derubare i forestieri e gettarne i corpi gi&ugrave; dalle montagne. Inizialmente i kafiri presero il denaro, senza per&ograve; rinunciare ai saccheggi. Tale mancanza di rispetto fin&igrave; per spazientire l&rsquo;Emiro di Ferro Abdur Rahman Khan, che decise di inviare delle truppe nell&rsquo;area sotto il suo controllo. La popolazione fu radunata e messa di fronte a una scelta: l&rsquo;Islam o la morte. Naturalmente la maggior parte si convert&igrave;, e di l&igrave; a poco la porzione afghana del Kafiristan divenne nota come Nuristan, o &ldquo;terra della luce&rdquo;. Le conversioni forzate e il cambiamento nella toponomastica non comportarono tuttavia alcun mutamento nella natura di quel popolo. In <em>A Short Walk in the Hindu Kush</em> del 1958, l&rsquo;autore Eric Newby presenta un glossario della lingua nuristana catalogando alcune espressioni comuni: &ldquo;Stamattina in un campo ho visto un cadavere,&rdquo; &ldquo;Ho nove dita; tu nei hai dieci,&rdquo; &ldquo;Ho intenzione di ucciderti.&rdquo; Alla fine l&rsquo;Emiro di Ferr&ograve; riusc&igrave; a convertire soltanto la popolazione del versante afghano, e oltre le montagne dell&rsquo;Hindu Kush, in Pakistan, si continu&ograve; a praticare un turbolento animismo pagano.<br />
	<br />
	Oggi, i discendenti di questi pagani vivono nelle Kalasha Desh, le tre valli Bumburet, Birir e Rumbur. Rappresentano l&rsquo;ultima trib&ugrave; animista dell&rsquo;Asia Centrale, un&rsquo;isola di devozione alla natura in un mare-Islam che si allunga in tutte le direzioni.<br />
	<br />
	I kalash respingono la religione islamica bevendo alcol, assumendo sostanze stupefacenti e abbandonandosi ai divertimenti. Per decenni, musulmani in cerca di trasgressioni si sono avventurati nelle valli per ubriacarsi col vino kalash, dal sapore simile allo sherry, e il tara, un distillato locale. Le droghe pi&ugrave; consumate sono l&rsquo;oppio e, in misura maggiore, il nazar, un tabacco da masticare derivato dall&rsquo;oppio che provoca stordimento e nausea. Proprio come molti giovani americani vanno in Florida o a Las Vegas in cerca di sballo, molti pakistani devoti compiono gite periodiche sulle montagne per un assaggio della dissoluta vita pagana kalash.</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/c8bdecba65cfd3f9265baf4c13fe6a9c.jpg" style="width: 635px; height: 417px;" /><br />
	<em>L&rsquo;autore e il suo gruppo, la scorta e Wali Khan, il padrone di casa (che indossa abiti civili e un cappello tradizionale)&mdash; preside della scuola elementare autodichiaratosi &ldquo;uomo pi&ugrave; affascinante&rdquo; delle Kalasha Desh.</em><br />
	<br />
	Ma a differenza dello spring break e di altre occasioni per fare baldoria tipiche dei paesi occidentali, le puntate nella valle sono principalmente affare per uomini. Oltre al desiderio di sbronzarsi lontani dallo sguardo vigile di Allah, i giovani pakistani sono mossi dalla speranza di incontrare donne kalash, che non si velano e sono note per la loro bellezza. Un&rsquo;antica (seppure apocrifa) leggenda vuole che i kalash siano discendenti di una compagnia di disertori dell&rsquo;esercito di Alessandro il Grande, usciti dai ranghi del re guerriero per congiungersi con le bellissime donne di quelle valli.<br />
	<br />
	Nell&rsquo;inverno del 2011 ho lasciato Londra per girare un documentario sui kalash. Uno dei membri del nostro team aveva saputo che lo sport da loro praticato&mdash;il <em>chikik gal</em>, una versione montanara di golf estremo&mdash;non era mai stato ripreso in video. Avevamo anche appreso che la comunit&agrave; sta lottando per conservare la propria identit&agrave; etnica: i kalash rimasti nelle valli sono appena 3.000, ormai superati in numero dai musulmani. Nel tempo gli imam hanno intrapreso innumerevoli crociate per salvare le anime dei pagani infedeli, e nonostante gli sforzi del governo per la salvaguardia del loro sistema di credenze, molti temono per le sorti di questo particolare gruppo.<br />
	<br />
	Per arrivare a Chitral, la citt&agrave; pi&ugrave; grande nell&rsquo;area delle Kalasha Desh, ci sono volute 22 ore di jeep da Islamabad. Ci siamo inerpicati lungo una strada ripida per poi attraversare il tunnel Lowari, una lunga e celebratissima caverna a malapena illuminata che taglia la montagna.<br />
	<br />
	La neve ormai sciolta sporcava le strade della citt&agrave;, costeggiate da bancarelle che vendevano ogni bene possibile, da televisori a lana filata e Kalashnikov. Per anni, Chitral e le valli hanno goduto della fama di oasi paradisiache. Nel 2009, per&ograve;, i talebani hanno rapito un filantropo membro di una ONG greca e l&rsquo;hanno tenuto prigioniero per sette mesi, in Nuristan. Il sequestro, unito ad altre attivit&agrave; talebane nell&rsquo;area, ha fatto s&igrave; che ogni straniero in visita a Chitral si veda oggi assegnare una squadra di sicurezza composta da soldati e poliziotti nel tentativo di far riguadagnare alla citt&agrave; la reputazione di destinazione sicura e affascinante.</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/e7951f821ffa5c7732503687558ea2dd.jpg" style="width: 635px; height: 424px;" /><br />
	<em>Una ragazza kalash fuori dalla sua abitazione: indossa un copricapo e collane tradizionali. Le famiglie kalash mangiano e dormono nella stessa stanza.</em></p>
<p>
	Negli anni Novanta erano migliaia gli stranieri che vi si recavano ogni anno, ma da allora il turismo ha assistito a un pesante declino, e al nostro arrivo siamo stati accolti come i primi forestieri nel giro di quasi 12 mesi. A testimoniare questo fatto, sulle pareti dell&rsquo;ufficio del turismo c&rsquo;erano dei grafici realizzati a mano. A scortare i quattro <em>gora</em> [&ldquo;bianchi&rdquo;, incluso il sottoscritto], c&rsquo;erano 14 guardie, rimaste al nostro fianco per tutto il mese del soggiorno. Quando la notte ci svegliavamo per usare il bagno loro erano sempre l&igrave;, fuori dalla porta, avvolti nelle coperte a vigilare perch&eacute; nessun talebano si avventurasse gi&ugrave; dalle montagne per rapirci.<br />
	<br />
	Di giorno lavoravamo alle riprese, e la notte stavamo coi nostri ospiti. Ogni sera nuovi amici kalash ci raggiungevano per consumare insieme un piatto di riso, daal, pomodori e naan e cantare canzoni; loro intonavano splendide arie incantatrici passate di generazione in generazione, noi i Replacements.<br />
	<br />
	Una notte, all&rsquo;incirca una settimana dopo l&rsquo;arrivo, i nostri sorveglianti ci hanno invitati da loro a bere e ballare. In una delle piccole stanze surriscaldate di propriet&agrave; delle guardie era stipata una ventina di uomini. C&rsquo;erano anche un flautista, un percussionista e un piccolo spazio per le danze. Il distillato passava di mano in mano dentro bottiglie di plastica di Coca Cola, insieme a un po&rsquo; di nazar per mantenere alti gli spiriti.<br />
	<br />
	All&rsquo;inizio di ogni nuova canzone, una guardia si avvicinava e iniziava a danzare con me o uno dei miei amici. Quanto a noi, ci dimenavamo pomposamente tra battiti di mani e schiocchi di dita a ritmo con il suono acuto del flauto, in un modo che nessuno, almeno tra i locali, avrebbe potuto definire omoerotico. La cultura pashtun segue una versione ben precisa del famoso aforisma di Gore Vidal &ldquo;non esistono gli omosessuali, esistono atti omosessuali.&rdquo; Per la gente del nord del Pakistan, infatti, non esistono omosessuali n&eacute; atti omosessuali. Se tra due uomini avviene qualcosa di erotico rimane un fatto, nulla di pi&ugrave;.<br />
	<br />
	Nel corso di quel mese ci furono altre feste. Ogni volta facevano la loro comparsa le bottiglie di plastica, il suonatore di flauto e il percussionista. Ai musulmani presenti bastavano un paio di sorsi di distillato per finire ubriachi a barcollare per la stanza fino a collassare sul pavimento. Una volta, mentre ballavamo su una musica intensa e lamentosa, il capo della polizia, Taj, mi ha detto di aver ucciso 17 talebani nei corso dei due anni trascorsi nel distretto dello Swat. Con gli occhi lucidi per l&rsquo;alcol ricordava le incursioni notturne nei rifugi talebani&mdash;di come temesse per la sua vita, col dubbio che le informazioni riservate su cui si basavano non fossero corrette. A volte facevano irruzione nelle abitazioni per trovare soltanto donne e bambini. Forse il ricercato era fuggito, o forse non era mai stato l&igrave; e le informazioni ricevute sul suo conto erano, intenzionalmente o meno, errate. Altre volte l&rsquo;obiettivo li scongiurava e supplicava, insistendo di non avere niente a che fare coi talebani. Ma spesso c&rsquo;erano sparatorie, e gli uomini di Taj uccidevano o venivano uccisi. Era costantemente preoccupato per il suo futuro, e ha perso molti amici lungo il cammino. &Egrave; lo stesso stile di vita che spinge tanti soldati occidentali ad abusare di droga e alcol, ma per Taj non era facile entrare in possesso di quei beni. Cos&igrave; si avventurava nelle valli dei kalash per godere di qualche settimana di sollievo inebriante. Una sera gli ho cantato i Rolling Stones mentre il mio amico Matan suonava l&rsquo;armonica. Taj ballava sul posto, urlando &ldquo;Perfetto, perfetto!&rdquo; &Egrave; stato un momento decisivo nel nostro rapporto.</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/c1d737082398416537e51d2a68c69bce.jpg" style="width: 635px; height: 422px;" /><br />
	<em>Uno dei viaggiatori occidentali balla con Taj, il capo della polizia.</em><br />
	<br />
	Ma non tutti gli uomini che abbiamo incontrato erano interessanti come Taj. In molte occasioni mi sono ritrovato ad assistere con pazienza a ci&ograve; che il mio amico Tom chiamava &ldquo;ubriachezza musulmana&rdquo; (Tom &egrave; musulmano, quindi pu&ograve; dirlo). Il copione prevedeva che uno dei nostri ospiti, barcollante, mi si aggrappasse addosso per biascicare &ldquo;Gran Bretagna&hellip; Pakistan&hellip; uguali&hellip; numero uno,&rdquo; per poi passare a &ldquo;Ragazze, belle ragazze, ti piacciono?&rdquo; o &ldquo;Tu, io, grandi amici.&rdquo; Erano quelle stesse conversazioni tra sbronzi che hanno luogo nei pub e le discoteche di tutto il mondo, con la differenza che noi ci trovavamo stipati in una stanzetta sulla cima delle montagne, con l&rsquo;odore di ginepro, liquore e oppio che riempiva l&rsquo;aria rovente. A casa quei ragazzi avevano delle responsabilit&agrave;; ma l&igrave;, potevano abbandonarsi a una bevuta senza preoccupazioni per la testa.<br />
	<br />
	Ovviamente le fughe hanno anche un lato oscuro. Negli ultimi vent&rsquo;anni queste valli hanno iniziato a somigliare a uno &ldquo;zoo,&rdquo; per usare le parole di un avvocato della zona, in cui pakistani devoti vanno sull&rsquo;Hindu Kush per occhieggiare in direzione delle pagane nei loro vestiti colorati. Si diceva che alcune ragazze lavorassero come prostitute, e che alcuni uomini organizzassero festicciole costringendo le giovani a dimenarsi per un intero pomeriggio in interminabili danze tradizionali. A spiegarmi la situazione &egrave; stato Abdul Sattar, che come molti concittadini si &egrave; convertito all&rsquo;Islam. &ldquo;Prima, da kalash, ero molto felice. Ma c&rsquo;erano tanti problemi. Le autorit&agrave; e persone da tutto il Pakistan venivano qui. Ci facevano ballare, dovevamo esibirci. Non siamo dei pezzi da esposizione, dicevamo. Sono diventato musulmano perch&eacute; non mi piaceva fare quelle cose per i forestieri.&rdquo;<br />
	<br />
	Questo meccanismo di voyeurismo ha fatto s&igrave; che nelle tre valli prendesse piede un pregiudizio anti-Pakistan. &ldquo;Allora, sei andato a vedere le signorine che non indossano il velo,&rdquo; mi aveva chiesto un funzionario a Islamabad in un tono ricco di doppi sensi. Sono diversi gli studi etnografici comparsi recentemente in cui si parla di giovani musulmani impegnati nel disperato tentativo di abbordare le donne kalash.<br />
	<br />
	Del resto, la situazione non &egrave; del tutto priva di vantaggi per i kalash. Molti contrabbandano alcol e droga, vendendo i prodotti nelle citt&agrave; vicine alle valli. Se fermati dalla polizia riescono solitamente a farla franca, poich&eacute; non sottostanno alla legge islamica come tutti gli altri. Come mi ha spiegato Nabaig, &ldquo;il primo avvocato kalash al mondo,&rdquo; &ldquo;Nelle nostre leggi nulla ci vieta di bere, quindi perch&eacute; dovremmo essere puniti?&rdquo; &Egrave; una strategia di difesa piuttosto valida e a cui sembra ricorrere molto spesso, dato che la maggioranza dei suoi casi riguarda i conflitti tra l&rsquo;apparato legislativo del Pakistan, di base islamica, e quello dei kalash.<br />
	<br />
	Se pratiche occidentali come lo spring break operano come fuga dalla vita di tutti i giorni e celebrazione dell&rsquo;edonismo ristretta a un determinato ambiente, le valli dei kalash rappresentano una particolare variazione sul tema. In una zona del mondo sempre meno stabile, ritrovarsi a una festa in mezzo a sconosciuti pu&ograve; essere un&rsquo;esperienza di trasformazione e di costruzione non sempre agevole di legami. La vita kalash non ha eguali in Pakistan, e pur esercitando una forte attrazione, presenta ovvie insidie. Dopo tutto, nessuno si &egrave; mai dato troppo da fare per proteggere le persone con cui si sballa in segreto.</p>
<p>
	<br />
	<em>Altro dal Pakistan:</em></p>
<p>
	<a href="http://www.vice.com/it/the-vice-guide-to-travel/the-vice-guide-to-karachi-part-1" target="_blank">La guida di VICE a Karachi</a></p>
<p>
	&nbsp;</p>

]]></description>
<guid isPermaLink="false">http://www.vice.com/187545</guid>
<author>Oscar Rickett</author>
<category>travel, Chitral, Kalash</category>
</item>
<item>
<title>Di segni e di sogni: È nato prima Carlo o la gallina?</title>
<link>http://www.vice.com/it/read/di-segni-e-di-sogni-19</link>
<pubDate>Thu, 16 May 2013 14:11:00 +0100</pubDate>
<description><![CDATA[<p>
	<em>Il chitarrista del mio <a href="http://alcomongoll.bandcamp.com/" target="_blank">gruppo</a>&nbsp;(nonch&eacute; uno dei miei migliori amici) dipinge cose pazzesche; adesso sta diventando pap&agrave;, quindi ha allentato la presa sulla pittura per dedicarsi ad alcuni cambiamenti strutturali nella sua casa di campagna.</em></p>
<p class="p1">
	<em>Molti di voi lo ricorderanno nei secoli per essere quello che si &egrave; lanciato dal palco ed &egrave; caduto sull&#39;unica persona in sedia a rotelle, rimanendo per terra dopo aver rovinosamente battuto la testa su una ruota della sopracitata sedia&mdash;ma non &egrave; questo (in parte s&igrave;). &Egrave; il pi&ugrave; grosso lavoratore che io conosca. Principalmente produce miele, poi vino, olio, ortaggi, ha un&#39;infinit&agrave; di animali da cortile (tra cui Gerundio, il nostro ideale di maschio, una capra tibetana che da sempre fa strage di cuori tra le nostre amiche) e sta avviando un&#39;attivit&agrave; di ristorazione. Va be&#39;, una delle persone che pi&ugrave; stimo e allo stesso tempo un folle completo.</em></p>
<p class="p1">
	<em>Tra i suoi dipinti, uno dei miei preferiti &egrave; un&#39;enorme tela quadrata con delle montagne, degli alberi, delle cime innevate e delle pecore, mentre in alto ci sono degli ufo che rubano le pecore con i loro raggi magnetici.</em></p>
<p class="p1">
	<em>L&#39;altra notte ero dentro questo suo quadro. Sotto le montagne casa sua e alieni intenti a ingravidare galline per poi portarsi via le uova feconde.</em></p>
<p class="p1">
	<em>Caro Carlo, a breve rientrer&ograve; per un breve periodo, nascondi le galline!</em></p>
<p class="p1">
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/77b5ecc4feec9732aa335b8378960482.jpg" style="width: 635px; height: 898px;" /></p>

]]></description>
<guid isPermaLink="false">http://www.vice.com/187795</guid>
<author>Ciro Fanelli</author>
<category>comics, Di segni e di sogni, galline, alieni</category>
</item>
<item>
<title>I musiconsigli della settimana</title>
<link>http://www.vice.com/it/read/i-musiconsigli-della-settimana-48</link>
<pubDate>Wed, 15 May 2013 10:53:00 +0100</pubDate>
<description><![CDATA[<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/764f600640d1e9e77851839e298771de.jpg" style="width: 640px; height: 429px;" /></p>
<p>
	Cosa staranno facendo questi quattro ragazzi pettinati malissimo con quattro pezzi di tronco? Fanno la musica. Questa e altre nozioni vi vengono insegnate dalla rubrica di musica pi&ugrave; saggia del globo: i musiconsigli.</p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p>
	<strong>DISCLOSURE - You &amp; Me ft. Eliza Doolittle (<a href="https://www.facebook.com/baauermusic?fref=ts" target="_blank">Baauer</a> Remix)</strong></p>
<p>
	<iframe frameborder="0" height="166" scrolling="no" src="https://w.soundcloud.com/player/?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F92202164" width="640"></iframe></p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p>
	<strong>PEDESTRIAN - Hoyle Road (<a href="https://www.facebook.com/FaltyDL" target="_blank">FaltyDL</a> Remix)</strong></p>
<p>
	<iframe frameborder="0" height="166" scrolling="no" src="https://w.soundcloud.com/player/?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F91975724" width="640"></iframe></p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p>
	<strong><a href="https://www.facebook.com/vaghestelle" target="_blank">VAGHE STELLE</a> &nbsp;- Spiral Gloom (<a href="https://www.facebook.com/PeakingLights?fref=ts" target="_blank">Peaking Lights</a> Remix)</strong></p>
<p>
	<iframe frameborder="0" height="166" scrolling="no" src="https://w.soundcloud.com/player/?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F91282161" width="640"></iframe></p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p>
	<strong><a href="https://www.facebook.com/gnucciofficial" target="_blank">GNUČČI</a> - Damena ft. VAZ (<a href="https://www.facebook.com/spoekmathambo?fref=ts" target="_blank">Spoek Mathambo</a> &amp; Black Belt Jones Remix)</strong></p>
<p>
	<iframe frameborder="0" height="166" scrolling="no" src="https://w.soundcloud.com/player/?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F90560977" width="640"></iframe></p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p>
	<strong><a href="https://www.facebook.com/pages/BraxtonPalmer/273603416102674" target="_blank">BRAXTON/PALMER</a> - Creeper, Pt. 1</strong></p>
<p>
	<iframe frameborder="0" height="166" scrolling="no" src="https://w.soundcloud.com/player/?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F92024302" width="640"></iframe></p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p>
	<strong><a href="https://www.facebook.com/pages/Polysick/135161839833249?fref=ts" target="_blank">POLYSICK</a> - 3 Cents</strong></p>
<p>
	<iframe frameborder="0" height="166" scrolling="no" src="https://w.soundcloud.com/player/?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F92079540" width="640"></iframe></p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p>
	<strong><a href="https://www.facebook.com/Koreless?fref=ts" target="_blank">KORELESS</a> - Sun</strong></p>
<p>
	<iframe frameborder="0" height="166" scrolling="no" src="https://w.soundcloud.com/player/?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F91964433" width="640"></iframe></p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p>
	<strong>TOTALLY ENORMOUS EXTINCT DINOSAURS - Stronger (<a href="https://www.facebook.com/waxlife?fref=ts" target="_blank">Waxlife</a> Remix)</strong></p>
<p>
	<iframe frameborder="0" height="166" scrolling="no" src="https://w.soundcloud.com/player/?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F91614530" width="640"></iframe></p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p>
	<strong>STEFAN BLOMEIER - Dashing Through Tunnels</strong></p>
<p>
	<iframe frameborder="0" height="166" scrolling="no" src="https://w.soundcloud.com/player/?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F90286062" width="640"></iframe></p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p>
	<strong>CARLY RAE JEPSEN - Call Me Maybe (<a href="https://www.facebook.com/drinkyoung?fref=ts" target="_blank">SAINT PEPSI</a> Edit)</strong></p>
<p>
	<iframe frameborder="0" height="166" scrolling="no" src="https://w.soundcloud.com/player/?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F91168335" width="640"></iframe></p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p>
	<strong><a href="https://www.facebook.com/iamtherealjamesholden" target="_blank">JAMES HOLDEN</a> - Renata</strong></p>
<p>
	<iframe frameborder="0" height="166" scrolling="no" src="https://w.soundcloud.com/player/?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F91250939" width="640"></iframe></p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p>
	<strong><a href="https://twitter.com/KariJessMusic" target="_blank">KARI JESS</a> - Like A Genie (prod. Douster)</strong></p>
<p>
	<iframe frameborder="0" height="166" scrolling="no" src="https://w.soundcloud.com/player/?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F89281931" width="640"></iframe></p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p>
	<strong><a href="https://www.facebook.com/ScratchaDVA?fref=ts" target="_blank">DVA</a> - Walk It Out (VIP)&nbsp;</strong></p>
<p>
	<iframe frameborder="0" height="166" scrolling="no" src="https://w.soundcloud.com/player/?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F91998728" width="640"></iframe></p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p>
	<strong>THE FOCUS GROUP - The Elektrik Karousell</strong></p>
<p>
	<iframe frameborder="0" height="166" scrolling="no" src="https://w.soundcloud.com/player/?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F92245887" width="640"></iframe></p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p>
	<strong><a href="https://www.facebook.com/pages/NIAGARA/90134535300?fref=ts" target="_blank">NIAGARA</a> - Superbe</strong></p>
<p>
	<object classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=9,0,47,0" height="337" id="flashObj" width="640"><param name="quality" value="high" /><param name="movie" value="http://c.brightcove.com/services/viewer/federated_f9?isVid=1&amp;isUI=1" /><param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /><param name="flashVars" value="videoId=2368589755001&amp;linkBaseURL=http%3A%2F%2Ftv.wired.it%2Fentertainment%2F2013%2F05%2F15%2Fminori-armi-e-violenza-nel-nuovo-video-niagara.html&amp;playerID=1242911580001&amp;playerKey=AQ~~,AAABEhAW9Lk~,w1oc77tKDnuEu3PflWxio8O9hIu8PV65&amp;domain=embed&amp;dynamicStreaming=true" /><param name="base" value="http://admin.brightcove.com" /><param name="seamlesstabbing" value="false" /><param name="swLiveConnect" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><embed allowscriptaccess="always" base="http://admin.brightcove.com" bgcolor="#FFFFFF" flashvars="videoId=2368589755001&amp;linkBaseURL=http%3A%2F%2Ftv.wired.it%2Fentertainment%2F2013%2F05%2F15%2Fminori-armi-e-violenza-nel-nuovo-video-niagara.html&amp;playerID=1242911580001&amp;playerKey=AQ~~,AAABEhAW9Lk~,w1oc77tKDnuEu3PflWxio8O9hIu8PV65&amp;domain=embed&amp;dynamicStreaming=true" height="337" name="flashObj" pluginspage="http://www.macromedia.com/shockwave/download/index.cgi?P1_Prod_Version=ShockwaveFlash" quality="high" seamlesstabbing="false" src="http://c.brightcove.com/services/viewer/federated_f9?isVid=1&amp;isUI=1" swliveconnect="true" type="application/x-shockwave-flash" width="640"></embed></object></p>
<p>
	&nbsp;</p>
<div>
	<strong><a href="https://www.facebook.com/DeniroFarrarKOBK?fref=ts" target="_blank">DENIRO FARRAR</a> - Big Tookie</strong></div>
<div>
	&nbsp;</div>
<div>
	<object height="360" width="640"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/3hyyT8yOppA?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" height="360" src="http://www.youtube.com/v/3hyyT8yOppA?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" width="640"></embed></object></div>
<div>
	&nbsp;</div>
<div>
	&nbsp;</div>
<div>
	<div>
		&nbsp;</div>
	<div>
		<strong><a href="https://www.facebook.com/pages/Kowton/423436710022?fref=ts" target="_blank">KOWTON</a> vs <a href="https://www.facebook.com/JulioBashmoreMusic" target="_blank">JULIO BASHMORE</a> - Mirror Song</strong></div>
</div>
<p>
	<object height="480" width="640"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/laJPhbBhimM?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" height="480" src="http://www.youtube.com/v/laJPhbBhimM?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" width="640"></embed></object></p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p>
	Ed ecco qui il nostro mix prediletto per questa settimana:</p>
<p>
	<strong>NSMIX003: <a href="https://www.facebook.com/GIRLUNIT?fref=ts" target="_blank">GIRL UNIT</a></strong></p>
<p>
	<iframe frameborder="0" height="166" scrolling="no" src="https://w.soundcloud.com/player/?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F92259721" width="640"></iframe></p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p>
	<em>Per suggerimenti / critiche / &nbsp;proposte / candidature sui musiconsigli: scrivete a virginia.ricci@vice.com</em></p>
<div>
	<em>Segui Virginia su Twitter: <a href="https://twitter.com/virginia_W_" target="_blank"><strong>@virginia_W_</strong></a></em></div>
<div>
	&nbsp;</div>
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	&nbsp;</div>
<div>
	&nbsp;</div>

]]></description>
<guid isPermaLink="false">http://www.vice.com/187670</guid>
<author>Virginia Ricci</author>
<category>music, musiconsigli</category>
</item>
<item>
<title>Rien Kuntari ha fatto incazzare mezza Indonesia</title>
<link>http://www.vice.com/it/read/intervista-cordula-maria-rien-kuntari-indonesia</link>
<pubDate>Wed, 15 May 2013 10:13:00 +0100</pubDate>
<description><![CDATA[<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/f9c14fe69514ead1c0197bcd8a3de2ba.jpg" style="width: 635px; height: 410px;" /><br />
	<em>Dili, Timor Est, 1999. Foto di Eddy Hasby.</em></p>
<p>
	Per l&#39;intervista ha deciso di farsi chiamare &ldquo;Rien&rdquo;, ma c&rsquo;&egrave; chi la conosce come &ldquo;Maria&rdquo;, e altri semplicemente con le iniziali del suo nome, con cui per anni ha firmato i suoi articoli: &ldquo;CMRK&rdquo;. Cordula Maria Rien Kuntari &egrave; la pi&ugrave; importante reporter indonesiana, eppure la sua storia la conoscono in pochi. Minacciata di morte dai militari del suo Paese per aver scritto un libro in cui ha raccontato con vivido dettaglio i massacri&nbsp;compiuti&nbsp;a Timor Est dalle milizie filo-governative, dal 2009 vive a New York, in un anonimato quasi totale.</p>
<p>
	Rispetto a tanti altri scrittori che fanno del proprio martirio un furbo&nbsp;<em>selling point</em>, la storia di Rien possiede ancora il fascino discreto della sobriet&agrave;. La incontro in un afoso pomeriggio di luglio nel West Village. &ldquo;Ti aspettavi una tipa pi&ugrave; robusta, lo so. Non sei il primo a rimanere deluso. Me lo disse anche Saddam, &#39;Come fa una donna cos&igrave; piccola a fare quello che ha fatto tu?&#39;&rdquo;</p>
<p>
	Rien&mdash;dal fisico minutissimo, alta poco pi&ugrave; di un metro e 60&mdash;&egrave; nata a Yogyakarta, 300 chilometri a est della capitale, nel 1963 circa: sapere la sua et&agrave; si riveler&agrave; impresa ardua. Parla lentamente e scandendo bene le parole, quasi sottovoce.</p>
<p>
	<strong>VICE: Quale fu il tuo primo lavoro come corrispondente?</strong><br />
	<strong>Rien:</strong>&nbsp;Era il 1991. Il quotidiano dove lavoravo, <em>Kompas</em> [<em>il pi&ugrave; diffuso in Indonesia</em>], mi mand&ograve; Iraq subito dopo la prima Guerra del Golfo. Mai stata all&#39;estero prima di allora, prima volta a bordo di un aereo. Che si sappia, ero ancora in prova! Andare in Iraq era parte del mio&nbsp;stage, e cos&igrave;&nbsp;divenni la prima corrispondente donna ammessa da Saddam. L&rsquo;Indonesia era visto come un Paese non allineato, e questo aiut&ograve; molto il lavoro.</p>
<p>
	<strong>Dormivi al famigerato Hotel Rashid, dove Saddam aveva fatto costruire un mosaico di George Bush Sr sul pavimento.</strong><br />
	S&igrave;, era all&rsquo;ingresso della hall, cos&igrave; che tutti gli ospiti internazionali dovevano camminarci sopra [<em>quel mosaico &egrave; stato distrutto dalle truppe americane durante l&rsquo;invasione del 2003</em>].&nbsp;Ricordo una delle interviste con un membro importante del governo iracheno. Mi domand&ograve; se ero sposata. Non lo ero. Quando chiesi spiegazioni al mio interprete, mi disse questo: &ldquo;Attenta al cucchiaino nella tazza...&rdquo; Insomma, mentre bevevo il mio t&egrave;, dopo aver girato lo zucchero, avevo lasciato il cucchiaino nella tazza. Nella cultura irachena quel gesto &egrave; un messaggio implicito. Significa: &ldquo;Sono single e in cerca di marito.&rdquo; Da quel momento ho capito l&rsquo;importanza di avere al mio fianco qualcuno che mi aiutasse a decifrare non soltanto parole. Avevo solo 27 anni... In ogni caso, credo di aver fatto un buon lavoro.</p>
<p>
	<strong>Prima mi raccontavi della tua famiglia.</strong><br />
	S&igrave;, un mio bisnonno era egiziano, faceva il commerciante. Si trasfer&igrave; a Giava e compr&ograve; una piccola piantagione di tabacco. Mia madre era cuoca. Mio padre insegnante di matematica che nel tempo libero suonava e costruiva violini: uno dei pi&ugrave; bravi del paese. Eravamo abbastanza poveri, e io sono cresciuta aiutando la mia famiglia con piccoli lavoretti. Leggevo la notte, quando in casa trovavo una rivista o un libro. Al liceo scrissi un tema in cui difendevo degli amici contadini, proprietari di una piccola piantagione di canna da zucchero, che stavano per essere sfrattati dal governo che voleva piantarvi del riso.</p>
<div>
	<p>
		<strong>Come sei diventata giornalista?</strong><br />
		Pi&ugrave; in l&agrave;, grazie ai risparmi dei miei genitori, riuscii a studiare in una delle migliori scuole di giornalismo del paese. Finita l&rsquo;universit&agrave; mi ero messa a cercare lavoro, quando di redattori del quotidiano&nbsp;<em>Kompas</em>&nbsp;vennero a far visita alla mia famiglia. Avevano in mano un contratto e una penna. Qualcuno gli doveva aver fatto il mio nome. Erano altri tempi, comunque.</p>
	<p>
		<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/915ef565bd7d8640e3559100595e4763.jpg" style="width: 635px; height: 422px;" /><br />
		<em>Betano, Timor Est, 1999. Rien segue il ballottaggio. Foto di Yamashita Lahay per gentile concessione di&nbsp;Cordula Maria Rien Kuntari.</em></p>
</div>
<div>
	<p>
		<strong>Sei tornata in Iraq altre volte?</strong><br />
		Tre volte ancora: nel &rsquo;93, nel &rsquo;95 e nel 2002. L&#39;ultima volta, nella sala pranzo del mio albergo incontrai dei membri dell&#39;Intelligence&nbsp;israeliana, che tra uno spuntino e l&rsquo;altro chiacchieravano dell&rsquo;11 Settembre. Ricordo con precisione che uno di loro inizi&ograve; ad accusare i servizi americani di sapere tutto da tempo e di non voler intervenire. Sai, sono quelle cose che non puoi scrivere nel tuo giornale, o ti prendono per pazza. O peggio, se vieni da una cultura islamica, per terrorista.</p>
	<p>
		<strong>Chi &egrave; stato il tuo pi&ugrave; grande modello nel tuo mestiere?</strong><br />
		Una tua compatriota: Oriana Fallaci. &Egrave; sempre stato lei il mio mito. Quando intervist&ograve; Khomeini, per esempio, e si tolse il velo... Sento che adesso molti la odiano. Perch&eacute; tanto odio?</p>
</div>
<div>
	<p>
		<strong>Forse non avrebbe dovuto concludere la sua carriera con quei pamphlet islamofobi.</strong><br />
		Ascolta. Mia madre &egrave; musulmana e mio padre devoto cattolico, come me. Il multiculturalismo &egrave; nel mio sangue, ma ti dico una cosa: nonostante il regime fosse oppressivo, sotto Suharto per i cristiani era meglio allora che oggi. Ora l&rsquo;aria si &egrave; fatta intollerante, e come cristiana non mi sento pi&ugrave; protetta n&eacute; accettata.</p>
	<p>
		<strong>Tornando alla tua professione, dopo l&rsquo;Iraq, il grande salto l&rsquo;hai fatto in Ruanda.</strong><br />
		Sono stata l&rsquo;unica giornalista a seguire il Fronte Patriottico Ruandese (RPF). L&rsquo;unica donna ammessa nel loro gruppo. Tutti gli altri erano a bordo degli aerei dell&rsquo;ONU. Io volevo stare sul campo, in trincea. Passai tre settimane in casa di una famiglia tutsi, in Burundi, per capire qualcosa dei costumi di&nbsp;quell&#39;area: mi svegliavo la mattina alle sette, trascorrevo la giornata con loro e tornavo in albergo alle tre del mattino. Quando tramite l&rsquo;intercessione di un diplomatico riuscii ad arrivare in Ruanda, finii sotto l&rsquo;ala protettiva di Bernard Makuza, che poi sarebbe diventato Primo Ministro. Makuza mi affid&ograve; a ben cinque guardie del corpo, selezionate per la loro affidabilit&agrave; e seriet&agrave;. Gli fece giurare solennemente di non sfiorarmi nemmeno con un dito.</p>
	<p>
		<strong>E mantennero la promessa?</strong><br />
		L&rsquo;et&agrave; media dei combattenti era di 18, 19 anni. Molti di loro non avevano mai visto una donna, e meno che mai una asiatica, con la carnagione e i lineamenti cos&igrave;... diversi. Molti non l&rsquo;avrebbero mai vista una donna, purtroppo. Portavo una finta fede al dito e loro, da buoni credenti, mi chiamavano semplicemente &ldquo;Maria&rdquo;. E aggiungevano, di solito, questa frase: &ldquo;Lo so che ami tuo marito, ma se hai bisogno di un aiuto, di un&nbsp;<em>assistente</em>, qui, ci sono io...&quot;</p>
	<p>
		<strong>Cosa ti &egrave; rimasto impresso di quell&rsquo;esperienza?</strong><br />
		Marciai per pi&ugrave; di 400 chilometri con l&rsquo;RPF. Si dormiva tutti insieme, sugli alberi, per non essere scoperti&nbsp;dall&#39;esercito&nbsp;governativo. Non c&rsquo;erano tende, e si stava nell&rsquo;oscurit&agrave;&nbsp;pi&ugrave;&nbsp;completa. Questa &egrave; la guerriglia! Dieci giorni di cammino, con una scorta di due litri d&rsquo;acqua a testa. Non una doccia per due settimane. Lungo la strada si incontravano cadaveri, cadaveri ovunque. Mi volevano pure insegnare a sparare. Ma io mi rifiutai: sono sempre stata una pacifista convinta.&nbsp;Per&ograve; vinsero. E mi soprannominarono la loro &ldquo;Dea della vittoria&rdquo;. Una dea alta poco pi&ugrave; d&rsquo;un metro, ah!</p>
</div>
<div>
	<p>
		<strong>Hai mai avuto paura?</strong><br />
		Ho avuto sempre paura! Nel 1998, durante la guerra civile indonesiana, rimasi bloccata nell&rsquo;ufficio presidenziale per due giorni senza cibo n&eacute; acqua. Con me quattro giornalisti maschi che per poco non si fecero venire un infarto. La paura &egrave; importante. Ma ero anche molto entusiasta. E l&rsquo;entusiasmo ha prevalso.</p>
	<p>
		<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/728f65ead092821ef5670454d5fc3f51.jpg" style="width: 635px; height: 466px;" /><br />
		<em>Dili, Timor Est, 2008. Rien in compagnia di Xanana Gusmao, primo Presidente della Repubblica di Timor Est. Foto di Nono Bareto per gentile concessione di&nbsp;Cordula Maria Rien Kuntari.</em></p>
</div>
<p>
	<strong>Dopo anni passati in Africa, Yemen, Palestina, Iran, la tua storia incroci&ograve; in modo drammatico con quella del tuo Paese. </strong><strong>Nel 1999, dopo il collasso del regime di Suharto, dopo decenni di sanguinosa occupazione, i cittadini di Timor Est si ritrovarono di fronte un foglio bianco con una domanda: &ldquo;Volete diventare o no una regione autonoma dell&rsquo;Indonesia?&rdquo; L&rsquo;80 percento dei votanti scelse il &ldquo;No&rdquo;, aprendo la strada verso l&rsquo;indipendenza.</strong><br />
	Mi ritrovai per diverse settimane a Dili a seguire gli sviluppi del referendum. Nei giorni precedenti e in quelli immediatamente successivi i gruppi paramilitari (pro-integrazione) si scatenarono contro i civili, con estrema brutalit&agrave;. Le informazioni che avevamo erano confuse perch&eacute; la maggior parte dei massacri avvenne in localit&agrave; remote nella foresta, inaccessibili ai grandi media. Il governo, ovviamente, faceva finta di nulla. Un giorno, era settembre, sembrava essere tornata la calma, e il capo della task force indonesiana Tarmidzi aveva assicurato che i giornalisti sarebbero stati protetti. Poco dopo venni a sapere che le milizie avevano attaccato la struttura delle forze d&rsquo;interposizione ONU. Come ci dirigemmo verso la sede dell&rsquo;UNAMET, la macchina dove io e altri corrispondenti viaggiavano fu crivellata di colpi. Ci nascondemmo dietro un muro e ci salvammo per miracolo. Successivamente, tramite una telefonata anonima, le milizie mi fecero sapere che sarei stata stuprata, sgozzata e mutilata prima di fare ritorno a Giacarta.</p>
<div>
	<p>
		<strong>Come nacque l&rsquo;idea di scrivere un libro su Timor?</strong><br />
		Il libro [Timor Timur, Satu Menit Terakhir<em>, tradotto in inglese con&nbsp;</em>The Final Hour] mi fu commissionato dal direttore di&nbsp;<em>Kompas</em>&nbsp;dopo l&rsquo;indipendenza, ma rifiutai perch&eacute; gi&agrave; allora mi sembrava un&rsquo;impresa troppo pericolosa. Fu solo anni dopo che mi convinsi. Usc&igrave; nel 2008, e in poche settimane fu ristampato due volte. Ma nel frattempo era cambiato il direttore del mio giornale, e il supporto che avevo prima non c&rsquo;era pi&ugrave;. Un giorno rientrai a casa e sentii un odore fortissimo di cherosene: qualcuno aveva gettato liquido infiammabile su tutto il pavimento. Fu il segnale che cambi&ograve; la mia vita.</p>
	<p>
		<strong>Cosa fece tanto infuriare del tuo libro? &nbsp;</strong><br />
		I militari si arrabbiarono non solo perch&eacute; avevo descritto, in dettaglio, i massacri che con tanto zelo avevano cercato di nascondere, ma&nbsp;soprattutto&nbsp;perch&eacute; li avevo accusati, nemmeno troppo implicitamente, di aver finanziato le milizie pro-integrazione. L&#39;esercito indonesiano aveva voluto dare una lezione agli indipendentisti per dimostrare a se stesso d&#39;essere ancora forte e influente.</p>
</div>
<p>
	<strong>Comprendesti che questa volta facevano sul serio&hellip;</strong><br />
	Lasciai Giacarta e passai un mese ospite di parenti, in piccoli paesi dell&rsquo;entroterra. Nel frattempo l&#39;esercito aveva rigettato le conclusioni dell&rsquo;inchiesta internazionale. Ero decisa a rimanere ancora in Indonesia, ma nel 2009 il mio giornale, per paura di subire ritorsioni contro la redazione, decise di licenziarmi in tronco.&nbsp;Fui lasciata sola, dopo che per oltre vent&rsquo;anni avevo deciso di sacrificare tutto per il mio lavoro. Non mi sono mai sposata:&nbsp;<em>Kompas</em>&nbsp;era come un marito per me...</p>
<div>
	<p>
		<strong>Ti mancano i tuoi lettori?</strong><br />
		Mi manca la possibilit&agrave; di viaggiare, di descrivere una situazione. Di essere dove c&rsquo;&egrave; la vera azione, dove la Storia si sviluppa. Sento di essere ancora troppo giovane per andare in pensione. O per fare la fine della Politkovskaja. Ho ancora qualcosa da dire.</p>
</div>
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	&nbsp;</p>
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	<em>Segui Paolo su Twitter:</em>&nbsp;<a href="https://twitter.com/KaosReport" target="_blank"><em><strong>@kaosreport</strong></em></a></p>
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	&nbsp;</p>

]]></description>
<guid isPermaLink="false">http://www.vice.com/186359</guid>
<author>Paolo Mossetti</author>
<category>news, Cordula Maria Rien Kuntari, CMRK, Indonesia, Kompas Daily, Timor Est</category>
</item>
<item>
<title>Instagram ha creato dei piccoli mostri</title>
<link>http://www.vice.com/it/read/teenager-superstar-instagram</link>
<pubDate>Wed, 15 May 2013 08:49:00 +0100</pubDate>
<description><![CDATA[<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/49273a8b0a0d2dcc731e0496455e7c0c.jpg" style="width: 640px; height: 458px;" /></p>
<p class="p1">
	<span class="s1">Anche se probabilmente Instagram ha ormai surclassato Facebook nella gara al miglior social per postare foto di cui non frega niente a nessuno, sembra ancora faticare nel togliersi di dosso l&#39;immagine di costoso giocattolino&nbsp;che Facebook si &egrave; comprato (per giusto un miliardo di dollari) e non ha mai avuto la voglia di montare. Ma per chi ne sa approfittare nel modo giusto, le strade appaiono tutte in discesa: si tratta un gruppetto di adolescenti in cerca di fama, con tanti follower da poterci costituire un esercito e minacciare una cittadina di medie dimensioni&mdash;se non fosse che si tratta solo di ragazzini che passano il tempo attaccati al telefono.</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1">Ultimi discendenti della stirpe degli emo di MySpace della prima met&agrave; degli anni Duemila e dei &ldquo;<a href="http://www.vice.com/en_uk/read/the-hashtag-heartthrobs-of-twitter" target="_blank">tween</a>&rdquo; di Twitter nella seconda, gli adolescenti di Instagram stanno lentamente conquistando anche il mainstream. Andate nella pagina delle foto pi&ugrave; popolari di Instagram, probabilmente troverete uno di loro a fianco di Rihanna che fuma crack, o qualsiasi altra cosa faccia ora.</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1">Sono tutti bianchi con gli occhi chiari. Tutti i ragazzi sembrano fotocopie di Justin Bieber e tutte le ragazze sembrano le fidanzate di un surfista. Dategli ancora un po&#39; di tempo e tutti saranno a conoscenza del loro nome senza sapere il perch&eacute;. <a href="http://www.guardian.co.uk/music/shortcuts/2013/mar/18/danish-justin-bieber-record-contract" target="_blank">Benjamin Lasnier</a>, un sosia danese di Justin Bieber recentemente messo sotto contratto dalla Sony senza nessun motivo, &egrave; prossimo al milione di follower, e la sua visibilit&agrave; rappresenta un punto di riferimento per tutta una legione di imitatori.</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1">Gli shout-out&mdash;gli scatti in cui gli utenti Instagram pi&ugrave; popolari taggano i loro amici per dargli visibilit&agrave;&mdash;sono la nuova valuta, e la gente &egrave; disposta a pagare soldi veri in cambio di uno. Il che ha essenzialmente trasformato ogni quattordicenne con uno smartphone in un paparazzo che monetizza la sua intera esistenza scandendo le giornate in base al numero di Like e autoscatti.&nbsp;</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1">Ho parlato con alcune giovani star di Instagram per cercare di comprendere cosa significhi diventare famosi semplicemente perch&eacute; si possiedono una faccia, uno smartphone e una connessione internet.</span></p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/c621827cdfc10e1081e54ac98c04ca9b.jpg" style="width: 640px; height: 587px;" /><br />
	<em>(Foto&nbsp;<a href="http://instagram.com/p/X7-Mayg1FD/" target="_blank">via</a>)</em></p>
<p class="p1">
	<span class="s1"><b>Nome:</b> Brent Rivera (<a href="http://instagram.com/mrbrent98/" target="_blank">@mrbrent98)</a><br />
	<b>Follower:</b> 473,000<br />
	<b>Da:</b> Los Angeles</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1">Ha 15 anni e circa mezzo milione di follower. Tra le sue foto dominano autoscatti, una o due foto senza maglietta e l&#39;occasionale foto del suo cane per spaiare un po&#39; le carte. Ammicca sempre. Brent gioca a hockey, vorrebbe fare l&#39;attore e ha una media di 30.000 Like per foto.</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1"><b>VICE: La tua popolarit&agrave; online ha avuto effetto anche sulla tua vita reale?</b><br />
	<b>Brent Rivera:</b>&nbsp;Ha avuto un impatto maggiore sulla mia vita scolastica piuttosto che in famiglia. Non &egrave; cambiato molto in casa.</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1"><b>Cosa ne pensano i tuoi compagni di scuola?</b><br />
	Cercano di fare shout-out con me ogni tanto, e alla lunga mi infastidisce. Vogliono tutti parlare con me e fare amicizia, &egrave; seccante. Per&ograve; a volte &egrave; anche divertente.</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1"><b>Il tuo profilo dice che sei un attore e un giocatore di hockey. Per coloro che non ti conoscono personalmente, puoi raccontarmi qualche tuo successo in questi due campi, e cosa vorresti fare in futuro?</b><br />
	Recito da quando avevo dieci anni, e mi piace molto. Ho fatto molti spot e pubblicit&agrave; anche su riviste. Gioco a hockey da quando avevo cinque anni. Vorrei fare il regista, un giorno, ma anche il rapper e il cantante.</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1"><b>Perch&eacute; pensi che le tue foto siano tanto popolari?</b><br />
	Perch&eacute; sono bello, credo. I commenti sono sempre &ldquo;carino&rdquo; o &ldquo;fico&rdquo;. Ho anche un canale YouTube.</span></p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/74cf5fc71cabf0879e9caa505f91f6e0.jpg" style="width: 640px; height: 626px;" /><br />
	<em>(Foto&nbsp;<a href="http://instagram.com/p/ZEmJmBIJY6/" target="_blank">via</a>)</em></p>
<p class="p1">
	<span class="s1"><b>Nome:</b> Alli Simpson (<a href="http://instagram.com/allisimpson/" target="_blank">@allisimpson</a>)<br />
	<b>Followers:</b> 856,000<br />
	<b>Da:</b> Los Angeles, via Gold Coast, Australia</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1">Alli &egrave; una quattordicenne australiana cooptata nella scuderia di teenstar del manager di Justin Bieber, Scooter Braun. Di recente si &egrave; trasferita a Los Angeles&mdash;&egrave; quello che ti succede se hai 14 anni e un tizio che si chiama come un mezzo di trasporto pensa che potr&agrave; fare soldi grazie a te&mdash;e, a quel che so, non fa molto se non andare in spiaggia e a scuola. Ma va bene cos&igrave;, dato che ha 14 anni.</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1">Il suo profilo dice che &egrave; modella, attrice e sognatrice, ma al momento la sua principale occupazione &egrave; essere la sorella del cantante Cody Simpson, 16 anni. Immagino che il desiderio di allontanarsi dall&rsquo;ombra fraterna sia ammirabile, e le auguriamo tutti che diventi Alli Simpson, Famosa Star di Instagram, invece che Alli Simpson, Sorella del Justin Bieber Australiano.</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1">La Simpson &egrave; parte di un triunvirato di quattordicenni che comprende Ruby Green (<a href="http://instagram.com/rubygreen4" target="_blank">@rubygreen4</a>, 98.000 follower) e Sophie Harrison (<a href="http://instagram.com/sophieharrison__" target="_blank">@sophieharrison__</a>, 80.000 follower). Su Twitter ritwittano commenti reciproci su quanto sia perfetta la loro amicizia. Chi l&rsquo;avrebbe detto che la storia della cricca di amichette belle avrebbe tirato ancora nel 2013?</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1"><b>Ehi Alli. Pensi che la tua fama su Instagram sia solo il germoglio del tuo successo?</b><br />
	<b>Alli Simpson:</b> Suppongo che l&#39;aumento dei miei follower sia commisurato alla crescita della fama, ma mi piace pensare che abbia anche a che fare anche con la qualit&agrave; dei miei post. Cerco di renderli sempre divertenti e interessanti.&nbsp;</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1"><b>Se potessi decidere, per cosa vorresti diventare famosa?</b><br />
	Vorrei essere un modello per i giovani. Ognuno &egrave; unico. Se riuscir&ograve; a ispirarli a dare il meglio con i talenti che hanno e con ci&ograve; che gli &egrave; stato donato, allora avr&ograve; raggiunto il successo.</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1"><b>Come vi siete conosciute tu, Ruby Green e Sophie Harrison? E quanto spesso parlate dei social network e dei vostri profili?</b><br />
	Siamo amiche da quando eravamo piccole. Ci siamo incontrate a scuola e facevamo nuoto agonistico insieme. Viviamo sui social e ci piace confrontare i nostri post e le foto. Dato che in mezzo a noi c&#39;&egrave; l&#39;Oceano Pacifico, &egrave; un bel modo per restare in contatto. Sono davvero felice di avere le due migliori amiche del mondo. Comunque la nostra nuova mania &egrave; Gifboom&mdash;dategli un&rsquo;occhiata, &egrave; divertentissimo.</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1">-</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1">Nel caso ve lo steste chiedendo (ovviamente lo state facendo), Gifboom &egrave; un nuovo social che permette di creare e condividere le vostre GIF personali. </span>Oltretutto, &ldquo;commisurato&rdquo; non &egrave; una parola abituale per una quattordicenne. Sembra quasi che le abbiano insegnato a usarla. &Egrave; molto strano.</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/d2fcbeee190d112fd19c90d521f4e1c5.jpg" style="width: 640px; height: 627px;" /><br />
	<em>(Foto&nbsp;<a href="http://instagram.com/p/Y3MYZTiOXn/" target="_blank">via</a>)</em></p>
<p>
	<b>Nome:</b> Garrett Haun (<a href="http://instagram.com/garrettdwane/" target="_blank">@garrettdwane</a>)<br />
	<span class="s1"><b>Follower:</b> 139,000<br />
	<b>Da:</b> Texas</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1">Se volete uno shout-out con Garret, 15 anni, vi coster&agrave; 30 dollari; quanto la spesa settimanale, gi&agrave;. Ma diciamola tutta, ne vale assolutamente la pena, considerato che state rinunciando al nutrimento basilare per guadagnare qualche nuovo follower su un sito di condivisione di foto.</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1">Sul profilo di Garrett c&#39;&egrave; anche la sua e-mail, nel caso aveste delle offerte economiche da fargli. Ci sono molte pi&ugrave; foto di lui mezzo nudo che dei suoi coetanei, e non si imbarazza a parlare della sua attivit&agrave; sessuale sulla pagina ask.fm. Ma, di nuovo, se aveste 15 anni e conosceste gi&agrave; l&#39;effetto di un&#39;altrui bocca sui vostri genitali, probabilmente anche voi ne parlereste a tutti.</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1"><b>Quanto tempo dopo la tua iscrizione a Instagram hai notato che eri circondato da pi&ugrave; attenzione degli altri?</b><br />
	<b>Garrett Haun:</b> Circa un mese dopo.</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1"><b>All&#39;inizio hai notato cambiamenti anche nella tua vita offline? Ci sono state conseguenze della tua fama su Instagram?<br />
	</b>Non molte. Semplicemente tutti mi chiedono shout-out, 24 ore al giorno, sette giorni su sette.</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1"><b>Hai un obiettivo? A quanti follower miri? Sai cosa vuoi farne, della tua fama?</b><br />
	Non la considero proprio fama. Cio&egrave;, sono noto solo per le mie foto, nient&#39;altro. Ma vorrei raggiungere i 500.000 follower e usare il mio profilo Instagram per vendere i prodotti della societ&agrave; che voglio fondare.</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1"><b>Cosa ne pensano i tuoi genitori?</b><br />
	I miei non hanno problemi con la mia fama su Instagram. Anzi, quando le ragazze mi puntano e sono con mia mamma, lei mi d&agrave; di gomito e mi dice, &ldquo;OH DIO, ma sei QUEL GarrettDwane?&rdquo;&nbsp;</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1"><b>E gli amici? Si comportano in modo diverso?</b><br />
	I miei amici non sono cambiati, ma mi chiedono sempre di fare shout-out o foto con me che poi io posti su Instagram.&nbsp;</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1"><b>Oh, mi dispiace.</b></span></p>
<p>
	<img alt="" src="http://24.media.tumblr.com/tumblr_maqd9n04QP1rtjnmjo1_500.gif" style="width: 640px; height: 320px;" /><br />
	<em>Lucas Triana (<a href="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/177617312f3ac1062d4ae3b33f4f4cda.jpg" target="_blank">tipica foto su Instagram</a>)</em></p>
<p class="p1">
	<span class="s1"><b>Nome:</b> Lucas Triana (<a href="http://instagram.com/lucastriana/" target="_blank">@lucastriana</a>)/Jordyn Jones (<a href="http://instagram.com/jjjordynjones" target="_blank">@jjjordynjones</a>)<br />
	<b>Follower:</b> 205.000/157.000<br />
	<b>Da:</b> Miami/Los Angeles, via Michigan</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1">Lucas Triana &egrave; una star del talent show americano <i>Dance Moms: Miami</i>&mdash;lo spin-off dell&rsquo;originale <i>Dance Moms</i>.</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1">Lucas Triana ha 11 anni e sa fare <a href="http://instagram.com/p/ZCFwMbQzme/" target="_blank">questo</a>.</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1">E il suo colore preferito &egrave; il viola.</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1">Il fatto strano &egrave; che Lucas sembra davvero un talento genuino. I reality show sulla danza sono sempre stati considerati quelli in cui &egrave; pi&ugrave; difficile imbrogliare (non puoi ballare in playback) e il fatto che questo ragazzino sia, a detta di tutti, il migliore nel suo campo a un&rsquo;et&agrave; in cui la maggior parte di noi stava ancora dando fuoco agli spaventapasseri nei campi &egrave; una cosa molto lodevole.&nbsp;</span></p>
<p>
	<img alt="" src="http://24.media.tumblr.com/tumblr_mdtdillUEI1r2gixro1_500.gif" style="width: 640px; height: 320px;" /><br />
	<i>Jordyn Jones (<a href="http://instagram.com/p/ZKAuAqKFlo/" target="_blank">tipica foto su Instagram</a>)</i></p>
<p class="p1">
	<span class="s1">Jordyn ha 12 anni ed &egrave; apparsa nello show&nbsp;<i>Abby&rsquo;s Ultimate Dance Competition.</i>&nbsp;Ma si &egrave; fatta conoscere anche per grandi performance, per esempio ha ballato con Will Smith ai&nbsp;<i>Kids&rsquo; Choice Awards&nbsp;</i>di Nickelodeon, ha preso parte al tributo a Britney Spears durante i&nbsp;<i>Video Music Awards</i>&nbsp;di MTV ed &egrave; apparsa a&nbsp;<i>X Factor</i>.</span></p>
<p class="p1">
	Le foto sia di Jordyn che di Lucas sono appendici della loro vita lavorativa. Costruendosi e mantenendo legato a loro un pubblico anche al di fuori delle apparizioni televisive, non ci vorr&agrave; molto prima che trovino un modo per monetizzare le loro esistenze (linee di abbigliamento, poster autografati, etc) e individuare il loro posto nel mondo un gradino sotto ai Kardashian.</p>
<p class="p1">
	<span class="s1">Che comunque, anche considerando i contro, probabilmente &egrave; meglio che passare la vita in un ufficio di collocamento di provincia fino a quando il vostro cuore non tirer&agrave; un colpo.</span></p>
<p class="p1">
	<br />
	<em>Altri minorenni pi&ugrave; famosi di voi:</em></p>
<p class="p1">
	<a href="http://www.vice.com/it/read/baby-scumbag-instagram-13-anni-pro-skater" target="_blank">Le ragazze vanno matte per gli skater tredicenni</a></p>
<p class="p1">
	<a href="http://www.vice.com/it/motherboard/i-was-a-teenage-cryonicist" target="_blank">Il teenager crionicista</a></p>
<p class="p1">
	&nbsp;</p>

]]></description>
<guid isPermaLink="false">http://www.vice.com/187642</guid>
<author>Ben Patashnik</author>
<category>stuff, instagram</category>
</item>
<item>
<title>Abbiamo controllato i controllori</title>
<link>http://www.vice.com/it/read/canipre-pirateria-copyright-immagini</link>
<pubDate>Wed, 15 May 2013 11:31:00 +0100</pubDate>
<description><![CDATA[<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/b8be88d3f9ed74c8c85f86415938b3ff.jpg" style="width: 640px; height: 427px; " /><br />
	<em>Una schermata dal sito di Canipre</em></p>
<p>
	Avete mai sentito parlare della&nbsp;Voltage Pictures? &Egrave; una casa di produzione cinematografica, e oltre a <em>The Hurt Locker</em>, in catalogo ha un sacco di&nbsp;<a href="http://www.voltagepictures.com/titles.aspx" target="_blank">altri film</a>&nbsp;di cui potreste non aver mai sentito parlare.&nbsp;Di recente, il suo nome &egrave; comparso sulla stampa&nbsp;grazie a una causa con cui la casa di produzione sta cercando di far pubblicare da un internet service provider di Ontario i nomi associati a oltre 1000 indirizzi IP presumibilmente appartenenti a persone che hanno scaricato illegalmente il loro materiale coperto da diritti d&rsquo;autore.</p>
<p>
	Questi indirizzi IP sono stati raccolti dalla Canipre, societ&agrave; canadese che offre di rintracciare le persone che scaricano illegalmente materiale&nbsp;di case discografiche e studi cinematografici coperto da diritti d&rsquo;autore. Secondo il loro sito, hanno pubblicato pi&ugrave; di 3.500.000 takedown notice, e il loro lavoro ha portato a risarcimenti per milioni di dollari, ingiunzioni, confische di beni e persino incarcerazioni.</p>
<p>
	Ma Canipre non lo fa solo per arricchirsi. In un&rsquo;<a href="http://news.nationalpost.com/2013/05/12/anti-piracy-firm-wants-to-bring-u-s-style-copyright-lawsuits-to-canada/">intervista</a>, l&rsquo;amministratore delegato Barry Logan ha spiegato che la sua azienda mira soprattutto a offrire al pubblico canadese una lezione morale:</p>
<p>
	<em>&nbsp;&ldquo;[Noi vogliamo] cambiare l&rsquo;atteggiamento che vige nei confronti del download. Molti sanno che &egrave; illegale, ma continuano a farlo&hellip; Il nostro obiettivo non &egrave; denunciare tutti&hellip; ma che la gente si renda conto di come rubare materiale di propriet&agrave; da internet non sia un loro diritto.&rdquo;</em></p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/5442a36f9cdef088b64d41fc3c402f33.jpg" style="width: 640px; height: 428px; " /></p>
<p>
	Ecco uno screenshot della pagina principale del sito di Canipre, cos&igrave; come appariva quando l&rsquo;ho visitata ieri mattina.</p>
<p>
	L&rsquo;immagine che vedete sullo sfondo &egrave; <a href="http://www.flickr.com/photos/12737693@N04/3113969750" target="_blank">questo autoritratto</a>&nbsp;di Steve Houk.</p>
<p>
	Ho contattato Steve per sapere le la Canipre avesse ottenuto il suo permesso. Questa &egrave; stata la sua risposta: &ldquo;No. Non ho mai autorizzato o dato la licenza a nessuno per questa immagine.&rdquo;</p>
<p>
	Oh, Dio.</p>
<p>
	Cos&igrave;, tanto per essere chiari: Canipre ha scritto &ldquo;sanno tutti che &egrave; sbagliato, ma continuano a farlo.&rdquo; Riferendosi alla violazione dei diritti d&rsquo;autore. Su un&rsquo;immagine che usano senza il permesso del legittimo proprietario. Sul loro sito ufficiale.</p>
<p>
	Porca.</p>
<p>
	Puttana.</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/8f4a1312f6b35584ea61101b2d0c5505.jpg" style="width: 640px; height: 429px; " /></p>
<p>
	Ecco un altro screenshot del loro sito. L&rsquo;immagine che vedete sullo sfondo stavolta &egrave; <a href="http://www.flickr.com/photos/saschapohflepp/2234924127/" target="_blank">questa</a>, di Sascha Pohflepp.</p>
<p>
	Ho contattato Sascha e le ho chiesto se Canipre ha il permesso di usarla. Anche in questo caso, la risposta &egrave; stata negativa.</p>
<p>
	Fatto ancora pi&ugrave; sorprendente riguardo all&#39;uso di questa immagine &egrave; che la foto &egrave; disponibile sotto licenza Creative Commons. Ci&ograve; significa che, se Canipre avesse voluto usarla gratuitamente, sarebbe bastato attribuire l&rsquo;immagine all&#39;autrice. Cosa che non ha fatto.</p>
<p>
	Per concludere, ecco un&rsquo;altra citazione di Barry Logan, &ldquo;[I canadesi hanno] la tendenza di arrogarsi dei diritti&hellip; scaricare [illegalmente] contenuti dovrebbe essere inaccettabile anche socialmente.&rdquo;</p>
<p>
	<em>Dopo la prima pubblicazione di questo post sul sito della redazione americana di VICE abbiamo contattato I fotografi che hanno scattato le altre foto usate sul sito di Canipre. Di seguito, ecco gli aggiornamenti.</em></p>
<p>
	<strong>AGGIORNAMENTO I: Sembra che l&rsquo;immagine di Steve Houk sia stata rimossa dal sito.</strong></p>
<p>
	<strong>AGGIORNAMENTO II: Steve Houk ci ha scritto:</strong></p>
<p>
	<em>Ciao Jamie;</em></p>
<p>
	<em>ho mandato una mail tramite il sito. Gli ho detto che l&#39;immagine &egrave; di mia propriet&agrave;, protetta da diritti d&rsquo;autore, e ho chiesto che fosse rimossa dal sito o che mi dessero un compenso per il suo uso.</em><br />
	<br />
	<em><em>Gli ho anche detto che &egrave; sconfortante vedere una compagnia che si occupa di propriet&agrave; intellettuali piratare il lavoro creativo di qualcun altro.</em><br />
	<br />
	<em>Alla fine mi sono beccato una pioggia di chiamate e mail da un tale Barry Logan.</em><br />
	<br />
	<em>Logan sostiene che la compagnia si affidi a terzi per la cura del sito, e che questi abbiano acquistato l&#39;immagine da un servizio di foto d&#39;archivio.</em><br />
	<br />
	Ho fatto notare a Logan che, stando a quei fatti, lui avrebbe pagato per fregare ad altri il prodotto di un lavoro creativo. Logan mi ha detto che avrebbe contattato il suo web provider per far rimuovere l&rsquo;immagine. Ha aggiunto che mi avrebbe dato il nome dello sviluppatore e quello del servizio da cui hanno preso la mia foto. </em></p>
<p>
	<em>Ho visto che hanno rimosso l&#39;immagine, ma non ho pi&ugrave; avuto notizie da Logan.</em><br />
	<br />
	<em><em>Steve</em></em></p>
<p>
	<strong>AGGIORNAMENTO III: Brian Moore, autore di&nbsp;</strong><a href="http://www.flickr.com/photos/doctabu/291216582/" target="_blank">questa foto</a><strong>, anch&#39;essa sul sito di Canipre (schermata sotto) scrive:</strong></p>
<p>
	<em>Jamie,</em></p>
<p>
	<em>&Egrave; incredibile. No, che io sappia non ho dato loro il permesso.</em></p>
<p>
	<em>Fammi sapere se hai bisogno di qualcosa (citazioni, contenuti, ecc.).</em></p>
<p>
	<strong>La foto di Brian, come quella di Sascha, era disponibile sotto licenza Creative Commons, e ci&ograve; significa che Canipre avrebbe potuto usarla legalmente indicandone semplicemente l&#39;autore.</strong></p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/893b31a551866aa6652625f64404a1c8.jpg" style="width: 642px; height: 309px;" /></p>
<p>
	<strong>Aggiornamento IV: Sembra che Canipre abbia rimosso dal suo sito tutte le immagini sopra menzionate. L&rsquo;unica foto rimasta &egrave; quello che sembrerebbe una sala cinematografica nella penombra.</strong></p>
<p>
	&nbsp;</p>

]]></description>
<guid isPermaLink="false">http://www.vice.com/187668</guid>
<author>Jamie Lee Curtis Taete</author>
<category>news, Canipre, copyright, Creative Commons</category>
</item>
<item>
<title>Il Fotofestival di Berlino vuole ancora più foto</title>
<link>http://www.vice.com/it/read/you-have-one-more-day-to-show-berlin-fotofest-your-pics</link>
<pubDate>Wed, 15 May 2013 11:20:00 +0100</pubDate>
<description><![CDATA[<p>
	I nostri amici del&nbsp;<a href="http://berlin-fotofestival.de/en/" target="_blank">Berlin Fotofestival</a>&nbsp;ci hanno appena comunicato di aver prolungato di un giorno il loro ultimo&nbsp;contest. Ci&ograve; significa che, se vi piace scattare foto col cellulare, avete ancora qualche ora per mandagli le vostre preferite. I migliori tre scatti, selezionati da una giuria di fotografi professionisti, viceranno premi in denaro e la possibilit&agrave; di esporre il loro lavoro a una mostra. Inviate le vostre cinque foto cliccando <a href="http://berlin-fotofestival.de/blog/2013/03/27/berlin-calling-international-mobile-photography-award-has-started/" target="_blank">qui</a>. Gi&agrave; che ci siete, date anche un&rsquo;occhiata agli altri concorrenti.</p>

]]></description>
<guid isPermaLink="false">http://www.vice.com/187650</guid>
<author>VICE Staff</author>
<category>photo, berlin fotofestival, telefono intelligente</category>
</item>
<item>
<title>La marcia della morte</title>
<link>http://www.vice.com/it/read/marcia-per-la-vita-roma</link>
<pubDate>Tue, 14 May 2013 08:29:00 +0100</pubDate>
<description><![CDATA[<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/67fd8677dcb345cdf595ecec86534c55.jpg" style="width: 635px; height: 423px;" /></p>
<p>
	Una donna anziana &egrave; seduta su un muretto alla fine dei Fori Imperiali, sotto il Colosseo. Le sue gambe sorreggono un cartellone con un&rsquo;immagine di Ges&ugrave; Cristo e la scritta &ldquo;No Abortion&rdquo;. Di fianco a lei, un signore di mezza et&agrave; tiene in mano un cartello conciliante: &ldquo;On. Bonino / Mani insanguinate&rdquo;. Il terzetto lo completa un altro uomo, che regge un&rsquo;enorme croce tempestata di feti di plastica.</p>
<p>
	Benvenuti alla terza edizione della &ldquo;Marcia per la vita&rdquo;.</p>
<p>
	&Egrave; l&rsquo;Anno del Signore 2013 e la vita umana &egrave; sotto attacco. &ldquo;Nuovi strumenti di morte minacciano la sopravvivenza stessa del genere umano: Ru486, Ellaone, pillola del giorno dopo ecc.,&rdquo; si legge sul <a href="http://www.marciaperlavita.it/liniziativa/" target="_blank">sito</a> della marcia. &ldquo;Da oltre trent&rsquo;anni una legge dello Stato (la 194/1978) regolamenta <em>l&rsquo;uccisione deliberata dell&rsquo;innocente nel grembo materno</em> e i morti si contano <em>a milioni.</em>&rdquo;</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/c22386b2e028a67208d362a648fcc74c.jpg" style="width: 635px; height: 423px;" /></p>
<p>
	Alla marcia del 2012 non erano mancate le polemiche, alimentate soprattutto dalla presenza di sigle fanatico-integraliste (Militia Christi, Legionari di Cristo e altri) e neofasciste (Forza Nuova e gli ultra-nazionalisti ungheresi dell&rsquo;HVIM, <a href="http://books.google.it/books?id=YB-ZwiBf5HgC&amp;pg=PR13&amp;dq=%22sixty+four+counties%22+extremist+hungary&amp;hl=en&amp;ei=bKD4Tb2FDYWa-waf-KjdDw&amp;sa=X&amp;oi=book_result&amp;ct=result&amp;redir_esc=y#v=onepage&amp;q=%22sixty%20four%20counties%22%20extremist%20hungary&amp;f=false" target="_blank">Movimento Giovanile delle 64 province</a>). Quest&rsquo;anno le polemiche sono iniziate prima del corteo. Il 9 maggio, infatti, la Questura di Roma ha <a href="http://roma.repubblica.it/cronaca/2013/05/12/news/manifestazione_per_giorgiana_masi_ma_la_questura_vieta_il_corteo-58643287/">vietato</a> la contromanifestazione&mdash;organizzata da collettivi di sinistra e movimenti femministi&mdash;in ricordo di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgiana_Masi" target="_blank">Giorgiana Masi</a>, la studentessa diciottenne uccisa in piazza dalla polizia il 12 maggio del 1977 mentre si celebrava la vittoria del referendum sul divorzio.</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/2e1ccc55f34144cf6f00629562928372.jpg" style="width: 635px; height: 423px;" /></p>
<p>
	Per le migliaia di persone radunate sotto il Colosseo, tuttavia, Giorgiana Masi e concetti insidiosi quali &ldquo;avanzamento della civilt&agrave; umana&rdquo; e &ldquo;diritti civili&rdquo; semplicemente non esistono. Quando arrivo sotto il palco il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha appena finito di parlare, Paola Binetti stringe mani, Giorgia Meloni sorride davanti alle macchine fotografiche e Lorella Cuccarini lancia il suo <em>endorsement</em> su Twitter.&nbsp;</p>
<blockquote class="twitter-tweet">
	<p>
		Oggi, idealmente anch&#39;io partecipo alla <a href="https://twitter.com/search/%23marciaperlavita">#marciaperlavita</a></p>
	&mdash; Lorella Cuccarini (@LCuccarini) <a href="https://twitter.com/LCuccarini/status/333497840456306688">May 12, 2013</a></blockquote>
<script async src="//platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script><p>
	S&igrave;, sar&agrave; una <em>splendida</em> giornata.</p>
<p>
	Virginia Coda Nunziante, la portavoce della Marcia, tuona contro la &ldquo;dittatura del relativismo&rdquo; che &ldquo;impone leggi anti-naturali e anti-cristiane e colpisce e discrimina chi resiste a questo processo di degradazione morale.&rdquo; Sopra le teste dei manifestanti svetta un grosso stendardo pseudo-medievale, retto da un gruppo di distinti signori vestiti in giacca, cravatta e drappo rosso sulle spalle.</p>
<p>
	Sono i membri di &ldquo;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tradizione,_Famiglia_e_Propriet%C3%A0" target="_blank">Tradizione, Famiglia e Propriet&agrave;</a>&rdquo;, associazione presente in pi&ugrave; Paesi e fondata nel 1960 in Brasile dal politico cattolico-reazionarioPlinio Corr&ecirc;a de Oliveira. Quest&rsquo;ultimo &egrave; anche l&rsquo;autore di un libro chiamato <em>Rivoluzione e Contro-Rivoluzione</em> (1959), in cui si condanna la &ldquo;Rivoluzione&rdquo; e si elogia la &ldquo;Controrivoluzione&rdquo;, cio&egrave; la &ldquo;restaurazione dell&rsquo;ordine. E per ordine noi intendiamo la pace di Cristo nel regno di Cristo, ossia la Civilt&agrave; Crisiana, austera e gerarchica, fondamentalmente sacra, anti-egualitaria e antiliberale.&rdquo; Nel 1995, una commissione d&rsquo;inchiesta del Parlamento francese aveva <a href="http://www.assemblee-nationale.fr/rap-enq/r2468.asp" target="_blank">inserito</a> TFP tra i &ldquo;movimenti settari&rdquo;. Io preferisco vederla come la Casta in monocolo dei movimenti tradizionalisti cattolici.</p>
<p>
	Julio Laredo, membro di TFP, mi descrive brevemente l&rsquo;attivit&agrave; dell&rsquo;associazione: &ldquo;Portiamo avanti un ampio ventaglio di azioni per applicare la dottrinale morale della Chiesa.&rdquo; Naturalmente, in cima alla lista delle loro priorit&agrave; c&rsquo;&egrave; la cancellazione totale della legge 194, o quantomeno &ldquo;il ritorno alla normativa legale precedente. Certo, la perfezione sarebbe rendere l&rsquo;aborto del tutto illegale.&rdquo; Chiedo se ci sono forze politiche in grado di portare avanti il loro programma. No, risponde Laredo: &ldquo;Purtroppo manca il coraggio.&rdquo;</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/d8f86528bd018c01eec69b241c806c3a.jpg" style="width: 635px; height: 423px;" /></p>
<p>
	Poco distante dal gruppo di TFP c&rsquo;&egrave; un cinese che era stato presentato sul palco come una specie di dissidente cattolico perseguitato dal regime comunista. Si fa chiamare &ldquo;Joseph&rdquo; (&ldquo;meglio non usare i nomi cinesi&rdquo;), proviene da &ldquo;una famiglia cattolica cinese,&rdquo; collabora con una Ong in Cina e studia bioetica a Roma. &ldquo;Joseph&rdquo; mi spiega che &ldquo;Essere pro-life non &egrave; un obbligo solo per un cristiano, ma per chiunque. La vita deve essere rispettata sin dall&rsquo;inizio, cio&egrave; il concepimento. Non &egrave; una conclusione religiosa, ma scientifica, basata su dati certi. Quando si parla dell&rsquo;aborto si tratta senza dubbio di omicidio. &Egrave; una violazione della vita umana.&rdquo;</p>
<p>
	&ldquo;Joseph&rdquo; pensa che la politica del figlio unico imposta dal Partito sia &ldquo;<em>sbagliata,</em> terribilmente <em>sbagliata</em>. La Cina si descrive come un paese &lsquo;responsabile&rsquo;, ma uccidere 400 milioni di bambini innocenti non lo &egrave; affatto.&rdquo; Nel suo Paese d&rsquo;origine, continua &ldquo;Joseph&rdquo;, la vita per un cattolico &ldquo;&egrave; molto difficile&rdquo;: &ldquo;sicuramente &egrave; lasciato un certo spazio alla vita cristiana. Ma &egrave; pur sempre una vita sottoposta a un controllo molto stringente. Se non si seguono certe regole ti mettono subito fuorilegge.&rdquo; Prima di congedarci, &ldquo;Joseph&rdquo; tiene a ribadire che &ldquo;l&rsquo;embrione &egrave; vita umana&rdquo; e che &ldquo;l&rsquo;aborto va fermato.&rdquo; Gli chiediamo se possiamo fargli una foto. Lui preferisce di no, e alla fine troviamo questo compromesso.</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/3e01ba40f41afe70d04e05447dafe278.jpg" style="width: 635px; height: 423px;" /></p>
<p>
	Ormai manca poco alla partenza del corteo. Io e il fotografo ci guardiamo attorno, e realizziamo che in piazza c&rsquo;&egrave; davvero di tutto.</p>
<p>
	Ci sono frati e suore.</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/bcf57869bb02c974a5765c79e41b8688.jpg" style="width: 635px; height: 423px;" /></p>
<p>
	Preti in posa epica.</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/50ada38bc05e9748246d2fef45dc7855.jpg" style="width: 635px; height: 423px;" /></p>
<p>
	Cardinali.</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/85bdb22d004f0079301404e0b4d0b7c5.jpg" style="width: 635px; height: 423px;" /></p>
<p>
	Ginecologi e ostetrici.</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/716a58ddc166e9a97c8c8d5cfa5bc7f5.jpg" style="width: 635px; height: 423px;" /></p>
<p>
	<em>Barbudos&nbsp;</em>che stanno con Cristo per la vita.</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/aecfb0e46a0463a95ab223ba7aeb8e58.jpg" style="width: 635px; height: 423px;" /></p>
<p>
	Ragazzini che tengono in mano cartelli del genere.</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/216a6d9ce16a5ceb9040588404ddb32c.jpg" style="width: 635px; height: 423px;" /></p>
<p>
	Ragazzine che reggono cartelli, come dire, piuttosto <em>disturbanti</em>.</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/b707c5bf6d54630df8bb80ea88d76e6d.jpg" style="width: 635px; height: 423px;" /></p>
<p>
	Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, con tanto di moglie e nutrita prole.</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/0de183514b73233d419b751629fcadeb.jpg" style="width: 635px; height: 423px;" /></p>
<p>
	E infine padri di famiglia che espongono fieri il tatuaggio di Benito Mussolini sul bicipite destro.</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/ac7e52572983f9e849b7eff370618d1e.jpg" style="width: 635px; height: 423px;" /></p>
<p>
	Sono quasi le dieci ed &egrave; arrivato il momento di sfilare per le strade della Capitale e raggiungere San Pietro in tempo per l&rsquo;Angelus.</p>
<p>
	Nonostante teoricamente sia una marcia &ldquo;per la vita&rdquo;, i cartelloni trasudano morte a ogni parola. Alcuni esempi: &ldquo;L&rsquo;aborto &egrave; violenza / l&rsquo;aborto &egrave; omicidio&rdquo;; &ldquo;Aborto: gi&agrave; un miliardo di vittime&rdquo;; &ldquo;Aborto = abominio&rdquo;; &ldquo;194, gi&agrave; 5 milioni di morti&rdquo;; &ldquo;Eluana Englaro voleva e doveva vivere&rdquo;; e cos&igrave; via.</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/9f229d07cd1cdd38765338278dbbc200.jpg" style="width: 635px; height: 423px;" /></p>
<p>
	Inizialmente, la sfilata sui Fori Imperiali si svolge in un clima abbastanza surreale. La maggior parte della strada, infatti, &egrave; occupata dai campi da pallavolo allestiti per la festa del Minivolley ed &egrave; intasata da turisti, famiglie e ragazzini. I manifestanti pro-life intonano slogan e sventolano foto raccapriccianti di feti abortiti al quinto mese; turisti e genitori guardano esterrefatti; i bambini rimangono imbambolati, senza capire bene cosa stia succedendo. Alla testa del corteo, oltre alla croce con i feti di plastica, svetta un cartellone che recita: &ldquo;Molti ospedali sono campi di sterminio&rdquo;. Raggiungo l&rsquo;uomo che lo sta tenendo in mano per fargli qualche domanda, ma lui agita il rosario che stringe nella mano destra per scacciarmi via e non risponde.</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/ba499515a8c2dded16f927938c27796f.jpg" style="width: 635px; height: 423px;" /></p>
<p>
	La parte centrale del corteo sembra essere riservata a estremisti e complottisti, che a dir la verit&agrave; non sono poi tantissimi. I militanti di Militia Christi (che si presenter&agrave; alle prossime elezioni comunali di Roma) sembrano essere quelli pi&ugrave; decisi e organizzati. I loro nemici, come recita il sito, sono i &ldquo;poteri occulti, iniziatici, mondialisti (fortemente anticristiani), [&hellip;] il sionismo (costituito solo da una parte degli ebrei) e la massoneria.&rdquo; E l&rsquo;aborto, ovviamente. Dal megafono partono a getto continuo cori quali &ldquo;ogni aborto / &egrave; un bambino morto&rdquo; e &ldquo;ma quale diritto / ma quale libert&agrave; / ogni aborto &egrave; un&rsquo;atrocit&agrave;.&rdquo; La gente non li segue pi&ugrave; di tanto.</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/37d8c8228b458f346af6db80cc793f3d.jpg" style="width: 635px; height: 423px;" /></p>
<p>
	Subito dopo Militia Christi c&rsquo;&egrave; <a href="https://www.facebook.com/pages/Azione-Kat%C3%A9chon/480674222000251?id=480674222000251&amp;sk=photos_stream" target="_blank">Azione Kat&eacute;chon</a>, un nuovo movimento cattolico che politicamente si rispecchia nei neofascisti di Forza Nuova, ha uno slogan molto semplice (&ldquo;Rivoluzione &egrave; Tradizione&rdquo;) e un obiettivo ambizioso: &ldquo;l&rsquo;edificazione del Regno Sociale di Ges&ugrave; Cristo.&rdquo; Il nome del movimento deriva dal greco &ldquo;Kat&eacute;chon&rdquo;, termine usato da San Paolo nella seconda lettera ai Tessalonicesi per <a href="https://www.facebook.com/pages/Azione-Kat%C3%A9chon/480674222000251?fref=ts" target="_blank">indicare</a> &ldquo;l&rsquo;ostacolo, l&rsquo;impedimento, colui che ostacola e che impedisce la venuta dell&rsquo;Anticristo.&rdquo;</p>
<p>
	La pagina Facebook di Azione Kat&eacute;chon &egrave; notevole, soprattutto grazie ai <a href="https://www.facebook.com/pages/Azione-Kat%C3%A9chon/480674222000251?id=480674222000251&amp;sk=photos_stream" target="_blank">manifesti</a>. In uno s&rsquo;invocano &ldquo;10 100 1000 Campo de&rsquo; Fiori&rdquo; per i &ldquo;giacobini bestemmiatori&rdquo;; in un altro si stabilisce che &egrave; &ldquo;meglio un rogo di mille parole&rdquo;; e in un altro ancora si sogna l&rsquo;inquisitore spagnolo Torquemada a Campo de&rsquo; Fiori, pronto a impartire una sonora lezione agli infedeli. S&igrave;, sono leggermente ossessionati dalle fiamme.</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/096b3727b9eb0909939d5c559280a0dc.jpg" style="width: 635px; height: 423px;" /></p>
<p>
	A chiudere lo spezzone centrale del corteo c&rsquo;&egrave; Forza Nuova con uno striscione enorme (&ldquo;Dio &egrave; vita&rdquo;) scritto in caratteri pseudo-runici alla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ludwig_%28serial_killer%29" target="_blank">Ludwig</a>. Qualche giorno fa i camerati di FN si sono <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2013/05/09/Forza-Nuova-Kyenge-torna-Congo-_8676242.html" target="_blank">fatti notare</a> per aver attaccato davanti alla sede Pd a Macerata un manifesto contro il Ministro dell&rsquo;Integrazione Cecile Kyenge (&ldquo;Kyenge torna in Congo&rdquo;).</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/0f4cacbffc9ac281ff86b70c6f823505.jpg" style="width: 635px; height: 423px;" /></p>
<p>
	Dietro lo striscione di Forza Nuova c&rsquo;&egrave; un cartellone di cui inizialmente mi sfugge il senso. C&rsquo;&egrave; scritto &ldquo;Viva viva ogni bambino / M il Bilderberg / Con la Bonino.&rdquo;</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/89d3e661c501a50bac2317d99d8cc7fd.jpg" style="width: 635px; height: 423px;" /></p>
<p>
	Chiedo lumi sul significato a chi lo regge, ma nessuno me lo sa dire. A un certo punto mi viene incontro Mario, volontario del &ldquo;Movimento per la vita&rdquo; e ideatore dello slogan. Mi spiega cos&igrave; la sua creazione: &ldquo;Il cartellone &egrave; contro coloro [<em>cio&egrave; il gruppo Bilderberg</em>] che hanno voluto l&rsquo;aborto, e vogliono l&rsquo;aborto per il controllo demografico. Il controllo demografico lo vogliono attuare attraverso la pianificazione familiare, cio&egrave; contraccezione e aborto, incremento dell&rsquo;omosessualit&agrave;, eutanasia e creando e gestendo crisi economiche mondiali al fine di creare una depressione cronica.&rdquo;</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/b93485c876b71cb12731813a7e7fd28f.jpg" style="width: 635px; height: 423px;" /></p>
<p>
	Mario mi dice che tutte le cose che ha detto si possono trovare in un memo scritto nel 1969 da Frederick Jaffe, all&rsquo;epoca vicepresidente di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Planned_Parenthood" target="_blank">Planned Parenthood</a>. Per i complottisti pro-life e la destra <em>teocon</em>, quel documento di quarant&rsquo;anni fa costituirebbe la prova inoppugnabile della volont&agrave; di dominio planetario/eugenetico dei poteri massonici del NWO. In realt&agrave;, la questione &egrave; molto meno torbida di quanto appaia su Internet. Come ha <a href="https://docs.google.com/folder/d/0B0KCqtNShmxgUUZqdUFla0h6Qnc/edit?docId=1Vw8uzhVQV8ui6hB6phQg4-DkQtrMX2U9DhX2VAWjsww" target="_blank">spiegato</a> il figlio di Jaffe, l&rsquo;autore del memo si era semplicemente &ldquo;limitato a catalogare le proposte di terzi, e non di Planned Parenthood, in merito al controllo demografico.&rdquo;</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/4607171f0881caddb35638df9e44488d.jpg" style="width: 635px; height: 423px;" /></p>
<p>
	Dall&rsquo;inizio del 2013 i movimenti pro-life e cattolici-conservatori sono scesi in piazza parecchie volte (la manifestazione pi&ugrave; imponente si &egrave; <a href="http://www.corriere.it/esteri/13_gennaio_13/Parigi-manifestazione-contro-nozze-gay_915675e2-5da1-11e2-8540-81ed61eeac0a.shtml" target="_blank">registrata</a> lo scorso 13 gennaio a Parigi), riuscendo a imporre il loro <em>frame</em> su alcuni diritti che ormai si davano per acquisiti e, di conseguenza, a riaprire il dibattito politico sugli stessi.</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/de61fc3b110555e7ae3c7812f1156b71.jpg" style="width: 635px; height: 423px;" /></p>
<p>
	La retorica &ldquo;per la vita&rdquo;&mdash;<a href="http://scienze.fanpage.it/in-marcia-per-la-vita/" target="_blank">scrive</a> Chiara Lalli, giornalista e autrice di <a href="http://www.ibs.it/libri/lalli+chiara/libri+di+chiara+lalli.html" target="_blank">diversi saggi</a> sui temi etici&mdash;non fa altro che spingere chi non condivide la posizione dei pro-life &ldquo;in un angolo ombroso, quello di chi si oppone alla &lsquo;vita&rsquo; ed &egrave; perci&ograve;&nbsp;<em>necessariamente</em>&nbsp;a favore della morte o di qualcosa che ha la stessa aria di famiglia.&rdquo; Inoltre, non viene mai operata alcuna distinzione tra mezzi abortivi e contraccettivi, che d&rsquo;altra parte diventano &ldquo;dettagli irrilevanti quando l&rsquo;intento &egrave; la difesa degli innocenti.&rdquo; Insomma, &ldquo;la posta in gioco &egrave; talmente alta che sembra puntiglioso voler distinguere o pretendere la coerenza.&rdquo;</p>
<p>
	L&rsquo;assenza piuttosto palese di coerenza della &ldquo;Marcia per la vita&rdquo; &egrave; perfettamente ritratta in questa foto, scattata quando il corteo (30mila persone secondo gli organizzatori, cifra francamente eccessiva) &egrave; ormai arrivato a San Pietro. Il medico sta raggiungendo la piazza; con il braccio sinistro regge un manufatto incredibile; con la mano destra agita un volantino pieno di feti abortiti.</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/750ad74b4a042f8d37bd8a3e7e20e140.jpg" style="width: 635px; height: 423px;" /></p>
<p>
	Lo osservo mentre sparisce nella folla dell&rsquo;Angelus, e l&rsquo;unica cosa a cui riesco a pensare &egrave; che i pro-life <em>sono tra noi</em>. Sono determinati. Sono insospettabili.&nbsp;E sono molto pi&ugrave; numerosi di quanto avessimo mai immaginato.</p>
<p>
	<br />
	<em>Segui Leonardo su Twitter: <a href="https://twitter.com/captblicero" target="_blank">@captblicero</a></em></p>
<p>
	&nbsp;</p>

]]></description>
<guid isPermaLink="false">http://www.vice.com/187493</guid>
<author>Leonardo Bianchi, foto di Federico Tribbioli</author>
<category>news, Marcia per la vita, Roma, Tradizione, Famiglia e Proprietà, Forza Nuova, Militia Christi, Azione Katéchon, gruppo Bilderberg</category>
</item>
<item>
<title>Ken il Corriere</title>
<link>http://www.vice.com/it/read/ken-il-corriere-a9n3</link>
<pubDate>Tue, 14 May 2013 14:52:00 +0100</pubDate>
<description><![CDATA[<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/abeed4e05341b9fff83f586a2ad36f3d.jpg" style="width: 640px; height: 905px;" /></p>
<p>
	<em>Per vedere la puntata precedente, clicca <a href="http://www.vice.com/it/read/ken-il-corriere-a9n2" target="_blank">qui</a>.</em></p>
<p>
	&nbsp;</p>

]]></description>
<guid isPermaLink="false">http://www.vice.com/187546</guid>
<author>Dr. Pira </author>
<category>comics, ken il corriere</category>
</item>
<item>
<title>Ho passato il fine settimana guardando femministe in topless far incazzare i neonazi</title>
<link>http://www.vice.com/it/read/femen-parigi-dimostrazione-anti-nazi</link>
<pubDate>Tue, 14 May 2013 11:58:00 +0100</pubDate>
<description><![CDATA[<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/52799a7e629058fd2c883a93d53bd955.jpg" style="width: 640px; height: 453px;" /><br />
	<i>Inna, fondatrice del gruppo francese di Femen, nel quartier generale di Parigi.</i></p>
<p class="p1">
	<span class="s1">Venerd&igrave; scorso ho preso un Eurostar da Londra a Parigi per incontrare il gruppo di femministe&nbsp;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/FEMEN" target="_blank">Femen</a>. Nata in Ucraina, l&rsquo;organizzazione ha trovato seguaci in tutto il mondo; la mia idea era quella di documentare l&#39;organizzazione di una delle loro proteste, ma non avevo idea di cosa mi aspettava, almeno finch&eacute; non sono arrivata al loro quartier generale&mdash;un loft sopra il teatro Goutte D&rsquo;or.</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1">La zona &egrave; a maggioranza musulmana ed &egrave; punteggiata da centri culturali islamici, e considerato che le ragazze protestano soprattutto contro il conservatorismo dell&rsquo;Islam,&nbsp;bisogna avere delle grosse palle (o tette?) per stanziarci la propria base. La loro ultima azione, per esempio, &egrave; stato il&nbsp;Topless Jihad Day in <a href="http://www.repubblica.it/esteri/2013/04/14/news/amina_tyler-56585303/" target="_blank">solidariet&agrave;</a> alla tunisina&nbsp;Amina Tyler.&nbsp;</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1">Quando sono arrivata, le pareti del quartier generale parigino erano ricoperte da striscioni delle manifestazioni precedenti&mdash;uno dei quali con la parola &ldquo;Sextremism&rdquo; scritta in rosa vivo, che ricopriva un muro intero. Alcune attiviste discutevano su quale fosse lo slogan migliore da scrivere sullo striscione principale, che una ragazza chiamata Oksana stava gi&agrave; decorando con immagini delle attiviste a seno scoperto. Si chiedevano se &ldquo;Nazi Factions&rdquo; andasse bene o fosse meglio al singolare. Perch&eacute; nessuno, nel mondo delle proteste, ti prender&agrave; sul serio se sbagli la grammatica.&nbsp;</span></p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/abc5bcfefa754d839d69304fb14d36a1.jpg" style="width: 640px; height: 426px;" /><br />
	<i>Le ragazze di Femen lavorano al loro striscione per la protesta.</i></p>
<p>
	A complicare ulteriormente le cose, Inna Shevchenko&mdash;una delle Femen della prima ora&mdash;protestava perch&eacute; lo slogan &rdquo;Femen Action Against Nazi Factions&rdquo; non era abbastanza forte. Inna ha fondato il gruppo francese di Femen nel settembre del 2012, dopo aver lasciato l&rsquo;Ucraina perch&eacute;, per esprimere solidariet&agrave; con le Pussy Riot, aveva tagliato con una motosega un crocifisso altro cinque metri nella piazza principale di Kiev. Il governo russo non deve essere stato troppo felice di assistere a un&#39;azione del genere, dato che le Pussy Riot erano state incarcerate per essersi esibite in una &ldquo;preghiera punk&rdquo; in una cattedrale&mdash;che &egrave; cosa ben pi&ugrave; blanda che distruggere un monumento pubblico rappresentante un simbolo religioso.&nbsp;</p>
<p class="p1">
	<span class="s1">Inna era chiaramente la leader, ma spesso un &ldquo;Mettiamola ai voti!&rdquo; veniva lanciato e rilanciato nel tentativo di concludere le discussioni. Dopo che varie proposte sono state avanzate e successivamente scartate&mdash;se non da Inna, dalle altre ragazze&mdash;ci siamo ritrovate in piedi in un imbarazzante e rabbioso silenzio. L&rsquo;atmosfera era tesa.&nbsp;</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1">Il gruppo non voleva svelare cosa avesse esattamente in programma, nel caso le autorit&agrave; lo venissero a sapere, e avessero cos&igrave; la possibilit&agrave; di accerchiarle prima ancora di riuscire a srotolare i cartelloni. Ma, a questo punto, avevo indovinato (non &egrave; stato difficile, dopo averle viste litigare sui cartelloni) che l&rsquo;azione era diretta contro alcuni gruppi di estrema destra che stavano pianificando di radunarsi a Parigi quella stessa domenica.&nbsp;</span></p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/fe8cdf94bc06c53a4fbd7e99bffd6f92.jpg" style="width: 640px; height: 418px;" /><br />
	<i>Margueritte, un membro di Femen, lavora allo striscione.</i></p>
<p>
	Inna ha spiegato che l&rsquo;ultima volta che si erano confrontate con dei neo-nazisti erano state picchiate e lei aveva perso un dente. Per questo round avevano pianificato un approccio diverso, leggermente meno aggressivo&mdash;mostrare gli striscioni ai fascisti da una certa distanza. Il piano di Inna e Sarah, un&rsquo;altra leader delle Femen francesi, era di tenere d&rsquo;occhio un hotel di lusso vicino alla statua di Giovanna d&rsquo;Arco in Place des Pyramides, luogo di ritrovo dei gruppi di estrema destra. Arrivati neo-nazisti e giornalisti, avrebbero srotolato i loro enormi striscioni e scandito slogan, con nulla indosso dalla vita in su, a parte corone di fiori.</p>
<p class="p1">
	<span class="s1">Il giorno successivo mi hanno invitata a una delle sessioni di allenamento sextremista settimanale di Femen. Al mio ingresso, le 11 ragazze&mdash;molte delle quali indossavano shorts di jeans e maglie di Femen&mdash;erano riunite in cerchio e urlavano con foga i loro motti: &ldquo;Nudit&agrave; &egrave; libert&agrave;!&rdquo;, &ldquo;&rsquo;Fanculo la tua chiesa!&rdquo;, &ldquo;&rsquo;Fanculo la vostra morale!&rdquo;, &ldquo;Non sono un giocattolo erotico!&rdquo;, &ldquo;Omofobi fuori dai piedi!&rdquo; e &ldquo;Dov&rsquo;&egrave; Amina? Amina libera!&rdquo; in supporto alla sorella tunisina.</span></p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/73885f75e2423f1257f2b90a9be85623.jpg" style="width: 640px; height: 427px;" /><br />
	<i>Membri di Femen si esercitano nelle tecniche di protesta.</i></p>
<p class="p1">
	<span class="s1">Marianne&mdash;attivista di Femen tunisina che vive a Parigi&mdash;mi ha spiegato che Amina aveva ispirato il loro Topless Jihad Day. Quando le ho chiesto della pagina Facebook &ldquo;Muslim Women against Femen&rdquo; nata in risposta alle loro azioni, mi ha assicurato che Femen non &egrave; contraria alle donne che indossano il burqa, &egrave; contraria alle donne&nbsp;<i>costrette </i>a&nbsp;indossare il burqa. Insistendo sull&rsquo;oppressione femminile diffusa in Tunisia, Marianne aggiunge che la sua famiglia, musulmana, non sa che &egrave; un membro di Femen. Sostiene che la diserederebbero se lo scoprissero.</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1">Poi &egrave; stato chiesto a una nuova recluta del gruppo di mostrare cosa aveva imparato durante la sua prima sessione di addestramento. Di fronte a tutte, si &egrave; messa in posizione e ha iniziato a urlare gli slogan a pieni polmoni. Inna le ha detto che era andata bene, ma che aveva le braccia un po&rsquo; piegate. Poi &egrave; passata a illustrarmi gli aspetti tecnici della posa Femen: gambe ben larghe e cartello molto alto, con le braccia tese poco dietro le orecchie. &ldquo;Non stiamo vendendo yogurt o birra, stiamo rivendicando i nostri corpi. &Egrave; una nudit&agrave; aggressiva&mdash;siamo pronte all&rsquo;attacco!&rdquo;</span></p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/d8b46a308d1281a4bf3a622f07bdc7a1.jpg" style="width: 640px; height: 426px;" /><br />
	<i>Addestramento nel quartier generale Femen.</i></p>
<p class="p1">
	<span class="s1">Essere in grado di togliersi velocemente la maglia prima di mettersi in posizione &egrave; un&rsquo;altra abilit&agrave; essenziale per ogni membro di Femen. Alcune ragazze tirano fuori le tette talmente velocemente che a malapena si capisce che si stanno svestendo. Dopo essersi esercitate nello spogliarello aggressivo, le ragazze sono passate all&rsquo;addestramento attivo. Met&agrave; interpretava il ruolo delle attiviste Femen, l&rsquo;altra met&agrave; quello di poliziotto o membro della sicurezza, trascinando le compagne per tutta la stanza mentre queste urlavano slogan e cercavano di rendere le loro azioni il pi&ugrave; possibile visibili alle telecamere. Inna ha ricordato al gruppo che tutto quello che fanno per protestare &egrave; per le telecamere: &ldquo;L&rsquo;azione continuer&agrave; finch&eacute; ci saranno telecamere nei paraggi.&quot;</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1">&ldquo;Sento solo rumore&mdash;non siete coordinate. Vogliamo che le persone sappiano esattamente perch&eacute; siamo qui,&rdquo; ha tuonato Inna commentando il primo tentativo.</span></p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/6523cc76ef89651820141693f555dfdd.jpg" style="width: 640px; height: 426px;" /><br />
	<i>Femen che si preparano a essere calpestate.</i></p>
<p class="p1">
	<span class="s1">L&rsquo;adrenalina era molta e le ragazze erano senza fiato. Poi hanno fatto addominali, sollevamenti e flessioni, il tutto in pieno stile militare. Pauline, attivista Femen francese a tempo pieno, mi ha rivelato che i corpi delle donne sono molto pi&ugrave; resistenti al dolore di quando pensereste. &ldquo;Ci viene insegnato che siamo fragili, ma non lo siamo! Probabilmente resistiamo al dolore pi&ugrave; degli uomini. Durante i miei primi sei mesi come Femen sono stata picchiata in varie occasioni e sono sorpresa da quanta violenza posso sopportare, per poi rialzarmi e continuare a protestare.&rdquo;</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1">Al mio commento sull&#39;aspetto gradevole (in particolare per quanto riguarda il seno) di praticamente tutte le attiviste, Inna mi ha assicurato che non fanno alcun casting, poi &egrave; arrossita e ha ammesso di non andare pazza per il suo d&eacute;collet&eacute;.</span></p>
<p class="p1">
	<span class="s1">Quando le novelle attiviste&nbsp;se ne sono andate, Inna, Pauline, Sarah, Oksana e un altro membro centrale, Margueritte, hanno dato il tocco finale ai loro cartelloni, che ora portavano lo slogan: &ldquo;SEXTERMINATION FOR NAZISM&quot;. Una volta asciutto, lo hanno ripiegato dentro a una valigia. Inna e Sarah, agghindatesi per il check-in nell&rsquo;hotel di lusso, hanno preso la valigia e sono saltate su un taxi, pronte all&rsquo;azione.</span></p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/b2b64e0c1ac847e6d9a37bbd004c958c.jpg" /><br />
	<em>Fascisti francesi si riuniscono a Place de la Madeleine.</em></p>
<p>
	Il giorno seguente mi sono diretta al luogo di incontro degli ultra nazionalisti a Place de la Madeleine. L&rsquo;esercito di teppisti in giubbotto nero agitava bandiere e reggeva cartelloni, in fila dietro a un furgone con musica classica ad alto volume simile a quella della scena dell&rsquo;attacco aereo di <em>Apocalypse Now</em>, ma pi&ugrave; fascista. Nell&rsquo;esatto momento in cui abbiamo tirato fuori la nostra telecamera, il PR del noto gruppo neo-nazista francese Troisi&egrave;me Voie si &egrave; avvicinato a noi e ci ha informato su cosa potevamo e non potevamo riprendere.</p>
<div>
	Poi ci &egrave; stato presentato il leader del gruppo, Serge Ayoub&mdash;un robusto uomo di mezza et&agrave; che indossava una giacca, aveva la testa rasata e il naso storto. Serge ci ha spiegato che si erano riuniti per la celebrazione annuale di Giovanna d&rsquo;Arco, che aveva sbattuto gli inglesi fuori dalla Francia, ma anche per protestare contro la globalizzazione, &ldquo;che sta distruggendo la nostra economia e identit&agrave; nazionale.&quot; Dopo circa un&rsquo;ora, il gruppo ha iniziato a marciare in direzione della statua di Giovanna d&rsquo;Arco, dove Inna, Sarah e le altre Femen li stavano aspettando, armate di cartelloni.</div>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/06cc96fa97382db97808e3a8a454f6a5.jpg" style="width: 640px; height: 434px;" /><br />
	<em>Lo striscione Femen fa innervosire la distesa di fascisti.</em></p>
<p>
	Le Femen erano riuscite ad avere una stanza al terzo piano dell&#39;Hotel Regina, situato in posizione strategica dietro alla statua di Giovanna D&#39;Arco. A mezzogiorno circa, quando le fazioni pi&ugrave; violente degli ultra nazionalisti sono arrivate alla statua, Inna, Sarah, Pauline e Oksana sono uscite sul balcone, a seno scoperto e con le loro corone di fiori, e hanno srotolato lo striscione in faccia ai neo-nazi. Ovviamente i fascisti hanno tentato di attaccare l&#39;albergo, ma sono stati respinti dalla polizia in tenuta antisommossa.&nbsp;</p>
<p>
	Dato che non potevano mettere le mani sulle ragazze, hanno ripiegato su saluti a braccio teso e diti medi urlando &quot;Salopes!&quot; [puttane], &quot;Suicide toi!&quot; [ammazzati] e una serie di altre cose poco amichevoli. Le ragazze rispondevano mandando baci ai fascisti infuriati, mantenendo salda la loro posizione&mdash;mento in su e le braccia tese a reggere fumogeni. Un piccolo gruppo di ragazze della marcia si sono riunite sotto il balcone delle Femen, urlando, &quot;Vi aspettiamo!&quot;</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/ea108c600aa7247b00c5912062639472.jpg" style="width: 640px; height: 426px;" /></p>
<p>
	Dopo qualche palleggiamento tra i due gruppi, una camionetta dei vigili del fuoco ha evacuato le attiviste Femen tramite una lunga scala a pioli. Le ragazze sono scese, fermandosi ogni tanto per salutare con orgoglio la folla che le fischiava. Le Femen sono state scortate via dalla polizia prima che Serge Ayoub facesse un discorso in cui le accusava di essere al soldo del governo. Secondo lui, il mostrare il seno era una cospirazione volta a disturbare le proteste nazionaliste. Agli occhi delle ragazze di Femen, invece, l&#39;azione &egrave; stata un successo.</p>
<p>
	Prima di incontrarle ero un po&#39; titubante sul loro operato. La strategia che hanno adottato &egrave; indubbiamente in grado di attirare l&#39;attenzione, ma &egrave; possibile che la gente sia troppo distratta dai loro capezzoli perch&eacute; il messaggio riesca a farsi strada? Che la si veda in un modo o nell&#39;altro, le proteste in topless al grido di non violenza sono addirittura valse al gruppo il titolo di &quot;nuovo volto del femminismo&quot;, accolto non troppo positivamente dalle numerose femministe convinte che mostrare le tette non sia esattamente compatibile col manifestare contro prostituzione e oppressione.</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/b07a14c79713a63a436ab93044ce53a4.jpg" style="width: 640px; height: 426px;" /><br />
	<em>Fasciste arrabbiate urlano contro le Femen.&nbsp;</em></p>
<p>
	Il dilemma esiste, ma Inna assicura che &egrave; tutto voluto. Del resto, molti saranno arrivati su questa pagina proprio per via dell&#39;immagine o la parola topless nel titolo. Forse Inna ha ragione, e il marchio associato a nudit&agrave; femminile e sessualit&agrave; ha ostacolato fin troppe donne, mercificate o timorose di andare incontro a quel destino. In tutto ci&ograve;, non cessa di stupirmi il clamore che si solleva ogni volta per qualche capezzolo. Per ora le Femen non fanno male a nessuno e hanno trovato una forma di protesta non violenta capace di farsi notare&mdash;perch&eacute; non dovrebbero poter girare in topless con ghirlande di fiori tra i capelli?</p>
<p>
	<br />
	<em>Altri fascisti arrabbiati:</em></p>
<p>
	<a href="http://www.vice.com/it/read/estrema-destra-brighton-san-giorgio" target="_blank">L&#39;estrema destra britannica si &egrave; presa la sua prima randellata di primavera</a></p>
<p>
	&nbsp;</p>

]]></description>
<guid isPermaLink="false">http://www.vice.com/187400</guid>
<author>Milene Larsson</author>
<category>news, femen, femen francia, nazionalismo, fascismo</category>
</item>
<item>
<title>Il rave delle osterie ama il Papa</title>
<link>http://www.vice.com/it/read/86-adunata-nazionale-alpini-piacenza</link>
<pubDate>Tue, 14 May 2013 12:41:00 +0100</pubDate>
<description><![CDATA[<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/3242066576551d42c0147540d28485b9.jpg" style="cursor: default; width: 635px; height: 423px; " /></p>
<p>
	Tutti i giornali che si sono occupati della 86&deg; adunata nazionale degli alpini lo hanno fatto con la tipica semplificazione giornalistica che individua un riferimento sostanzialmente irrilevante a quello che per loro &egrave; un tema caldo, sia esso classico (crisi della famiglia, Papa, bocchini di minorenni al presidente del consiglio) o contingente (Ius Soli, femminicidio, opinione di Saviano sull&rsquo;uso delle infradito), e stravolge il significato di un evento per riportarlo al grande universo di senso sclerotizzato che secondo loro deve occupare il cervello degli italiani.</p>
<p>
	In questo caso l&rsquo;occasione &egrave; stata rappresentata da uno striscione con un saluto al Papa durante la parata della domenica.</p>
<p>
	Ecco il titolo del corriere.it</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/59891433f4985aeb388606ee633ffc1d.jpg" style="width: 477px; height: 86px;" /></p>
<p>
	e quello di repubblica.it</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/8184bdc61559b7b8653bc0eb78a84d6c.jpg" style="width: 333px; height: 125px;" /></p>
<p>
	Quattrocentomila persone si concentrano in una citt&agrave; e il meglio che riescono a tirarne fuori &egrave; una parata militare e un saluto al Papa, ovvero l&rsquo;idea di divertimento proibito che potrebbe avere Barbara Palombelli. Eppure i Quotidiani Italiani Seri provano a vendervela cos&igrave;, giusto per vedere quanto siete scemi o perch&eacute; in Italia tutto ci&ograve; che &egrave; divertimento deve essere nascosto e condannato dal <em>Moige</em>.</p>
<p>
	Fortunatamente io e il mio fotografo eravamo a Piacenza a raccontarvi quello che l&rsquo;adunata degli alpini &egrave; stata veramente:</p>
<p>
	<em>La riunione di 400 mila maschi di montagna ubriachi ammassati in una citt&agrave; di 100mila abitanti. &nbsp;</em></p>
<p>
	Non suona gi&agrave; <em>molto </em>pi&ugrave; interessante?</p>
<p>
	Se solo al mondo esistesse abbastanza luppolo da farla durare due mesi se ne potrebbe tirare fuori un reality show che persino io guarderei.</p>
<p>
	Per fare una ricostruzione giornalistica seria &egrave; innanzitutto necessario rovesciare il sistema di priorit&agrave; dell&rsquo;adunata. Ufficialmente l&rsquo;epicentro &egrave; la parata della domenica, che poi &egrave; l&rsquo;unica cosa che rimane nei libri commemorativi.</p>
<p>
	<em><img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/09f8d9775d964dfb7ccc243a81088c47.jpg" style="width: 500px; height: 750px;" /></em><br />
	<em>Il libretto commemorativo dell&rsquo;adunata di Bolzano nel 2012. Non contiene tracce di alcolici, il che lo rende una ricostruzione plausibile quanto un&nbsp;<a href="http://archiviostorico.corriere.it/2008/ottobre/01/Etica_impresa_convegno_Barbara_Berlusconi_co_9_081001058.shtml" target="_blank">convegno di etica aziendale tenuto</a>&nbsp;da Barbara Berlusconi.</em></p>
<p>
	Ma basta arrivare a Piacenza per capire che la parata &egrave; <em>lo SCUSONE. </em></p>
<p>
	Nella mia testa le riunioni dell&rsquo;Ana (associazione nazionale alpini) funzionano pi&ugrave; o meno cos&igrave;</p>
<p>
	<em>&ldquo;Non sarebbe fantastico calare ogni anno in 400mila a ubriacarsi in una citt&agrave; per tre giorni?&rdquo;</em><br />
	<em>&ldquo;Mhhh&hellip;no, non sarebbe male per niente adesso che mi ci fai pensare.&rdquo;</em><br />
	<em>&ldquo;Ho l&rsquo;impressione per&ograve; che per convincere la municipalit&agrave; dovremmo trovare uno slogan pi&ugrave; convincete di &lsquo;Pisceremo in mezzo milione sulle vostre aiuole&rsquo;.&rdquo;</em><br />
	<em>&ldquo;Forse s&igrave;.&rdquo;</em><br />
	<em>&ldquo;Che ne dici se la domenica in pieno dopo-sbronza facessimo una parata, magari mettendoci dentro ironici striscioni pro-Papa?&rdquo;</em><br />
	<em>&ldquo;Dico che Ezio Mauro ci cascherebbe!&rdquo;</em><br />
	<em>&ldquo;Cin-cin!&rdquo;</em></p>
<p>
	Il risultato &egrave; magnificamente sintetizzato in queste due foto:</p>
<p>
	<em><img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/7a14a795f632c0f29e49fbdfd34fe262.jpg" style="width: 500px; height: 750px;" /></em></p>
<p>
	<em><img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/d68183f6ace69b712bfa2b86329ed011.jpg" style="width: 500px; height: 750px;" /></em></p>
<p>
	Al nostro arrivo a Piacenza ci accoglie lo sherpa che i potenti mezzi di VICE ci hanno assegnato.</p>
<p>
	<em><img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/e1caf58b4bc32705dd7ead2d1ff05581.jpg" style="width: 635px; height: 423px;" /></em></p>
<p>
	Un uomo la cui cortesissima ospitalit&agrave; &egrave; seconda solo alla sua voglia di farci fuggire senza pagare di fronte a ognuno dei conti che ci verranno presentati durante la giornata. &nbsp;Il nostro sherpa &egrave; l&rsquo;ultimo espropriatore proletario rimasto in Italia e per uno strano gioco del destino vive a Piacenza e ha i modi soffici e raffinati di un lord inglese.</p>
<p>
	Pi&ugrave; tardi conosceremo anche la sua ragazza, che ci racconter&agrave; come sua madre, praticamente astemia, uscita per andare a fare la spesa sia tornata a casa ubriaca per colpa di alcuni alpini. Vuole infatti la leggenda che se incontri un alpino durante l&rsquo;adunata&nbsp; lui ti debba offrire da bere. Quello che la vulgata (colpevolmente) omette &egrave; che nel 99 percento dei casi la magia che renderebbe l&rsquo;adunata degli alpini <em>il posto pi&ugrave; bello del mondo </em>funziona solo se hai le tette, e ci&ograve; significa che in realt&agrave; da questo punto di vista <em>&egrave; un posto esattamente identico al resto del mondo. </em></p>
<p>
	Purtroppo appena ci accingiamo a entrare nel vivo del deboscio alpino comincia a diluviare.</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/25b427eebed8f516bee1986a4b377457.jpg" style="width: 635px; height: 423px;" /></p>
<p>
	Lo sherpa con solerzia ci fornisce subito delle giacche a vento (apparentemente non trafugate); la mia reca una scritta &ldquo;Ditta xy Ascensori Piacenza&rdquo; che potrebbe inficiare negativamente la mia credibilit&agrave; come inviato, se solo non fossero tutti troppo ubriachi per accorgersene.</p>
<p>
	Dovunque tu vada nel centro di Piacenza incontri capannelli di uomini con il berretto d&rsquo;alpino in testa che intonano canti da stadio/da osteria e si danno robuste e cameratesche pacche sulle spalle. Hanno quasi tutti una bella cera tipo questa,</p>
<p>
	<em><img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/f466c50286f9c20fd9e8b74a6536b095.jpg" style="width: 500px; height: 667px;" /></em></p>
<p>
	e parlano in lingue incomprensibili, riassunte efficacemente (qualsiasi cosa voglia dire) dalla maglietta nel mezzo:</p>
<p>
	<em><img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/f011b889eae372a1c5f52f7096a98d38.jpg" style="width: 635px; height: 476px;" /></em></p>
<p>
	L&rsquo;allegria regna sovrana, soprattutto fra i pi&ugrave; giovani.</p>
<p>
	<em><img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/2e163be32f44a05014f91a61a92797da.jpg" style="width: 500px; height: 750px;" /></em></p>
<p>
	Questi due &ldquo;veci&rdquo; sono alpini che hanno fatto la leva rispettivamente nel &lsquo;58 e nel &lsquo;54. Il primo si chiama Gianni, l&rsquo;altro Enrico Carmine Gargiulo, facendo s&igrave; che il suo amico, bench&eacute; siano entrambi nati e cresciuti a Verona, lo chiami il terrone e quello ci rida giovialmente sopra.</p>
<p>
	Roberto, il mio fotografo salentino, scatta nel silenzio timoroso di un nero del Mississippi pre diritti civili.</p>
<p>
	<em><img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/7cd14cf6c32137f963aa8f11470200e1.jpg" style="width: 635px; height: 423px;" /></em></p>
<p>
	Gianni mi dice &ldquo;Non metterlo su Facebook per&ograve;!&rdquo;</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/7d90e17ea10b299cbba52ad899e19476.jpg" style="width: 500px; height: 667px;" /></p>
<p>
	Poi fotografiamo Angelo, detto &ldquo;Babbo Natale&rdquo; e lui mi dice &ldquo;Mettila su facebook per&ograve;!&rdquo;: allora capisco che quando sento la parola &ldquo;facebook &ldquo;pronunciata da uno sopra i settant&#39;anni non devo considerare la frase nel suo insieme ma solo il vocabolo a s&eacute; stante. Si tratta di una specie di rampino transgenerazionale lanciato nel disperato tentativo di entrare almeno un po&rsquo; in sintonia con una generazione di stronzi perennemente curvi sul computer. Noi.</p>
<p>
	Vedermi sintetizzato e approcciato con il &ldquo;facebook&rdquo; &egrave; un po&rsquo; come se da bambino avessero provato ad abusare di te offrendoti caramelle al gusto &ldquo;rapa&rdquo;. Qualcosa di talmente deprimente che quando Babbo Natale mi offre il &ldquo;vino dell&rsquo;alpino&rdquo; lo accetto come fosse acqua nel deserto.</p>
<p>
	<em><img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/57ac2eefc4eb4771c4121fc5c49bd95e.jpg" style="width: 635px; height: 423px;" /></em></p>
<p>
	Angelo poi insiste a voler fare una foto con me, e quando gli spiego che scrivo sotto pseudonimo e non posso apparire nelle foto mi risponde con un cortese &ldquo;Dai mona&rdquo; che non ammette repliche. Finisce quindi cos&igrave; il mio anonimato:</p>
<p>
	<em><img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/5ae069b05a226abcc083be07c5ca267d.jpg" style="width: 500px; height: 750px;" /></em><br />
	<em>Sulla sinistra, con la barba bianca, un grande statista.</em></p>
<p>
	Loro invece vengono da Pollein in Valle D&rsquo;Aosta e quello tutto a sinistra &egrave; il sindaco del paese.</p>
<p>
	<em><img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/88f154488a9146453d4a139eda580804.jpg" style="width: 635px; height: 423px;" /></em></p>
<p>
	&ldquo;Cosa fate qua?&rdquo;<br />
	&ldquo;Beviamo.&rdquo;<br />
	&ldquo;Cosa fate il resto dell&rsquo;anno?&rdquo;<br />
	&ldquo;Beviamo al bar.&rdquo;</p>
<p>
	Sono molto simpatici e sono i primi che sentiamo intonare un vero canto alpino che non sia stato mutuato da un coro della curva del Napoli.</p>
<p>
	Lui invece &egrave; un alpino del battaglione Batik, si chiama Paolo, viene dalla provincia di Udine e suona il clarinetto in una fanfara.</p>
<p>
	<em><img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/885c3be0137cb1771406ac007a8fa1de.jpg" style="width: 500px; height: 750px;" /></em></p>
<p>
	A dire il vero essendo del 1984 non ha fatto veramente l&rsquo;alpino, perch&eacute; avrebbe dovuto partire volontario e con due fratelli che l&rsquo;avevano gi&agrave; fatto non gli sembrava il caso. In compenso tesse sperticate lodi del Corpo, un po&rsquo; perch&eacute; aiuta la socializzazione e un po&rsquo; perch&eacute; ha difeso la patria&nbsp; &ldquo;combattendo eroicamente sul confine sud della Svizzera durante la seconda guerra mondiale.&rdquo;<br />
	Paolo pu&ograve; comunque considerarsi un vero alpino perch&eacute; la maglietta che indossa l&rsquo;ha vinta a una gara alcolica organizzata da una nota marca di birre che la gente normale beve solo in spiaggia.</p>
<p>
	Questo alpino viene da un paese dalle parti del Monviso e ci invita a visitarlo.</p>
<p>
	<em><img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/e1b03571af8fbf87f6ba5d8d1dbfb07f.jpg" style="width: 500px; height: 750px;" /></em></p>
<p>
	&ldquo;Ma c&rsquo;&egrave; qualcosa da fare?&rdquo;<br />
	&ldquo;Un cazzo.&rdquo;<br />
	&ldquo;Ci penseremo.&rdquo;</p>
<p>
	Qualsiasi cosa abbia assunto quest&rsquo;altro alpino, non ricordavo difficolt&agrave; di comunicazione tali per un&rsquo;intervista dall&rsquo;ultima street rave parade di Bologna. In 25 minuti capisco che si chiama Silvio, viene da Treviso e sta cercando di chiudersi i pantaloni. Con un po&rsquo; di fortuna ce la far&agrave;.</p>
<p>
	<em><img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/818672d4413bf705b14d08940dfea2f9.jpg" style="width: 500px; height: 750px;" /></em></p>
<p>
	La cosa pi&ugrave; nota delle adunate sono per&ograve; i &ldquo;mezzi&rdquo; o &ldquo;trabiccoli&rdquo; sui quali gli alpini girano per la citt&agrave; in un sano e condivisibile spregio delle regole del codice della strada, notoriamente l&rsquo;unico codice su cui il governo italiano sfoga tutte le sue pulsioni legalitarie.</p>
<p>
	<em><img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/b896095119a25cc460d3dc6eb1d498ff.jpg" style="width: 500px; height: 750px;" /></em></p>
<p>
	<em><img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/e7e73d958ae5f1879e6a579377e4828d.jpg" style="width: 635px; height: 423px;" /></em></p>
<p>
	Il mezzo pi&ugrave; gettonato di tutti &egrave; l&rsquo;Ape, che mi ricorda quando da bambino passavo un tempo preoccupantemente lungo a fissare con disappunto le pubblicit&agrave; dell&rsquo;Ape Cross su Topolino chiedendomi chi mai, sotto i 60 e sano di mente, potesse aspirare al possesso di un mezzo del genere. La risposta a cui giunsi, dopo lunghe riflessioni e parecchi complicati schemi su carta, &egrave;: un montanaro. L&rsquo;altra risposta invece &egrave;: s&igrave;, ho avuto un&rsquo;infanzia difficile.</p>
<p>
	<em><img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/de9e7e6b1dded03d4c2e379a02af36a1.jpg" style="width: 500px; height: 750px;" /></em></p>
<p>
	<em><img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/636aeb212607ff8ef3440c671b2322d7.jpg" style="width: 500px; height: 750px;" /></em></p>
<p>
	Lo scopo principale dei trabiccoli in una sorta di trasposizione malgara della cultura agonale dei manga &egrave; eccellere per ottenere <em>consenso femminile. </em></p>
<p>
	<em><img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/d79e82c860a6161d09f183af10712f02.jpg" style="width: 635px; height: 424px;" /></em></p>
<p>
	Il problema vero &egrave; che le proporzioni numeriche uomo/donna da queste parti ricordano molto quelle che trovereste in un supermercato dove vendono vagine.</p>
<p>
	<em><img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/90dcebf0c51f9ddf51faa5da17330e37.jpg" style="width: 500px; height: 750px;" /></em></p>
<p>
	Ciononostante, il vero alpino ce la fa sempre.</p>
<p>
	<em><img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/fddc611ac468724bd675d249af8735ff.jpg" style="width: 500px; height: 750px;" /></em><br />
	<em>Un alpino ritratto mentre accompagna una gentile donzella a vedere in anteprima lo striscione dedicato a Papa Francesco.</em></p>
<p>
	Quando non le scarrozza in giro su mezzi che sembrano usciti da <em>Pimp my capra,</em> l&rsquo;alpino ha le idee chiare sul ruolo della donna durante un&rsquo;adunata: spillare vino/birra.</p>
<p>
	<em><img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/6218104964a0fcd09d508222969dda06.jpg" style="width: 500px; height: 750px;" /></em></p>
<p>
	D&rsquo;altro canto, questo &egrave; quello che riesci ad ottenere dalle donne quando ti porti in giro tutta la carica sexy che solo un alpino riesce ad avere.</p>
<p>
	<em><img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/f0a76985e6ee7b5a2c3021c68286eca9.jpg" style="width: 500px; height: 750px;" /></em></p>
<p>
	Questi uomini ringraziano comunque per i servigi ricevuti con denaro e graziosi cartelli celebrativi.</p>
<p>
	<em><img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/7965fdaf2ee480d8520a6aea349e929f.jpg" style="width: 635px; height: 424px;" /></em></p>
<p>
	L&rsquo;adunata, come ogni ritrovo con pi&ugrave; di tre persone, &egrave; anche un&rsquo;occasione di business. Il ricordo ufficiale &egrave; la medaglietta da appendere al cappello.</p>
<p>
	<em><img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/6d07036a0a104c368be9991e3a78c033.jpg" style="width: 635px; height: 423px;" /></em></p>
<p>
	&Egrave; comunque possibile barare, perch&eacute; esistono bancarelle che vi vendono quelle degli anni passati. Quella pi&ugrave; invenduta, chiss&agrave; perch&eacute;, &egrave; quella dell&rsquo;adunata di Bari. A parte questa tradizione esiste ogni sorta di merchandising. Io e il fotografo pensiamo di comprare questa suprema tamarrata.</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/abc8978c17bca5df133de62e5107e685.jpg" style="width: 635px; height: 423px;" /></p>
<p>
	Ma lo sherpa ci ferma serissimo: &ldquo;No, potete prenderla solo se la rubate.&rdquo;</p>
<p>
	Ora non so se fra di voi c&rsquo;&egrave; qualcuno che vorrebbe lavorare a VICE ma adesso avete qualche informazione di pi&ugrave; su come compilare il vostro curriculum. Levate quel master fighetto alla Bocconi e aggiungete &ldquo;contrabbando di sigarette dal Montenegro&rdquo; o &ldquo;tratta delle bianche&rdquo;.</p>
<p>
	La follia alpina contagia anche i locali, come vediamo dagli occhiali di questa signora di Piacenza.</p>
<p>
	<em><img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/42426319bda63fd1f20992f8c4b9cbde.jpg" style="width: 500px; height: 750px;" /></em></p>
<p>
	Dopo diverse ore e 106 birre comincio ad avere un&rsquo;idea chiara di chi siano realmente questi alpini.</p>
<p>
	Sono persone che non fanno parte di quella generazione di stakanovisti del &ldquo;divertimento&rdquo; il cui scopo nella vita &egrave; muoversi fra aperitivi, club e voletti ryanair dall&rsquo;amico all&rsquo;estero per Erasmus, dottorato o commercio di caciotte contraffatte.</p>
<p>
	Gli alpini sono il paese reale <em>Heidi edition</em>.</p>
<p>
	Sono in larga parte gente di montagna alla buona, persone per cui l&rsquo;adunata rappresenta la pi&ugrave; grossa occasione annuale di scendere in valle e spaccarsi la faccia senza avere per forza davanti il solito oste Toni Visentin o sua moglie d&rsquo;importazione Svetlana Visentin, che &egrave; stata sexy per i primi sei mesi e poi &egrave; diventata anche lei salubre e noioso paesaggio alpino.</p>
<p>
	Il dato interessante &egrave; che questo rendez vous di montanari si svolge sotto il rassicurante cappello de &ldquo;lo spirito alpino&rdquo;. Uno spirito che passa di generazione in generazione.</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/455651629e8b2e257956ec54c5bbba4d.jpg" style="width: 500px; height: 750px;" /><br />
	<em>&quot;Un giorno potr&ograve; essere un alpino anch&rsquo;io?&rdquo;</em><br />
	<em>&ldquo;S&igrave; bocia, ma solo se smetti di bere drink colorati con gli ombrellini ai vernissage e impari a distillare a mani nude grappa gusto mulo dalle rocce dell&rsquo;Adamello e berla durante la messa la domenica, W Bergolio&rdquo;&nbsp;</em>[potrebbe darsi che l&rsquo;ultima parte dei questo periodo sia stata leggermente edulcorata]</p>
<p>
	La notizia vera di cui ti accorgi girando per Piacenza &egrave; che lo spirito alpino esiste davvero ed &egrave; una cosa positiva.&nbsp;</p>
<p>
	Non riesco infatti ad immaginare un&rsquo;altra categoria di uomini soli e ubriachi che riuniti in centinaia di migliaia per giorni in una cittadina&nbsp; non istaurerebbero un sanguinoso regime a base di pene di morte per i vegetariani e maxi schermi ad ogni angolo della citt&agrave; con porno &nbsp;alternato a turni di Champions. Un regime che poi degenererebbe inevitabilmente in incertezza sessuale e culminerebbe in un regno del terrore fatto di porno con i giocatori di Champions.</p>
<p>
	Gli alpini invece riescono nell&rsquo;impresa di lasciare dopo tre giorni di gozzoviglie la citt&agrave; esattamente come l&rsquo;hanno trovata e mantenere il loro grado di molestia entro i limiti dell&rsquo;accettabile</p>
<p>
	Per tutti qua invece &ldquo;essere un alpino&rdquo; &egrave; una cosa importante e se fai una cazzata non ti basta come giustificazione che ti sei bevuto un&rsquo;autobotte di tavernello, hai comunque&nbsp; insozzato l&rsquo;immagine del corpo, un rischio che nessuno qui sembra voler correre.</p>
<p>
	A occhio questa specie di esperimento sociale dovrebbe far riflettere i teorici delle pene sempre pi&ugrave; alte per la microcriminalit&agrave;.</p>
<p>
	La provenienza da ambienti sociali sani (come io chiamo tutti quei posti dove il segnale di Mediaset &egrave; schermato da mucche), il controllo esercitato dal gruppo e l&rsquo;aderenza a un ideale che non sembri una canzone dei <a href="https://www.youtube.com/watch?v=CuBvSE_CGKw" target="_blank">The Lox</a> sono deterrenti molto pi&ugrave; forti delle pene draconiane con cui sempre pi&ugrave; spesso i politici si lavano le mani dei problemi sociali.</p>
<p>
	Comunque, il fenomeno delle adunate &egrave; una cartolina da un mondo in estinzione, dato lo spopolamento dei paesi di montagna e soprattutto l&rsquo;abolizione della leva militare.</p>
<p>
	<em><img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/7011dd5f58eaa8363d0ce0fe15272238.jpg" style="cursor: default; width: 635px; height: 423px; " /></em></p>
<p>
	Di sicuro tre giorni di bagordi l&rsquo;anno non valgono un anno della propria vita regalato allo Stato e a un&#39;istituzione militare, ma &egrave; anche vero che per molte di queste persone la leva e poi l&rsquo;adunata sono state pressoch&eacute; l&rsquo;unica occasione di viaggiare per il Paese e conoscere connazionali di luoghi diversi.</p>
<p>
	Non &egrave; un caso che qui, nonostante siano quasi tutti del nord, il concetto di unit&agrave; d&rsquo;Italia sia molto sentito. Il dubbio che il rispetto delle cose e delle persone molti di loro l&rsquo;abbiano imparato in caserma viene, a malincuore, anche a un libertario come me, specie se confronti l&rsquo;adunata con il circo Togni sotto anfetamine in cui viviamo tutti i giorni.&nbsp;</p>
<p>
	Rimango molto felice di non aver dovuto fare la leva, ma basta confrontare quello che ho visto a Piacenza con un aperitivo italiano medio dove c&rsquo;&egrave; sempre qualche stronzo che urla cazzate e spacca bicchieri, per capire che &nbsp;un anno di solide castagne nei denti in stile soldato palla di lardo prima di ritornare alla societ&agrave; e autoproclamarsi adulto <em>pienodidiritti </em>e possessore di Iphone 5 (per molti la stessa cosa) sarebbe stato utile a parecchia gente e soprattutto a chi se li deve sorbire.</p>
<p>
	Il problema &egrave; che per farlo fare ai cretini poi avremmo dovuto farlo anche noi per cui nonostante tutto: addio alpini, &egrave; stato bello.</p>
<p>
	Quello che per&ograve; possiamo ancora fare &egrave; dare a questo pezzo un titolo assurdo, cos&igrave; da sembrare anche noi un Quotidiano Italiano Serio. Qualcosa tipo<em>: il rave delle osterie ama il Papa.</em></p>
<p>
	Ecco fatto.&nbsp;</p>
<p>
	<br />
	<em>Segui Quit su Twitter: <a href="https://twitter.com/quitthedoner" target="_blank">@quitthedoner</a></em></p>
<p>
	&nbsp;</p>

]]></description>
<guid isPermaLink="false">http://www.vice.com/187505</guid>
<author>Quit The Doner, foto di Roberto Seclì</author>
<category>stuff, Alpini, ANA, Piacenza, vino</category>
</item>
<item>
<title>La Foto-discarica vol. 112</title>
<link>http://www.vice.com/it/read/la-foto-discarica-vol-112</link>
<pubDate>Tue, 14 May 2013 08:12:00 +0100</pubDate>
<description><![CDATA[La Foto-discarica vol. 112
]]></description>
<guid isPermaLink="false">http://www.vice.com/187478</guid>
<author>Redazione</author>
<category>photo, foto-discarica</category>
</item>
<item>
<title>In Corea del Sud, i genitori impongono la chirurgia estetica ai figli</title>
<link>http://www.vice.com/it/read/corea-del-sud-chirurgia-plastica-giovani</link>
<pubDate>Mon, 13 May 2013 12:20:00 +0100</pubDate>
<description><![CDATA[<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/5032992bfe6e78f6d9ed129497b097ff.jpg" style="width: 640px; height: 383px;" /><br />
	<em>Una sudcoreana sottopostasi a interventi di chirurgia plastica a naso e occhi. (Immagine <a href="http://www.vice.com/it/fashion-week-internationale/seoul-fashion-week-part-3">via</a>)</em></p>
<p>
	Sono certa che <a href="http://www.vice.com/it/fashion-week-internationale/seoul-fashion-week-part-1" target="_blank">a questo punto</a> l&rsquo;avrete gi&agrave; capito: in Corea del Sud la chirurgia estetica va piuttosto forte. L&#39;ultima conferma, con annesso dibattito sull&#39;occidentalizzazione e la relativit&agrave; dei canoni di bellezza, &egrave; arrivata non molto tempo fa, quando ogni sito di news <a href="http://www.corriere.it/esteri/foto/04-2013/miss-sorelle/foto/corea-sud-quelle-miss-tutte-uguali_d3300bda-ae60-11e2-b304-d44855913916.shtml#1" target="_blank">riportava</a> le foto di alcune partecipanti a un concorso di bellezza coreano sottolineando l&#39;impossibilit&agrave; di distinguere tra una e l&#39;altra a causa delle forti somiglianze.&nbsp;Ma c&#39;&egrave; anche un aspetto pi&ugrave; preoccupante: sempre pi&ugrave; spesso sono i genitori a fare pressioni sulle figlie perch&eacute; si sottopongano agli interventi. E se normalmente sono le dirette interessate a optare per l&#39;operazione, l&#39;idea di un genitore che insiste e si offre continuamente di pagarti l&#39;intervento solleva ancora pi&ugrave; interrogativi.</p>
<p>
	Ho deciso di chiamare la mia amica Sparkles (nome fittizio), che recentemente &egrave; tornata nella sua citt&agrave; natale, Seul, per capire un po&#39; meglio la situazione. Ho scoperto che la moda della chirurgia estetica &egrave; gi&agrave; diventata un cosa di cui scherzare, con battute su dottori in comune e ragazze che si prendono in giro a vicenda per non avere ancora massacrato&nbsp;a sufficienza le proprie palpebre.</p>
<p>
	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/115b714755878ee653af34e30a4420f4.jpg" style="width: 640px; height: 448px;" /><br />
	<em>La pubblicit&agrave; di una clinica estetica su un autobus in Corea del Sud. (Immagine <a href="http://www.vice.com/it/fashion-week-internationale/seoul-fashion-week-part-3">via</a>)</em></p>
<p>
	<strong>VICE: Com&rsquo;&egrave; l&rsquo;immagine della chirurgia plastica oggigiorno in Corea?</strong><br />
	<strong>Sparkles: </strong>Ci sono tendenze molto precise, come il taglio dell&rsquo;angolo interno dell&rsquo;occhio. Per un po&rsquo; hanno prevalso la liposuzione e il lipofilling. Ma &egrave; difficile dire se ci stiamo conformando ai canoni di bellezza occidentali&mdash;nessuno andrebbe dal chirurgo con la foto di una celebrit&agrave; caucasica, chiedendogli di diventare cos&igrave;. Questa idea potrebbe derivare dal fatto che gli occidentali hanno nasi pi&ugrave; snelli e occhi pi&ugrave; grandi, quindi &egrave; facile descriverlo come un look tipicamente occidentale. Ma nessuno, in Corea del Sud, direbbe che vuole somigliare ai caucasici. Qui le operazioni al naso e agli occhi vengono definite la &quot;base&rdquo;&mdash;sono la procedura standard.</p>
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	<strong>Sembra che tu stia ordinando un panino, &ldquo;Prendo quello base, grazie.&rdquo;</strong><br />
	S&igrave;. Non &egrave; raro sentire cose tipo, &ldquo;Oh, ancora niente plastica? Dovresti farti almeno la base!&rdquo; Come se fosse perfettamente normale. Lo fa talmente tanta gente che siamo arrivati al punto in cui si dice, &ldquo;Ma ti sei rifatta solo gli occhi e il naso, mica chiss&agrave; che.&rdquo;</p>
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	<strong>Hai amiche che si sono sottoposte a interventi di chirurgia estetica?</strong><br />
	Credo di non avere nemmeno un&rsquo;amica che non si sia rifatta niente. Ci sono passate tutte. Normalmente se lo pagano da sole, ma ci sono un sacco di madri disposte a finanziare il trattamento. Tutti stanno diventando sempre pi&ugrave; belli e i genitori non vogliono che i figli siano i pi&ugrave; &ldquo;brutti&rdquo;. Come negli anni Novanta, quando tutti giravano col walkman e i tuoi genitori non volevano fossi l&rsquo;unico a scuola a non averlo.</p>
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	<strong>Perch&eacute; hai deciso di sottoporti a queste operazioni?</strong><br />
	Non &egrave; stata una mia idea: mia madre continuava a dirmi, &ldquo;Non &egrave; niente di che, chiudi gli occhi, ti fai una dormita ed &egrave; fatto. Ti risvegli e sarai pi&ugrave; bella.&rdquo; Ha iniziato a dirmelo quando ero alle superiori. Voleva che mi rifacessi il naso e che fosse prima dell&rsquo;universit&agrave;. &nbsp;</p>
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	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/e356fe94dabe2e5882a9c8edd757372f.jpg" style="width: 640px; height: 436px;" /><br />
	<em>Un chirurgo sudcoreano mostra immagini del prima e dopo. (Immagine&nbsp;</em><em><a href="http://www.vice.com/it/fashion-week-internationale/seoul-fashion-week-part-3" target="_blank">via</a></em><em>)&nbsp;</em></p>
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	<strong>Perch&eacute; insisteva?</strong><br />
	Nella societ&agrave; c&rsquo;&egrave; la convinzione che pi&ugrave; sei bella, pi&ugrave; benefici otterrai&mdash;ed &egrave; vero. La gente &egrave; pi&ugrave; incline a scegliere persone attraenti quando deve prendere una decisione, per esempio sul lavoro. Questo &egrave; lo standard della bellezza che si &egrave; imposto qui, quindi tutti vogliono essere cos&igrave;; la cultura l&rsquo;ha reso la norma. Molti non ci pensano troppo. Pensano, &ldquo;Vorrei che i miei occhi fossero pi&ugrave; grandi. Be&rsquo;, me li far&ograve; ingrandire.&rdquo;</p>
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	<strong>Hai notato qualche beneficio particolare ora che la tua faccia &egrave; cambiata?</strong><br />
	S&igrave;, le persone sono pi&ugrave; carine con me. E non solo in Corea, anche quando viaggio. Ho l&rsquo;impressione che potrei uscire con facilit&agrave; da molte pi&ugrave; occasioni che in passato.</p>
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	<strong>Hai intenzione di testare il tutto rapinando una banca?</strong><br />
	No, non dico che me ne stia approfittando, ma sento che le persone mi trattano diversamente. Questo mi spinge a credere che la gente avesse ragione; ho letto da qualche parte che, a livello psicologico, le persone si fidano pi&ugrave; dei belli.</p>
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	<strong>&Egrave; stato strano vedere la tua faccia diversa?</strong><br />
	Sono stata sotto sonniferi e antidolorifici per una settimana quando ho rifatto il naso, quindi non ho fatto che dormire. La prima volta che mi sono rivista allo specchio &egrave; stato davvero strano. Pensavo fosse troppo snello, non mi piaceva e credevo che non si adattasse al mio viso. Quando mi sono abituata, &egrave; stato come quando vai a fare shopping e trovi l&rsquo;abito perfetto: sei felice che sia tuo e non vedi l&rsquo;ora di indossarlo. Una sensazione del genere, ma un milione di volte pi&ugrave; intensa.</p>
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	<strong>E tuo padre voleva che ti rifacessi le orecchie, giusto?</strong><br />
	S&igrave;, una era pi&ugrave; piccola dell&rsquo;altra. Era angosciato dal fatto che un giorno, al mio matrimonio,&nbsp;mi sarei sentita in imbarazzo all&rsquo;idea di tirarmi su i capelli. Un pensiero strano, eh?</p>
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	<img alt="" src="http://assets.vice.com/content-images/contentimage/no-slug/2dba589d021b03bac1ead184bdcba6ed.jpg" style="width: 640px; height: 409px;" /><br />
	<em>Un chirurgo plastico controlla il proprio lavoro su un naso.&nbsp;</em></p>
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	<strong>Gi&agrave;. Ti sei rifatta qualcos&rsquo;altro?</strong><br />
	Anche gli occhi, ed &egrave; stata un&#39;esperienza assurda. Durante l&rsquo;intervento devi stare sveglia. Usano un anestetico locale sulle palpebre e sotto gli occhi. &Egrave; orribile, perch&eacute; senti che qualcosa attraversa la tua pelle, quando ti mettono i punti. Ero in un bagno di sudore, nervosissima. Li ho rifatti insieme al naso, ma non sono guariti bene e li ho dovuti rifare una seconda volta. Inizialmente era stata mia madre a insistere.</p>
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	<strong>Avevi paura prima dell&rsquo;operazione?</strong><br />
	Ero pi&ugrave; preoccupata di quello che avrebbe potuto dire la gente. Continuavo a ripetere al chirurgo, &ldquo;La prego, pu&ograve; farlo pi&ugrave; naturale possibile?&rdquo; Devo averlo spazientito, perch&eacute; a un certo punto mi ha detto, &ldquo;Perch&eacute; non li tieni cos&igrave;? Perch&eacute; fare una plastica se vuoi che nessuno noti la differenza?&rdquo; Continuava a ripetermi di non preoccuparmi e che gli umani sono creature che si adattano. Ora non riesco pi&ugrave; a immaginare la faccia di prima. Dovevano farmi prima gli occhi e poi il naso, ma dato che ero terrorizzata mi hanno messa subito a dormire e hanno iniziato dal naso.</p>
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	<strong>Hai mai guardato delle foto di com&rsquo;eri prima?</strong><br />
	Sono disgustose. Come ho gi&agrave; detto, non riesco nemmeno a immaginarmi la vecchia faccia. A casa ci scherziamo su. Io dico che dovrei dare fuoco a tutte le mie vecchie foto e mio padre mi lancia un accendino. Le vecchie foto che ho tenuto su Facebook sono a distanza o fuori fuoco. Inizialmente non mi interessava, ma poi ho iniziato a fare nuove amicizie e ho pensato di doverle cancellare. Se qualcuno mi chiedeva se mi ero rifatta il naso non mentivo, ma non dicevo cose tipo, &ldquo;Ciao, sono Sparkles, mi sono rifatta il naso.&rdquo; Non &egrave; un argomento molto comune&mdash;di solito la gente &egrave; pi&ugrave; interessata a sapere a che procedure ti sei sottoposta e dove.</p>
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	<strong>Ora sei pi&ugrave; sicura di te?</strong><br />
	Assolutamente s&igrave;. Per la prima volta ho potuto anche cambiare acconciatura. Avevo sempre portato i capelli lunghi e mossi, e quando mi sono rifatta li ho tagliati tutti. Oltretutto, una sola palpebra non &egrave; facile da truccare, le ciglia sembrano pi&ugrave; corte e l&rsquo;ombretto non si vede. Ora che ho la doppia palpebra posso fare molto di pi&ugrave;. &Egrave; divertente!</p>
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	<br />
	<em>Vedi anche:</em></p>
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	<a href="http://www.vice.com/it/fashion-week-internationale/seoul-fashion-week-part-1" target="_blank">Seul Fashion Week</a><br />
	&nbsp;</p>

]]></description>
<guid isPermaLink="false">http://www.vice.com/187342</guid>
<author>Camille Standen</author>
<category>fashion, Corea del Sud, chirurgia estetica, blefaroplastica</category>
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<title>Hamilton&#039;s Pharmacopeia: Tanks for the Memories - Parte 3</title>
<link>http://www.vice.com/it/hamiltons-pharmacopeia/tanks-for-the-memories-part-3</link>
<pubDate>Sat, 11 May 2013 08:20:00 +0100</pubDate>
<description><![CDATA[<p>
	Il modo migliore per eliminare ogni tipo di input sensoriale &egrave; infilarsi in una vasca di galleggiamento. Nella terza parte Hamilton&nbsp;testa la Rolls Royce delle vasche di deprivazione sensoriale.</p>

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<guid isPermaLink="false">http://www.vice.com/187271</guid>
<author>Hamilton Morris</author>
<category>stuff, Hamilton Morris, Hamilton&#039;s Pharmacopeia</category>
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