Rust Cohle di 'True Detective' ci parla dalle profondità dell'oceano

Questo corto trasforma le profondità dell’oceano in un film di fantascienza russo.
2.11.15

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Le profondità del mare sono da sempre un luogo che stimola l’immaginazione dei filmmaker, per il mistero e la meraviglia che suscitano e per le creature ultraterrene che ospitano—non è difficile credere che siano una fonte ricca di ispirazione. Il filmmaker Alex Soloviev ha sfruttato pienamente l’aspetto esotico del piano batiale dell’oceano in Deep Underwater, un corto girato con maestria che mostra scene dell’oceano profondo come se si trattasse di un film di fantascienza dai toni esistenziali.

Non solo la colonna sonora si compone di suoni spaziali gentilmente offerti da “Event Horizon” di Astropilot, ma la sua intensità riflessiva è completata da una voce narrante, quella del poliziotto-filosofo speculativo-realista preferito di tutti, protagonista della prima stagione della serie True Detective, Rust Cohle. Precisamente, il corto riprende il monologo sulla teoria del tempo e dell’eternità:

In questo universo noi gestiamo il tempo in maniera lineare, in avanti. Ma al di fuori del nostro spazio-tempo, da una prospettiva che sarebbe quadridimensionale, il tempo non esisterebbe. E da quella posizione—se potessimo raggiungerla—vedremmo che il nostro spazio-tempo è come appiattito, come una singola scultura la cui materia è sovrapposizione ad ogni luogo che abbia mai occupato. La nostra vita si ripropone ciclicamente come dei kart su una pista. Tutto quello che è al di fuori della nostra dimensione è eternità, l’eternità ci osserva dall’alto. Ora, per noi è una sfera, ma per loro è un cerchio.

Il risultato è una sorta di Tarkovsky sott’acqua, con i filmati in slow-mo, girati in RAW a 14-bit grazie al firmware Magic Lantern, che rende le creature, le piante e le formazioni rocciose ancora più simili a forme aliene provenienti da pianeti strani e lontani. “Sulla superficie si possono vedere solo sequenze di momenti. Se ci immergiamo in profondità, incontriamo una sorta di eternità. Il tempo non esiste laggiù. E l’eternità ci guarda dall’alto,” riflette Soloviev.

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