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Una volta per tutte: non usiamo solo il 10 percento del cervello

In occasione dell'ultimo film di Luc Besson, abbiamo chiesto a un neurologo di rispondere una volta per tutte alla fatidica domanda e a qualche altre curiosità sulle capacità del nostro cervello.
11.9.14

Immagine Universal Pictures.

Nell'ultimo film di Luc Besson, Lucy, Scarlett Johansson interpreta una studentessa americana che per qualche meccanismo del fato (che non starò qui a spiegarvi, perché non sono un guastafeste) riesce nell'assurda impresa di usare più del 10 percento acquisendo così dei superpoteri. In Lucy, la teoria per cui gli esseri umani sfruttano soltanto il 10 percento del cervello è data per assoluto. Ma Lucy è un film.

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Miquel Aguilar è neurologo all'ospedale universitario catalano Mutua de Terrassa, di cui gestisce anche l'osservatorio sulla memoria e le demenze. Sono andato a trovarlo per parlare del film e avere una risposta quanto più chiara possibile sui comportamenti del cervello. L'intervista si è trasformata in una lezione di neurologia e ogni sua dichiarazione in un diagramma o uno schizzo. Me ne sono andato con paginate di appunti e tutte queste informazioni.

VICE: Allora, chiariamolo una volta per tutte: corrisponde al vero la affermazione per cui usiamo solo il 10 percento del nostro cervello?
Dott. Aguilar: È un classico, quello dello sfruttamento del 10 percento del cervello. Le persone sono un insieme di capacità e in un certo senso non esiste una persona uguale a un'altra. Qui ci sono due cose da prendere in considerazione: una è la localizzazione delle attività—le varie parti hanno determinate funzioni. L'altra è che il cervello è connessione: connettività.

Ci sono aree che sono più attive di altre, ma il tutto è comunque connesso. Parlare del 10 percento non è corretto. È tutto molto più complicato.

C'è un modo per capire quale percentuale usiamo, allora?
No, non è possibile perché siamo tutti diversi. Con una parte del cervello generiamo il movimento, con un'altra riceviamo senzazioni, con un'altra vediamo, con un'altra ancora sentiamo, e con un'altra parliamo… E poi il movimento si vede, la sensazione si nota, ciò che sentiamo si ascolta. Tutto ciò accade nella parte frontale del cervello, che un tempo si credeva silenziosa o muta. Invece no: lì abbiamo un cervello che organizza e pianifica.

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Indipendentemente da tutto ciò, c'è la genetica che modula ognuno di noi. La vita modifica la genetica e trasmette informazioni, e lo fa al mio e al tuo cervello. Un padre e una madre, per esempio, trasmettono i geni e la tal cosa definisce l'aspetto del figlio, il modo in cui reagisce e le sue capacità. Non si tratta solo del fenotipo, che sono i tratti osservabili esteriormente; siamo anche genotipo, che è ciò che esiste dentro di noi. La famiglia e l'ambiente hanno diversi tipi di influenze sulla nostra vita e fanno sì che ognuno sia diverso e usi le sue funzioni cerebrali in modo diverso.

Appunti sulle diverse funzioni del cervello.

Ed è possibile sapere la percentuale che usiamo per esempio per sorridere o chiudere la mano a pugno?
No. Le attività che hai appena portato a esempio sono molto complicate se relazionate con le attività cerebrali. Ogni mia risposta sarebbe un riflesso della risposta del cervello agli stimoli. Molti si generano nel midollo e lì rimangono. Sono mono-circuiti che entrano da una porta ed escono dalla porta accanto. Dalla stessa porta entrano altre reazioni che escono più in alto, ma avviene sempre a livello spinale. Ma ce ne sono anche nella corteccia, più in alto. Insomma, è una faccenda complicata. E sai perché? Perché c'è di mezzo la memoria, e memoria significa apprendimento.

Mi sta dicendo che più cresciamo, più siamo simili a superuomini grazie all'apprendimento raccolto tramite la memoria?
Invecchiando costruiamo una rete di contatti sempre più estesa, il tutto attraverso le nostre esperienze e il nostro apprendimento. Siamo sottoposti a un bombardamento di informazioni che riceviamo tramite occhi, bocca, lingua… tutto entra nel cervello e noi lo processiamo. Il cervello accumula informazioni, che a loro volta si traducono in apprendimento.

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Tutto ciò condiziona anche la nostra resistenza cerebrale. Il nostro cervello è formato da neuroni, che sono una sorta di steli connessi pieni di spine che, man mano che cresciamo, si riempiono di nuove informazioni. Questo significa che la spina dell'apprendimento può essere colmata di nuove informazioni e trasformata in spina di memoria. A maggiore quantità di informazioni corrisponde maggiore quantità di apprendimento e di conseguenza memoria, ma anche meno spazio. Un anziano avrà molte spine di memoria e poche legate all'apprendimento. Questo non lo rende un superuomo. Ti faccio un esempio. Ci sono un bambino col padre e il nonno. Il nonno ha più esperienza, e gli altri due più spine vuote. Se li iscriviamo allo stesso corso universitario per uno stesso periodo di tempo il nonno non potrà nulla contro gli altri due, ma con più tempo magari potrebbe dare risultati migliori grazie all'esperienza di vita acquisita.

Appunti del dottore sulle "spine".

Questo spiega le cose più "razionali". Ma quei fatti senza spiegazione come l'innamoramento? Hanno uno sviluppo logico nella nostra testa?
L'amore può essere come la passione, e la passione è perdita del controllo. Tu vai in giro, ma non è che ti lanci addosso a una ragazza che ti piace, no? Perché? Perché hai imparato che ci sono delle regole, delle leggi… Leggi che variano di paese in paese. Queste norme controllano gli impulsi e una parte del cervello pensa, perché no? Ma l'altra pensa in termini di controllo normativo, attraverso ragionamento e giustificazioni.

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E come si spiegano le attività paranormali che ritroviamo per esempio in film come Lucy o in spettacoli di telecinesi e ipnosi?
Sono potenzialità comuni a tutti. Perché una madre che vive in Spagna capisce quando è successo qualcosa al figlio, anche se questo si trova a migliaia di km? Non c'è una spiegazione. C'è stata una trasmissione dell'informazione? In un certo senso si tratta di informazioni nascoste; c'è chi le sviluppa al massimo e chi invece non le sviluppa affatto. Parlo per congetture, ma è qualcosa che esiste. Perché ci sono persone con contatti extraterrestri? È psicosi o realtà? Ci sono persone che offrono spiegazioni coerenti. Sono tante le cose che non sappiamo e che tuttavia non possiamo negare o spiegare. Utilizziamo tutto il cervello, ma ci sono energie su cui ancora non possiamo ragionare in maniera oggettiva.

Appunti sulla madre e il figlio a km di distanza.

Quindi in Lucy c'è qualcosa di reale?
Nel film c'è un momento in cui Scarlett legge nella mente delle altre persone. Perché no? È magia. Ci sono cose magiche per le quali non si ha spiegazione. Una cosa è il mago coi trucchi da manuale, ma la magia del cervello è tutt'altro. È meravigliosa. Non sappiamo se la visione di una luce alla fine del tunnel al momento della morte sia reale o fittizia, né sappiamo cosa lo causi o se succeda per davvero.

C'è un mondo magico oltre le potenzialità reali. E ci sono vari tipi di intelligenza: matematica, musicale… La intelligenza non è una cosa unica, è multipla, inclusa quella di calcolo o sportiva… Un ragazzo con una disabilità mentale può memorizzare un intero elenco telefonico grazie a una potentissima memoria visiva. È strano, ma è possibile. Ognuno ha i suoi limiti e nessuno può superare le proprie possibilità, perché parliamo sempre di capacità del cervello. Uno può anche arrivare a conoscere tutto, ma cosa ne sarebbe poi? Ti immagini ricordare ogni singola cosa che hai vissuto?!