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I migliori metallari finti di film e  televisione

Se non avete visto almeno uno di questi film, non siete per un cazzo metal.
20 maggio 2015, 7:21am

Foto via Moviestore Collection/Rex

“Morte al finto metal!” Una frase intrecciata alla cultura headbanger almeno quanto chitarre ribassate, saluti cornuti e dibattiti circa “verità” e “finzione” in materia metallica. Tuttavia, alcuni falsi artisti metal—letteralmente falsi, ovvero inesistenti, se non in fiction—non soltanto scampano al tradizionale augurio funerario, ma sono adorati, rispettati e addirittura osannati per il quadro reale che danno del mondo del metal attraverso la propria natura fittizia.

Visto da lontano, l'heavy metal può risultare un mondo di disperati, di gente tutt'altro che simpatica. Non è casuale, allora, che i metallari finti più riusciti siano impersonati da comici o che la loro cifra comica risulti dalla precisione millimetrica con cui incarnando gli stereotipi del mondo metal. In ogni caso, le migliori metal-contraffazioni servono a dimostrare quanto il lato teatrale del metal, quello del trucco che cola e delle coreografie di testa divertentissime non sia per forza in contrasto con lo squasso di costole e budella. Ed è esattamente così.

Spinal Tap

This Is Spinal Tap,

imprescindibile mock-rockumentario datato 1984, narra le disavventure di una leggendaria heavy metal band britannica e, stando a sentire qualsiasi grande musicista l'abbia visto, ti spacca in due dal ridere. Christopher Guest interpreta il chitarrista Nigel Tufnel. Micheal McKean è il frontman David St. Hubbins. A Harry Shearer,

nel ruolo del bassista Derek Smalls,

l'onere di esibire uno tra i più gloriosi mustacchi cinematografici di sempre. Insieme, hanno forgiato un profondo background mitologico per i

'Tap

: ritraendoli dapprima nei loro primi vagiti acustici come Folksmen, per poi passare ad un periodo Mersey Beat e al “flower power” prima di arrivare al successo vero grazie alla vocazione per il metallo tonante.

La profonda comprensione inerente alla ricchezza e all'esattezza dei dettagli mostrati permette al film di inanellare senza soluzione di continuità immagini e situazioni che ogni metallaro, prima o poi, ha vissuto. Perle come quando gli “Spinal Tap” si perdono mentre stanno andando a un concerto, attrezzature sceniche che vanno completamente a caso rispetto a tutto il resto, risultando paradossalmente appropriate, faide fra cantante e chitarrista quando la tipa di uno dei due vuole prendere parola nella direzione creativa del gruppo, e infine una serie di batteristi che scompaiono misteriosamente. Talvolta, in maniera esplosiva.

Senza dimenticare che

This Is Spinal Tap

ha portato il quintessenziale concetto di assolo a livelli talmente elevati da farci dimenticare la realtà. Facendo bella mostra dei suoi amplificatori modificati per sfondare la barriera del suono, Nigel Tufnel, che non si capisce se è un genio o un demente, urla con orgoglio: “Ho superato la tacca 10 del volume!”. Tutto il film, per quanto mi riguarda, sta oltre al 10.

Steel Dragon

Mark Wahlberg sale sull'astronave

Rock Star,

film del 2001 ispirato alle vicende di Rob Halford, frontman dei Judas Priest, che nel 1996 fu sostituito da Tim “Ripper” Owens, cantante di una loro tribute band. Nonostante

Rock Star

fosse ideato per raccontare direttamente il rapporto Ripper-Priest, i produttori optarono per la strada della fiction. Di conseguenza Walhberg si cala nei panni di Chris “Izzy” Cole e il gruppo a cui si unisce sono gli “Steel Dragon”, i cui membri sono impersonati da veri capoccia quali Zakk Wylde, Jason Bonham e Jeff Pilson.

Nonostante il mega fiasco al botteghino (apparire sugli schermi quattro giorni prima dell'Undici Settembre forse non è stato d'aiuto), Rock Star è diventato un cult movie e ancora oggi i metallari di ogni capo del mondo se lo passano. Solo a una persona non è piaciuto particolarmente (indovinate a chi?). Esatto, Rob Halford in persona. Quando è stato intervistato a proposito del film durante il Metal Show, Halford scese a mezzi termini: “Mi ha fatto cagare!”.

Wyld Stallyns

Prima di Wayne e Garth o Beavis e Butthead, furono William “Bill” S. Preston Esq. e Ted “Theodore” Logan, aka "Bill e Ted", a rappresentare i teenager metallari goffi, oltre ad essere fondatori dei Wyld Stallyns, la band hard-and-heavy rock-and-roll dei sogni. Introdotti al grande schermo da Bill and Ted’s Excellent Adventure (1989) e da Bill and Ted’s Bogus Journey (il cui titolo originale era Bill and Ted Go to Hell), la carriera dei nostri sfortunati eroi proseguì con un programma a cartoni animati, uno show semi-animato per Fox e una serie dedicata di videogiochi. Ottennero anche le loro action figures e cereali dedicati a loro.

In vari punti della loro carriera astrale i “_Wyld Stallyns” di Bill e Ted dominarono l'universo portandoli addirittura—come accade in _Bogus Journey—ai piedi della "Stairway To Heaven". Sì, proprio quella. Col passare degli anni, il tratto di riconoscimento dei “Wyld Stallyns” è rimasto sempre uguale.

Deacon Dark

Love Boat

dominò gli anni Settanta come crociata di celebrità di seconda categoria. Ma concentriamoci su Sonny Bono il quale, dopo essersi diviso dalla sua partner televisiva e musicale (e, oh già, sua moglie) Cher, saliva spesso sulla “nave dell'amore” per le sue comparsate. Il più memorabile viaggio di Sonny lo vide nelle vesti di Deacon Dark, nascente star dello shock-rock modellata, con tanto di facepaint, sul calco di Alice Cooper e Kiss. Presentato all'Acapulco Lounge della nostra barca come “demente, deviato e disgustoso”, Deacon Dark prende la scena e grida a squarciagola “Sfondalo! Sfondalo! Colpiscilo con un martello e picchialo!”. L'esibizione di Deacon Dark è intenzionalmente fusa, ma la sua combinazione di make-up e band d'accompagnamento è in un certo senso futuristica.

Mentre i volti dei musicisti sono adornati da quella che sembrerebbe essere un'anticipazione delle maschere tipiche del black metal, il make-up proprio di Deacon è misteriosamente vicino a quello esibito due anni dopo dal metal saccheggiatore danese King Diamond al debutto della sua leggendaria band,

i

Mercyful Fate.

Coincidenze? Probabilmente sì. Anche perché nessuno oserebbe mai far notare questa sinistra somiglianza al signor Diamond.

The Lone Rangers

Corre l'anno 1994 e va in onda il classico televisivo

Airhead

s, starring Adam Sandler, Steve Buscemi e Brendan Fraser che formano un heavy metal power trio talmente fuso da scegliersi un nome da sfigati come

Lone Rangers.

Nell'intento di diffondere la propria musica, i Rangers assaltano una radio armati di pistole ad acqua caricate a salsa piccante, prendono un DJ in ostaggio ed emettono richieste tipo "vogliamo foto di nudo di

Bea Arthur,

star di

Golden Girls

".

Ovviamente poco dopo succede l'inferno. Anche i metallari più cupi, guardando

Airheads

si saranno, loro malgrado, ritrovati a sorridere. Ai divertentissimi protagonisti si affiancano altri co-protagonisti altrettanto spassosi: Chris Farley, Michael McKean, Michael Richards, Ernie Hudson, Joe Mantegna, e Judd Nelson. A coloro che ancora devono godersi

Airheads

non spoilereremo se i nostri riusciranno o meno ad ottenere le bramate foto di nudo di Dorothy

Zbornak.

Spew

Mentre durante gli anni Ottanta la diffusione dell'heavy metal fece sperimentare agli Stati Uniti un vero e proprio “panico satanico”, in Norvegia queste paure si facevano reali grazie a devoti black metal che presero a bruciare chiese, sbriciolare crani e commettere omicidi divorandosi vicendevolmente. Quando la serie investigativa targata Fox Crime

Bones

decise di ispirarsi a fatti di cronaca per un episodio tratto da quei criminosi fatti di metallo norvegese, la puntata venne chiamata “L'aquila di sangue”/ “Mayhem On a Cross”; ciò fornì un perno per il sarcasmo nero sui blackmetallari. Mentre

Mayhem

è il nome della band al centro dell'esplosione di violenza nel metal norvegese, in

Bones

è invece il nome di un musicista che, prima della sua improvvisa scomparsa, militava in una band chiamata Spew

.

Farà ritorno nella scena black metal in maniera decisamente drastica: come arredo scenico, scheletro inchiodato a una croce durante un concerto. Gli eroi di

Bones

avranno naturalmente

di che indagare il “maligno” di un mondo black metal ritratto come una fossa sudoripara abitata da goth che ballano a ritmi industrial. Inutile dire che si inquadrerà l'assassinio di Mayhem nell'ottica di una guerra territoriale a base di face-painting tra gli Spew ed una band il cui monicker non può che suonar spaventoso: i Brennan. I bravi ragazzi la spunteranno, mentre alcuni black metallari marciranno in galera a scapito di chi, dopo tutto, rimarrà solo parecchio, parecchio spaventato. Allerta spoiler.

Wyckyd Sceptre

I

Wyckyd Sceptre

sono una band di hair metal spensierato dalla Sunset Strip. Li vediamo sugli schermi per la prima volta nel 1998, all'interno di

Mr. Show,

serie di sketch di Bob Odendirk e David Cross in onda su HBO. Ciò che i ragazzi dei

Wyckyd

amano è nientemeno che inzupparsi di sbronze, fumarsi grosse canne e strusciarsi in rapporti uomo-uomo che, una volta filmati, vengono spacciati per “party tapes”. Ma occhio, non si parla assolutamente di omosessualità. Dopo che una delle tape in questione diviene oggetto di un furente passaparola il manager del gruppo proverà a spiegare che, essendo egli gay, utilizza i reperti video per rilassarsi ricordandosi degli incontri coi suoi amici gay. “Perché”, reitera, “noi siamo gay.” Nonostante questa dichiarazione del manager, i

Wyckyd Sceptre

continuano a far finta di niente—fino alla scena finale in cui, durante un concerto a Fire Island, il gruppo si dichiara con i versi: “Prendi la staffa ancora / Prendila fino alla fine!...”

Black Roses

Nel 1985 la moglie di senatore Tipper Gore e la sua organizzazione PMRC (Parents Music Research Center, ndr) chiesero a Washington di autorizzare legalmente una categorizzazione dei dischi, al fine di proteggere la gioventù americana dalle deviazioni mentali e spirituali provocate dall'ascolto di musica metal. Tre anni dopo i peggiori incubi della Gore furono portati alla luce dall'uscita in VHS dell'opera horror

Black Rose,

concentrato del più glorioso ritardo heavy metal, la cui copertina presentava una chitarra elettrica e il volto di Satana in rilievo. E lì era un problema piazzare un adesivo Parental Advisory...

I Black Roses sono una glam metal band che ha l'abitudine di andare in tour a bordo della propria Lamborghini_._ Un giorno incappano in un pittoresco borgo chiamato Mill Basin e, per farla breve, si accoppiano con la gioventù del posto, evocano demoni che ne divorano i parenti e scatenano tutte le possibili gradazioni di inferno heavy metal grazie ai loro inni da “Headbanger's Ball”. L'unico aspetto desolante di Black Roses è che i fatti avvenuti sono rimasti tutti fiction, niente di tutto questo è poi accaduto nella realtà. Il che ci porta alla conclusione che che Tipper Gore non fosse altro che una grigia conservatrice. Pensate invece che figata se fosse stata nel giusto.

Moloch

Nel 1979, furono

Love Boat

e

Sonny Bono nei panni di Deacon Dark a utilizzare il rosso sciroppo di mais a mo' di sangue. Tre stagioni televisive più tardi, appena dopo l'universale terrore materno scatenato da Ozzy Osbourne con le sue deliziose teste di pipistrello, i poliziotti su due ruote di

ChiPs,

serie televisiva della NBC, ebbero a che fare con un debuttante Donny Most—meglio conosciuto come il Ralph Malph di

Happy Days

—nel ruolo di Moloch, ennesimo clone di Alice Cooper/Ozzy Osbourne. Vestito con un folgorante body rosso, adornato di una parrucca del medesimo colore e soprattutto dal suo facepainting bianco e rosso, Moloch arringa la folla con inni satanici tipo “Devil Take Me”.

A quel punto Moloch salta sulla sua auto-carrofunebre super pimpata dal cui soundsystem escono minacce di morte, ma i freni del mezzo si guastano e così tutto il suo allure satanico, tanto che è costretto a invocare gli eroi di

ChiPs

, Ponch (Erik Estrada) e Jon (il tizio che non è Erik Estrada). Alla fine era tutta una trovata pubblicitaria. Ops, ennesima allerta spoiler.

Sammi Curr

Il filmaccio da Halloween del 1986 Trick or Treat è un'operazione commerciale in bilico fra le stramberie horror e heavy in voga a quei tempi. Fortunatamente ci ripaga in maniera tanto grassa e generosa quanto lo è la capigliatura del nostro antieroe hard-rock, Sammi Curr (Tony Fields). Eddie Weinbauer è un metallaro emarginato che idolatra Curr fino al giorno della sua morte. Disperato dalla perdita, Eddie fa visita a Nuke, un DJ rock sfigatissimo interpretato da Gene Simmons dei Kiss. Nuke consegnerà a Eddie una cassetta di rarità di Curr che, messa su, scatenerà il fantasma del cantante pronto a terrorizzare chiunque gli sia a portata di orecchio. Nonostante tutto, il film si guadagna la propria metal-credibilità grazie a cameo come quello di Simmons o quello di Ozzy Osbourne, che interpreta un televangelista, e grazie alla colonna sonora, opera dei Fastway, all-star band con “Fast” Eddie Clarke dei Motörhead e Pete Way degli UFO_._ Dopo varie peripezie, il ruolo di protagonista fu affidato al ballerino Tony Fields, il quale, tutto sommato, se la cava bene e, come per la totalità di Trick or Treat: Sammi Curr è stupido, Sammi Curr è incredibile, Sammi Curr è incredibilmente stupido.