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Vuoi fare incazzare tutti? Invitali a un Varicella Party su Facebook!

E hanno anche ragione.

di Federico Martelli
02 maggio 2018, 12:23pm

Immagine: Shutterstock

”Domani Varicella party per chi lo desidera. Vi aspettiamo alla casa a Milano!” Una madre milanese ha pubblicato questo post su Facebook lunedì 30 aprile. Dato che il profilo della mamma è pubblico, l'invito ha scatenato una reazione indignata sui social: centinaia di condivisioni e commenti in cui qualcuno ha anche taggato la Polizia Postale e la Polizia di Stato per un loro intervento e che al momento sta generando una cascata di menzioni dell'articolo 438del codice penale italiano.

La polemica non è nuova, ma forse complice la relativa tranquillità del Primo Maggio, il post è diventato virale. A rendere particolarmente preoccupati gli utenti critici nei confronti del party contribuisce anche il fatto che la donna risulta direttrice dell’Asilo nel Bosco Genova e cura il blog “Naturalmente Genitori.“ Il dibattito scaturito è una buona cartina tornasole dell'attuale conversazione in Italia a tema no/pro-vax, e benché il Varicella Party sembri non esistere, la vicenda merita una riflessione. Ecco il post:

Il ragionamento alla base sarebbe quello di fare incontrare dei bambini infetti per contagiarne altri sani in modo che possano contrarre la malattia infettiva in modo naturale e quindi formare autonomamente gli anticorpi. Il tutto permetterebbe di ottenere l'immunizzazione saltando il passaggio degli odiati vaccini. Il concetto è stato ripreso dai cosiddetti ”pox party,” pensati per le malattie infettive infantili. Negli Stati Uniti venivano organizzati prima dell'introduzione del vaccino contro la varicella nel 1995, mentre, in Canada, il termine è diventato popolare sui social in occasione di un'epidemia di influenza — anche se il loro reale svolgimento resta dubbio.

In Italia dopo che nel 2017 il Decreto Lorenzin ha imposto l'obbligatorietà dei vaccini, sono nate elle comunità virtuali di genitori — come “Gruppo segnalazioni malattie esantematiche”, ora rimossa — che millantavano l'organizzazione di feste simili, peccato che la chiusura preventiva della pagina non abbia mai permesso di stabilire se i loro amministratori agissero seriamente o meno.

Il post della madre ha addirittura attirato l'attenzione del medico Roberto Burioni, che negli ultimi anni è diventato un po' il paladino della strategia di rispondere a muso duro alle provocazioni di chi mette in dubbio l'efficacia dei vaccini. Ecco il suo commentato alla vicenda:

Il candore del messaggio che invita al Varicella Party potrebbe portare i più smaliziati a pensare ad un troll che vuole provocare in rete, e forse questa ipotesi non è tanto lontana dalla realtà. La madre ha risposto alle accuse con un post pubblicato su siamo.org in cui spiega che il suo invito scritto su Facebook era ironico ”hai un figlio con una banalissima malattia esantematica, come logica vuole lo tieni in casa e fai dell’ironia “chi vuole partecipare al nostro varicella party?' Apriti cielo! Neanche avessi detto 'mio figlio con la lebbra lo porterò in tutti gli asili d’Italia' o “prenderò i vostri figli a vostra insaputa li porterò in casa mia per contagiarli."

Il sito su cui è stato pubblicato il post SiAmo — libertà di cura, comunità, coscienza è un progetto politico connesso al movimento che si riunisce attorno a Dario Miedico — il medico radiato dall'Ordine di Milano per aver firmato una lettera che esprimeva perplessità nei confronti della vaccinazione infantile. Il loro programma prevede, tra le altre cose, anche la ”riaffermazione dell’esercizio delle libertà fondamentali: parola, istruzione, salute, arti” quindi, per le sue posizioni, va a collocarsi nella galassia denominata Free Vax: "Vogliamo partecipare a tutte le decisioni sul nostro corpo e sulla nostra persona e non essere sottomessi a interventi sanitari senza il nostro consenso," si legge sul sito, "vogliamo cure personalizzate a misura dei nostri veri bisogni e non imposte da chi specula sulla nostra salute per fare affari."

Quando su Motherboard, abbiamo provato a capire se in Italia l'obiezione di coscienza per i vaccini sia fattibile, siamo giunti alla conclusione che, sebbene dal punto di vista teorico creare dei vaccini su misura per ogni cittadino non sia impossibile, nei fatti sarebbe un autentico casino organizzativo. Ma le questioni che solleva il post di Facebook sono altre: quanto è lecito fare dell'ironia su questi temi in Italia e su internet senza aspettarsi di venire sommersi di insulti — sopratutto se secondo quanto riportato a gennaio dal ministero della Salute, in un solo anno, i casi di morbillo sono aumentati del 600% e, nel 2017, il virus ha causato la morte di quattro persone?

Inoltre, rispondendo alla provocazione anche per smontarla non si finisce per fare il gioco del provocatore? Come ha dimostrato una ricerca che prova a indagare sul perché le campagne pro-vaccini risultano così inefficaci sulla popolazione — valutando l'efficacia di varie strategie di comunicazione come esporre i 'miti' riguardanti vaccini per smontarli scientificamente e il sottolineare i pericoli derivanti dalle malattie — se si continua a parlare di un certo argomento, anche per smontarlo, si finisce indirettamente per validarlo. Secondo questa logica, purtroppo, neanche questo stesso articolo che state leggendo dovrebbe esistere.

Quindi, a nulla servirà ricordare che per quanto possiate amare le feste c'è un altro buon motivo per non prendere parte a un Varicella Party: hanno il piccolo inconveniente di essere illegali. Secondo l’articolo 438 del codice penale, infatti, ”Chiunque cagiona un’epidemia mediante la diffusione di germi patogeni è punito con l’ergastolo.” In ogni caso, anche se la madre che ha scatenato questo casino non è un vero e proprio troll, ricordatevi una delle regole base di internet se non volete alimentare polemiche sterili: NON DATE DA MANGIARE AI TROLL.

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