La colonna sonora di YLIA è 'armonia, eternità e qualità celestiale'

Quattro chiacchiere con la producer della soundtrack de 'Il viaggio di Audisia' sul rapporto tra musica e arti visive.

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10 ottobre 2017, 1:43pm

Dal 15 al 20 agosto, la Valle d'Itria ha ospitato il VIVA! Festival, un evento nato dalla collaborazione tra AUDI e Club To Club, che prevedeva sei giorni no-stop dedicati alla musica del panorama avant-pop internazionale e all'arte audiovisiva.

YLIA, aka Susana Hernández Pulido, producer, DJ e docente allo IED Barcelona, ha curato la soundtrack della proiezione mappata realizzata dagli studenti dello IED Il viaggio di Audisia, pensata per il borgo pugliese di Locorotondo e presentata in occasione della serata conclusiva del festival. Le abbiamo fatto qualche domanda sul progetto e sul rapporto tra l'arte visiva e la musica.

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Creators: In un progetto audiovisivo viene prima il suono o preferisci comporre la musica sopra le immagini?
Ylia: Se non si tratta di un videoclip di solito le immagini sono più importanti, quindi preferisco partire da quelle. In questo modo è più probabile che il progetto abbia una consistenza.

Che differenza c'è, nel tuo processo creativo, quando scrivi musica per immagini rispetto a quando componi solo musica?
Quando compongo la mia musica il flusso di lavoro è molto più libero, non c'è un ritmo da seguire o un mood da ricercare. Penso solo a che tipo di feeling voglio che l'ascoltatore provi, e inizio da quello. È anche un processo di scoperta interiore, cerco di tirar fuori la musica da dentro. Quando si lavora con le immagini è più facile in un certo senso, perché hai già del materiale da cui partire. Prima identifico le diverse scene e poi lavoro su ciascuna di esse, provo differenti melodie e texture aggiungendo livelli sonori finché ho una struttura sulla quale poter lavorare.

In un linguaggio come il videomapping che ruolo ha il suono?
Ritengo che il videomapping sia una sorta di videoclip astratto con la caratteristica unica di adattarsi a una superficie tridimensionale. La musica amplifica l'impatto visivo del video attraverso il ritmo e il mood; è l'opposto di musicare un film, per esempio.

Preferisci strumenti analogici o digitali?
Entrambi. All'inizio usavo più l'analogico per la pasta sonora e il calore. Con il digitale, però, puoi sperimentare suoni molto differenti tra loro. Con l'analogico sarebbe impossibile o comunque troppo costoso.

Nel mapping "Il viaggio di Audisia" per VivaFestival come ti sei relazionata sonoricamente con la "dimensione magica di Locorotondo" e a cosa ti sei ispirata?
Ylia: La musica per il videomapping è un medley di diversi artisti e tracce con un livello di sound design. Vi è una parte in cui abbiamo proiettato delle bellissime immagini di Locorotondo e per le quali ho scelto un pezzo di Roger Webb Sound che ha la stessa bellezza classica che ho percepito a Locorotondo. Armonia, eternità e una qualità celestiale: queste erano le parole chiave per la musica.

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