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Canzoni di Eminem, Radiohead e Nirvana trasformate in ninna nanna: per qualcuno ha senso

Se avete un bimbo e volete che cresca rapper, fategli sentire queste ninnananne.
23.1.15

Rockabye Baby! è un progetto che funziona così: si prendono canzoni POP e si opera una trasformazione, anzi più che altro una regressione all'infanzia, e le si trasforma in ninna-nanne. Chiaramente se si ha un occhio un po' ironico sulla realtà, questa operazione è una vera chicca. Dal 2006, Lisa Roth e il suo team hanno pubblicato più di 60 album che contengono cover soporifere di canzoni di Radiohead, Metallica e Coldplay (sugli ultimi hanno deciso di giocare facile). Ultimamente hanno deciso di buttarsi sul rap e ha scelto Eminem come bersaglio della carillonizzazione violenta.

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Ma, anche senza i testi violenti di Slim Shady e senza i colpi e i contraccolpi del rap, cosa succederà a questi bambini che crescono con le canzoni di Eminem nelle orecchie? Nella migliore delle ipotesi, una volta cresciuti, troveranno irrimediabilmente i dischi di Eminem infantili, senza sapersi spiegare perché. Nella peggiore, stiamo crescendo una generazione di giovani sociopatici e pieni di turbe psichiche, con la pericolosa tendenza a decolorarsi i capelli.

Abbiamo parlato con Roth dei rischi cui si va incontro se si vuol fare una versione infantile di una canzone che parla di strappar via le tette a Pamela Anderson e mettere incinte le Spice Girls.

Noisey: Come selezioni i pezzi da trasformare in ninna-nanne?
Lisa Roth: Lo decidiamo insieme. Di solito con molto anticipo, dato che buttiamo fuori dalle sei alle otto release all'anno. Chiediamo ai nostri ascoltatori, a chi lavora con noi, vediamo cosa funziona meglio, soprattutto per la portata ironica di un'operazione del genere.

Quindi l'ironia della cosa è molto importante, giusto?
Certo, lo scopo è proprio quello. Penso che l'elemento ironico sia proprio ciò che regge l'intera operazione. Gli adulti, i genitori, ci cercano per quello. Funge un po' da filo conduttore tra gli ascolti dei genitori prima di avere un bambino e quello che sono costretti ad ascoltare dopo il suo arrivo.

Insomma, il vostro mercato non è tanto quello dei bambini, è più un mercato di adulti simpatici.
Esattamente. Tendiamo a includere entrambi. In particolare piacciamo ai papà. Il nostro è un prodotto molto interessante per i maschi.

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Come mai, secondo te?
Come ti ho detto dev'essere quel link alle abitudini musicali che uno ha prima dell'arrivo del bambino. Tutti amano la musica, e penso che una delle maggiori preoccupazioni di quando si diventa genitori sia pensare di dover abbandonare tutto quello che ci caratterizzava prima. E il nostro prodotto è come se ti dicesse: sei sempre lo stesso.

Avete trasformato in ninna nanna Eminem. In molti associano questo artista a temi tipo violenza, droghe, robe forti. Come mai avete pensato a lui?
Ammetto che per ora il suo è il caso più estremo. Forse in molti lo considerano aggressivo, offensivo, moralmente deviato. Ciononostante, è un artista sempre molto popolare: le pubblicità, i film, gli show televisivi hanno sempre un occhio di riguardo per lui. Oltretutto è un tipo molto ironico, un altro motivo per cui è perfetto per noi. E poi nelle nostre canzoncine non ci sono testi, quindi non si offende nessuno. Poi è a discrezione del genitore comprare o meno quest'album.

Anche se i pezzi sono presentati in versione edulcorata, pensi che la percezione che i bimbi che crescono con queste canzoni avranno di Eminem cambierà, quando cresceranno?
Be', quando ascolti la nostra versione sicuramente riconosci i pezzi, ma non del tutto. Non credo che questo possa portare effetti negativi. Anzi, spero che sia un modo per costruire un legame tra genitori e figli, una continuità di gusti musicali.

A volte si tende ad odiare la musica che ti fanno ascoltare quando sei un bimbo. Non è che questi piccoletti quando cresceranno avranno un livore ingiustificato nei confronti del povero Eminem?
Oddio, mi piacerebbe avere quel tipo di influenza. Piuttosto credo che sia una cosa che succede indipendentemente da queste ninnananne, che sia più legata ai reali ascolti dei genitori. Una ninnananna non veicola questa informazione, è un rito di passaggio.

Eminem sa cos'è diventato?
Di solito noi parliamo con le case discografiche per ottenere i permessi. Non so quanto una casa discografica comunichi all'artista. Posso immaginare, però, che magari ne sentano parlare, prima o poi. Finora, devo dire, nessuno si è lamentato, quindi non penso che Eminem, se mai lo sapesse, potrebbe dispiacersene.

Pensate di poter essere in qualche modo uno strumento per indirizzare il gusto musicale delle generazioni future?
Ma no. Ora che mi ci fai pensare, forse inizierò a vederla così. Per ora le mie motivazioni sono sempre state legate a quello che può piacere agli adulti e farli sentire un po' più a loro agio con il complicato mondo della genitorialità.