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La prigione francese che tiene in isolamento i "fondamentalisti islamici"

Di recente il carcere di Fresnes ha varato nuove misure per prevenire il diffondersi del fondamentalismo islamico al suo interno. Ora, dopo quanto successo a Parigi la scorsa settimana, il tema è più che mai al centro del dibattito.
12.1.15
Foto di Lionel Allorge.

In questo articolo, uscito a novembre su VICE News, si consideravano le misure attuate nel penitenziario francese di Fresnes per prevenire la diffusione del fondamentalismo islamico, evidenziando i potenziali esiti controproducenti del programma. Alla luce di quanto successo la scorsa settimana a Parigi con l'attacco alla redazione di Charlie Hebdo, abbiamo deciso di riproporlo in versione editata.

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Da qualche mese una prigione non lontana da Parigi sta conducendo un insolito e controverso esperimento tra i suoi 2.500 detenuti. L'amministrazione del carcere di Fresnes ha deciso di isolarne 20, considerati fondamentalisti islamici, in una "unità" separata. Secondo quanto dichiarato da una fonte interna alla prigione alla AFP, l'idea è di "prevenire il reclutamento tra i detenuti."

L'esperimento è cominciato il 15 ottobre, ma è stato reso pubblico solo tre settimane dopo, in seguito a numerosi incidenti verificatisi nel carcere. Un giorno, 12 dei detenuti isolati hanno protestato contro la misura presa ai loro danni rifiutandosi di tornare in cella dopo l'ora d'aria, e un prigioniero ha aggredito una guardia. Un episodio simile si è verificato ancora qualche giorno dopo.

L'amministrazione del carcere si è rifiutata di rispondere alle domande di VICE News, ma il portavoce del Ministero della giustizia ha dichiarato a VICE News che il ministroera a conoscenza dell'esperimento, e che l'idea è stata avanzata dal direttore del carcere in persona.

"L'esperimento fa parte di un tentativo di riforma ministeriale più estesa, volta a individuare la migliore soluzione per gestire i detenuti accusati di terrorismo," ha spiegato il portavoce. "Il direttore della prigione di Fresnes ha avviato questo esperimento per analizzarne le conseguenze in termini di conversioni e sicurezza. Ancora non sappiamo se sarà efficace. In breve tempo avremo a disposizione risultati tangibili dai quali trarre conclusioni."

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Secondo il quotidiano Le Figaro, alcune guardie del carcere hanno espresso preoccupazione riguardo alle nuove misure. Ahmed El Hoummass ha dichiarato: "L'isolamento per loro è una specie 'crescita professionale'. Si insegneranno l'un l'altro come essere estremisti migliori. Inoltre, i veri leader non si mostrano mai, non attirano l'attenzione su di loro. Sono sempre i più esposti e vulnerabili a essere tacciati di fondamentalismo."

Secondo Farhad Khosrokhavar, responsabile per la ricerca alla Scuola di Scienze Sociali EHESS di Parigi e autore di un libro sul fondamentalismo nelle carceri, i lati positivi e negativi di questa strategia si equivalgono. "Certo rende impraticabili molte tecniche di reclutamento," ha dichiarato a VICE News. "Il lato negativo è che, stando sempre insieme, sono in grado di sviluppare reti di rapporti più ampie e più pericolose, e c'è anche un effetto di 'contagio'."

Khosrokhavar è anche convinto che il carcere di Fresnes non sia il luogo più adatto a tale esperimento. "Fresnes non è adatto perché è troppo piccolo," ha detto. "I prigionieri possono sentirsi tra loro. Serve un carcere più grande."

Il diffondersi del fondamentalismo nelle carceri era tornato al centro della discussione in Francia dalla sparatoria di maggio scorso al Museo Ebraico di Bruxelles, dove un uomo ha aperto il fuoco sulla folla, uccidendo quattro persone. Sembra che il responsabile, Mehdi Nemmouche, si fosse convertito al fondamentalismo islamico durante un periodo di detenzione. Il dibattito è stato poi incendiato dalle note dichiarazioni del politico di centro-destra francese Guillaume Larrivé, secondo cui il 60 percento dei detenuti francesi sarebbe "religiosamente o culturalmente musulmano." I dati sono successivamente stati contestati da Le Monde.

Il sociologo e scrittore Olivier Bobineau è dell'idea che l'esperimento di Fresnes non fornisca alcuna risposta significativa al problema del fondamentalismo nelle carceri. In un'intervista a VICE News ha dichiarato: "Si corre il rischio che i detenuti diventino più riservati e introversi. Gli estremisti sono vittima di tre diverse frustrazioni: quella politica e religiosa, quella economica, e quella derivante dall'assenza di riconoscimento sociale. Per questi individui, la religione è fonte di speranza, uguaglianza e autostima. L'isolamento è solo un rimedio a breve termine. Se si vuole davvero affrontare il problema del diffondersi del fondamentalismo, bisogna fornire soluzioni a questi tre tipi di frustrazione."