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La Guida di Noisey alle canzoni di San Valentino per ogni tipo di amore o patologia affine

Quando non sai come dirlo, dillo con Massimo di Cataldo.

Ok lo so che il titolo di questo articolo pare un aforisma banalotto da ragazzina con la smemo (quindi ormai milf) o da impeccabile fan degli Afterhours della prima ora, però mi è venuto d'istinto, e se c'è una cosa che caratterizza l'amore è l'istinto, ok? E se c'è una cosa che caratterizza l'amore il giorno 14 febbraio è la banalità aforistica, quindi non cagatemi il cazzo perché sono stata nel brief.

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Credo comunque che le frasi che andranno a comporre questo articolo, dato che sono caratterizzate da punteggiatura e da totale assenza di intenzioni annichilenti, siano meglio di qualsiasi libro di Il Cile o dei pizzini che Moccia ha gentilmente occultato all'interno dei vostri cioccolatini. L'amore è una cosa che comunque è meglio non esprimere tramite cioccolatini, dato che questi comportano una serie di problematiche: acne, aumento di peso, intolleranza al nikel, ipertensione, autismo, Moccia, quindi meglio non usarli, nemmeno in questa occasione, per comunicare qualcosa di puro e leggiadro come il sentimento che provate.

L'amore è tuttavia un argomento talmente sconfinato che per dare maggior sostanza all'incipit della mia trattazione non potevo che rivolgermi a Yahoo Answers, fonte inesauribile di risposte entusiaste, che nemmeno in questo caso ha lasciato irrisolto il mio quesito del giorno, che è questo.

Quanti sensi ha l'amore?

Cinque.

Dal momento che quella di GRR PURR PURR è la migliore risposta, non mi sento di poterla controbattere, sarei in ogni caso una risposta peggiore e la conoscenza umana non progredirebbe, la ringrazio per la trattazione veramente esaustiva dell'argomento.

Forse però, non per fare le pulci a GRR PURR PURR (anche se forse visto il nome ne avrei ben donde), esistono più forme d'amore di quelle cinque da lei elencate, e più tipologie di innamorati, per questo cercherò di accumularne un numero almeno superiore a cinque e di conferire ad ognuna la canzone di San Valentino che più le si addice.

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Quindi lasciatevi andare, pensate intensamente all'oggetto del vostro desiderio, ma soprattutto pensate a voi stessi e seguitemi in un viaggio all'interno della psiche, che non a caso fa coppia con l'amore da un bel po'.

CATEGORIA 1: LA STALKER

Dal momento che lo stalking è un reato bello e buono dovete essere molto delicati con questo genere di amore, quindi è consigliabile dissimulare la perentorietà delle vostre attenzioni nei confronti dell'oggetto del desiderio organizzando un balletto per strada durante il quale, con il volto seminascosto da un cappello oversize, farete finta di chiacchierare con le vostre amiche mentre invece nel vostro cuore si consuma il dramma per non essere letteralmente incollati tipo human centipede alla preda. La canzone che ho scelto per voi è infatti questo illuminante pezzo di Lumidee il cui verso "if you want me to stay I'll never leave you" pregiudica ogni possibilità di fraintendimento riguardo alla vostra pezzante personalità.

CATEGORIA 2: IL VITELLO DA MONTA

Un grande classico delle dediche d'amore è la dedica che prende il posto della frase che ogni donna vorrebbe sentire, "Ehi piccola… Ti è piaciuto?", in questo caso pronunciata dal gorgogliante pomo d'adamo del maschio alfa, a cui ovviamente non si può dire di no, ma con una sfumatura di saudade e melancolia che è la chiave per non risultare completamente maranza e aprire uno spiraglio di sensibilità in questo corpo villoso e nerboruto che vi ritrovate grazie al crossfit. Prego di condividere questo video con chi amate carnalmente, sottolineando il verso "E ci siamo mischiati la pelle le anime le ossa", che è un po' il nuovo "ci allaccia i malleoli ci intrica i ginocchi", ma meno effeminato, meno fascio littorio, più fascio di muscoli (non contemplati, peraltro, nel mashup organico del Liga).

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CATEGORIA 3: LECCHIAMO UN PO' IL CULO

Non sempre i complimenti portano acqua al tuo mulino, ma tentar non nuoce. Dire alla propria donna che è bella ha sicuramente fatto molto male a Jovanotti con la sua "Bella", dato che l'ascolto di quella poesia democristiana è in grado di trasformare ogni rapporto ben strutturato in una messa cantata con divieto assoluto di estendere lo sguardo sotto il cilicio, ha fatto malissimo a Dean Blunt, che consiglio di NON UTILIZZARE MAI perché è clinicamente testato che dopo di lui si passa direttamente alle droghe pesanti. Quindi non rimane che Massimo Di Cataldo, dolce tenero e innocuo, magari LEGGERMENTE ripetitivo, ma bisogna essere sicuri che il messaggio passi anche nei casi più disperati. L'unica piccolissima controindicazione di questa dedica è che talvolta presenta un infelice effetto collaterale: una volta finito il sovraccarico serotoninico, potreste diventare leggermente violenti, per cortesia tentate almeno di non essere davvero violenti, dato che vi è data l'opportunità di minacciare il partner sempre con una canzone.

CATEGORIA 4: MANIACO AL TELEFONO

Stavo al liceo e la mia professoressa di latino e greco aveva un fidanzato lontano, cui aveva dedicato una speciale suoneria del telefono, giustamente questa canzone in versione midi Nokia. Forse una delle cose insieme più tenere e inquietanti della mia esistenza. I rapporti a distanza, ma soprattutto le loro derive maniacali, trovano in quello di Stevie un inno a tutti i piani tariffari You And Me, Tim per Due, Duetto e ogni altra strategia di controllo costante della propria dolce metà (hint: mia madre suggerisce che esiste un'app per geolocalizzare i telefoni altrui, l'equivalente umana del microchip canino).

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Dall'altra stanza dell'ufficio il collega Andrea mi suggerisce che questo stesso brano potrebbe essere il vessillo dell'innamoramento mortifero, diretta conseguenza della mania di controllo, cito testualmente:

Questa scena (la prima del video) con questa musica mi ha sempre molto scosso da bambino. Forse perché ero bambino, ma ancora adesso mi viene mal di stomaco. il film in generale—che non ricordo per niente, se non per la sensazione—è inquietante. Gene Wilder in un tema non comico è inquietante. Il rosso acceso del vestito è inquietante. La citazione di Marilyn è inquietante. Stevie Wonder che dedica un intero album al film—vincendo un oscar—è inquietante. Sa di non-morto e kitsch allo stesso tempo, come Stevie Wonder da poco riesumato per stonare ai Grammy.

È lo sguardo verso gli anni Ottanta, anziché dalla nostra generazione posteriore come di un movimento vitale e felice e colorato (stereotipo), o tossico buio superficiale (altro stereotipo), dalla parte di chi era già adulto: con l’orrore di chi non ha alcuna categoria né stereotipo per comprenderlo. e cerca di conquistarlo con caramelle che sanno di vecchio (“no chocolate covered candy hearts to give away”).

CATEGORIA 5: LA DISPERATA

Mi piace dedicare questa canzone della grande Whitney a tutte le ragazze single che hanno sì un disperato desiderio di accoppiarsi, magari protratto da tempo indeterminato, ma nonostante ciò trovano la forza di andare a ballare (in alternativa allo speed dating, ma non sono aggiornata sulle canzoni a questo tema e comunque lo speed dating nel nostro docile Paese ha attecchito molto poco, quindi non esiste una nicchia abbastanza ampia di speed daters a cui rivolgersi). Non credo che Whitney abbia mai avuto problemi a cuccare, ma in questa tragicomica hit il sottotesto è qualcosa tipo "mi faccio andare bene tutto / basta che respiri". Ragazzi, in tempi di crisi…

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CATEGORIA 6: L'INTELLETTUALE

Non a caso questo brano ce lo ricordiamo tutti in bocca di Nanni Moretti. Vogliamo dare una spiegazione all'amore in ogni caso, anche se di fatti è arzigogolata al punto da definire come indefinibile il tale sentimento, come "un rapimento mistico e sensuale", l'amore è un postulato kantiano, è l'inafferrabile dai sensi e dalla ragione che porta a emanciparsi dall'incubo delle passioni e cercare l'uno al di sopra del bene e del male, riceverai un bigliettino (probabilmente la prima pagina del Tractatus strappata ad hoc, anche questo è amore) dall'amante intellettuale con la dedica "prima di conoscere te ero manicheo" o "tu per me sei quasi come Berlinguer".

CATEGORIA 7: ABUSO DI STUPEFACENTI

Circa dal lato opposto dell'intellettuale c'è l'amante che ti descrive la propria esperienza come un K-hole, in questo caso è opportuno che dedichi all'amato questa deliziosa pubblicità regresso dei Roxy Music (nel caso abbia abbastanza dignità da evitare i Placebo), nel caso invece la vostra condizione sia più allucinogena, del tipo "ti vedo ovunque", consiglio vivamente una bella fricchettonata di questo genere. Non si sbaglia mai. Ai casi più disperati è concesso il classico del doppio senso di quando Neffa aveva decisamente iniziato ad abusare di sostanze pure lui.

CATEGORIA 8: SENSO DI COLPA

Nella loro breve ma intensa carriera i Gazosa hanno sfornato più di una canzone decisamente appropriata all'amore giovane, in particolare, avanguardisti, la loro www.mipiacitu (per cui non mi è ancora chiaro se sia stato registrato un dominio, credo volessero fare un .org ma non ne sono certa) ha anticipato i tempi del LIKE di Facebook e Zuckerberg ancora non ha pagato loro un baffo di un diritto. Nella loro riedizione crossover di questo classico di Caterina Caselli i giovani fratelli frizzantelli riescono, spalleggiati da Tormento, ad illustrare a pieno la situazione tipica di rabbia misto coda di paglia di chi ha appena deluso il proprio partner ma non vuole comunque dargliela vinta, con una marcia in più (sennò andava bene la Caselli, ma lei sta troppo sulle sue per comunicare un reale desiderio di redenzione, mentre almeno i gazosa si sbattono alla grande—occhio che se si sbattono con una mentos si rischia di rimanere offesi).

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CATEGORIA 9: UN PO' DI IRONIA

Con questa chicca di Leandro Barsotti, compositore, non solo dimostrerete di essere attuali e profondi conoscitori della storia del Festival di Sanremo, ma strapperete un sorriso (di pietà) alla destinataria di questo brillante cazzatone. Unico merito di Leandro Barsotti nella storia delle canzoni d'amore, così come nella storia di Sanremo, è l'aver sdoganato il termine "culetto", anche se probabilmente nessuno ne sentiva il bisogno. In ogni caso dedicare Leandro Barsotti è molto ma molto meglio che dedicare i Modà, quindi secondo la regola del meno peggio il Maestro si piazza già abbastanza dignitosamente nella classifica delle dediche di merda.

CATEGORIA 10: L'INCOMPRESO

Quando l'incomunicabilità è talmente radicale che rende un essere umano, o in questo caso Paolo Meneguzzi, un oggetto impagliato, inerte, minerale, c'è decisamente un problema. Probabilmente in questi casi aiuta avere un'espressione facciale, comunque sia non vi auguro di trovarvi in questa situazione, dato che l'amore è una questione che andrebbe sfogata in tempo reale, non certo coccodrillandosi come la creatura melvilliana che è Meneguzzi durante tutto questo brano. Prendo in considerazione brevemente anche la possibilità che lei fosse completamente stordita, in coma farmacologico, o semplicemente affetta dall'asperger, ma solo come un caso-limite, dato che, realisticamente, ignorare un vermone che pezza in silenzio al vostro fianco è la miglior forma di autodifesa da un possibile amante passivoaggressivo (rimando direttamente al punto 3 di questo elenco).

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CATEGORIA 11 (FUORI CONCORSO): AMORI FINITI

Questa è il corrispettivo più lineare, forse meno bipolare, ma sicuramente un po' più tendente al fastidio e alla tragedia della meravigliosa "Fiori Rosa Fiori di Pesco", rientrano entrambe comunque nella categoria OK mi hai mollato ma non me ne frega niente, anzi sì me ne frega, no no sono forte stai tranquillo, ho solo fatto questo tatuaggio sul petto, cioè non è proprio un tatuaggio, è un marchio a fuoco, sì, sai, è la tua faccia, è venuto abbastanza bene il ritratto, dai.

Casi in cui le misure cautelari di divieto di avvicinamento sono più che appropriate.

Se proprio avete il cuore spezzato, però, c'è una soluzione per voi:

Test clinici hanno dimostrato che piangere per 48 ore mettendo in loop i grandi successi di Enya è una delle cure più efficaci per non diventare bipolari come Battisti o patetici come i Blue. C'è una cura per tutto, anche se questa cura si chiama Enya.

Bene, spero che questi consigli di San Valentino vi aiutino, in ogni caso STATE SERENI.

Potete fare i vostri migliori auguri a Virginia su Twitter: @virginia_W_