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Leonard Freed R.I.P.

12.3.10

Un tributo del photo editor di Vice Uk, Jamie James Medina, a una delle sue più grandi fonti d'ispirazione: "
Avevo 15 anni, ed era un anno in cui non andavo particolarmente bene a scuola. Era lo stesso anno in cui il mio insegnante di fotografia mi ha dato un libro del fotografo Magnum Leonard Freed intitolato Photographs 1954 - 1990. Il libro, una retrospettiva, documentava i viaggi di Freed in giro per il mondo, i suoi primi giri ad Amsterdam e in Germania, il suo lavoro sulle questioni razziali dell'America degli anni '60, le foto che fece agli Ebrei e al KKK, più qualche immagine del suo primo libro Police Work ".

Crescendo in Asia, realizzavo che non sarei mai stato tutta la vita nello stesso posto. Sapevo anche che non sarei mai diventato un dottore e non sarei mai andato a Cambridge come tutti gli uomini della mia famiglia, ma mi era molto chiaro che avrei dovuto cercare degli obiettivi da raggiungere per dare un senso alla mia vita.

Nel libro, Freed descrive i suoi anni giovanili come "un continuo autostop, senza fare nulla di particolare… Dopo un po', se non hai degli obiettivi, diventa tutto molto noioso." la fotografia sembrava un ottimo "obiettivo" il migliore a cui potessi pensare.

Lavorava con una Leica e scattava in bianco e nero, e a me Freed è sempre piaciuto perché mischiava snapshots, fotografia di strada e fotogiornalismo "serio"; due preti immersi in una battaglia di palle di neve a Roma o lo scheletro di un soldato; una vittima della Guerra Dei Sei Giorni in Israele nel 1967, che giace distesa sulla spiaggia, mentre un uomo guarda verso le onde.

La fotografia di Freed sembrava più accessibile, più credibile e più reale delle deliziose composizioni di Sebastiao Salgado o di James Nachtway.

Purtroppo, Leonard Freed è morto la settimana scorsa all'età di 77 anni a New York. In altri tributi, ho visto fotografi raccontare storie molto simili; gente che ha visto i suoi libri da giovane e altri che dicevano quanto fosse sottovalutato rispetto ad altri fotografi Magnum. Posso tranquillamente ammettere che se non fosse stato per lui, non farei il fotografo. Mi ha insegnato che la macchina fotografica ti permette di "girovagare con un obiettivo" e per questo gli sono molto, molto grato.

JAMIE-JAMES MEDINA