Sesso e sabbia: cinque persone raccontano le loro storie estive più imbarazzanti
Stuff

Sesso e sabbia: cinque persone raccontano le loro storie estive più imbarazzanti

Pare che non si possa concludere una vacanza senza portarsi a casa anche un'esperienza sessuale più o meno occasionale. Ecco le peggiori cose che ci hanno raccontato.
17.6.16

Non ho mai fatto molte vacanze, ma ogni volta che ne ho fatta una, ho vissuto avvolto in un alone di puro edonismo. Così puro che non mi fermavo a fare cose inutili come la doccia, mangiare o anche solo parlare di qualcosa di intelligente, e questo ha inevitabilmente reso il sesso opposto molto schivo nei miei confronti quando ero all'estero.

Però recentemente ho avuto un'esperienza diversa. Ci siamo incontrati in terrazza, siamo andati in giro in motorino per le campagne e ci siamo goduti la sensazione di essere insieme, persi insieme. Sì, era una cosa da film, così da film che anche gli sceneggiatori di Twilight avrebbero pensato che era un po' troppo, ma dio com'era bello.

Pubblicità

Mi ha fatto pensare che il mondo deve essere pieno di storie simili. Perciò ho chiesto alle persone intorno a me di raccontami i loro flirt in vacanza.

HANNAH-ROSE, 30: "ALL'IMPROVVISO HO DETTO: MI STO CAGANDO ADDOSSO"

Avevo 24 anni. Ci siamo incontrati in una discoteca di Ibiza, mi ero imbucata a una festa di addio al nubilato. Io ero da sola, e non sapevo nemmeno quando sarei tornata nel Regno Unito. Era sua ultima notte lì, e non aveva soldi dietro, che era meglio perché aveva già speso una quantità ridicola di soldi. Era il tipo d'uomo a cui piace avere sempre in mano una bottiglia di champagne, cosa che io personalmente odio. Intorno a lui c'erano tre spagnole, ma ha attirato la mia attenzione perché era l'unico che ballava davvero.

Stavo parlando con un tizio immenso che veniva dal Texas ed era anche lui lì per un addio al celibato, quando Deloy si è fatto strada fino a me pensando che fossi straniera e potessi quindi essere una preda facile. Aveva appena rotto con la sua fidanzata dopo tre anni e aveva perso molto peso. Io mi ero appena lasciata con uno mentalmente instabile, perciò immagino che nessuno di noi fosse interessato ad avviare grandi relazioni.

Si è avvicinato e mi ha detto, "Ciao, sai che pesavo 140 chili?" e io ho risposto, "Non ti credo." Gli ho tolto il cappello per controllare che non avesse la testa di una forma strana e l'ho soprannominato professor Klump. Abbiamo ballato e una ragazza mi ha rovesciato il cocktail addosso mentre partiva "Wonderwall" degli Oasis, poi abbiamo lasciato la discoteca cantando e tenendoci per mano. Mentre camminavamo gli ho iniziato a fare domande. Gli ho chiesto cose come:

Pubblicità

"Come ti chiami?" Delroy, ha detto. L'ho chiamato Delboy per un mese.

"Quanti figli hai?" "Tre," mi ha detto, e non ero scioccata.

"Che macchina hai?" "Un'Audi s3," e ha sorriso, cosa che mi ha fatto venire voglia di vomitare.

"Sei uno spacciatore?" "No!" ha urlato.

Tutto quel ghiaccio nei cocktail mi stava facendo uno strano effetto. Mentre eravamo seduti a parlare, ho detto all'improvviso, "Mi sa che mi sto cagando addosso." Mi ha comunque tenuto per mano mentre camminavamo fino all'appartamento che condividevo con un buttafuori cinquantenne con un fisico da Buddah. Ha dormito nudo accanto a me, con un piccolo asciugamano a coprirgli le pudenda.

Comunque ho fatto un sacco di cacca, è stato imbarazzante. Poi sono andata all'hotel di Delroy. Mi è venuto incontro di fianco alla piscina, aveva indosso una tuta grigia e sapevo che non gli interessava niente dei motivi per cui mi vergognavo, e mi sono innamorata.

Quando lui è tornato in Inghilterra ci siamo sentiti su Skype per tre settimane, perciò quando sono tornata io eravamo pronti a cominciare a uscire per davvero. Per farla breve, ci siamo sposati due anni fa, abbiamo un cane di tre anni e un figlio di uno, e per quanto ci odiamo, facciamo sempre tutto insieme.

JOSH, 23 ANNI: "LE STORIE ESTIVE CI SERVONO A RICORDARCI DEL TEMPO CHE ABBIAMO PASSATO ALL'ESTERO"

Sono entrato su Grindr nel momento in cui ho messo piede all'aeroporto di Hong Kong. Lui stava prendendo un volo per l'Australia, e dato che entrambi siamo australiani abbiamo chiacchierato un po'. Dopodiché non ci siamo sentiti per un mese perché lui era tornato in Australia, ma l'avevo messo tra i preferiti e un giorno così a caso gli ho scritto. Mi ha detto che lavorava tutte le sere e non poteva venire a Hong Kong—viveva a Macao, all'epoca—ma io ho detto che potevo andare a Macao, guardare lo spettacolo a cui partecipava e poi uscire con lui dopo.

Pubblicità

Perciò dopo lezione un giorno ho preso il treno fino alla fermata del battello, ho passato la dogana e via verso Macao. Poi ho preso un autobus per il casinò, ci siamo incontrati, mi ha portato nel backstage e abbiamo guardato lo spettacolo coi giochi d'acqua insieme—era incredibile.

All'inizio ero un po' a disagio, ma dopo un paio di drink è andato tutto bene. Ci siamo arrampicati su un vecchio cinema portoghese abbandonato e abbiamo guardato Taipa bevendo due birre che avevamo comprato a un negozietto, ci siamo baciati ed è stato tutto perfetto. Un mese dopo lui si è riarrampicato su quello stesso cinema, è caduto dal tetto di nove metri e si è rotto una gamba. Sono andato a trovarlo quando è uscito dall'ospedale. Dovevano ancora operarlo perciò non poteva essere troppo "attivo", ma comunque ci vedevamo ogni settimana. O andavo io a Macao, o veniva lui a Hong Kong. Io vivevo in un dormitorio in una camera doppia, perciò lui prendeva una camera d'albergo. Abbiamo trascorso mesi splendidi insieme. È stato l'incontro più importante della mia vita da un punto di vista emotivo, ma non è mai stato il mio ragazzo e non abbiamo mai parlato di "noi". Aveva talmente tanti altri problemi che il fatto che io ci fossi o no per lui era quasi indifferente.

Penso di essere uno piuttosto passionale. Mi innamoro in fretta, capisco subito se una persona mi piace o no. Mi ci vedevo, con lui, ma la verità è che viviamo in due continenti diversi e lui ha già avuto una storia a distanza e non vuole averne altre. Le storie che ci facciamo in vacanza ci servono a ricordarci del tempo che abbiamo passato all'estero. So che il pensiero andrà sempre a Nathan quando penserò al tempo che ho passato a Hong Kong.

Pubblicità

CHRIS, 27 ANNI: "SI È TRASFORMATA NEL TIPO DI COSA CHE VEDI IN UN VIDEO CONTRO LA DROGA"

Ero in un orribile locale del Laos con un amico e un tizio israeliano che avevamo incontrato. Era un locale con una buona percentuale di persone che vivevano lì, anche, non solo stranieri—ma gli stranieri erano il peggio. Vendeva solo bottiglie di Johnny Walker, quindi eravamo belli bevuti. Il tipo israeliano ci ha presentato due ragazze del Laos, ma dato che il Johnny Walker non mi aiutava con le chiacchiere ho cominciato a buttarla sul basico.

Fortunatamente il tipo israeliano mi ha sentito biascicare. Mi ha detto, "Less is more," e di cercare di capire se la ragazza con cui stavo parlando voleva venire via con me—e sorprendentemente voleva. Siamo andati da un amico di lei e abbiamo tentato di farlo. Ma la sbronza non aiutava nemmeno il mio pisello, per cui ci siamo fermati e ho cercato di ricompormi.

Ci siamo rilassati e ho cominciato a essere in grado di parlare, mi ero un po' ripreso e rilassato, ridevo e scherzavo, lei era carina. Ha tirato fuori una pillola rossa e ha iniziato a fare un bong con una bottiglia d'acqua e la carta del pacchetto di sigarette, l'ha acceso e ha fumato un po'. Le ho chiesto cos'era e lei si è fatta un po' sulle sue, ma io le ho fatto capire che ero un adulto—ovviamente senza ricordarmi quanto sbiascicavo poco prima. Ho fatto un paio di tiri e all'improvviso il mondo è diventato come lo vedi nei video contro la droga a scuola—mi girava la testa, sono entrato in una paranoia folle e lei ha smascellato come una strega per qualche minuto. Tutto rimbombava.

Pubblicità

Ho scoperto in seguito che si trattava della yaba, che significa "droga della pazzia" in thai ed è una metanfetamina. Io me ne stavo andando fuori di testa, ma lei voleva riprovarci. Riuscivo solo a pensare a mia madre che mi diceva di usare i preservativi per l'AIDS. Continuavo a pensare a mia madre che mi parlava dell'AIDS mentre cercavo di mantenere l'erezione e mettere un preservativo—potrete capire che non è il massimo. Lei si stava un po' spazientendo, e io sono entrato in paranoia dopo due minuti fallimentari. Mi sono alzato e ho detto "NO!"—che era un po' esagerata come reazione—mi sono scusato e ho detto che me ne dovevo andare. Ha insistito per riaccompagnarmi. Mi imbarazzava, ma ha insistito, perciò ho accettato.

Mentre andavamo verso la sua moto lei parlava arrabbiata al telefono, e io pensavo che mi stesse organizzando qualche tiro mancino. Non capivo una parola, ma avevo l'impressione che stesse dando un indirizzo a qualcuno. Sono salito sulla moto e ho continuato a fare l'amichevole, ma ho cominciato a pensare le cose più imbarazzanti, tipo "Cosa farebbe James Bond al posto tuo?" Ho cominciato a chiederle della sua moto e di come si cambiano le candele e lei mi rispondeva educatamente, e per tutto il tempo ho continuato a chiedermi se dovevo buttarla giù dalla moto e scappare quando sarebbero arrivati i suoi scagnozzi. Alla fine mi ha scaricato all'ingresso del mio albergo. Le storie estive sono divertenti, devi solo stare attento che il tuo corpo risponda.

Pubblicità

CAROLINE, 29 ANNI: "MI HA DATO UNA LEZIONE"

Avevo 21 anni ed ero appena uscita da una relazione orribile. Era la classica relazione in cui sai che che la persona con cui stai è terribile, ma allo stesso tempo più attraente di quanto tu non meriti secondo la legge della giustizia, quindi diciamo che per un po' ci stai. Immaginatevi un giovane Daniel Craig, ma nella versione di un veemente negazionista. Detto ciò, mi trovavo ad Amsterdam con degli amici per un weekend lungo. E lì ho conosciuto Jaap.

Ci siamo conosciuti in un locale, abbiamo parlato un po', limonato eccetera. Abbiamo ballato un sacco, cantato, cose così. Quando il locale ha chiuso mi ha chiesto se volevo andare da lui, e ho detto di sì. Mi ha dato un passaggio sulla canna della sua bicicletta, un giro turistico gratuito di Amsterdam all'alba. Era uno di quei momenti in cui pensi, "Me lo ricorderò sicuramente quando sarò vecchia."

Siamo andati da lui, abbiamo ballato completamente nudi, e credo di essermi un po' innamorata. La mattina dopo era il Natale Olandese, o meglio quel giorno a novembre in cui Babbo Natale arriva in città e per qualche motivo ha degli schiavi e i bambini si dipingono la faccia di nero. Ho fatto il mio secondo tour di Amsterdam, e dato che le strade erano tutte bloccate abbiamo dovuto camminare due ore per arrivare al mio ostello. E c'erano centinaia, CENTINAIA, di bambini con la blackface. Mi ha accompagnato all'ostello a piedi, mi ha spiegato che la blackface in Olanda è una cosa culturale, e questo è quanto. Era adorabile, e mi ha ricordato che i fidanzati aggressivi che negano l'Olocausto non sono l'unica opzione. Non ho mai fatto sesso alla prima sera dopo quella volta, perché so che nessun'esperienza sarebbe paragonabile.

Pubblicità

Per qualche anno ho pensato davvero che ci saremmo incontrati di nuovo e sposati, ma ovviamente ora mi è passata, ho 26 anni e sono innamorata di un altro. Mesi dopo ho ricevuto un messaggio da lui perché gli era venuto in mente il mio cognome all'improvviso mentre faceva compere. E onestamente era come sparita la magia. Ci siamo scritti un po' su Facebook, ma le difficoltà con l'inglese e le domande di circostanza non rientravano molto nell'idea che mi ero fatta.

Penso che la cosa bella delle storie in vacanza è che puoi prenderle un po' alla leggera. Non è come incontrare qualcuno che ti piace nel posto in cui esci sempre. E sembra un po' un intervento divino: eccoci qui, due stranieri che non hanno niente in comune, che non parlano nemmeno la stessa lingua, e invece sono connessi.

DUNCAN, 27 ANNI: "I SUOI AMICI LE HANNO URLATO 'RICORDATI LE PROTEZIONI' E LEI MI HA TRASCINATO IN SPIAGGIA"

Ero in vacanza a Creta in un resort all inclusive, con mia madre e mio fratello. Avevo 16 anni. Mi sono fatto un po' di amici della mia età, soprattutto spagnoli, italiani e olandesi. L'ultima sera che erano a Creta siamo andati alla "discoteca" dell'albergo e una delle ragazze con cui non avevo mai parlato mi ha preso da parte, mi si è strusciata contro tutta un po' sbronza e poi mi ha portato fuori. Uno dei suoi amici le ha tirato un preservativo fuori dalla borsa e le ha urlato, "Ricordati le protezioni!" e lei mi ha trascinato in spiaggia—e io ho pensato che fosse perché immaginava che non potevamo tornare nella stanza che condividevo con la mia famiglia. Ho dovuto immaginarlo, perché lei non diceva niente.

Dopo un'ora di sesso (nota bene, il sesso in spiaggia è ok sulla sabbia fine della Grecia ma non sui ciottoli del West Sussex) ci siamo blaterati la buonanotte e siamo andati ciascuno per la sua strada.

La mattina dopo ci siamo rivisti con tutto il gruppo e io sono andato a sedermi a fianco a lei, e le ho chiesto come stava. Ed è stato allora che mi sono reso conto che non parlava l'inglese. Ho cercato di stare con loro fino al momento del check out, ore dopo, tutto impegnato a instaurare una connessione basata su quattro parole. Non ha funzionato.

Segui Tom su Twitter: @williamwasteman

Segui la nuova pagina Facebook di VICE Italia: