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Usare il telefono ai concerti è da stronzi?

Yondr è un meccanismo molto semplice che vi impedisce di usare lo smartphone al concerto. Ne abbiamo discusso con i suoi creatori e con vari musicisti.
16.12.14

Chris Farren dei Fake Problems ipnotizzato dal proprio telefono.

"Un'idea come questa ci metterà davvero poco ad essere discussa a livello globale", mi racconta al telefono Graham Dugoni, fondatore di Yondr. Ciò di cui sta parlando è semplice: la gente deve smettere di usare i telefoni ai concerti.

Diamo ormai per scontati i nostri cellulari, come se fossero estensioni del nostro corpo. E qui sta il problema. Tirando fuori lo smartphone dalle tasche ad un concerto, potremmo involontariamente recare fastidio alle persone che ci stanno attorno, se non addirittura all'artista sul palco e Dugoni vuole mettere fine a tutto ciò.

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Ecco come funziona Yondr: andate ad un concerto e accettate di inserire il vostro telefono in una custodia di nylon che lo blocca finché non decidete di abbandonare il concerto. Alcune band collaboreranno con Yondr per creare concerti senza smartphone, a cui parteciperete previa sottoscrizione. Nel caso in cui siate al concerto e abbiate bisogno del telefono, ci saranno dei telefoni nelle zone periferiche del concerto. Si potrà pensare che alla gente Yondr non piacerà, soprattutto perché a nessuno piace avere restrizioni. Tuttavia, Dugoni sostiene l'opposto. "Il feedback è stato davvero positivo", ci ha raccontato. "Onestamente mi aspettavo che la gente se la prendesse, quando l'abbiamo testato ai concerti."

L'esistenza di Yondr implica una questione: usare lo smartphone ai concerti è necessariamente da stronzi? Così l'ho chiesto ad alcuni artisti.

Secondo l'opinione di Mel Kyles degli Outfit TX, un gruppo hip-hop di Houston, se stai dando la priorità al telefono piuttosto che al tizio sul palco, ti stai distraendo, non importa quale sia la motivazione. "È un po' come con il MacBook, no? Hai un botto di applicazioni aperte e piano piano il computer rallenterà", ci spiega "perciò se siete concentrati sul telefono, riceverò soltanto il 50% della vostra attenzione."

yondr

Alcuni credono fermamente in una teoria: "Siamo dentro al Grande Fratello di Orwell. Ormai tutto viene registrato", ci ha detto Dylan Walker dei Full Of Hell. Altri invece sembrano apatici: "La cosa non mi ha mai disturbato. Non penso che sia necessariamente figo intervenire su come la gente debba vivere un concerto", sostiene Chris Farren dei Fake Problems, una formazione punk della Florida.

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"In genere, la tendenza dei fan è quella di documentare i concerti particolarmente apprezzati," sostiene Chris Cain dei We Are Scientists. "Se il giorno dopo non trovo foto del concerto su Twitter e Instagram, allora mi verrebbe da pensare che è stato una merda o che sembravamo dei cessi sul palco. O entrambe, nella peggiore delle ipotesi." È lecito pensarlo, perché nell'accezione moderna di spettacolo, l'esperienza non è necessariamente confinata al luogo fisico. Quando un fan carica sui Social una foto o un video del concerto, è tutto marketing per l'artista.

Ma dipende dalla situazione. Come suggerisce Farren, "Se sei esattamente sotto il palco e stai agitando pigramente il pollice sullo schermo con un'espressione abbattuta sul viso, forse sarebbe meglio che te ne tornassi dietro." Questo non è documentare i propri momenti felici, è semplicemente essere stronzi. Abbassa la testa con vergogna e torna dietro, lascia la parte sotto il palco a chi ci crede per davvero. Anche Meredith Graves dei Perfect Pussy concorda in pieno: "Quando ad un concerto piccolo o comunque tranquillo c'è qualcuno che davanti al palco si mette a cazzeggiare sullo smartphone è davvero sconfortante, oltre che maleducato."

Molti artisti non ricordano nemmeno come sia un concerto senza cellulari o telecamere. "Sono cresciuto ai concerti punk nell'era dei Razr Motorola, perciò se volevi una foto dovevi portarti dietro una vera fotocamera, andare davanti alla band e scattare una immagine su pellicola senza avere la garanzia di averla effettivamente scattata." racconta Meredith. Sotto questa luce, tirare fuori il telefono per fare foto al concerto rientra nella definizione di DIY.

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meredith graves perfect pussy

Meredith Graves dei Perfect Pussy.

Ed Warren è un direttore delle luci che ha lavorato con gruppi come Arcade Fire, Interpol, Metronomy, Mumford e tanti altri, trascorrendo le proprie serate a dirigere giochi di luci spettacolari. "È come se fosse un film cult di fantascienza, come se le persone fossero ipnotizzate dai loro schermi anziché da ciò che sta succedendo sul palco," ci ha confidato. "Ma ad eccezione dei film cult, non ci sono alieni o patti di suicidio alla fine, c'è solo un flebile ricordo di quello che probabilmente sarebbe potuto essere il miglior concerto della tua vita."

Non ha tutti i torti. Quasi alla fine del mio viaggio attraverso l'uso dei cellulari ai concerti, alcune domande mi attanagliavano la mente. Quali effetti hanno gli smartphone sul nostro cervello? Specialmente, quando cerchiamo di fare due cose contemporaneamente come registrare il video perfetto mentre siamo ad un concerto ad ascoltare musica.

Così mi sono rivolto a Linda Henkel della Fairfield University, che ha svolto uno studio sulla relazione che ha lo smartphone sulla nostra memoria a breve termine. "È come se affidassimo alla fotocamera il compito di ricordare al posto nostro. Una sorta di memoria backup fotografica, come quando scriviamo qualcosa sul foglio e poi pensiamo 'OK, adesso posso anche dimenticarmelo.'" Mi sono bastati pochi minuti di conversazione per imparare nuove nozioni di vita. Grazie, Linda!

La triste realtà per compagnie come Yondr è che le persone hanno cominciato a tirare fuori i cellulari ai concerti da quando esistono i cellulari stessi ed è probabile che questo fenomeno non abbia mai fine.

Il problema che Yondr sta cercando di contrastare è più profondo, sociale. Yondr è forse una risposta un po' iperbolica (ma giustificabile) all'onnipresenza dei cellulari nella nostra cultura ossessionata dalla tecnologia. Finché non diventerete degli asini che si piazzano di fronte al palco per fare un video con l'iPad rovinando il concerto a tutti, probabilmente non avete di che preoccuparvi. "La musica dal vivo è una delle poche occasioni dell'era moderna in cui le persone possono immergersi in un sentimento condiviso e creare qualcosa in grado di elevarsi dalla mera individualità," sostiene Dugoni in difesa di Yondr. Forse questo "sentimento condiviso" non viene completamente annientato dagli smartphone ma se per caso pensaste il contrario, sappiate che Yondr dal 2015 sarà una presenza fissa in molti concerti. Anche se probabilmente—ma forse, eh—non dovreste avere bisogno di uno scafandro sul telefono che vi impedisca di usarlo ad un concerto. Così, per dire.