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Negli Stati Uniti i gay non possono donare il sangue, ma alcuni ci provano comunque

Così facendo, vogliono spingere il governo a riconsiderare il divieto.
23.7.13

Una settimana fa ho provato a donare il sangue.

Dopo aver fatto un test HIV per dimostrare che sono negativo (evviva!) sono stato al Kaiser Blood Donor Centre di Hollywood, e ho comunicato alla receptionist che ero lì per donare.

Lei mi ha dato alcuni moduli da compilare, e una penna gratis (evviva!) per riempirli.

Stava andando tutto bene, almeno fino a:

"Donatori maschi: Avete avuto contatti sessuali con un altro uomo, anche in una sola occasione?". Ho barrato Sì, completato i campi restanti e riconsegnato la scheda.

Poco dopo, l'infermiera che aveva esaminato il mio modulo mi ha chiesto di seguirla in un'altra sala.

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"Sfortunatamente, dal momento che ha avuto contatti sessuali con un altro uomo, la sua richiesta non può essere accettata," ha detto.

Un attivista fuori da un centro di raccolta.

La ragione per cui stavo cercando di donare il sangue (malgrado avessi infilato il mio pene dentro altri uomini in svariate occasioni) era dovuta alla prima raccolta nazionale di sangue rivolta a omosessuali, un evento organizzato dal documentarista Ryan James Yezak nel tentativo di portare l'attenzione dell'opinione pubblica su quella che molti reputano una regola ingiusta.

Dagli anni Ottanta, negli Stati Uniti, la FDA (Agenzia per gli Alimenti e i Medicinali) preclude infatti questa possibilità agli uomini che hanno avuto relazioni sessuali con altri uomini, in risposta al timore che permettere ai maschi gay o bisessuali di donare sangue avrebbe diffuso il contagio dell'HIV.

Dall'introduzione del divieto il test HIV è diventato assai più economico, veloce, semplice e accurato, e molte organizzazioni sanitarie come la Croce Rossa Americana e l'Associazione Medica Americana hanno richiesto l'annullamento della norma. Secondo una dichiarazione del Dott. William Kobler dell'AMA alla CNN, il divieto è "discriminatorio e privo di fondamento scientifico."

Ryan, che sta realizzando un film in proposito, si dice d'accordo. "È una legge che appoggia la discriminazione, una follia!" mi ha detto. "Se fossi la FDA e venissi a sapere di un ragazzo che si è suicidato o è stato cacciato di casa mi sentirei parzialmente responsabile, perchè vige un divieto per cui tutti i gay e i bisessuali sono malati, e questo danneggia la comunità gay."

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Secondo la Croce Rossa, negli Stati Uniti c'è bisogno di una trasfusione ogni due secondi. Non a caso, spesso il sangue manca—ciononostante, a causa del divieto per uomini che hanno avuto esperienze omosessuali e altri gruppi (inclusi ex tossicodipendenti e persone che hanno passato un periodo prolungato in Europa), solo il 38 percento della popolazione risulta idoneo alla donazione.

Una clinica mobile per il test dell'HIV, a Los Angeles.

Ryan e gli altri organizzatori dell'evento hanno fatto in modo che nei dintorni di oltre 50 centri di donazione in tutto il Paese fossero disponibili unità mobili per il test HIV. Come sapevamo, tutti i gay che hanno tentato di donare il sangue una volta accertato il loro stato di salute sono stati respinti—ma ogni volta che qualcuno cerca di donare e viene rifiutato, l'informazione passa all'FDA insieme alla causa del rifiuto.

Ryan spera che questa strategia permetta all'FDA di rivedere la normativa, o quantomeno comprendere quanti potenziali donatori vengano rifiutati per una norma da più parti considerata ingiusta. Stando a Ryan, durante la protesta di Los Angeles hanno cercato di donare tra le 20 e le 30 persone. Per lui è stata "un'occasione per combattere la discriminazione e contribuire alla riforma delle politiche sanitarie."

Per sapere di più sul documentario di Ryan, Second Class Citizens, cliccate qui

Segui Jamie su Twitter: @JLCT

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