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Food by VICE

Una guida al cibo nordcoreano da chi l'ha mangiato per 14 anni

Simon Cockerell ha visitato la Corea del Nord per 14 anni e, ormai, se ne intende. Piccolo spoiler: evitate le vongole cotte nella benzina.

di Jamie Fullerton
23 febbraio 2018, 8:00am

Foto af Simon Cockerell

“Impossibile trovare un nordcoreano che abbia deliberatamente scelto di saltare un pasto.” Queste sono le parole con cui mi dà il benvenuto Simon Cockerell, l’uomo che questo mese visiterà uno dei Paesi più isolati al mondo per la centocinquantesima volta. E se no dice lui, ci credo.

Cockerell, il general manager della Koryo Tours, è un britannico specializzato nei tour della Nord Corea che, dal 2002, visita regolarmente la nazione. Essendo però un comunissimo straniero che chiede di mettere piede in terra nordcoreana, le aree che può effettivamente visitare sono molto limitate; quelle che può esplorare, invece, necessitano sempre e comunque del supporto di una guida locale. Nonostante tutte le restrizioni, è riuscito ad acquisire quanta più conoscenza possibile sulle abitudini alimentari e sulla cultura nordcoreana in tutti i suoi viaggi.

Fra il 1994 e il 1998 la Nord Corea è stata colpita da una gravissima carestia.

E, sebbene le direttive dittatoriali di Kim Jong-Un si focalizzino molto sull’impedire agli occhi stranieri di scorgere un qualsiasi segno di povertà, svariati gruppi per la salvaguardia dei diritti umani denunciano costantemente i problemi di malnutrizione del Paese (aggiungendo anche tutte le altre problematiche gravi).

simon Koryo tours

Simon Cockerell. Tutte le foto cortesia di Simon Cockerell.

Pyongyang, la capitale della Corea del Nord nonché casa dell’élite nordcoreana, mostra chiaramente come la carestia abbia influenzato la cultura del cibo del Paese. “Chiunque abbia più di vent’anni si ricorda della carestia,” spiega Cockerell. “Il cibo è, conseguentemente, molto importante, e la cultura di massa è fortemente interconnessa a quella culinaria. La gente sa come prima saltare i pasti non fosse nemmeno contemplato, e quindi non lo fa ora. Non c’è proprio il concetto di ‘avanzi’.”

Le documentazioni a carattere culinario sono presenti nell’account Instagram di Cockerell, sotto lo pseudonimo di @simonkoryo.

Io gli ho chiesto di parlarci un po’ più approfonditamente delle dieci prelibatezze migliori nordcoreane che gli è capitato di assaggiare. Ecco che cosa mi ha raccontato.

La musica è una forma di propaganda, quindi menzionare un piatto in una canzone è un modo per dare alla popolazione un senso d’orgoglio nazionale.

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Noodles freddi con tanto di colonna sonora

Forse questo è il pasto più consumato a Pyonguang. Conserva al suo interno anni di storia.

Simon: “È un piatto tradizionale, in coreano si chiama naengmyeon. È talmente tradizionale che gli hanno dedicato persino una canzone: Naengmyeon, naengmyeon, Pyongyang naengmyeon!" La musica è una forma di propaganda, quindi menzionare un piatto in una canzone è un modo per dare alla popolazione un senso d’orgoglio nazionale e una maggiore sicurezza nel disporre sempre di cibo.

“A Pyongyang i noodles freddi sono fatti di grano saraceno. Sono scuri e vengono serviti in un brodo freddo solitamente guarnito con uova essiccate, alcune fettine di carne e una salsa piccante. Sono bruttissimi ma sono anche buoni. I noodles lunghi sono di buon auspicio per una lunga vita o un matrimonio duraturo, per questo alle cerimonie nuziali sono uno dei piatti più serviti. Rifiutarli equivale a passare per maleducati.”

Il kimchi riconoscuto dalle Nazioni Unite

Il kimchi nordcoreano è più speziato di quello della Corea del Sud.

La maggior parte dei coreani è leggermente ossessionata dai kimchi a base di verza. La versione piccate nordcoreana è stata recentemente riconosciuta come patrimonio culturale dalle Nazioni Unite .

Simon: “Se i nordcoreani potessero procurarsi facilmente gli ingredienti del kimchi, lo mangerebbero a ogni pasto. Dopotutto è fatto d’ingredienti semplici che possono essere sotterrati, come forma di refrigerazione ante litteram.” In più: “Il kimchi nordcoreano è più speziato di quello della Corea del Sud. La mia agenzia ha portato un sacco di cinesi in Nord Corea, e tutti iniziavano a innervosirsi se non veniva servito loro un kimchi dopo un po’ di pasti.”

“Ho conosciuto dei coreani lavoratori nelle Mauritius. Beh, uno di loro mi ha detto che quello era un paradiso, la frutta era a buon mercato e il clima erano magnifico, ma purtroppo la verza costava troppo e si ritrovava presto senza un soldo per compralo. Non gli ho potuto dirgli semplicemente di ‘non mangiare la verza’ perché, in Nord Corea, non è esattamente la frase migliore con cui uscirsene.”

Innanzitutto bisogna dire che non la chiamano ‘carne di cane,’ bensì ‘carne dolce.’

northkorea_Dog meat ribs

“Prelibata” carne di cane

Ok, è un cliché. Ma la carne di cane è consumata solo durante le occasioni speciali.

Simon: “Innanzitutto bisogna dire che non la chiamano ‘carne di cane,’ bensì ‘carne dolce.’ Si potrebbe pensare a un eufemismo per evitare di dire si tratti di carne di cane, ma in Nord Corea la popolazione non si vergona di quest’usanza. È un cosiddetto cibo prelibato che, chi se lo può permettere, mangia una o due volte l’anno. Ci sono però, ovviamente, un sacco di persone che non possono scegliere se mangiarla o meno e consumano carne molto raramente.”

Di solito ai turisti viene offerta la zuppa di cane. È leggermente piccante e dentro c’è poca carne di cane. A Pyongyang ci sono (pochi) ristorante specializzati in carne di cane, dove preparano principalmente costolette e bistecche.”

“Il sapore non è dei migliori, ma se è preparata bene non è malaccio. Sa di selvatico e può risultare pesante. Io la trovo tendenzialmente dura ma ne ho mangiata anche di morbida.”

“In Corea del Nord non si usa tenere i cani come animali domestici. Ci sono i cani da guardia, questo sì, così come quelli per le fattorie, ma per vedere un cane domestico da compagnia bisogna bussare alle porte dei pochi che se lo possono permettere.”

northkorea_Koryo-burger

Il Koryo burger: "il peggior cibo di sempre"?

Il Koryo burger viene servitor in volo dalla compagnia aerea nazionale nordcoreana, la Air Koryo. I media occidentali lo descrivono come “il peggior hamburger di sempre,” e naturalmente ora è diventato un pasto iconico.

Simon: “La prima volta che ho visto un passeggero stare male in volo è stata sulla Air Koryo. Però forse non era dovuto al hamburger, quanto più al fatto che quello fosse il primo volo in assoluto del passeggero in questione. “Detto ciò, l’hamburger non ha il miglior aspetto del mondo, ed è difficile capire che razza di carne ci mettano dentro. Probabilmente non quella di cane. Nessuno usufruisce della Air Koryo per il cibo. Io ad oggi ne ho mangiati 30 in totale, tutti quando ero davvero affamatissimo.”

“Pochissimi nordcoreani hanno viaggiato in aereo. Chi è riuscito a farlo è salito a bordo solo della Air Koryo.

L’opzione vegetariana della Air Koryo è: non mangiare l’hamburger.

I nordcoreani fanno tutto quello che facciamo noi al bar: canticchiano, rovesciano calici di birra, raccontano barzellette (lo humour politico però manca

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La birra comprata con i voucher

Il 2000 è stato l’anno in cui la Nord Corea ha importato un intero birrificio, l’Ushers of Trowbridge (UK), a Pyongyang. L’obiettivo era quello di produrre la Taedonggang, che ora è la birra più famosa nel Paese.

Simon: “Una volta un tizio in Corea del Sud è finito dietro alle sbarre per aver detto una cosa vera, ossia che la birra nordcoreana era meglio di quella sudcoreana. La seconda è, infatti, terrificante (quindi non è che si tratti di un traguardo difficilmente raggiungibile).”

“La Taedonggang è, a oggi, la più conosciuta in Corea del Nord, e deve il suo nome al fiume che scorre lungo Pyongyang. Tuttavia è in corso una sorta di razionamento della birra. Ti danno dei voucher mensili che ti permettono di prenderla. Non è una direttiva statale, ma a Pyongyang funziona così. Si può comprare comunque più birra rispetto a quella consentita dai voucher. Il razionamento sta solo nel fatto che ti diano dei ‘buoni,’ non che si applichino per questo dei limiti sui consumi. “

“Chiunque voglia sorseggiare una Taedonggang può recarsi in un bar alla moda e ordinare una pinta per 2 o 3 dollari. Nei posti più ‘proletari’ costa un voucher o 25 centesimi.”

“La maggior parte dei locali ha tavolini bassi, ma nessuna sedia. Come nei bar occidentali, i bar fungono da luogo in cui poter bere e chiacchierare, quindi sono facilmente individuabili. I nordcoreani fanno tutto quello che facciamo noi al bar: canticchiano, rovesciano calici di birra, raccontano barzellette (lo humour politico però manca).”

northkorea_Beer 3

“Per ogni Taedonggang diversa ci sono numeri diversi. La numero 1 è fatta di orzo, acqua, luppoli e sa di buono. La numero 2 è la più comune, in più ha del riso. La numero 3 è un mix 50-50 di orzo e riso. Nella quarta c’è più riso e la quinta è birra di riso. Ecco, la quinta è proprio stomachevole.”

“Una volta sono entrato in un bar chiamato Kyonghungwan con una troupe televisiva belga. Loro volevano filmare un po’ le persone, così ci siamo avvicinati al tavolo a maggioranza femminile.

Alcune di loro sapevano l'inglese; erano tutte ostetriche e ginecologhe di un ospedale per donne. Avevano appena finito il turno e stavano un attimo staccando la mente. Erano le più ubriache del locale, continuavano a fare brindisi. Di solito questi locali sono frequentate più da uomini. Le donne vanno al bar, ma mai da sole.”

northkorea_Soju bottle

Makgeolli e Soju

Il cicchetto economico preferito a Pyongyang è il soju, un vino di riso. Il makgeolli, meno elegante, domina indisturbato per le campagne.

Simon: “Cenare senza alcolici è difficile in Nord Corea. In più, se si arriva in ritardo, è possibile ti obblighino a spararti 3 shot di soju. È una ‘punizione’ molto praticata.”

“Il soju presenta una gradazione dal 18 al 25% di alcol, ed è più forte in Nord Corea che in Sud Corea. Non è così terribile come il baijiu cinese, ma nulla al mondo è peggio di quello.”

“Il makgeolli è prodotto con le stesse modalità del soju, ma è meno alcolico è sa più di latte. È buono ma è sinonimo di “buzzurro” in Nord Corea, perché è il sottoprodotto di qualcosa di meglio. A Seoul, però, è presente in tantissime versioni nei bar più hipster della città.”

“Per i nordcoreani è un po’ come il sidro che i cugini idioti bevono in campagna, ubriacandosi. Non è sofisticato. Potete bere del makgeolli anche a Pyongyang, ma la gente lo troverà strano.”

northkorea_KHC potato chips

KHC: le patatine fritte buone da leccarsi le dita

Se KFC producesse patatine anziché, beh, il pollo fritto, somiglierebbero a queste.

Simon: “Il banchetto della KHC si trova tra un poligono di tiro e una pista da bowling, e vende patatine fritte. Nessuno in Nord Corea sa cosa sia KFC, quindi perché premurarsi di modificare il nome? Le patatine hanno un po’ il sapore di quelle inglesi della Salt 'n' Shake, solo senza sale.”

“Data la mancanza di conoscenza di brand famosi legati al cibo, i marchi dal nome palesemente copiato sono pochissimi. In Russia capita spesso di trovare la “M” di McDonald’s rovesciata e questo per forza di cose riporta subito al noto fast food. Succedesse in Nord Corea, si tratterebbe semplicemente di una grossa “W” gialla che non significa niente.”

“Ho visto delle tazze brandizzate Costa Coffee a Pyongyang, ma non in un Costa Coffee, bensì in un ristorante. Penso le avessero prese all’ingrosso. Nessuno tanto penserà mai che in quel ristorante servano caffè Costa Coffee.”

northkorea_KHC - costa knock-offs

“In Nord Corea vendono le classiche patatine nel sacchetto, ma è raro trovare persone che le sgranocchiano per strada. Se le ordinate al bar, i camerieri taglieranno la parte sopra del sacchetto per dare un vago senso di classe.”

“Lo snack preferito è il calamaro essiccato. Il pesce in generale è particolarmente apprezzato. E poi il calamaro essiccato scende giù benissimo con senape, salsa di soia e birra.”

A Pyongyang ci sono più ristoranti italiani che cinesi (tre!)

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Fast food all’occidentale (e attese infinite)

Nonostante le politiche estere restrittive, è facile trovare cibo da fast food occidentale a Pyongyang.

Simon: “A Pyongyang ci sono più ristoranti italiani che cinesi (tre!).”

“Il primo locale che ha servito la pizza è stato il Pyolmuri café. Attorno al 2008 ha poi aperto un ristorante italiano chiamato… Italian Restaurant. Lo chef aveva seguito un percorso di formazione in Italia. L’hanno aperto con la supervisione estera ed è abbastanza buono.”

“Ci sono anche i classici posti in cui mangiare hamburger. Ci sono forze di mercato anche a Pyongyang: un bar in cui servivano hamburger e dove non andava nessuno, ad esempio, ha dovuto chiudere i battenti. Lì la gente è abituata a guardare le insegne e a leggere “fatto dalla Nord Corea”, quindi quando un qualsiasi locale apre, è sempre “aperto da Kim Jong-Un.” In realtà si tratta di posti aperti da persone motivate a cui interessa guadagnare.”

“I fast food non sono letteralmente veloci. Quando entri in un ristorante fast food il cibo non è già pronto: le griglie dietro ai camerieri ci sono ma sono vuote. I nordcoreani ci mettono tanto a finire un pasto, a Pyongyang una pausa pranzo può durare anche due ore.

“A Pyongyang ormai ci sono un sacco di posti in cui poter mangiare hamburger. Se hai i soldi può aprire praticamente tutto in città, anche se per i nomi bisogna andarci cauti: nessun Uncle Sam’s All-American Steak House all’orizzonte. Sarebbe un passo decisamente affrettato.”

A livello di stereotipi, quale Paese i nordcoreani odiano più degli Stati Uniti? Il Giappone.

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Sushi dei vecchi oppressori

In teoria ai nordcoreani insegnano a odiare i giapponesi più degli statunitensi, ma per il sushi c’è un discorso a parte.

Simon: “A livello di stereotipi, quale Paese i nordcoreani odiano più degli Stati Uniti? Il Giappone. Ciononostante, a Pyongyang ci sono un paio di classici ristoranti giapponesi kaiten, con tanto di rullo per il sushi.”

“Chiunque ci vada vuole magiare cibo giapponese. Non provano neppure a negarlo, però non lasciano che i cuochi ‘sembrino giapponesi’ con i vestiti né che salutino gli ospiti in giapponese. E non chiamano i locali con palesi rimandi alla cultura giapponese.”

“Al momento parecchia gente può permettersi di mangiare sushi a Pyongyang, parliamo circa di decine di migliaia di consumatori, quindi c’è decisamente mercato. E poi lo fanno buonissimo!”

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Vongole a benzina

Sapete qual è il modo migliore di cucinare le vongole? Inzupparle di benzina e poi dare loro fuoco.

Simon: “I nordcoreani della costa est cucinano le vongole su di una lamina di metallo. Quelli della costa ovest, invece, le ricoprono di benzina e danno loro fuoco, continuando a versare benzina finché non sono pronte.”

“Le aprono rompendole per terra, un po’ in stile scimmie all’inizio di 2001: Odissea nello spazio. Lasciano che a cucinarle sia l’autista del dato gruppo turistico, come se gli autisti fossero gli unici in grado di maneggiare una sostanza così pericolosa.”

“Alla fine le vongole puzzano e sanno di benzina e, se quando va male, può capitarti quella parzialmente sigillata con dentro della benzina ancora in fiamme. È parte del gioco.”


Quest'articolo è apparso su MUNCHIES UK nel marzo del 2016.

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