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Perché i narcos hanno scaricato una tonnellata di cocaina nel mare a largo del Belgio

Questo sabato, la polizia belga ha recuperato una tonnellata di cocaina che galleggiava nel mare del Nord. Si tratta del terzo sequestro del genere in pochi mesi, prova di un nuovo metodo usato dai trafficanti di droga per evitare i controlli nei porti.
Pierre Longeray
Paris, France
4.3.15

Questo sabato, la polizia belga ha effettuato un grosso sequestro, recuperando una tonnellata di cocaina che galleggiava nel mare del Nord, a circa 24 chilometri dal porto di Ostenda, in Belgio.

Mentre eseguiva alcune manovre in quella zona, una pilotina utilizzata per il trasporto di personale da e verso le navi ha individuato alcuni borsoni contenenti 16 pacchi sigillati pieni di droga. Per raccogliere i borsoni e portarli a riva, la capitaneria di porto ha utilizzato un rimorchiatore provvisto di gru. Il caso è stato poi passato al pubblico ministero di Bruges.

L'operazione ha portato al sequestro di oltre 950 kg di droga con un valore stimato di 50 milioni di euro. Per evitare i controlli, infatti, i trafficanti hanno iniziato a gettare fuoribordo i carichi di droga, che vengono poi recuperati dai loro complici su un'altra nave. Quello di questo sabato è il terzo recupero di questo tipo nel giro di poche settimane—lo scorso dicembre, erano stati recuperati in mare quasi 1.200 kg di cocaina, mentre altri 800 kg sono stati recuperati a gennaio.

"I controlli nei porti si stanno facendo sempre più efficienti, e i criminali cercano nuovi metodi, talvolta insoliti, per evitarli," ha dichiarato il magistrato belga Ken Witmas a Het Nieuwsblad, una testata locale. "È un fenomeno in crescita, sempre più trafficanti stanno tentando questa strada."

Il porto di Ostenda—che in Belgio è chiamata con affetto "la regina delle località marittime belghe"—è diventato un luogo di transito per gli spacciatori francesi, che vi si recano per acquistare la droga che arriva di contrabbando dall'Olanda.

Marc Fiévet è un ex poliziotto francese che nel corso della sua carriera si è infiltrato, sotto copertura, all'interno di molti giri di spaccio internazionale. Ha sviluppato una certa conoscenza dei metodi utilizzati dai trafficanti di droga.

"In realtà, la tecnica usata questo fine settimana sulla costa belga è molto semplice," ha raccontato a VICE News. "I pacchi che vengono gettati fuoribordo sono legati l'uno all'altro con un filo di nylon. Quindici minuti dopo, passa una piccola barca a raccogliere la merce per poi portarla a riva."

Questa tecnica è sempre più usata perché permette di trasferire il carico da una barca all'altra in modo molto più discreto, riducendo il rischio di essere individuati dalla capitaneria di porto.

"È una tecnica che è stata sviluppata dai narcotrafficanti inglesi," ha spiegato Fiévet. "A volte, mandavano a raccogliere la merce un complice con una muta da sub e un led, gli stessi che si usano per andare a pescare."

Ma mentre il trasporto marittimo è ancora uno dei metodi più sicuri per contrabbandare grandi quantità di sostanze illegali, per gli scarsi rischi che presenta per i trafficanti, gettare il carico in mare per recuperarlo più tardi è ancora piuttosto rischioso.

"Non si può fare troppo affidamento sul mare," ha detto Fiévet. "Ci sono sempre alcuni rischi, da un possibile blocco del motore della barca, alle correnti, al maltempo. Ma, detto questo, le perdite fanno parte degli affari—e dato che per i trafficanti il costo della merce è piuttosto basso, si possono tollerare anche perdite ingenti."

La pratica del gettare i pacchi di droga in mare potrebbe inoltre derivare da un altro sistema di contrabbando usato a largo delle coste del Belgio: i trafficanti attaccano dei pesi ai pacchi e poi li gettano in acqua vicino a riva; più tardi, un complice va a recuperarli sul fondo.

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