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Bando ai funghi

Nei bucolici pascoli di Hazerswoude-Dorp, tra lussureggianti prati, giace una caratteristica fattoria olandese: la maggiore produttrice mondiale di tartufi contenenti psilocibina.
11 dicembre 2011, 11:00pm

Foto di Hamilton Morris e Santiago Stelley

Un’enorme pila di “Psilocybe atlantis”, fresca di pulitura.

Nei bucolici pascoli di Hazerswoude-Dorp, annidata tra lussureggianti prati di biancicanti mucche Holstein e vividi tulipani, giace una caratteristica fattoria olandese: la maggiore produttrice mondiale di tartufi contenenti psilocibina. A voler essere precisi, questi tartufi, generalmente noti come “Pietre filosofali”, non appartengono alla famiglia dei tartufi (né tantomeno a quella delle pietre) ma a una delle tante propaggini funghive caratterizzate da funzioni biologiche diverse da quelle dei normali funghi.

Nella riproduzione asessuata, il fungo, o “frutto”, svolge la funzione di organo riproduttivo, disperdendo le spore; germinando, queste spore si combinano e formano un leggerissimo filamento chiamato micelio. Se non ci sono le condizioni necessarie perché il micelio si trasformi in fungo, alcune specie formano masse miceliari disordinate, chiamate sclerotia. Nel 2008 il governo olandese ha reso illegale praticamente ogni specie nota di fungo psicoattivo, ma ha tralasciato di mettere fuori legge l’umile e sotterranea sclerotia. All’istante, questi pugnetti di materia funghiva—i nostri tartufi—sono diventati nei Paesi Bassi l’unica fonte legale di psilocibina. Per scoprire qualcosa di più sulla loro storia e sulla loro diffusione, sono volato ad Amsterdam.

Quando sono arrivato alla fattoria “Magic Truffles” i due proprietari, conosciuti come i Fratelli Tartufo, stavano togliendo dall’imballaggio un alieno dalle dimensioni “reali” di un metro e cinquanta, con l’intenzione di vestirlo da Bob Marley e di mettergli in bocca un enorme e finto cannone d’erba. In questa atmosfera, ci siamo seduti per fare quattro chiacchiere.

_   Cosa hanno in comune Bob Marley e un alieno? Entrambi amano l’erba._

VICE: Chi siete, e in cosa consiste il vostro lavoro?
Ali: Io sono Ali. Accanto a me, mio fratello Murat. Siamo conosciuti come i Fratelli Tartufo. Ti trovi nella fattoria Magic Truffles, a Hazerswoude-Dorp, 30 chilometri circa a sud di Amsterdam. Coltiviamo sclerotia, nota come tartufo allucinogeno.

Come siete finiti nel commercio dei tartufi?
Murat: Gestivo una pizzeria. Sopra al mio ristorante viveva un tossico che vendeva crack ad alcuni ragazzi che occupavano...Com’è che si chiamano quelli che occupano i palazzi?

Squatter.
Murat: Ecco, esatto. Questi squatter barattavano i funghi trovati nei boschi con il crack del tizio che viveva sopra la mia pizzeria. Un giorno questo tizio venne da me e mi diede un sacchettino di una cosa che sembrava pelo pubico bianco. Era piuttosto disgustoso, lo misi in un cassetto e me ne dimenticai. Circa una settimana dopo ripresi in mano la busta e notai che stavano iniziando a nascere dei funghi! A quel punto presi la busta, andai da mio fratello e gli dissi: “Vorrei farne crescere altri.” Ali aveva appena terminato un suo progetto legato al mondo dei funghi in Polonia, e decidemmo di metterci in affari, in questa avventura.

In cosa consisteva questo progetto sui funghi in Polonia?
Ali: Ero supervisore di uno studio internazionale sui funghi champignon; era un progetto di ricerca molto grande, finanziato da un’industria conserviera. Si potrebbe dire che facevo già parte del settore, anche se in ambito molto diverso. Mentre lavoravo al progetto, un amico mi mostrò alcune spore che aveva raccolto in una capsula di Petri, e mi disse: “È un fungo psicoattivo.” Non ne avevo mai sentito parlare, quindi decisi di approfondire la questione: mi rivolsi a un amico che aveva un laboratorio micologico e gli chiesi: “Possiamo farci qualcosa con queste spore?” E lui mi rispose: “Be’, possiamo provarci.” Settimane dopo, nell’acquario c’era un solo fungo, ma era gigante. Lo diedi a un amico, e poco dopo lui mi riferì essere incredibile: a quanto ne so, si mise a parlare con cervi, alberi e fiorellini. Era il segnale: “Ok, funziona, continuiamo.” Ecco come è tutto iniziato, questo e l’incontro di Murat con il tossico del piano di sopra.

Una porzione singola e sottovuoto di Psilocybe galindoi

Avete cominciato con questa fattoria?
Ali: No, abbiamo cominciato molto più in piccolo.
Murat: Abbiamo cominciato nella cameretta di mia figlia, con un solo acquario per funghi.
Ali: Tutte le sere battevamo le strade in cerca di gente che avesse buttato il proprio vecchio acquario. Anche quella fu una vera e propria caccia ai funghi, in un certo senso. Quando ne trovavamo uno, urlavamo, “Eccone uno!” e lo raccoglievamo. In breve, la stanza ne fu piena.
Murat: Sì, la stanza di mia figlia era colma di dozzine di acquari pieni di funghi... Ma non era abbastanza: con quelli che coltivavamo non riuscivamo a soddisfare la domanda. E allora abbiamo tentato una collaborazione con i coltivatori di funghi da tavola; sfortunatamente, però, il progetto non ha funzionato. Così, nel 1994, abbiamo traslocato l’impresa da camera di mia figlia al nostro primo stabilimento, affittato non lontano da qui, nella cittadina di Langeraar. Si trattava di una struttura semplice, ricavata da alcuni capannoni e riempita di ripiani. Da quel momento abbiamo cominciato a rifornire gli smartshop di Amsterdam.

Ho letto che il consumo di funghi psicoattivi ha raggiunto l’apice di popolarità negli anni Novanta. Quanti clienti avevate in quel periodo?
Murat: Questo è sempre stato il punto, soprattutto prima che iniziassimo a vendere i funghi in confezioni singole: è estremamente importante valutare con precisione la richiesta del mercato. Altri coltivatori producevano più funghi di quelli richiesti, e si trovavano così costretti a seccare quelli avanzati e... Insomma ci facevano cose illegali. Infatti, prima del divieto, per essere venduti legalmente in Olanda, i funghi dovevano essere freschi—ovvero, umidi. Noi vendevamo grandi quantità di funghi freschi a inizio settimana, ma ora del venerdì, molta dell’acqua era ormai evaporata, facendo risultare i funghi, a parità di peso, molto più potenti. I clienti pensavano di aver ricevuto un omaggio, e quelli dello smartshop pensavano di essere stati fregati, a causa della riduzione del peso. Così abbiamo deciso di fornire i funghi in confezioni di plastica, singole, in grado di conservare i liquidi.
Ali: Subito dopo questo cambiamento, ci siamo spostati in un terreno più grande, con dieci serre, aggiungendone altre quattro, ma non era ancora abbastanza per soddisfare la richiesta. Nel 2002 abbiamo trovato la location attuale, ideale, perché divisa in due edifici diversi, permettendoci di mantenere separate le diverse fasi della propagazione e ridurre al minimo le contaminazioni. Finalmente avevamo tutto il necessario per soddisfare il mercato internazionale, ma dal 2008 i funghi allucinogeni sono diventati illegali.

Una delle 15 incubatrici di sclerotia presenti nella fattoria Magic Truffles. Ogni incubatrice è in grado di ospitare approssimativamente 600 nuclei di sclerotia.

Ho sentito parlare degli eventi che hanno portato alla legge, ma i media se ne sono occupati davvero poco in Inghilterra. Cosa è successo, esattamente?
Ali: Quello che è successo non ha avuto nulla di traumatico. Ciò che ci ha dato fastidio è stata la reazione dei media. Un francese che viveva per strada, in un pulmino, mutilò il suo cane e venne arrestato. Senza pensarci due volte, attribuì la colpa delle sue azioni a una dose di funghi che sosteneva di aver preso. Solo più tardi fu dichiarato malato di mente. La violenza sul cane non aveva nulla a che fare con i funghi. Gli olandesi possono dire: “L’ho fatto perché avevo preso dei funghi,” e sperare nella comprensione altrui, ma allo stesso modo possono fare lo stesso gli americani, “L’ho fatto perché ero ubriaco.” La droga è diventata una via di fuga per il normale, o anormale, comportamento umano. A far traboccare il vaso e decidere per il divieto fu un episodio: nella primavera del 2007 una giovane francese si buttò giù da un ponte.
Murat: E non è stato nemmeno provato che quella ragazza fosse fatta di funghi! A quanto sembra, la ragazza alla reception dell’albergo vide lei o uno dei suoi amici con una scatola di funghi, e saltò alla conclusione che non solo la ragazza li avesse presi, ma che fossero responsabili della sua morte. La ragazza era francese, e in Olanda non si possono fare autopsie su cadaveri stranieri. Ma quando fu riportata in Francia, nel suo sangue non vennero trovate tracce di psilocibina.

Prima del divieto, i funghi erano il vostro articolo più venduto, molto più che la sclerotia, vero?
Murat: Vero, i tartufi erano solo per esperti. Al tempo erano un prodotto di nicchia, il 20 percento del nostro fatturato. Sono ormai 15 anni che li coltiviamo stabilmente, ma prima lo facevamo perché erano una novità. Poi è venuta la legge: il governo ha aggiunto una lista di circa 186 funghi allucinogeni all’Opiumwet (legge sull’oppio). Analizzando a fondo la lista, ci siamo accorti che la sclerotia non era menzionata. E se non era menzionata non era illegale, e così abbiamo continuato a far crescere i nostri tartufi.

Hamilton con un pugno pieno di sclerotia psilocybe tampanensis.

Perché pensate abbiano omesso la sclerotia? È stato intenzionale?
Murat: Sapevano dell’esistenza della sclerotia, ne parlarono a lungo in parlamento, interrogando il Ministro della Salute sulla questione dei tartufi. Il Ministro giunse però alla conclusione che i tartufi fossero meno potenti e quindi meno pericolosi. Ecco perché non furono inseriti nella lista nera. Ma a quanto ne so io, i tartufi sono più potenti di molte specie di funghi. Ma ovviamente, non saremo noi a farlo notare al parlamento.

E questo è dovuto al fatto che contengono meno acqua a parità di peso?
Murat: Sì e no. Il contenuto di acqua di un fungo si aggira tra il 92 e il 94 percento, mentre nei tartufi è tra il 74 e il 75 percento. Dunque i tartufi freschi sono un po’ più potenti, mentre i funghi sono più potenti una volta secchi. Quando li vendevamo, la dose a persona era di 30 grammi di funghi freschi, mentre per i tartufi è solo di 15 grammi.

Qual è stato il primo fungo produttore di sclerotia che avete coltivato e venduto?
Ali: Il tampanensis, Psilocybe tampanensis, ovviamente originario di Tampa, in Florida.
Murat: Leggenda vuole che ne sia stato trovato un solo esemplare, a Tampa, e che ancora oggi la sua presenza sul mercato derivi da quell’unico esemplare, spesso chiamato Pollock Strain (la varietà di Pollock). Non è mai più stato trovato allo stato selvatico. Dunque ogni pietra filosofale che vendiamo discende da quell’unico fungo.

Quanti tartufi riesce a generare questa pianta?
Murat: Non vogliamo discutere della nostra esatta produzione, ma posso dirti che la capacità massima, lavorando a pieno regime, 24 ore al giorno, tre turni di fila, sterilizzando e inoculando, è di circa 18.000 tonnellate l’anno.

Murat con in mano una sclerotia Psilocybe mexicana.

Quando i funghi sono stati messi al bando, cosa ne avete fatto di quelli che avevate in magazzino?
Ali: È stata la parte più semplice: la gente si raggruppò qui fuori, urlando: “L’ultimo fungo! l’ultimo fungo!” Sbarazzarcene non fu affatto un problema, avevamo un sacco di volontari pronti a darci una mano. Mi ricordo benissimo, il primo dicembre ci siamo svegliati con la consapevolezza che era giunto il momento di fare un po’ di pulizia. Ho svuotato le serre davanti alle telecamere e ai giornalisti. È stato un giorno triste, il più triste della mia vita.

Pensate che sia solo questione di tempo prima che anche i tartufi diventino illegali?
Ali: Be’, non si può mai sapere. Finché non succedono incidenti...

Però sembra che un incidente sia sempre dietro l’angolo. È solo questione di tempo prima che qualcuno prenda una dose troppo elevata di tartufi e tenti di volare, o che ci sia un equivalente della mutilazione del cane sotto l’effetto tartufo.
Ali: Certo, un incidente può sempre accadere. Occorre essere ancora più responsabili di prima. I consumatori devono sapere che le azioni individuali potrebbero causare la distruzione di u iintero mercato. Gli smartshop devono vendere i loro prodotti con attenzione, tenendo presente che persone instabili spesso sono sensibili a stati di alterazione. E i media devono capire che anche una piccola storia può portare a cambiamenti drastici nella legislazione. Nel 2008 tutti i funghi sono stati distrutti, ma le sclerotia sono rimaste. È a questo che servono in natura, a preservare il fungo in un ambiente ostile. E nonostante l’ambiente politico attuale ostile, la sclerotia sopravvive.

Guarda Hamilton che esplora il ricco raccolto della Magic Truffles nel prossimo episodio di Hamilton’s Pharmacopeia.