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Void Vision - Sub Rosa

Shari Vari è riapparsa su Mannequin con un album teen-goth un sacco ballabile

Void Vision è uno di quei progetti dalle gestazioni lunghissime, una di quelle strane storie che spuntano dal nulla promettendo tantissimo e poi se ne tornano subito nel nulla, salvo poi spuntare anni dopo, in tempi assolutamente non sospetti e oramai liberi da qualsiasi aspettativa. Una strategia che i pipparoli del social marketing musicale definirebbero fallimentare, ma sono molti i musicisti a rispondere giustamente loro "sticazzi". Il goticissimo progetto musicale della giovane Shari Vari era apparso più o meno quattro anni fa—come duo—con un brevissimo 7", poi quasi nulla fino allo split LP con i Vice Device dell'anno scorso e al singolo Sour su Mannequin. In mezzo, almeno, ha suonato live in lungo e in largo, passando spesso per le compiante serate newyorkesi di Wierd.

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Il primo album in solo arriva soltanto oggi (o meglio, l'11 novembre) e sempre su Mannequin. Si intitola Sub Rosa e vede la ragazza (rimasta ormai sola con le sue macchine) spingere sul lato più pop e ballabile del suo sound, stendendo una raccolta di brani un sacco catchy, con synth volutamente plasticosi e virtual analog misti a bassline 8 bit e melodie più simili alla sigla di un anime di fine anni Novanta che alla desolazione minimal synth dei primi Ottanta. Una roba molto adolescenziale, senza nessuna accezione minimamente negativa.