Salute

Abbiamo sempre preso la pillola nel modo sbagliato

L'interruzione non è davvero necessaria. Anzi, a volte peggiora le cose.
24.1.19
diverse pillole contraccettive
Foto via Flickr.

Chi prende la pillola lo sa bene, la settimana di interruzione può essere un dramma. Di recente, però, la Faculty of Sexual and Reproductive Healthcare, che formula le direttive in materia di salute riproduttiva e sessuale nel Regno Unito, ha confermato che l'interruzione non ha alcun beneficio medico dimostrato. Ma allora perché esiste?

Secondo alcuni sarebbe colpa del Papa. Infatti, stando a quanto scrive il Telegraph, per decenni alle donne sarebbero stati somministrati i farmaci contraccettivi nel modo sbagliato per fare contenta la Chiesa Cattolica. L'articolo attribuisce la responsabilità di questa scelta allo scienziato cattolico che inventò la pillola: per tentare di guadagnarsi l'approvazione della Chiesa, ovviamente contraria a qualunque metodo contraccettivo, avrebbe inserito questa interruzione per dare un'apparenza più "naturale" al metodo. E ci risiamo, sembra che come al solito il Cattolicesimo abbia dovuto dire la sua in fatto di diritti riproduttivi femminili.

La prima domanda che mi viene in mente è: perché ci sono voluti 50 anni per fare questa ricerca? E soprattutto, l'interruzione della pillola è davvero solo colpa del Papa? Per scoprirlo ho parlato con Jane Dickson, vicepresidente della Faculty of Sexual and Reproductive Healthcare.

VICE: Come siete arrivati a scoprire i veri motivi dietro l'interruzione della pillola?
Jane Dickson: Innanzitutto, i fattori che hanno portato all'introduzione della pausa di sette giorni sono tanti. Non è solo perché lo scienziato era cattolico e voleva ingraziarsi la Chiesa. Penso che la notizia sia stata estrapolata dal contesto e ingigantita. Chiarire questo punto di partenza è fondamentale.

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Dicevamo: ci sono moltissime ragioni per cui quell'interruzione è stata introdotta. Una delle più importanti è che la pillola nacque 60 anni fa, e all'epoca i dosaggi ormonali al suo interno erano fino a 100 volte superiori a quelli delle pillole moderne. In molti casi, le donne stavano davvero male durante i 21 giorni di pillola, e così la settimana di pausa doveva servire a interrompere quell'enorme apporto di ormoni. Inoltre quell'interruzione provoca una perdita di sangue, anche se sappiamo che non è una vera mestruazione. Negli anni Cinquanta i timori sulle possibili conseguenze della pillola sulla salute riproduttiva femminile erano molti. Tra le altre cose, la perdita di sangue confermava che la donna non fosse incinta.

Negli anni, la pillola si è modernizzata; oggi i dosaggi sono molto più bassi e il corpo li tollera meglio. La ricerca negli ultimi dieci anni circa ha dimostrato che non c'è alcun motivo scientifico per fare l'interruzione ogni mese. Anzi, molte donne dicono di avere disturbi e dolori durante la settimana di interruzione, sbalzi d'umore o mal di testa. E come se non bastasse, in quei giorni ti viene anche un finto ciclo, di cui, diciamolo, avresti volentieri fatto a meno.

Ovviamente questa ricerca è solo un'indicazione per i professionisti del settore medico, non una prescrizione. La nostra organizzazione fornisce linee guida e raccomandazioni ai professionisti che prescrivono farmaci contraccettivi, e il messaggio in questo caso è: abbiamo le prove che quell'interruzione non è necessaria. Se non vuoi interrompere la pillola, non serve che tu lo faccia.

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Quali sono gli altri motivi per cui evitare l'interruzione?
Ci sono donne che prendono la pillola perché soffrono molto durante il ciclo—per via di dolori forti, o per patologie come l'endometriosi e la sindrome premestruale—e questo le aiuta. Nel loro caso, evitare interruzioni assicura una maggiore efficacia. L'altro vantaggio è che non interrompendo l'assunzione si riduce il rischio che la pillola non funzioni. Nonostante sia uno dei metodi contraccettivi più diffusi, infatti, ha un tasso di fallibilità piuttosto elevato, circa del nove percento. Questo è dovuto in parte alle pillole dimenticate, e se il rapporto avviene durante l'interruzione potrebbe essere ancora più a rischio. Quindi, riducendo le interruzioni, si riduce anche il rischio di rimanere incinta. Questi sono i motivi principali per cui sono state formulate le nuove raccomandazioni.

Stai dicendo quindi che le donne potrebbero prendere la pillola senza interruzione per un anno intero senza avere mai il ciclo?
Assolutamente sì, non darebbe alcun problema. Ogni tanto potrebbero comunque presentarsi delle perdite, ma nulla di che.

Qual è il messaggio principale di questa nuova ricerca?
Vogliamo dare alle donne maggiore controllo sulle scelte riproduttive. Vogliamo che i metodi contraccettivi siano il più affidabili possibile e che si possano gestire al meglio patologie e disturbi. E questo conta di più di qualsiasi battaglia contro la Chiesa cattolica.

Cosa pensi che cambierà adesso?
Nella pratica, se una donna è soddisfatta del proprio ritmo e alterna tre settimane di pillola e una di pausa e non ha problemi, può benissimo continuare a farlo. Il nostro consiglio è soprattuto diretto ai medici che hanno a che fare con giovani donne e forniscono loro informazioni sulla contraccezione: penso che le donne dovrebbero essere informate di tutte le opzioni a loro disposizione, per scegliere quella che preferiscono. Non c'è bisogno di andare nel panico o cambiare le proprie abitudini.

Per concludere e venire in aiuto di chi ha scrollato fino alla fine dell'articolo alla ricerca di una risposta: interrompere la pillola per sette giorni non ha nessun beneficio medico, giusto?
Giusto, l'interruzione non ha alcun vantaggio.

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