Abbiamo parlato con i dipendenti di Amazon che domani sciopereranno

E ci hanno spiegato perché in pieno Black Friday hanno deciso di fermare tutto.

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23 novembre 2017, 2:46pm

Nella giornata di venerdì 24 novembre i sindacati principali italiani hanno indetto uno sciopero per i lavoratori della sede di Castel San Giovanni (Piacenza) di Amazon.

Lo sciopero coincide volutamente con il Black Friday, nome informale con cui si fa riferimento al quarto venerdì di novembre (quello successivo al giovedì del Ringraziamento negli Stati Uniti), durante il quale moltissimi negozi online e fisici applicano sconti consistenti sulle proprie merci.

L’obiettivo, ha spiegato al telefono a Motherboard Fiorenzo Molinari, segretario della FILCAMS CGIL di Piacenza, è quello di segnalare al colosso della distribuzione determinati problemi che i suoi dipendenti riscontrano, legati soprattutto alle normative sul ciclo lavorativo continuo dell’azienda e alla mancanza di un riconoscimento del merito lavorativo a fine anno.

“Non è tanto o solo una rivendicazione economica,” ha detto Molinari, “ma piuttosto normativa, perché il ciclo continuo impone una fatica fisica ai lavoratori che non viene contemplata appieno dal tipo di contrattualizzazione da settore terziario dei servizi offerto dall’azienda.”

Il video diffuso da Make Amazon Pay in Germania, per boicottare il Black Friday e spingere i dipendenti di Amazon a scioperare.

In altre parole, diventa importante, nel momento in cui i lavoratori sono chiamati a rispettare turni notturni su sei giorni settimanali, sabati e domeniche incluse, poter avere dei contratti che riconoscano e ricompensino i compromessi che i dipendenti fanno rispetto alla propria vita personale e familiare.

“I punti principali di discussione che intendiamo sollevare,” ha spiegato per telefono a Motherboard Clara Merli, dipendente da tre anni alla sede di Castel San Giovanni di Amazon e RSA di UGL Terziaria all’interno dell’azienda, “sono due: il riconoscimento in forma di premio di produzione perché è grazie ai dipendenti che l’azienda fa grandi utili, e un riconoscimento a fine anno in particolare per chi si occupa del turno di notte e fa 6 turni a settimana sacrificando la famiglia.” Esistono aziende con fatturati esigui rispetto ad Amazon che offrono riconoscimenti del genere ai propri dipendenti, ha proseguito Merli, “è importante che anche la nostra azienda riconosca i meriti dei propri lavoratori.”

Lo sciopero è stato indetto per l’intera giornata di domani e terminerà soltanto la mattina di sabato, per comprendere anche i turni lavorativi notturni. Proseguirà però nella forma di astensione “da qualunque forma di orario straordinario fino al 31 dicembre 2017."

Come ha sottolineato al telefono Molinari, il centro di smistamento prodotti di Amazon in Italia, così come quelli all’estero, non è automatizzato, ma il lavoro pratico è affidato a personale umano, i cui diritti rischiano di essere compromessi dal modo in cui il panorama economico dei servizi è cambiato negli anni. In molti grandi servizi come Amazon, dietro a offerte estremamente vantaggiose per i clienti si cela, spesso, una penalizzazione della qualità della vita lavorativa per i dipendenti.

Amazon stessa è stata oggetto di severe critiche rispetto al modo in cui tratta i dipendenti già in passato: solo l’anno scorso, la difficoltà a coprire i costi economici elevati per gli spostamenti riscontrati dal personale del centro di smistamento vicino a Dunfermline, in Scozia, ha portato alcuni dipendenti a organizzare una sorta di tendopoli nei pressi della sede.

Allo stesso tempo, l’intensità degli orari lavorativi “implica che le persone non facciano altro che lavorare, mangiare, dormire,” aveva spiegato a Motherboard Willie Rennie, leader democratico-liberale scozzese, in riferimento al caso.

Il centro di smistamento prodotti di Amazon in Italia non è automatizzato, ma il lavoro pratico è affidato a personale umano, i cui diritti rischiano di essere compromessi dal modo in cui il panorama economico dei servizi è cambiato negli anni.

Anche in Germania, i dipendenti di Amazon hanno organizzato uno sciopero per l’intera settimana precedente al Black Friday, organizzandosi sotto la bandiera “Make Amazon Pay” e lo slogan “we are more than robots or data.”

La scelta di far coincidere lo sciopero della sede italiana in provincia di Piacenza con una giornata estrema come quella del Black Friday vuole evidenziare, senza dubbio, il ruolo fondamentale del lavoro umano all’interno di un servizio come Amazon e le mancanze di quest’ultima nei confronti del primo.

Se è difficile pensare che l’idea di un’etica del consumo possa essere condivisa da chiunque — ovvero che, in altre parole, si possano boicottare giornate come il Black Friday perché particolarmente inumane per molte fasce di lavoratori —, è chiaro che la prima tutela deve arrivare dall’azienda, soprattutto se parliamo di un’azienda che sta letteralmente cambiando l’infrastruttura della nostra economia.

Al telefono, Molinari ha detto che Amazon si è dimostrata attenta alle loro rivendicazioni, ma che “non c’è ancora nulla di concreto,” e per questo è stato indetto lo sciopero.

La sede di Amazon di Castel San Giovanni non ha risposto, per ora, ai nostri tentativi di contatto.

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