Music by VICE

Come lo Xanax si è preso la scena musicale inglese

Questo farmaco ansiolitico si sta diffondendo a macchia d'olio tra DJ, producer, rapper e fan; ne abbiamo analizzato il fascino e i rischi per la salute.

di Nilu Haidari; illustrazioni di Owain Anderson; traduzione di Giacomo Stefanini
22 marzo 2018, 9:36am

Circa cinque anni fa, il DJ londinese Oneman aveva un problema ricorrente. Dopo aver provato lo Xanax per la prima volta, "mi sono trovato a chiedere a tutti dove lo potessi trovare a Londra – era un incubo a quei tempi in questo paese", racconta oggi, al telefono. "Alla fine ho trovato qualcuno che ce l'aveva, e continuavo a tornarci. Prendevo circa due barre al giorno a quel punto" – dove una "barra" sarebbe una pasticca da 2mg – "una al pomeriggio e una alla sera. Ho cominciato a vivere di notte; non volevo mai che fosse giorno, perché così la gente non mi dava fastidio e potevo continuare a prendere droghe e mixare in camera mia".

Da quel punto la sua dipendenza da Xanax è durata quattro anni ed è culminata in un soggiorno in rehab l'anno scorso. Di recente, ha condiviso le sue esperienze con questa droga in alcuni tweet, ora eliminati. Dopo la morte di Lil Peep per overdose accidentale di Xanax e fentanyl e dopo che il rapper Lil Xan ha smesso con le pillole da cui ha preso il nome, Oneman spera di ispirare un dibattito sull'impatto negativo di questa droga. Oltre che con lui, ho parlato anche a una nuova generazione di musicisti inglesi che si collocano nell'intersezione tra l'utilizzo di questa droga, il suo rapporto con un certo tipo di rap e la sua popolarità estetica online. E queste conversazioni hanno messo in chiaro che questo dibattito non è soltanto attuale ma è anche necessario.

Siamo chiari, lo Xanax – che sarebbe il nome commerciale della medicina ansiolitica Alprazolam – si può prendere con moderazione dietro ricetta. Per quanto Oneman non abbia dubbi che alcune persone lo prendano alla luce del sole, non si trattava del suo caso. "Non ho mai sofferto di ansia o ansia sociale", mi dice. “Non ero il tipo di persona che aveva bisogno di una droga come questa, ma era una bella sensazione. Era come una coperta morbida e calda e mi piaceva molto – non posso spiegarlo meglio di così, ma ci sono rimasto sotto subito. Penso che uno dei motivi per cui lo presi fosse che molta juke music e Chicago rap dei tempi facevano riferimento allo Xanax – Lil Durk, Chief Keef, Rashad. Non avevo alcun motivo per prenderlo a parte la musica che ascoltavo; volevo capire com'era, e penso che lo stesso valga per molte altre persone".

La sua premessa è di quelle complicate. Chiunque abbia dei genitori che hanno analizzato con aria preoccupata i titoli dei giornali sulle morti ai festival e nei locali conosce i collegamenti che tanta gente fa tra musica e droga. Abbiamo chiesto a scienziati e ricercatori perché alcuni generi musicali sembrano andare così d'accordo con pasticche, MDMA o erba. Oneman cita il rap, che da tempo ispira terrori sensazionalistici riguardo ai luoghi in cui la festa, lo spaccio, la pelle nera e la criminalità si incrociano. Fin dalla paranoia di Tipper Gore sull'erba nei testi a molly e Percocet di Future e al ‘Soundcloud rap’, le droghe hanno (come è successo per il rock e, prima di allora, per il blues) accompagnato l'opinione pubblica di questo genere in tutto il suo percorso.

Parlando con Billboard magazine l'anno scorso, Vic Mensa rifletteva su come quel trend si sia recentemente manifestato in un legame tra farmaci e hip-hop. “A questo punto, mi sembra che la relazione tra hip-hop e salute mentale sia diventato molto evidente quando si parla di depressione e automedicazione, ma è anche stranamente glorificato visto che molti artisti prendono pillole di Xanax su Instagram. Tipo, nelle foto. E hanno creato un'intera scena attorno ai farmaci. Non è soltanto un pezzo della musica, ne è la spina dorsale, la forza che spinge l'immagine della musica".

E così lo ‘Xanax rap’ si è trasformato in un sottogenere a sé stante, con annessa estetica che ha trovato terreno fertile in UK tra collettivi come 616/ DVL GNG, Reservoir e 237. Come racconta il 22enne Sha Rez, membro di Reservoir e 237: “Se vado in studio non lo troverò per forza lì, ma se vai a un concerto o roba del genere, probabilmente ci sarà qualcuno con un po' di Xan addosso. Per alcune persone è ricreativo, ma per altre no. Lo usano per sfuggire o per affrontare i propri problemi”. Pensa che ci sia una componente estetica in ciò? "Ho visto gente prenderlo ogni giorno in un modo che è sicuramente non sano; ci sono persone che si mostrano mentre se lo calano sulle storie di Insta, roba del genere. Li prendono come se non facessero niente, ma sappiamo tutti che se lo prendi tutti i giorni non lo fai proprio per divertimento, o no?"

Kish, 21 anni, altro membro di Reservoir e 237, concorda. "Penso che sia naturalmente una questione estetica a un certo livello per via di come è diventata famosa: attraverso la musica. Ma siccome è una droga ha degli effetti sulle persone. Per quanto sia una scelta estetica, allo stesso tempo, una volta che sai che effetto ha questa droga e che cosa può farti diventa un rapporto più personale. Non penso che si possa stabilire se la scelta è estetica o no una volta che uno c'è dentro, ma penso che l'estetica giochi un ruolo importante in come la si assume".

Il mese scorso, il Guardian ha rivelato che il Regno Unito ora rappresenta il 22 percento del mercato di Xanax mondiale sul dark web, scatenando una serie di allarmi da parte di dottori, consulenti giovanili e deputati. Come l'alcol, lo Xanax è un depressore del sistema nervoso centrale. È stato scritto abbastanza recentemente sui sui effetti, ma la cosa principale da considerare è come si sia visto una enorme crescita nelle vendite di sottomarche e imitazioni online – alcune vendute a cifre tra l'una e le due sterline per barretta.

Questo fa emergere due principali aree di preoccupazione. Una è che le pillole contraffatte, che potrebbero contenere dosaggi maggiori di alprazolam o altre sostanze chimiche sconosciute come il fentanyl, spesso letale, saturano il mercato. L'altra deriva dal mescolare questa droga con altre droghe e alcol, un comportamento che spesso comporta blackout molto pericolosi che possono comportare perdite di memoria e durare per giorni. Sha Rez mi dice di aver smesso di assumere le pastiglie a causa di esperienze di questo tipo, mentre Oneman racconta di come un giorno si è svegliato dopo un blackout causato da pillole e alcol e ha scoperto di aver assunto nove pastiglie di cui non aveva assolutamente alcun ricordo. Il pericolo di questi blackout non è soltanto quello di farsi del male o di fare qualcosa di stupido e non ricordarselo, ma il fatto che queste amnesie portano all'assunzione di doppie dosi di pillole senza nemmeno accorgersene – una pratica che può risultare letale.

Per Oneman, la sensazione appiccicosa e rallentata che dava questa droga si traduceva in una maggiore fluidità come DJ. "Mi manteneva isolato in studio e non facevo altro che suonare. Ho cominciato a usare Serato, che mi ha aperto la mente a nuove tecniche per mixare – arrivavo ovunque con la musica, e lo Xanax mi ha dato tantissima sicurezza in me stesso per continuare a fare quella roba. Specialmente se lo mescoli con l'alcol, non hai paura di niente". Se sembra che stia parlando bene dell'effetto della droga sulla sua musica, è importante evidenziare la distinzione tra quello che vogliamo dagli artisti come persone e come musicisti: le droghe sono sempre accettate fintanto che la musica continua ad arrivare. Pensa che l'abuso di sostanze sia una pratica accettata nell'industria musicale? "Certo, senza dubbio. Non mi viene in mente un altro lavoro in cui bere e drogarsi sia totalmente accettabile mentre sei letteralmente al lavoro".

L'industria musicale è stata criticata negli ultimi anni per aver fallito nel proteggere la salute mentale degli artisti che ne rappresentano il nucleo – con la pressione di tour estenuanti, impegno costante sui social media e costanti uscite discografiche un alto livello di abuso di sostanze è dato per scontato. In questo ambiente, il tipo di droga potrebbe cambiare ma la causa principale non cambia da decenni. Il professor Malcolm Lader, professore emerito di psicofarmacologia clinica al King’s College di Londra, parla chiaramente dei pericoli di questa droga: "nonostante si possa utilizzare in maniera intermittente, c'è il rischio che si diventi utilizzatori abituali perché è una droga che dà dipendenza oltre a prestarsi all'abuso. Alcune persone possono smettere quando vogliono, nel senso che possono permettersi di prenderla in maniera occasionale. Altre diventano rapidamente dipendenti e incorrono in orribili sindromi da astinenza se provano a smettere – in particolare se lo fanno di colpo".

“Usando dosi elevate con regolarità", continua Lader, "si incorre in confusione, smemoratezza, tutt'un altro tipo di sintomi dovuto alla tossicità e all'effetto velenoso dell'accumulazione di Xanax, e si tratta di un effetto molto marcato, ed è molto probabile che lo Xanax causi questo tipo di problema".

Cosa fare quindi? Come possiamo affrontare al meglio questa crisi latente senza abbandonarci all'isteria? Lader confida che l'istruzione – ufficiale e non – sia la cosa più importante. La cosa più importante è far capire alle persone quali sono i pericoli delle barrette contraffatte e di quelle legali assunte all'eccesso. "La credenza diffusa è che queste droghe possano avere sì un effetto, ma non pericoloso. La gente deve sapere che c'è un rischio nel prenderle. Questa è la cosa più importante. Non si possono vietare, perché non è una sostanza illegale. Sui social media si parla tantissimo dei pro e contro di queste medicine, e speriamo che gradualmente si diffonda la nozione che il pericolo c'è – come dire, nessuno ti dà niente per niente".

La versione originale di questo articolo è stata pubblicata da Noisey UK.

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