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Più culi meno DJ

2013 Odissea nella Fashion Night Out, soprattutto nei suoi numerosi DJ.
23.9.13

Questi individui vestiti Caritas™ non sono le controfigure del cast di Twilight, ma siamo noi, i vostri editor musicali di fiducia e guide al mondo sonoro della Fashion Night Out, evento che ci siamo presi la briga di documentare, dato che siamo sicuramente fashion, sicuramente night e sicuramente out.

La Fashion Night Out si svolge ogni anno all'apertura della settimana della moda del settembre milanese. Mai le vie di questa città furono popolate da una così abbondante straripanza di DJ set, mai così tanta musica in giro per le strade. In pratica è come se la signora Sozzani ci comunicasse velatamente: a Milano il massimo che potete meritarvi è una roba che sta al Sonar come il Wiskas Pranzetti sta al foie gras, per gentile concessione della moda.

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Sfortunatamente per noi, quest'anno la crisi ha sfacelato anche questo settore, quindi nessuno store ha investito in nomi grossissimi come quelli dell'anno scorso (addirittura c'era Boosta e poi c'era Morgan, senza stare a nominare il divino Bob Sinclar, re dell'Oviesse), di conseguenza, senza nessun grande punto di riferimento, lo sprovveduto fruitore si trovava disperso tra un bilione di piccoli party semicasalinghi in cui il DJ non era più una guest-star, ma un'incognita tutta da scoprire, per non dire un accessorio al pari di focaccine, bicchieri di spumante e palloni a elio.

Noi che amiamo tanto la musica, invece, abbiamo deciso di valorizzare ciascun act musicale degno o meno di nota che abbiamo incontrato nel nostro percorso. E di farlo con un approccio schematico: ogni DJ avrà la sua bella scheda con tanto di commento tecnico. Tra DJ e DJ, nostro malgrado, abbiamo incontrato anche parecchi aperitivi, quindi perdonateci se la ricostruzione dei fatti non è accurata al 100 percento, d'altronde quello che conta in occasioni come queste sono le emozioni più che i dettagli.

Arrivati nel punto nevralgico della situazione, Piazza San Babila, ci accorgiamo che la lotta contro la violenza sulla moda ha ancora un lungo percorso davanti a sé. Infatti incontriamo loro:

L'arrivo di questa orda parrocchiale ci era stato preannunciato da un SMS di Franky che, per giustificare il suo ritardo, scriveva: "Aiuto sono stato fossilizzato da una specie di danza maori davanti a Yamamay." In effetti questi ragazzi usano una performance non verbale il cui concetto di fondo è: batti le mani per non battere tua moglie. Come ogni atto di teatrodanza il senso è un po' occulto, ma di sicuro sortiva un qualche tipo di effetto intimidatorio sull'attento pubblico di Corso Vittorio Emanuele.

Intimiditi anche noi da questa esperienza, viriamo verso il primo store in cui incontriamo il primo DJ dei tanti che ci accompagneranno in questa serata.

IDENTITÀ: Francesco Novara, di solito non fa il DJ.

BRANO RAPPRESENTATIVO: Una roba electro-house talmente a caso che pure Shazam si è rifiutato di curarsene.

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EQUIPAGGIAMENTO: Un controller, Steve Jobs e tanta voglia di vivere.

STAVA SUONANDO DAVVERO: Be', dai, be'.

AFFLUENZA: Sporadica, soprattutto dovuta alla presenza di camerieri in ghingheri che offrivano cocktail très chic.

LIVELLO DI FASHION: Bassino, ma non in senso buono.

ALCOOL/CIBO: Il Margarita sapeva di sputo disperso in acqua marina, mentre il Gin Lemon era tutto sommato passabile.

COMMENTI: Il primo negozio l'abbiamo usato più come rifugio che altro, frastornati dal primo impatto con la folla e con l'armata del progresso di cui sopra. Dentro non c'era praticamente nessuno ed è stata sicuramente una buona base d'appoggio per iniziare il giro senza cadere immediatamente nell'attacco di panico. Iniziamo a capire che a far girare i dischi molti negozi hanno chiamato l'amico della cugina della cassiera. C'è crisi, appunto. "Io stavo ascoltando Christoph De Babalon in cuffia, non ho la più pallida idea di che roba suonasse." [Francesco]

IDENTITÀ: Sappiamo solo che si chiama Alvisa, chissà chi è e da dove viene.

BRANO RAPPRESENTATIVO: Tony Senghorne - Whaddup

EQUIPAGGIAMENTO: Standard (cdj).

STAVA SUONANDO DAVVERO: Probabilmente sì, anche se il monitor di fianco a lei era palesemente spento. Di sicuro stava delle ore girata a scegliere i CD ma probabilmente c'è qualcosa dietro (uhu…).

AFFLUENZA: Strapieno.

LIVELLO DI FASHIONISMO DELLA FESTA: Medio.

ALCOOL/CIBO: Da bere davano Angelo Azzurro. Da mangiare meringhe azzurre. C'era qualcosa di sospetto in tutto quell'azzurro, è bevendo/mangiando cose di quei colori che di solito si passa da un pomeriggio troppo azzurro a giacere in un fosso senza uno degli organi interni.

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COMMENTI: La bionda Alvisa ci si presenta come prima manifestazione della felice tendenza di quest'anno. Quella del culo. Ci siamo infatti chiesti se gli interminabili minuti che la DJ passava girata di spalle a scartabellare nella sua collezione di CDR non fossero più per metterne in mostra le chiappe che altro. Probabilmente no, visto che il negozio in cui ci troviamo vende occhiali.

IDENTITÀ: DJ Maxi Flow, di solito fa le serate latine in un club chiamato Laberinto, altre serate a tema boliviano.

BRANO RAPPRESENTATIVO: Pitbull Featuring T-Pain & Sean Paul - Shake Senora (anche se stava mettendo qualcosa di deep house)

EQUIPAGGIAMENTO: Di solito utilizza i Cdj quando deve mettere House Music, ma in situazioni delicate come queste predilige la versione compatta e la combo controller midi-computer. In rari casi, può manifestarsi attorno a lui anche qualche vinile.

STAVA SUONANDO DAVVERO: Sembrava molto concentrato, pur avendo a che fare con una consolle della Chicco, Virginia gli ha fatto un sacco di domande sulle sue tecniche di mixing a cui ha risposto con molta allegria e scioltezza, guadagnandosi di conseguenza una fan.

AFFLUENZA: Alta.

LIVELLO DI FASHIONISMO DELLA FESTA: Più che fashion, in questa festa c'era un tentativo di demarcazione netta tra categorie IN e OUT che non abbiamo capito e si dispiegava tutto nel privé, che era veramente tanto privé.

ALCOOL/CIBO: Presenti, ma solo in quell'angolino di circa 50x50 centimetri, che, come accennavamo, si potrebbe definire privé privé (usiamo la doppia affermazione dato che al privé privé potevano accedere solo tre persone in tutta la fashion night out, le quali neppure mangiavano/bevevano). Riteniamo che tale privé privé fosse stato creato per dare un allure di gioioso snobismo a uno store altrimenti inutile.

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COMMENTI: Dj Maxi Flow ci è sembrato un po' sacrificato in quello spazio, vorremmo davvero vederlo all'opera nel suo ambiente, in una situazione in cui venga allo scoperto l'animale latino che c'è in lui, forse la deep house lo rende imbarazzato come una bestia in cattività, mentre siamo sicuri che se i proprietari del negozio gli avessero lasciato carta bianca, questa sarebbe stata la festa migliore di tutta la FNO.

L'inaccessibile privé privé.

Animati da DJ Maxi Flow cerchiamo ancora fiesta. Troviamo una double fiesta in quest'uomo.

IDENTITÀ: Kama ("Con la K?" "Sì!"), di solito suona a Lugano, ma è amico del direttore artistico, e suona per la FNO da tre anni.

BRANO RAPPRESENTATIVO: Trentemöller - Work In Progress

EQUIPAGGIAMENTO: Traktor & controllerino un po' sfiga, però di solito suona coi vinili. Dice lui. Palesemente dotato di DOPPIA CUFFIA!!! Attenzione, questo è l'unico DJ vestito inequivocabilmente da DJ, uno che le cuffie le porta nel cuore, non solo al collo.

STAVA SUONANDO DAVVERO: Sì, e ci si impegnava pure.

AFFLUENZA: Vuoto. Come nei veri club di alternativi.

LIVELLO DI FASHIONISMO DELLA FESTA: Medio, se ci fosse stata qualche anima viva.

ALCOOL/CIBO: Ancora un misero Prosecchino. Ma per chi ci hanno presi.

COMMENTI: Nelle parole del DJ "Non c'è tecnica vincente, basta essere un appassionato di musica e comunque seguire i migliori DJ al mondo e fare scuola negli anni e piano piano si arriva a una conclusione personale, ecco. Io seguo Trentemöller." Livello musicale leggermente più alto, diciamo come quello che potrebbe uscire dall'autoradio di un italiano rimbalzato al Panorama Bar [Appunti di Francesco].

IDENTITÀ: Guly, resident del Club House 80s e, a quanto pare, pure di questo negozio da quando c'è la FNO.

BRANO RAPPRESENTATIVO: La sigla di Uomini & Donne

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EQUIPAGGIAMENTO: Standard.

STAVA SUONANDO DAVVERO: No. Però ha chiacchierato un po' del "contatto fisico con l'apparecchio", chissà che intendeva.

AFFLUENZA: Altina, ma su invito. Come in altri negozi, era più l'affluenza dovuta al fatto che il buttafuori centellinasse gli ingressi, rispetto al reale interesse suscitato da qualcosa presente nello store.

LIVELLO DI FASHIONISMO DELLA FESTA: Molta convinzione.

ALCOOL/CIBO: Prosecchino. Che due palle.

COMMENTI: Una festa esclusivissima ma non si è capito bene perché, se non altro ci ha fatto capire che per avere tanta gente in fila davanti al proprio negozio bisogna dire loro che non possono entrare. L'avventore medio della Fashion Night Out riterrà molto fashion stare out, fino a quando non venga delicatamente rimbalzato oppure non sia tra i pochi fortunati a potersi concedere di entrare in un negozio triste e sorseggiare un ancora più triste prosecchino.

La dura vita di un fotomodello: a cena solo mezzo cracker.

A questo punto ci incamminiamo nelle vie più imballate di gente e da lontano percepiamo che ci stiamo avvicinando al vero nucleo della festa, infatti poco dopo incontriamo lui:

IDENTITÀ: Mr.Orange. "Suono a feste private, organizzo afterhours, dove mi chiamano, a Ibiza, a destra e sinistra." "Suono da venti, quindici anni," non sembra sicuro neanche lui. L'unica certezza qui è il colore arancione.

BRANO RAPPRESENTATIVO: T Connection - At Midnight

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EQUIPAGGIAMENTO: Standard, però, uhm… arancione.

STAVA SUONANDO DAVVERO: Avoja!

AFFLUENZA: Media.

LIVELLO DI FASHIONISMO DELLA FESTA: Sotto lo zero.

ALCOOL/CIBO: Vini demmerda, salame, spianata. Decisamente la scelta alimentare migliore di tutta la FNO.

COMMENTI: È la prima festa a cui vediamo effettivamente alcuni esemplari di essere umano ballare. Atmosfera cesereccia per quella che ci è sembrata una delle situazioni contemporaneamente più brutte e più belle della night. A un certo punto il caricone di Mr. Orange viene interrotto da un intermezzo classico che non capiamo finché non scorgiamo, di fronte al negozio, una performance stradaiola di lezione di balletto (non abbiamo ancora idea del perché), che non vi possiamo mostrare in quanto interpretata da minorenni.

Decidiamo di seguire l'istinto e dirigerci verso il prossimo punto caldo della Night Out. Un punto talmente caldo che è infarcito di piumini.

IDENTITÀ: Matteo Zarcone, è di Firenze, l'anno scorso suonava al Tenax e il fine settimana comunque sempre in giro. Ora comincia una serata a La Spezia in cui faranno deep house. Oltre al DJ fa il musicista, ha un progetto che si chiama Two Drums, prima suonava con i Planet Funk.

BRANO RAPPRESENTATIVO: Un pezzo dei Disclosure che crediamo sia questo.

EQUIPAGGIAMENTO: due cdj a riposo, un controller e Steve Jobs sempre al lavoro.

STAVA SUONANDO DAVVERO: Sì.

AFFLUENZA: Altina, non era male tutto sommato.

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LIVELLO DI FASHIONISMO DELLA FESTA: Medio. Alla fine erano giubbotti imbottiti.

ALCOOL/CIBO: Un grosso OK per il primo Negroni Sbagliato della nostra serata.

COMMENTI: Matteo è indispettito dall'avvento del digitale, nonostante anche lui ne faccia uso, perché permette a molte persone che non sono musicisti o addetti ai lavori di fare lo stesso lavoro di un addetto ai lavori pur non avendone le abilità tecniche. Lui sottolinea come vi sia una forte differenza tra un live set da cui è bandito l'uso del sync da un altro dj set in cui il personaggio famoso viene chiamato solo perché è famoso e usa il sync.

IDENTITÀ: Roll Over Beethoven, crew milanese responsabile delle serate più quintessenzialmente gne gne della città. Il nostro fotografo si raccomanda: "Non parlatene male, che poi non mi fanno più entrare alle feste." Serata bellissima.

BRANO RAPPRESENTATIVO: Hercules & Love Affair feat. Antony - Blind

EQUIPAGGIAMENTO: Minimal-snob (ed ennesima dimostrazione che Native Instruments dovrebbe in qualche modo mettere il proprio logo sulla VFNO).

STAVA SUONANDO DAVVERO: A questo punto non ha proprio più importanza.

AFFLUENZA: Alta ma snobbbissima. Si entra su invito e nel negozio ci sono solo facce "note" e fashion victim militanti.

LIVELLO DI FASHIONISMO DELLA FESTA: Esasperato, a livelli quasi intollerabili. L'unica nota veramente positiva della festa è quella che in realtà stona con tutto il resto del tono che la festa stessa voleva darsi. Ovvero il fatto che in vetrina vi fossero alcune favolose cubiste scosciate, truccate da sbattone alle 6 del mattino. Il fatto che tutti ci siamo innamorati di queste cubiste ci ha facilmente portato a dimenticare ogni negatività che l'ambiente di questo party esclusivo ci aveva inoculato.

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ALCOOL/CIBO: Finalmente un prosecco di marca diversa da Ronco. Cocktail basici a piacimento. Decisamente la qualità alcolica migliore di tutta la VFNO. Una tartina.

COMMENTI: A parte le ottime cubiste, è in questa sede che Virginia ha un'agnizione a livello plautino e incontra il suo caro amico Danilo, il fan sfegatato di Roberto Cavalli, già conosciuto in un altro contesto ultra-fashion, ovvero la presentazione dell'autobiografia dello stilista. Danilo è contentissimo perché è riuscito a incontrare il suo idolo, che gli ha autografato una copia del libro. Possiamo vederlo qui sotto insieme a due modelli molto belli incontrati alla stessa festa.

Il modello che precedentemente mangiava il cracker è riuscito a ottenere l'unica tartina della festa.

Dato il livello troppo alto di fashion, insopportabile per noi poveri individui che è una fortuna se abbiamo un cambio abito nell'armadio, decidiamo di auto ostracizzarci dal quadrilatero della moda e ritornare verso le feste di bassa lega, lungo Corso Vittorio Emanuele. Troviamo lì il vero Papeete Beach della Fashion Night Out, un'oasi privé presieduta da sole donne, un tiaso tamarro la cui colonna sonora è curata da lei:

IDENTITÀ: Sammy More

BRANO RAPPRESENTATIVO: PSY - Gangnam Style

EQUIPAGGIAMENTO: Tutina sexy semitrasparente, due cdj e tanta forza di volontà.

STAVA SUONANDO DAVVERO: Sì, ma cosa.

AFFLUENZA: Più che affluenza sarebbe da definire passaggio, dato che l'Outlet aveva deciso di esporre tutte le sue bellezze in una sorta di red carpet transennato in cui potevano stare solo le ragazze dello staff e alcuni piattini di popcorn.

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LIVELLO DI FASHIONISMO DELLA FESTA: Molto simile alla movida di Piazzale Cuoco.

ALCOOL/CIBO: Abbiamo scoperto a nostre spese che i popcorn presenti nel finto privé transennato erano in realtà intoccabili, pena l'estromissione perpetua dal circuito outlet. Però erano buoni.

COMMENTI: C'era la fila per farsi fotografare con queste ragazzone in tenuta da drag queen che popolavano il parterre. In particolare abbiamo notato molti individui di genere indefinito tra ragazzino di 14 anni e mezzo e lesbica che sgomitavano per farsi fotografare vicino a queste dotate signore. Dopo aver assistito a questa scena abbiamo deciso di spostarci.

Ecco il solito modello intento a rubare cibo dal privè. La reazione ilare è solo apparente.

Tornati sul corso principale, incontriamo la grandissima Giulia Regain.

IDENTITÀ: "DJ Giulia Regain, testimonial Pioneer Italia, DJ donna, lavoro come dj per la Campari," autocertificazione.

BRANO RAPPRESENTATIVO: Giulia Regain feat. Iossa - Cinderella out. In ogni caso il suo è un genere "commerciale internazionale elettronico dance pop."

EQUIPAGGIAMENTO: Non vi diciamo nemmeno di che marca, un computer, un controller e un'ottima apertura alare.

STAVA SUONANDO DAVVERO: Nei momenti in cui non sollevava pesi immaginari facendo il ballo del muletto, supponiamo di sì.

AFFLUENZA: Impressionante.

LIVELLO DI FASHIONISMO DELLA FESTA: Quando c'è una strobo in vetrina siamo già passati dall'altro lato del fashion.

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ALCOOL/CIBO: Non pervenuti.

COMMENTI: Giulia Regain è molto simpatica. Come non amarla, poi, quando ci regala anche i suoi adesivi personalizzati? Noterete che Giulia Regain non è né il primo né l'ultimo caso di donna in vetrina di questa FNO e anzi, fra tutte le donne di tutte le vetrine lei forse è quella con più senso, dato che almeno non sembra messa lì a caso e soprattutto è rivolta nel verso "giusto". In fin dei conti, però, il resto della situazione passava parecchio in secondo piano data la fortissima personalità della ragazza in vetrina.

*****

A proposito di ragazze in vetrina, dopo gli ultimi due store pericolosamente MATRIARCALI, finalmente torniamo a mettere la donna al proprio posto. Infatti passiamo davanti a un negozio in cui il DJ è maschio e la cubista nudista è donna. Non ci fanno entrare (nonostante il Dj Set e la sua coreografia fossero ancora ben in azione), quindi di questo store possiamo apprezzare esclusivamente la delicata disposizione delle borse e dei foulard. Qualcosa ci fa intuire che la prossima collezione sarà a tema floreale/metallizzato.

Va' che bel marsupio.

Non potevamo non incontrare nemmeno un VIP in tutta la serata, ecco il nostro VIP:

IDENTITÀ: DJ Fargetta

BRANO RAPPRESENTATIVO: Martin Solveig & Dragonette - Hello

EQUIPAGGIAMENTO: Tutta una radio con sé.

STAVA SUONANDO DAVVERO: Aveva appena finito di suonare, era molto soddisfatto; in quel momento stavano suonando Bic e Franco DJ di Radio DJ.

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AFFLUENZA: Pestilenziale.

LIVELLO DI FASHIONISMO DELLA FESTA: Un sacco di magliette con grafiche brutte.

ALCOOL/CIBO: Una bottiglia di spumante sciabolata solo dietro la consolle.

COMMENTI: Chiediamo a Fargetta cosa ne pensa dell'effluvio di DJ della Fashion Night Out (e in generale), la sua risposta è "chi meglio sa scegliere probabilmente porta ai fini quello che vuole ottenere col pubblico." Noi dopo questa enigmatica frase decidiamo di andarcene.

Arriviamo infine da questo gruppo di simpaticoni.

In seguito a una risalita controcorrente della torrenziale invasione di quindicenni in estasi perché forse al secondo piano di un palazzo c'era la Canalis, ci rifugiamo nell'ultimo store in cui faremo tappa, che possiamo definire come riassuntivo di questa nostra esperienza. Il quadro che ci si presenta davanti è: un DJ con il suo solito controller spiccio, House commerciale, ma soprattutto a fianco alla consolle troviamo questo.

IDENTITÀ: Chiappe

BRANO RAPPRESENTATIVO: Gabriella Ferri - Tutti Al Mare

EQUIPAGGIAMENTO: Un tanga dolby surround.

STAVA SUONANDO DAVVERO: Eccome!

AFFLUENZA: Ottima!

LIVELLO DI FASHIONISMO DELLA FESTA: Molto soddisfacente.

ALCOOL/CIBO: Irrilevanti.

COMMENTI: Decisamente il DJ set più coerente della serata.

PS: Non ci siamo accorti che al posto precedentemente occupato da Sinclar quest'anno c'era addirittura SKIN. Fotografata con il cellulare da Francesco, suo grande fan:

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