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Crociere in Laguna: romantici disastri annunciati

Il recente naufragio della Costa Concordia ha riacceso il dibattito sulla questione delle grandi navi in Laguna, che in effetti non sembrano essere proprio a loro agio in mezzo ai canali.
6.2.12

Nessun effetto speciale né immagini generate al computer o altri trucchetti: questo filmato è stato girato dal videomaker e regista Ries Straver nel 2005, a Venezia. In un solo giorno, Ries ha assistito al passaggio di non meno di cinque grandi navi attraverso una lingua d'acqua che, come nel resto della città, chiunque immaginerebbe percorsa al massimo da vaporetti, motonavi e semplici barche.
Qualche tempo dopo, Ries ha mostrato il video a Batongo, un musicista elettronico italiano che non ha saputo resistere alla tentazione di modificare un suo pezzo perché si sincronizzasse perfettamente con le immagini del filmato. Il risultato è "Cruise", e la sua storia—un mix di techno italiana e navi da crociera che sfilano lungo uno canale veneziano fregandosene di sicurezza ed ecosistema—ci è sembrata assurda abbastanza da chiedere ai due di fare una chiacchierata.
Il recente naufragio della Costa Concordia sembra infatti aver riacceso il dibattito su una questione, quella delle grandi navi in Laguna, che da tempo preoccupa i veneziani: oltre all'inquinamento e al rischio di collisioni, il passaggio delle imbarcazioni provoca danni alle rive in marmo, e finora ben poco hanno ottenuto i comitati di protesta che sempre più spesso accolgono i crocieristi con striscioni e cortei.

VICE: La prima volta che ho visto il video ho pensato "Non può essere vero. Sarà una roba da viral marketing, e alla fine cercheranno di vendermi un deodorante o qualche cellulare." Ma via via che le immagini scorrono ti accorgi che non c'è finzione.
Ries Straver: Già, in molti pensano sia un falso.

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E per essere chiari: si tratta di un video musicale ufficiale, vero? 
Ries: Proprio così.

Come è nata l'idea? Siete amici?
Ries: Be', siamo buoni amici? Direi di sì.
Batongo: Ottimi amici.
Ries: Batongo mi ha fatto sentire le sue demo—

Ti ha costretto?
Ries: Sì, mi ha messo a sedere su una sedia e si è assicurato che non scappassi facendomi intorno qualche giro di corda, poi giù musica per tutta la notte. Ma questo pezzo mi piace. Ha una linea di basso un po' acid che arriva dopo circa 30 secondi creando un effetto molto strano, come se ci fosse un intruso. Il collegamento con l'enorme imbarcazione che incombe sul paesaggio da cartolina che avevo ripreso sette anni prima è stato quasi inevitabile. Ho riesumato il video dagli archivi e… era perfetto.
Batongo: Abbiamo portato il video in studio e l'abbiamo riprodotto sul pezzo che gli avevo fatto sentire. Era un effetto fantastico, quasi in sincrono. Ho leggermente rimaneggiato la demo perché tutto combaciasse, ed eccolo.
Ries: Ci sono dei particolari del video che non si notano a prima vista. Se guardi attentamente, in HD per esempio, vedrai ogni singolo uccello o barca, e poi i turisti che scattano le foto dal ponte della nave, con tanto di flash delle macchine fotografiche. Tutto in perfetta sincronia con la musica.

Quindi lo tenevi in serbo da un po', poi è arrivata la tragedia della Costa Concordia con tutte quelle vittime, e… 
Ries: Il filmato montato era pronto da nove mesi o poco più. Aspettavamo il momento giusto, e dopo tutto quello che è successo abbiamo deciso che era l'ora, anche se il pezzo non è ancora in commercio.

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Facciamo un passo indietro. In quale contesto si inserisce il progetto? Perché avevi girato il filmato?
Ries: Quando ero a Venezia mi portavo sempre dietro la telecamera. Quel giorno avevo fatto un giro in barca in Laguna, e il tempo era veramente bello, limpido: si vedevano persino le montagne sullo sfondo, una cosa che non capita spesso. Bene, ero lì, mi pare sull'Isola di San Lazzaro, e abbiamo visto questa enorme imbarcazione, una nave da crociera.
Batongo: Eri a San Clemente o a San Lazzaro?
Ries: San Lazzaro. Ho cercato su Google Maps. Da quell'isola c'è un punto panoramico sulla Laguna, puoi vedere la Giudecca, il Canale della Giudecca, e dietro tutta Venezia. Le navi da crociera passano proprio per quel Canale. Non avevo un treppiede, ho piazzato la telecamera su un muretto del punto panoramico e ho premuto Play. Poi mi è bastato sistemare l'inquadratura fino ad ottenere un'immagine da cartolina. Speravo soltanto che sul nastro rimanesse spazio sufficiente per riprendere la traiettoria completa. Così ho aspettato, ed è successo proprio quello che immaginavo: l'imbarcazione ha lentamente divorato il panorama. Quella vista rompe completamente con l'idea che tutti noi abbiamo di Venezia., la stravolge. Ed è per questo che appare così sproporzionata e astratta, spingendo molti a credere che sia una montatura. Ma non c'è nessuna modifica: si tratta semplicemente di premere Play e Stop, di trovarsi al posto giusto nel momento giusto.

In apparenza direi che il video che vediamo è lo stesso che hai girato quel giorno, in tutta la sua lunghezza e senza tagli. Dico bene?
Ries: Sì, è così. Negli ultimi secondi puoi vedere la mia mano davanti all'obiettivo, volevo spostare la telecamera perché proprio in quel momento la nave stava passando davanti a San Marco. Ebbene, nonostante la mia mano e l'inquadratura un po' mossa, abbiamo deciso di non tagliare quella parte perché è proprio lì che si capisce che è tutto vero, che non ci sono finzioni o rielaborazioni.

Dov'eri quando hai saputo dell'incidente della Concordia?
Ries: Credo fossi sul water, leggevo il giornale. Ho pensato "Oh merda!"

Già, "merda" è il termine giusto.
Ries: Poi ricordo di aver sentito l'audio della telefonata, con questo Schettino, il capitano. Era il momento perfetto per lanciare il video, anche perché affronta un problema molto serio per la città di Venezia. Immagina se accadesse lo stesso nel Canale della Giudecca. Un piccolo errore potrebbe portare a una tragedia di proporzioni enormi.

Dopo aver visto il tuo filmato sembra strano che non ci siano ancora stati incidenti—
Ries: In quel canale passano sei navi da crociera al giorno. Duemila l'anno.
Batongo: Venezia è l'unica città al mondo ad avere un porto distante dalla sua apertura sul mare. Non ne sono certo, ma forse quando l'anno costruito volevano che chiunque arrivasse dal mare dovesse attraversare la città per ammirarne la bellezza. Parlo di 300, 400 anni fa. Ma al giorno d'oggi è un grosso problema, e l'unica soluzione è che le imbarcazioni di quelle dimensioni si fermino al di fuori della Laguna. Ma in quel modo i turisti non potrebbero vedere la città, e loro ovviamente vorrebbero.
Ries: Non ho delle conferme, ma penso che il passaggio attraverso il canale faccia parte del pacchetto che le compagnie navali offrono ai propri clienti. E se così fosse, se la sfilata in canale fosse una "ciliegina sulla torta" per turisti, dietro alla faccenda—ma si tratta sempre di mie supposizioni—potrebbe esserci un qualche accordo tra le compagnie e le autorità locali. Ma non è solo questione di incidenti. La Laguna è un ecosistema estremamente delicato, e quelle navi costituiscono un'enorme minaccia al suo equilibrio.

@rocco_castoro