Noisey

Il VIVA! Festival è un paradiso

Siamo stati alla prima edizione di VIVA! a fotografare un po' di gente felice in mezzo ai Trulli, oltre che diversi bambini presi bene per Ghali.

di Giulia Trincardi; foto di Annalaura Tamburrini
29 agosto 2017, 11:45am

Annalaura Tamburrini.

Tutte le fotografie sono di Annalaura Tamburrini.

Tra il 15 e il 20 agosto a Locorotondo, in Valle d'Itria—una zona della Puglia tra Bari e Brindisi che non c'entra niente con il Salento (sì, esiste altro oltre al Salento in Puglia)—si è tenuta la prima edizione di VIVA!, il nuovo festival di Club to Club. La rassegna è stata itinerante: per ognuna delle prime tre serate ha infatti occupato una masseria diversa nelle zone della Valle (le masserie sono antichi complessi padronali di campagna circondati da ulivi e campi, tipo quelle case bellissime che l'algoritmo di Pinterest vi propina di tanto in tanto), per poi raggiungere la location finale alle pendici di Locorotondo—un'arena enorme dove era allestito un palco di tutto rispetto.

viva festival locorotondo 2017
viva festival locorotondo 2017

Le considerazioni generali sul festival sono poche ma certe: l'organizzazione è stata impeccabile, gli impianti talmente buoni da farmi giurare che non andrò mai più a un concerto in uno stadio con gli impianti di merda perché ora so che gusto può avere la vita e non posso più tornare indietro, mentre la scelta degli artisti è stata tra il classico e il coraggioso; mettere sullo stesso palco—benché in serate diverse—un colosso dell'elettronica come DJ Shadow e un fenomeno del rap italiano come Ghali può fare strano, come lo aveva fatto alla scorsa edizione di C2C—eppure, anche stavolta ha funzionato alla grande. Ma andiamo con ordine.

viva festival locorotondo 2017
viva festival locorotondo 2017

Il primo grande merito del VIVA! è avermi tolto dall'impiccio di decidere che fare la settimana di ferragosto (un periodo infame per andare al mare), aprendo gli eventi proprio la sera di metà agosto, nel prato perfetto della Masseria Papaperta. Lorenzo Senni e Nicolas Jaar si sono dati il cambio sul palco, mentre un esercito di persone ballava sottopalco o beveva birrette al trullo—in un benpresismo generale a livelli cosmici.

viva festival locorotondo 2017
viva festival locorotondo 2017

La serata Boiler Room con protagonisti di punta Jolly Mare (che ha fatto un set tutto vintage disco italiana) e John Talabot, forse complice il numero semi-ristretto di biglietti messi in vendita, aveva un'atmosfera intima e vagamente surreale, che è riuscita a infondermi serenità e gioia di vivere sufficiente ad affrontare un viaggio di ritorno verso casa ostacolato dalla festa patronale di San Rocco a Locorotondo, dove cortei infiniti dietro la statua del santo e fuochi d'artificio avevano bloccato qualsiasi strada praticabile.

viva festival locorotondo 2017
jolly mare live boiler room viva festival

Dopo una terza serata in una location vicino al mare dove si sono esibiti Carlo Pastore, Stump Valley e Rollover DJ—che hanno saputo appropriarsi spudoratamente di una zona storica di discoteche estive—, il VIVA! si è spostato nell'Arena Valle d'Itria, sua meta finale.

live boiler room crowd
viva festival locorotondo 2017

Il penultimo appuntamento, la sera del 19 agosto, sono arrivata poco prima che salisse sul palco Ghali, per trovarmi circondata da bimbetti di sei o sette anni, accompagnati da genitori incredibilmente dediti. Ghali si è confermato un genio dell'imprenditoria artistica, soprattutto quando ha chiesto a tutto il pubblico di scattarsi un selfie con lui sul palco, generando un fiume di post su Instagram in zero secondi. Vedere poi un bimbetto con gli occhiali e la bandana cantare sulle spalle del padre "ciao bella io ti conosco tu fumi cannella", con estrema convinzione e facendo il gesto delle corna con la manina, mi ha commossa.

bambino ghali corna viva festival 2017 live
bambino papà transenna viva festival ghali

Alla fine del concerto di Ghali—che si è interrotto a metà per fare un discorso un po' strampalato sull'esistenza nascosta delle cure del cancro e dell'AIDS—c'è stato un ovvio cambio generazionale e, salvo per alcuni giovanissimi rimasti negli angoli a dormire con i propri genitori (apparentemente un po' confusi), nell'arena si sono accalcati i fan di Madlib, che ha chiuso la serata in modo superbo. Nel backstage, intanto, mentre Ghali mangiava una crêpe o forse un panzerotto fritto, un padre esemplare col figlio addormentato in braccio ha scattato almeno un centinaio di foto al giovane rapper, mentre io lo osservavo affascinata.

viva festival locorotondo 2017
viva festival locorotondo 2017

Infine, l'ultima sera del VIVA!, dopo un diluvio universale che ha fatto temere il peggio per qualche ora, il pubblico e gli artisti si sono riuniti per il finale del festival. I due artisti che si sono esibiti quella sera sono sembrati i più carichi di tutta la settimana di eventi messi insieme, forse perché felici di andare in scena alla faccia del temporale terminato poco prima, forse perché l'arena era piena di gente ostinata a ballare fino alla fine.

viva festival locorotondo 2017
viva festival locorotondo 2017

Kelly Lee Owens—che non conoscevo fino a quel momento e che è diventata una delle mie artiste preferite in assoluto dopo 20 secondi netti di set—ha regalato al pubblico una performance tra l'onirico e il primordiale. Nel backstage le ho stretto la mano, vomitando un "UAU" che rende poca gloria alle mie capacità espressive, ma che riassume bene l'effetto del suo set.

viva festival locorotondo 2017
viva festival locorotondo 2017

DJ Shadow, che aspettavo di vedere dai miei 12 anni, quando rimasi folgorata dal video di "Six Days" che passava ogni tanto su MTV, ha concluso la serata e il festival con un set allucinante di brani storici e nuovi, raccontando che proprio quel giorno cadeva il ventunesimo anniversario dall'uscita del suo superclassico Endtroducing. Per l'intera durata del suo concerto, i proiettori—che avevano appena trasformato la facciata di Locorotondo con un mapping realizzato dagli studenti dello IED di Barcellona nel cambio tra i due artisti—sono stati prestati ai visual creati per il suo show, in un tripudio sonoro e visivo.

dj shadow viva festival live 2017
dj shadow endtroducing signed 2017 live

Insomma, la prima edizione del VIVA! Festival è stata una settimana di ottima musica in mezzo a trulli e ulivi. A tornare a Milano, un po' mi piange il cuore.

Giulia di solito scrive per Motherboard.

Segui Noisey su Instagram e Facebook
.