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Il finale di stagione di Game of Thrones è stato devastante ed epico

La sbalorditiva solennità di "The Winds of Winter" era già in atto ben prima che la storia cominciasse, e c'è da sperare che questo episodio diventi il modello per tutto il resto della serie. Ecco perché.
28.6.16

Attenzione: contiene spoiler della sesta stagione.

Il grande gotico di Westeros

Avete visto il l'episodio finale della sesta stagione di Game of Thrones? O, più precisamente, avete visto il segmento "nella puntata precedente" in apertura, che mostra quel trionfale massacro che è stata "La battaglia dei bastardi" sulle melodie di Wagner? E la scena successiva, in cui si susseguono rapidamente il bagno di sangue a Dorne, Ned Stark e alcune delle battute più importanti della stagione ("Aprite i cancelli," "I nostri padri erano tutti uomini crudeli," "Il tuo regno è finito.") e che riassumono in breve l'atmosfera epica che caratteristica il resto dell'episodio?

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Oppure, se lo avete già guardato per la seconda o terza volta, avete notato che quegli strani congegni che fluttuano sopra Westeros durante i titoli di testa sono molto simili a quelli che compaiono nella libreria di Vecchia Città? E la lunga scena in cui, in silenzio, ci viene mostrata la vestizione di Cersei, re Tommen, Margaery e dell'Alto Passero prima del confronto tra loro?

Ve lo chiedo perché la solennità di "The Winds of Winter" era già in atto ben prima che la storia cominciasse—e anche perché in fatto di spoiler la gente è molto permalosa e volevo dare a tutti la possibilità di fermarsi un attimo e resistere alla tentazione di continuare a leggere qualora non aveste visto l'episodio in questione, considerando che parte subito con il botto e oblitera lo scenario che avevamo imparato a conoscere nel corso dei precedenti 59 episodi.

Senza contare la morte di ben nove personaggi—contando anche la suora malvagia, che ho notato è stata fatta morire fuori schermo. Ragazzi, se è stato un episodio intenso. Questo finale, quasi un lungometraggio, si è aperto con un'intensità senza precedenti e con un accompagnamento di pianoforte che sembra voler enfatizzare l'impotenza degli spettatori di avvertire la gente di Approdo del Re della catastrofe imminente. Abbiamo visto la folla entrare al Tempio di Baelor per i processi di Loras e Cersei e subito abbiamo avuto il sospetto che nessuna di quelle persone ne sarebbe mai più uscita, anche se durante il primo processo fila tutto abbastanza liscio e Loras riceve un esagramma sulla fronte. Il suo giuramento finale è la prova che il destino del Cavaliere di Fiori è segnato e che il grande gotico di Westeros continuerà per tutto l'episodio mentre, una dopo l'altra, Cersei, Daenerys, Sansa e Arya scelgono il lato oscuro.

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Il Gran Maestro Pycelle è il primo. Viene assassinato nelle catacombe sotto il Tempio di Baelor dagli "uccellini" del suo rivale, il negromante Qyburn. Be', è stato un bel personaggio. Per chi nota queste cose, l'attore Julian Glover nel corso della sua carriera è stato sconfitto dalle forze ribelli, da James Bond e da Indiana Jones.

Il secondo personaggio a lasciarci è il penitente Lancel Lannister, che viene attirato e accoltellato nelle catacombe e ha il tempo di vedere le ampolle verdi di altofuoco che presto esplodono, vaporizzando in un colpo solo Mace, Loras e Margaery Tyrell, l'Alto Passero e tutti i suoi seguaci, Kevan Lannister e un buon numero di giudici e spettatori innocenti. Molti di questi personaggi sembrava avessero ancora molto da fare prima della loro immolazione di massa, avvenuta come una perdita scioccante e improvvisa ma che in realtà avevamo già visto nelle visioni di Bran. La potenza della scena viene leggermente scalfita dalle torture di Cersei sulla Septa Unella rinchiusa nelle segrete della Fortezza Rossa e dalla provocazione con cui la Montagna-zombie si toglie l'elmo tenendo il volto nascosto nelle ombre. Comunque, dopo i primi minuti abbiamo già da piangere un'illustre casata—per non citare il povero re Tommen, che si suicida gettandosi da una finestra della Fortezza Rossa.

Grab da 'Game of Thrones' per gentile concessione di HBO

Vendetta, giustizia, fuoco e sangue

Pur con un inizio del genere, il resto dell'episodio non scende mai di tono. Jaime Lannister umilia Walder Frey, incapace di festeggiare una vittoria disonorevole. Samwell Tarly e la sua famiglia arrivano alla Cittadella, dove vengono accolti con riluttanza: dovrà prima incontrarsi con l'Arcimaestro che si assicurerà che sia idoneo per frequentare la facoltà. Ma si tratta di un inconveniente minimo per Sam, di cui John Bradley-West interpreta il comico stupore di fronte all'enorme biblioteca della Cittadella. Una parte di me spera che questa sia l'ultima volta che vediamo Sam fino alla fine della serie, quando dopo aver finito il suo primo libro si rivolgerà alla telecamera con una folta barba e lo sguardo vissuto come a dire, "Be', mi ci saranno voluti anche 20 anni e numerose scadenze non rispettate, ma alla fine ce l'ho fatta."

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E c'è la scena a Dorne, con Lady Olenna Tyrell in lutto che sputa addosso alle odiose serpi delle sabbie tutte quelle cose che noi stessi morivamo dalla voglia di dirgli e con la grande entrata in scena di Varys che formula una proposta di alleanza con l'armata di Daenerys Targaryen—e quindi, come nel finale di una partita di Risiko giocata fino alle tre di notte, ci ritroviamo con tutti i personaggi non-Stark rimasti che si alleano con Daenerys. Per quanto riguarda quest'ultima, invece, ha finalmente tempo per fare due chiacchiere con Daario e Tyrion, in due scene che riescono a sfidare i ruoli di genere, a comunicare il dolore di chi deve scegliere l'ambizione invece dei propri desideri personali e in cui Tyrion riesce a sorprenderci con il suo atto di fede—di un uomo per cui la fede fino a quel momento è stata solo un intralcio—nei confronti di Daenerys.

Questi momenti di umanità sono collegati ad altri che sembrano pensati apposta per soddisfare i fan della serie, in particolare la scena in cui Arya ricompare alla Torri Gemelle e finalmente si prende la sua rivincita su Walder Frey, sgozzandolo dopo avergli fatto mangiare una torta fatta con i resti dei suoi due figli. Ma, vi chiederete, come fa a distrarre tutta la corte così a lungo da riuscire a portare a termine una ricetta così rischiosa? E come fa Varys a essere allo stesso tempo a Dorne e sulla nave di Daenerys? E a proposito, come ha fatto Olenna, tra una scena e l'altra, a venire a sapere della scomparsa della sua famiglia e a farsela a piedi fino a Dorne? La risposta a tutte queste domande è sempre la stessa: è una serie tv. È finzione. State tranquilli.

Foto di Helen Sloan per gentile concessione di HBO

L'inverno è arrivato

Per quanto sia un sollievo vedere la sottotrama di Daenerys che si avvia finalmente a incontrare le trame principali, i pilastri della serie sono sempre stati i Lannister e gli Stark. Eppure, entrambi hanno da temere più che gli altri le divisioni interne al loro fronte. A Grande Inverno, Davos e Jon esiliano Melisandre, mentre Ditocorto cerca di sedurre Sansa—che credo stia attraversando un periodo particolare, visto il sorriso da Monna Lisa con cui ha osservato la morte di Ramsay e la sua espressione mentre Jon veniva dichiarato Re del Nord.

E c'è qualcosa di veramente bello nella visione di Brian che finalmente svela quali sono le origini di Jon—uno dei "misteri" che ci siamo portati dietro fin dall'inizio della serie—ma che non viene messa in scena né in modo superficiale né come se fosse il momento più profondo dell'episodio. Nel corso di questa stagione, anche mentre venivano assecondati i desideri dei fan, fatti sparire personaggi non rilevanti e si lasciava la trama aperta, la serie ha sempre ripagato gli spettatori per l'attenzione che si ponevano alle minuzie del racconto. Per cui, in quest'ultimo episodio, ci è stato permesso di apprezzare personaggi minori com Lyanna Mormont e di sentirci lusingati da dettagli come la nuova corona di Cersei o le vele appena dipinte della flotta di Daenerys che si imbarca con i suoi draghi e i suoi dothraki.

Si vocifera che le ultime due stagioni saranno composte solo da sei o sette episodi l'una. Se i registi hanno intenzione di usare da qui in avanti quest'ultimo episodio come modello, non ci vedo nessun problema. Per adesso ci hanno lasciato nel modo migliore possibile, con il sensazione che si tratti di una storia importante e che siamo in qualche modo tutti partecipi delle vicende dei suoi eroi e dei suoi cattivi, la maggior parte dei quali, come noi, si trova in mezzo a questi due estremi.

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