Cultura

La guida di Motherboard alle megastrutture extraterrestri

Cosa potrebbe trovarsi intorno alla strana stella KIC 8462852? Una breve panoramica delle ipotesi offerte dalla scienza e dalla fantascienza.

di MOTHERBOARD STAFF
08 luglio 2016, 3:33pm

Immagine: diversepixel/Shutterstock

Da quando, nel 2009, è stato lanciato il telescopio Kepler con l'obiettivo di scoprire pianeti simili alla Terra, sono già stati trovati diversi candidati e ognuno di questi fa sospettare che ci sia sicuramente qualcuno, da qualche parte là fuori. Ma per la maggior parte della missione Kepler, a ora, il massimo a cui possano aspirare i volenterosi cacciatori di alieni è qualche stella tremolante, a suggerire la presenza di qualche pianeta sconosciuto.

Qualche tempo fa, tuttavia, i responsabili della missione Kepler hanno tenuto col fiato sospeso il mondo, dichiarando di aver trovato qualcosa in orbita intorno a una stella, ribattezzata con il suggestivo nome di KIC 8462852; qualcosa che sembrava sfuggire alle normali spiegazioni. E, insomma, quando, pare che quando le 'normali spiegazioni' siano terminate non resti che una sola alternativa: una gigantesca megastruttura aliena.

Quindi cosa orbita intorno a KIC 8462852? Abbiamo passato in rassegna la fisica, la fantascienza e il futurismo più spinto per produrre una lista di possibili candidati. Seguono alcune delle migliori, senza escludere che l'eventuale megastruttura potrebbe in ultima analisi rivelarsi troppo aliena e inintelligibile per le nostre fragili, limitate, menti umane.

Una sfera di Dyson

In questa lista di candidati del tutto ipotetici, una sfera di Dyson è di gran lunga l'ipotesi più scontata. Il concetto è stato introdotto dal fisico teorico Freeman Dyson, in un articolo su Science del 1960, in cui immaginava una colossale struttura sferica che circondasse interamente una stella.

Gli abitanti della sfera vivrebbero sulla superficie interna, beneficiando di luce permanente, di energia solare virtualmente infinita e di orizzonti che si impennerebbero a vista d'occhio per scomparire dietro la curva del sole, invece che limitarsi ad affondare di sotto come sulla Terra.

Uno sciame di Dyson

Illustrazione di uno sciame di Dyson. Immagine tratta da Kevin Gill/Flickr.

Variante della normale sfera, uno sciame di Dyson si presenta meno come un singolo oggetto coerente e rigido, quanto piuttosto come un complesso sistema di strutture interconnesse, come una ragnatela intorno a una stella—sempre con lo scopo di massimizzare l'accesso all'energia solare. Il modo in cui la luce di KIC 8462852 va e viene sembra indicare che la stella non sia costantemente oscurata, un fatto più spiegabile con uno sciame che con una sfera.

Stando a un articolo pubblicato lo scorso anno su Popular Mechanics, per costruire una cosa del genere nel nostro sistema solare, dovremmo prima smaltire i quattro pianeti più interni: Venere, Mercurio, Marte e sì, la Terra. La ricompensa sarebbe grande, a ogni modo, dal momento che l'energia raccolta sarebbe sufficiente a costruire dei nuovi, entusiasmanti, habitat intorno al sole e garantire agli abitanti energia infinita e gratuita.

Stellar engine

Salvo modificare le leggi della fisica, l'unico modo in cui una civiltà potrà mai disporre dell'energia necessaria a viaggi intergalattici o transgalattici è di utilizzare una stella come motore. Stando alla scala di Kardashev—una misura del livello evolutivo raggiunto da una civiltà, a partire dal suo consumo energetico—utilizzare la tua stella locale come gigantesco motore ti assicura di assurgere a civiltà di tipo 2 (purtroppo l'umanità è ancora capace di sfruttare solo le risorse energetiche del proprio pianeta, il che la relega a un misero tipo 1).

Lo svantaggio di un motore stellare è la velocità. Secondo Leonid Mikhailovich Shkadov, uno dei primi pensatori a introdurre l'idea, se usassimo il Sole come motore, servirebbero circa un milione di anni per spostarsi di appena 0.3 anni luce.


Inoltre KIC 8462852 non sembra muoversi del tutto. Certo, non bisognerebbero dimenticarsi che la luce che osserviamo provenire dalla stessa ha impiegato 1480 anni per raggiungerci e, per quanto ne sappiamo, la stella potrebbe essersi spostata da tempo, diretta chissà dove.

Un disco di Alderson

Illustrazione di un disco di Alderson. Immagine tratta da Cryonic07/Wikimedia Commons.

Un disco di Alderson, dal nome dell'appassionato di fantascienza Dan Alderson, è una variante ancor meno praticabile di sfera di Dyson. Funziona in modo simile, ma prevede la costruzione di un disco, spesso migliaia di chilometri, al posto di una sfera. La stella sarebbe al centro del disco, dietro a pareti colossali, costruite per impedire che la popolazione venga cotta viva.

Solo una piccola porzione del disco presenterebbe temperature abitabili e proprio il suo design altamente inefficiente sembrerebbe renderlo un cattivo candidato come megastruttura aliena—a cui si aggiunge il fatto che la sua costruzione prevederebbe comunque più materiale edile di quanto ne esista nel Sistema Solare. Come se non bastasse, con il cielo permanentemente al crepuscolo, la vita potrebbe risultare un po' piatta per gli abitanti.

Una megalopoli distopica

Il manga Blame ! prova a immaginare che aspetto avrebbe una città di dimensioni stellari. La pianificazione urbana è andata a farsi benedire da tempo, al suo posto degli essere meccanici autonomi proseguono inarrestabili a costruire la città in ogni direzione. Il risultato è un vasto paesaggio meccanico, grande quanto il Sistema Solare—grande al punto da aver letteralmente incorporato Giove. La tecnologia che ha permesso la costruzione della megalopoli, seppur altamente avanzata, non sembra avere uno scopo preciso, o comunque non sembra avere nessuno scopo intelligibile.

Per ora dobbiamo limitarsi ad aspettare. Mentre il mondo attende notizie da KIC 8462852, potremmo iniziare a sperare che un'eventuale megastruttura aliena, se davvero esistesse, si rivelasse amichevole.