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Le forze speciali cubane sono coinvolte nella repressione in Venezuela?

Mentre le proteste popolari continuano a Caracas, gli studenti si riuniscono davanti all'ambasciata cubana per manifestare contro un nuovo problema: il coinvolgimento delle forze speciali cubane nella gestione delle rivolte venezuelane.

di Alice Speri
27 febbraio 2014, 12:12pm


Questo pezzo è tratto da VICE News, il nostro nuovo canale di news. Per saperne di più, andate su vicenews.com.

Eduardo Barreto ha vent'anni, e non è sicuro che gli agenti che gli hanno sparato fossero venezuelani.

Da quando ha preso parte alle proteste, questo studente di economia di Valencia si è ritrovato avvolto tra nubi di lacrimogeni ed è stato inseguito da poliziotti a bordo delle loro moto. Ha visto gli amici venire colpiti alla schiena mentre fuggivano dalla polizia, e ha marciato lungo le stesse strade dove la settimana scorsa è morta Genesis Carmona.

Non è un grande fan della guardia nazionale messa in campo dal governo per soffocare le proteste, ma se deve prendersi un proiettile, preferirebbe che a sparare fosse un suo connazionale.

"Sappiamo che nella Guardia Nazionale venezuelana ci sono agenti cubani," mi ha detto Barreto accennando alla voce, diffusa ma tuttora non confermata, secondo cui il governo di Maduro avrebbe chiesto aiuto ai vicini per proteggere la sua rivoluzione bolivariana. "Ti immagini se i soldati russi venissero reclutati nell'esercito degli Stati Uniti per contrastare i cittadini americani? È inaccettabile."

Barreto afferma di non avere dubbi: secondo lui, alcuni degli agenti in cui si è imbattuto durante le proteste erano cubani. Qualche settimana fa, prima che iniziassero a sparare sui manifestanti, portava loro l'acqua perché si rinfrescassero mentre facevano servizio di sorveglianza durante i cortei.

"Se ne stavano per strada tutto il giorno sotto il sole, volevo essere gentile," mi dice. "Uno di loro aveva un accento cubano, l'ho notato quando mi ha ringraziato. Conosco l'accento cubano perché ho degli zii lì."

Per ora le autorità venezuelane non hanno confermato né smentito le accuse. Ma negli ultimi giorni dichiarazioni come quelle di Barreto si sono moltiplicate, alimentate da Angel Vivas, generale venezuelano in pensione con una posizione critica sul governo. Secondo diverse fonti, l'ex militare avrebbe comunicato ai suoi oltre 200.000 follower su Twitter che "sgherri cubani e venezuelani" erano diretti alla sua abitazione dopo l'ordine di arresto emanato da Maduro nei suoi confronti.

Maduro, da parte sua, ha indetto una "conferenza di pace" e specificato che i manifestanti hanno il diritto di protestare pacificamente. "Ma andare in strada per bruciare e distruggere, quello non lo permetterò," ha aggiunto.

Martedì, a Caracas, un corteo di studenti si è ritrovato di fronte alla sorvegliatissima Ambasciata di Cuba per contestare il coinvolgimento di truppe cubane e invitare alla fine dell'ingerenza cubana negli affari venezuelani.

"Non lasceremo che i fratelli Castro continuino a controllare il Venezuela," ha dichiarato alla stampa locale la studentessa Gabriela Arellano. "Basta ingerenza cubana."

Il partito dell'opposizione Voluntad Popular ha diffuso via Twitter foto di guardie venezuelane armate a protezione dell'Ambasciata di Cuba. Gli organizzatori del corteo dicono di aver pacificamente lasciato la sede subito dopo aver consegnato a un rappresentante delle forze dell'ordine un documento contenente le loro rimostranze.

In questo video, girato da Voluntad Popular fuori dall'ambasciata, Arellano invita il "regime castrista" a ritirarsi dal territorio venezuelano.

In passato i manifestanti antigovernativi si erano già ritrovati all'Ambasciata di Cuba per protestare. Nel 2002, durante un colpo che ha brevemente destituito l'ex presidente Hugo Chávez, i manifestanti avevano sfondato le finestre e bucato gomme e coperto di vernice bianca le auto parcheggiate nei pressi dell'ambasciata.

La stretta relazione con Cuba risale ai primi tempi del governo Chávez, e a definirla è stata principalmente l'amicizia di Fidel con l'ex Presidente venezuelano, che fino alla morte, avvenuta lo scorso anno, è stato ampiamente percepito come il suo successore ideologico.

Ma anche i soldi contano.

Il Venezuela è il primo partner commerciale e principale erogatore di aiuti a Cuba, per un volume che secondo The Economist tocca i 3.5 miliardi di dollari l'anno e 115.000 barili di petrolio al giorno. Cuba ripaga il vicino in dottori, agenti dei servizi segreti e personale delle forze di sicurezza. E in tempi di crisi è sempre pronto a dare una mano.

In un'intervista, l'ex ufficiale dei servizi segreti e contestatore del governo Umberto Mario ha affermato che le truppe d'élite cubane conosciute col nome di Avispas Negras (vespe nere) sarebbero arrivate a Caracas sotto copertura.

"Sanno come infiltrarsi tra i manifestanti, vestiti in abiti civili, e così facendo si spostano per tutto il Venezuela con l'obiettivo di neutralizzare l'avanzata della protesta," ha spiegato Mario. "Sono qui per quello, per la repressione."

Dall'inizio delle proteste diverse centinaia di persone sono state arrestate; si parla anche di torture, come nel caso di uno studente violentato con un fucile.

"Il G2, l'equivalente cubano della CIA, ha esperienza nella tortura dei cittadini," ha detto Barreto. "E crediamo siano qui per questo motivo."

Ma se il governo cubano segue con attenzione le proteste in Venezuela, lo stesso vale per i suoi critici.

"Dev'esserci molto nervosismo in piazza della Rivoluzione a Cuba," ha scritto su Twitter la blogger e attivista cubana Yoani Sánchez. "Il Venezuela le sta dando delle sorprese."

Nel frattempo, gli scontri tra manifestanti e popolazione sono proseguiti per tutta la settimana in diverse zone del Venezuela. Questo video, girato lunedì nell'area di piazza Altamira a Caracas, mostra i manifestanti fuggire da un'esplosione mentre il fumo si leva da una strada poco lontana.

Ulteriori proteste sono state convocate per i prossimi giorni: è il caso di venerdì, con la sfilata dei motociclisti in maglia bianca e bandiere venezuelane—una contestazione delle sfilate della guardia nazionale e dei colectivos pro-governo—e di sabato, con la protesta contro le società pubbliche che erogano gas e combustibili, recentemente finite al centro dell'opinione pubblica dopo che Maduro ha aperto il dibattito sull'aumento dei prezzi della benzina.

Infine, da più parti si invita a boicottare la vicina vacanza per il Carnevale, prolungata di due giorni per volontà del presidente in quello che molti hanno definito un tentativo di distogliere l'attenzione dalle proteste.

“Ha indetto festa nazionale per giovedì e venerdì per esortare la gente ad andare in spiaggia, a fare un viaggio, a togliersi dalle strade," ha detto Barreto. "Noi invece vogliamo assicurarci che la gente non vada al Carnevale, e che rimanga in strada.”

A Valencia, alcune persone hanno intenzione di sdraiarsi lungo i viali della città in bikini per "prendere il sole," ha aggiunto. 

“Ecco come festeggeremo il Carnevale quest'anno.”


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