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Ho provato tutte le sottoculture del 2014 per capire qual è la peggiore

Normcore, cutester, health goth: le sottoculture del 2014 sembrano tutte una presa in giro. Ho provato a vivere secondo ognuno di questi stili per capire se è davvero così.
Hannah Ewens
London, GB
23.1.15

L'anno scorso siamo stati così impegnati a rinfacciarci cose e urlarci contro che non abbiamo avuto tempo di far succedere nulla di buono. Ad esempio, nel 2014 non è nata nessuna vera nuova sottocultura giovanile. Che è una cosa terribile, e probabilmente è anche la ragione per cui i media hanno deciso di inventarsene un paio.

Tra tutti gli stili inventati, il più eclatante è quello che consiste nell'arte di vestirsi come un padre appena divorziato, altrimenti detto "normcore"—pare sia stato il termine "fashion" più cercato su Google nel 2014. La sottocultura più irritante dell'anno invece ce la siamo ritrovata tra i piedi quando l'Evening Standard ha deciso di andare a farsi un giro al Cereal Cafè di Brick Lane e ha scoperto i cutester. E poi ci sono gli health goth. Cosa sono gli health goth? Ho sempre pensato che fosse solo una pagina Facebook piena di foto di abbigliamento sportivo monocolore e net.art, ma alcuni giornalisti ritengono sia collegata ai fan dei Coal Chamber che si sbavano il trucco sul tapis roulant. Una sottocultura indubbiamente destinata a scuotere le fondamenta della società.

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A dire la verità, nessuna di queste è propriamente una sottocultura. Si tratta più che altro di tendenze o modi di vestirsi; lo sappiamo tutti. Per quanto in ogni grande città si possano trovare persone che sembrano normcore, cutester o health goth, questo non significa che dietro ai loro vestiti ci sia uno stile di vita coerente. Ad esempio, qualcuno sa dove si trova il pub dei normcore a Londra? Un health goth come si paga l'affitto? Dove vanno i cutester a cercare qualcuno con cui andare a letto? Dove sta quel senso di appartenenza dei raver e dei mod?

Dovevo provare a infiltrarmi in queste mode superficiali prima che sparissero nel nulla. Così ho vissuto un giorno da health goth, uno da cutester e uno da normcore, nel tentativo di capire se ci sia davvero uno stile di vita al di là dei vestiti.

FARSI DEGLI AMICI

CUTESTER
Fare amicizia è la prima categoria che ho scelto, perché da soli non si può fondare una tribù o una sottocultura. Per farlo, c'è bisogno di un gruppo di persone.

La prima vita che ho sperimentato è quella da cutester. Seguendo punto per punto la lista dello Standard mi sono tolta la divisa tutta nera e l'ho sostituita con un maglione pieno di personaggi dei cartoni animati, e ho sfoderato quell'irritante ottimismo necessario a costruirsi una vita sociale a base di bar con tavoli da ping-pong e tatuaggi di emoji.

Come prevedibile, non tutti erano entusiasti del fatto che sembrassi e mi comportassi come un poppante americano viziato. I ragazzi di Hype—un negozio che ha appena lanciato una linea di abbigliamento a tema Simpson, cioè pane per i denti del cutester—hanno risposto al mio sconfinato entusiasmo con la stessa vitalità con cui un fan degli Odd Future accoglierebbe l'invito della madre a partecipare a una serata di improvvisazione su Jane Austen.

"Vi piacciono i miei vestiti?"
"No" mi hanno risposto, e io mi sono presa un bel palo in fronte.
Se non fossi stata troppo impegnata a odiare me stessa probabilmente li avrei odiati.

Ma poco importa, perché quasi tutti gli altri che ho incontrato erano felici di parlare con me. Forse per via della personalità spumeggiante, o perché sembravo una bambina persa in un Disney store. Probabilmente l'insieme delle due cose colpiva il loro senso di responsabilità sociale. Comunque, il dato di fatto è che mi sono trovata molti più amici del solito.

Per esempio l'intero staff di questo negozio che vende tutone. È stato allora, in questo negozio, circondata da pagliaccetti da 200 euro per bambini cresciuti, che ho smesso di vedere i cutester come un'invenzione dei media e ho iniziato a considerarli un atto di accusa da parte della mia generazione. Sì: mi ero fatta degli amici. Ma non erano amici fighi. Che, fino al momento in cui strillare sull'internet il tuo amore per gli One Direction è diventata una cosa da fighi, era ciò su cui si basavano le sottoculture.

HEALTH GOTH
Ho capito subito che fare amicizia da health goth sarebbe stato più difficile. Ma immagino che sia proprio quello che vogliono, no? Se passi la maggior parte del tempo con la faccia da depresso ad ascoltare la musica di Haxan Cloak e a parlare del "ruolo dello spazio digitale nella democratizzazione dell'arte" credo ti potresti anche aspettare una certa mancanza di amore da parte del popolino.

Il barbiere carino da cui sono stata mi è sembrato confuso dalla mia irritabilità e per addolcirmi mi ha offerto un cioccolatino. Purtroppo però non ha funzionato, perché ormai mi ero calata completamente nella parte e sembravo una specie di Daniel Day-Lewis femmina con l'abbonamento a Nike+. Non c'è tempo per esaltarsi e essere felici quando la vita è fatta solo di sudore e tristezza.

Cercando poi di immedesimarmi nella seconda definizione di "health goth" che avevo letto, mi sono diretta verso la Gymbox, dove mi aspettavo che il personale della palestra mi accogliesse a braccia aperte. Invece la receptionist mi ha detto che non aveva mai sentito parlare di persone come me e che se non ero un membro me ne dovevo andare. Quelli della Gymbox dicono di essere aperti a tutto. Ma a quanto pare non agli health goth.

Mentre sorseggiavo il mio frullato iperproteico mi sono chiesta dove vanno gli health goth per trovare anime affini alla loro. I classici goth sono ancora troppo presi bene con il velluto e i corvi per preoccuparsi di Tumblr, mentre le palestre sono ancora piene di gente qualunque che può permettersi l'iscrizione.

E sono giunta a una conclusione che potrebbe scioccarvi, e cioè che forse essere un health goth significa rincorrere un ideale che non si applica tanto bene alla vita reale.

NORMCORE
Ancora più solitario è il mondo dei normcore. Dovevo capirlo già dall'articolo da cui di fatto è nato il normcore, in cui dicevano che i normcore non sentono il bisogno di fingere di essere degni di appartenere a qualcosa. Anche se in un trend report suona bene, in pratica il non essere degni di appartenere a qualcosa significa essere così anonimi da essere quasi trasparenti.

Ho cercato di intavolare conversazioni con la gente per strada, ma stranamente nessuno sembrava particolarmente interessato a quello che avevo da dire. La "personalità normcore" che avevo adottato era troppo scialba. Mi sono chiesta più volte se per caso la gente guardandomi non mi credesse un genio della truffa o un serial killer occupato a sembrare il più anonimo possibile per non dare nell'occhio e commettere liberamente qualche atrocità.

Poi ho deciso di smettere di annoiare le persone con le mie conversazioni normcore ("Ti piace Seinfeld?") e ho realizzato che il problema dei normcore risiede proprio nel loro nome: volere essere anonimi significa voler essere come tutti, ma non si può essere come ogni persona che si incontra strada, altrimenti smette di diventare una subcultura e inizia a essere una cultura vera e propria.

Mentre divoravo il mio pasto, sono stata costretta ad ammettere che in questa categoria i cutester risultano i più simpatici.

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FARE SOLDI

CUTESTER
Il modo in cui una sottocultura si guadagna da vivere è di vitale importanza: aiuta a definire la classe sociale di appartenenza dei suoi membri, il loro orientamento politico e morale. E determina anche altri fattori, tipo dove andranno la sera e di cosa si ubriacheranno.

Per un cutester le strade di Shoreditch sono lastricate di infinite possibilità: è il regno del lavoro per cui non servono competenze particolari. Comportarsi da bambini maleducati che infastidiscono le persone è la carta vincente e diversi negozi di abbigliamento mi hanno consentito di lasciare il CV. Ho anche chiacchierato per un quarto d'ora con il gestore di un negozio cyber-goth che mi ha offerto due settimane di lavoro in cambio del numero della mia parrucchiera (scusa, Loren).

Ma io guardavo dritta al lavoro dei miei sogni: un lavoro nel tempio dei cutester, il Cereal Killer Caffè. Il mio abbigliamento avrebbe potuto essere incorniciato e appeso ai muri. Mi sentivo come Bon Jovi in un Hard Rock Cafe. Avevo il rossetto rosa e i codini. Ero fatta per quel posto.

Poco dopo il direttore mi ha notato e si è avvicinato: mi ha dato il suo indirizzo email e mi ha detto di contattarlo. Quindi si fa così: basta andare nel locale che un sacco di persone odiano vestita in un modo che un sacco di persone odiano, ed ecco che trovi un lavoro.

Ma probabilmente da cutester potreste trovare lavoro ovunque. Chi non vorrebbe assumere una persona che ha addosso tutti i colori possibili e che aspira a condurre un programma su un canale per bambini?

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Ve lo confermo: la vita di un cutester è ricca e felice.

HEALTH GOTH
I principi fondamentali di un health goth rendono davvero problematica anche la ricerca di un lavoro. Ho cercato di smussare alcuni lati del mio atteggiamento, ma ho detto a tutti i miei potenziali datori di lavoro che avrei voluto essere libera di scegliere il mio abbigliamento, promettendogli in cambio il mio tempo e le mie coordinate bancarie.

Non è andata bene. Ovunque io sia andata mi è stato ribadito che, nel caso in cui mi avessero presa, avrei dovuto indossare la divisa e rappresentare il marchio per cui avrei lavorato. E dato che, a differenza dei tratti salienti del mio movimento di appartenenza, avevo fatto domanda da Pret a Manger e non alla Nike, non mi sentivo ancora pronta a svendermi così facilmente.

"Anche una catena di ristoranti salutari potrebbe andare bene per una come me," ho pensato ragionando sul fatto che sarei stata un'ottima ambasciatrice dei loro pranzi sani. Ahimè l'abbigliamento è stato un problema anche in questo caso. Le persone che stavano dietro al bancone consideravano le mie ciabatte una minaccia per la salute e mi hanno fissato finché me ne sono andata.

La speranza però è l'ultima a morire, e sono approdata all'Elite Café. La simpatica signora dietro al bancone mi ha chiesto che tipo ero, e io le ho risposto che ero una lunatica, con il mio tipico atteggiamento stronzo da health goth. Mi ha detto che non era importante e di chiamarla per decidere i turni.

Ripensandoci, non credo che le strade siano il luogo di lavoro che si addice a una principessa dark del nylon. Ma se riuscissero a evitare di pubblicare foto di arti sintetici su Facebook, probabilmente l'unione tra una perfetta forma fisica e una sconfinata tristezza potrebbe rendere gli health goth perfetti accompagnatrici o gigolò.

NORMCORE
I membri dello staff dei bar di grido sembrano vestiti tutti normcore, quindi ho pensato che trovare lavoro sarebbe stato facile. E avevo ragione: in ogni posto in cui ho provato ad entrare ho ricevuto risposte positive.

Con la felpa sformata e l'espressione smarrita, probabilmente davo l'impressione di essere una creatura piuttosto docile. Il tipo di persona che cammina a testa bassa, fa una pausa pranzo di cinque minuti per non perdere tempo ed è troppo spaurita per chiedere un giorno di ferie.

Se a questa capacità di inghiottire merda corrisponda una vera e propria posizione politica e morale dei "normcore", non ne ho assolutamente idea. "I normcore si allontanano da quel tipo di stile che si basa sulla singolarità e la differenza e mirano invece a uno stile post-autentico che si basa sull'uguaglianza" non è esattamente un'affermazione di rivoluzione politica.

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Mi vedo nuovamente costretta a dire che tutti e tre questi orientamenti sembrano essere moralmente inconsistenti. La cosa più simile a uno statement politico è stata la facilità di prosperare del cutester nella Londra contemporanea. E, sarò anche "vecchio stile," ma queste non mi sembrano affatto buone basi su cui costruire un movimento giovanile.

SEX APPEAL

Una delle funzioni più importanti di una sottocultura è la porzione di strada che questa riesce a spianare in direzione della perdita della verginità e del sesso adolescenziale; è secondo queste dinamiche che, restringendo il capo da "tutte quelle dal primo al terzo anno" a "tutte quelle dal primo al terzo anno a cui piacciono i Tool", i nervosi maschi delta diventano alfa.

In poche parole, le sottoculture giovanili offrono ai giovani sicurezza, materiale di conversazione e un terreno comune. Di conseguenza una parte della nostra analisi si doveva obbligatoriamente concentrare sul determinare l'interesse dell'altro nell'intrattenere rapporti con health goth, normcore e cutester. Per capirlo, ho usato lo stesso profilo Tinder sostituendo di volta in volta le foto.

Se conosco Tinder (e lo conosco), posso azzardare che agli altri utenti non interesserà granché se indosso dei pantaloni della tuta o una salopette di Titti.

Con mia grande sorpresa, comunque, la mia versione cutester è quella che mi ha garantito più risultati. Ragazze: se vi piacciono i diciottenni con le polo Louis Vuitton e il ciuffo in avanti, sembra che la soluzione stia nelle orribili combinazioni di vestiti sgargianti.

Health goth e normcore hanno ricevuto la stessa tiepida accoglienza: come previsto, a Tinder non potrebbe fregare meno del nostro abbigliamento.

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Detto ciò, serviva un'altra opinione. Così mi sono rivolta ai miei amici. Purtroppo, il mio confidente più cinico e fidato ha bocciati tutti e tre i miei personaggi—cutester: "irritante", normcore: "provocatoriamente infantile", health goth: "una che crede sia accettabile andare in giro vestita da Sporty Spice"—ma anche lui sembrava d'accordo con la maggioranza delle persone chiamate in causa: l'opzione normcore era la più "bombabile".

Quadrava perfettamente. Vive a Londra, e di conseguenza riuscirebbe tranquillamente a ignorare il fatto che la ragazza che frequenta sia vestita come sua mamma nelle foto di famiglia degli anni Ottanta.

GIUDIZIO DELLA MODA

Ma il giudizio più importante di tutti, forse, è quello di chi si intende di moda. Non voglio certo dire (giammai!) che normcore, health goth e cutester siano mere tendenze modaiole, ma l'apparenza è il criterio principale su cui le sottoculture reclutano nuovi membri, si diffondono e proliferano. Mi sono dunque rivolta a Bertie Brandes, vecchia conoscenza di VICE e attuale redattrice di moda presso i-D.

Ecco il suo verdetto:

"Il Cutester**** è terribile sotto ogni punto di vista. È l'estetica di riferimento di una generazione votata al disprezzo per se stessi, mediata da VEVO e filtrata attraverso Jeremy Scott, pronta a schiantarsi su Primark alla velocità della luce. Sono codini, quelli? I codini non sono più accettabili."

"Scusate, cari giornalisti, ma se credete che l'health goth sia un'invenzione del 2014 siete completamente fuori strada. Praticamente è in giro da quando Kaish dei So Solid Crew si è presentato a Top of the Pops con le lenti a contatto bianche. Anche se ha fatto il suo ingresso ufficiale nel mainstream con la collezione laser-cut di Alexander Wang per H&M, i calzini a coste e i crop-top della Nike sono il pane quotidiano della gente priva di personalità. E nonostante questa tendenza sportswear potrebbe apparire meno sinistra di tutti quei tipi di Tinder che mettono le Air Max senza calzini, non riesco a togliermi dalla testa il fatto che sia una di quelle cose per persone così disperatamente in cerca di un'identità da tatuarsi il proprio nome. Comunque ti sei dimenticata il septum d'ordinanza."

"Il problema del normcore è che hai due possibilità: o i jeans slavati e le Stan Smith vintage ti rendono così 'core da catapultarti di diritto su Refinery29, oppure sembri una che ha appena comprato in blocco tutta la collezione ASOS basics. Principiante."

Le parole di Bertie hanno confermato i miei sospetti: il cutester è imbarazzante, l'health goth è un riverbero delle Spice e il normcore è per barbosi studenti di materie umanistiche che vorrebbero passare per comparse in un film di Woody Allen.

Ma c'è di più. Ognuno di questi trend sembra voler cercare vie di fuga, tanto fisiche quanto psicologiche, in una città sempre più confusionaria e ostile nei confronti dei giovani che la abitano. Si tratta di tendenze che privilegiano la comodità, che si tratti delle ciabatte delle health goth, dell'abbigliamento premaman delle normcore o del guardaroba infantile dei cutester.

L'aspetto dell'health goth ti inserisce nella stessa rassicurante categoria di tutti quelli che fanno jogging in città. I jogger sono ridicoli, eppure nessuno li prende per il culo. Anzi, di questi tempi sembra esserci una regola non scritta che ti impedisce anche solo di dire una cosa del genere ad alta voce.

Il normcore è pura nostalgia; è l'equivalente sartoriale di un filmino di famiglia su VHS. E proprio come la PC Music ti porta via dal cemento di Londra per liberarti in un mondo fatto di Haribo e zucchero filato, anche il cutester è la rappresentazione di un desiderio di fuga popolata da ventenni con le cover di Hello Kitty che cercano in tutti i modi di tornare nel grembo materno.

Purtroppo, nessuna di queste diventerà una vera e propria sottocultura. Sono ancora troppo radicate su internet e poco rintracciabili nella vita reale. Personalmente guardo con ottimismo al 2015, ma c'è un sacco di gente convinta che le sottoculture siano morte nell'esatto momento in cui la banda larga ha portato ogni movimento giovanile emergente nelle camerette di mezzo mondo.

Di conseguenza, penso che finché la tecnologia non collasserà su se stessa ci dovremo accontentare di ciò che si inventano trend forecaster e giornalisti. Benvenuto 2015, anno dell'Islamopunk e del Turbo Mod.

@hannahrosewens