L'eredità di Laika

60 anni fa, nel novembre 1957, la cagnolina Laika è stata il primo essere vivente a guardare la Terra dallo spazio.
30 novembre 2017, 12:58pm

Laika è il nome con cui viene chiamata in Occidente la cagnolina imbarcata a bordo dello Sputnik 2, il secondo satellite artificiale della storia a entrare in orbita. Quest’anno ricorre il sessantesimo del lancio avvenuto in Unione Sovietica il 3 novembre 1957, il primo di sempre a spedire un essere vivente nello spazio.

La sorte della cagnolina era segnata fin dall’inizio, perché la missione non prevedeva un rientro. Secondo la versione ufficiale fornita dai Sovietici, Laika sarebbe rimasta viva in orbita per ben dieci giorni prima di morire nel modo meno crudele possibile. Secondo altre fonti, però, Laika è sopravvissuta in orbita solo per alcune ore, ed è morta in seguito a un guasto dell’impianto di areazione.

In ogni caso, viene da chiedersi: perché la cagnolina è stata sottoposta a questa sofferenza inutile? La ragione è politica: uno dei fronti della Guerra Fredda si giocava proprio fuori dall’orbita terrestre in quella che viene ricordata come la Corsa allo Spazio. L’Unione Sovietica voleva dimostrare agli Stati Uniti la sua superiorità tecnologica.

A Ottobre, era riuscita a mandare in orbita il primo satellite artificiale di sempre e voleva ripetere il successo spedendo il primo essere vivente in orbita: un cane. Secondo i piani originari, il lancio sarebbe dovuto avvenire in concomitanza con l’anniversario della Rivoluzione d’Ottobre. L’Unione Sovietica, per rientrare nei tempi, scelse di lanciare un satellite meno sofisticato ma anche non adatto alla sua soppravvivenza.

I cani come Laika non affrontavano il viaggio spaziale totalmente impreparati. Gli scienziati li sottoponevano a un addestramento durissimo, costringendoli a restare chiusi in spazi angusti per settimane, esponendoli a rumori simili a quelli della partenza di un razzo per abituarli allo stress e facendoli girare all’interno di centrifughe perché sperimentassero l’assenza di gravità.

Come ogni volta che la scienza coinvolge la sperimentazione animale, anche il caso di Laika solleva molti dubbi. È giusto disporre della vita di un essere non consenziente per l’avanzamento della scienza?