Visite coniugali

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Visite coniugali

Finire in prigione può essere deleterio per un matrimonio. Cosmin Bumbuţ ha fotografato le stanze che il sistema penale rumeno mette a disposizione dei carcerati per garantirgli un po' di intimità.
24 marzo 2015, 9:33am

Nel caso vi chiediate come fanno a fare sesso i detenuti sposati o fidanzati dell'Europa dell'est, abbiamo trovato la risposta. Per il suo ultimo progetto, The Intimate Room, nel corso degli ultimi anni il fotografo Cosmin Bumbuţ ha visitato 35 penitenziari rumeni—inclusi carceri minorili e ospedali giudiziari—per fotografare le stanze riservate alle visite coniugali.

Ho contattato Cosmin per sapere di più su quei luoghi.

VICE: Come ti è venuta l'idea per questo progetto?
Cosmin Bumbuţ: Nel 2008 ho visitato una prigione nella città di Aiud, e ho fatto alcune foto ai detenuti—prima e dopo le visite coniugali. Il problema era che quando poi ho riguardato le foto ho capito che il focus si era spostato dal concetto di visita coniugale, e quello su cui volevo concentrarmi era piuttosto la mancanza d'intimità in posti del genere. Quindi, ho smesso di fotografare le persone.

Come fai a chiedere di usare la stanza, se sei un detenuto?
In Romania, ci sono due tipi di visite: una che dura due ore ed è consentita ogni tre mesi, in cui puoi incontrare tua moglie o la tua partner fissa. Se ti sposi in prigione, invece, hai diritto all'uso della stanza per 48 ore, una specie di luna di miele. Poi, ne hai diritto per due ore al mese per tutto il primo anno.

Come fai a provare di avere un partner fisso?
Viene riconosciuto come partner fisso qualcuno che ti ha visitato frequentemente negli scorsi sei mesi, e a cui scrivi e telefoni spesso. I detenuti hanno diritto di chiamare circa dieci numeri con i telefoni della prigione. Se il numero è incluso nella lista, allora si tratta di un partner certificato. E anche se la relazione nasce quando già sei in prigione, ma l'altra persona ti visita spesso, puoi richiedere l'uso della stanza.

Hai mai pensato di fare delle foto immediatamente dopo che le stanze venivano usate?
Non è possibile. La prima volta che andavo a fotografare, ho chiesto se le guardie potevano lasciare tutto come l'avevano trovato. Ma quando sono arrivato, tutto era stato sistemato e il letto era fatto. Credo lo abbiano fatto le guardie, in modo che nelle foto tutto sarebbe apparso in ordine. Ma a mettere in ordine le stanze sono sia le guardie che i detenuti, ai quali altrimenti viene negato l'accesso.

Cosa hai pensato quando hai visto una di quelle stanze per la prima volta?
La prima volta mi sono seduto sul letto e ho scattato dal punto di vista dei detenuti. Ero solo là dentro, e si sentivano dei rumori dal corridoio. Ma non mi è venuto molto da riflettere. Non mi sono chiesto quante persone avessero usato quel letto prima. È strano avere una stanza dedicata all'intimità in un posto così privo di intimità.

Il titolo del tuo progetto è strano; queste stanze sono intime solo per poche ore, e ci sono tante persone che le usano.
C'è un aneddoto divertente che mi è successo al penitenziario di Vaslui. Un giorno dovevo andare là alle nove di mattina, ma quando ho chiamato per confermare mi hanno detto di aspettare perché la stanza era stata prenotata per una visita che sarebbe finita all'una di pomeriggio. Sono comunque arrivato là alle dieci perché ero già per strada, ho parcheggiato e ho chiamato per sapere se ci fosse qualcos'altro che potevo fare nell'attesa che la stanza si liberasse.

Un agente mi ha detto che la camera era libera, perché la donna si era stufata e se ne era andata. L'ho trovato strano, ha solo poche ore con il suo partner e non le sfrutta fino in fondo? A essere onesti, la stanza è molto piccola—il letto è proprio incastrato tra le pareti. Sopra il letto, c'è una piccola televisione. Ma comunque...

Hai visto altre stanze strane oltre a quella di Vaslui?
Sì, ho trovato interessante quella di Satu Mare: la maggior parte delle stanze si trovano nella zona amministrativa—separate dalla zona in cui vengono tenuti i detenuti—ma a Satu Mare non c'era abbastanza spazio. Deve essere un'esperienza molto strana per le donne che vengono in visita, perché passano attraverso un corridoio in cui si trovano le celle dei detenuti. Immagino che tutti sentano cosa succede là dentro, e immagino il tifo da stadio dei detenuti.

C'era qualche dettaglio che ha attirato immediatamente la tua attenzione in quelle stanze?
La cosa interessante è che ogni stanza ha le sue regole, ti dicono di usare il preservativo (ce ne sono anche alcuni disponibili nella stanza) e cosa fare in caso di gravidanza.

C'è anche una lista con tutti gli oggetti presenti nella stanza. Il detenuto deve firmare un foglio, in cui si prende la completa responsabilità di tutto ciò che c'è là dentro. Se durante la visita va distrutto o perso qualcosa, il detenuto non la può più usare. C'è anche un pulsante per dare l'allarme, ma non è mai stato usato.

Ci sono delle differenze, magari nell'arredamento delle stanze, che possono essere collegate alla zona o al modo in cui la struttura è gestita?
Alcune sono piene di dettagli, altre hanno a malapena i mobili. Ma penso che dipenda dal budget della prigione e da quanti soldi ci vogliono investire. Dipende anche dalla frequenza delle visite coniugali. Alcune strutture consentono visite uno o tre giorni a settimana, mentre nel penitenziario di Gherla, per esempio, la stanza è sempre occupata. Lì hanno due stanze. Invece, la stanza nella prigione di Targusor—che è un penitenziario femminile—non viene mai usata.

Perché?
Purtroppo, credo abbia a che fare con il fatto che gli uomini visitano raramente le donne in prigione. Quando le donne finiscono dentro, i fidanzati o i mariti non vogliono vederle. Non so perché. Forse un sociologo potrebbe spiegarlo.