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Legowelt, il santone della techno

Ci parla di synth mistici e suoni medievali digitali e di come ogni cosa possa essere musicalmente metafisica.
13 maggio 2014, 8:16am

Legowelt è uno dei producer dell'area techno di oggi tra i più attivi e innovativi, ma, ovviamente, anche uno dei più bizzarri.

Dirige una fanzine cyberpunk online e possiede così tanti synth che la sua casa dell'Aia sta per scoppiare. Il suo nuovo album Crystal Cult 2080 è ispirato a un rituale medievale cantato con ritmi polifonici del IX secolo. Niente di poi così assurdo.

Qui da Noisey abbiamo adorato Crystal Cult 2080, quindi abbiamo deciso di incontrare il producer olandese per parlare con lui delle sue influenze, delle sue pratiche e di come la techno possa ancora essere un suono ribelle.

Noisey: La tua attività musicale come Legowelt è sempre stata interessata attivamente al misticismo e all'occulto, questo aspetto è ben evidente più di ogni altra cosa in Crystal Cult 2080. Cosa di tutto questo ti coinvolge anche come producer?

Logowelt: La musica di per sé è una cosa mistica. È sempre stata usata in rituali. Se prendi per esempio la house o la techno, in un certo senso sono occulte, se le guardi da una certa prospettiva. Le persone cercano di entrare in trance o di prendere sostanze per arrivare ad una dimensione percettiva più alta.

Come utilizzi tutto questo nella tua pratica?

Le note musicali ed alcune frequenze lavorano sul cervello in un determinato modo. Così come puoi sentire nell'album, ci sono forti influenze dalla musica medievale. Nel mondo occidentale—intorno al IX secolo credo—si è iniziato a utilizzare la polifonia nelle chiese cristiane. Quella musica arrivava dall'Est, e serviva a influenzare le persone fino punto da portarle in una specie di stato di trance.

Esprimendo tutto questo, quindi, pensi che lo stato di trance su cui fa leva la tua techno vada nella direzione di generare una bella esperienza interiore? Non suona come se tu stessi puntando a qualcosa in più di una bella atmosfera collettiva in pista.

È interiore, certamente. Questo album deve essere un'esperienza interiore.

Come pensi di aver tradotto queste idee antiche nella techno moderna?

I ritmi sono una traduzione stilistica aggiunta alla musica, ma la musica medievale era molto semplice in termini di ritmica. Si trattava di un solo tamburo suonato con lo stesso ritmo tutto il tempo, quindi non è così difficile tradurlo in qualcosa che suoni più moderno. È molto simile. La musica techno è un po' più veloce ed è suonata con strumenti elettronici, ma alla fine non cambia molto. Per questo la techno dovrebbe essere semplice.

Anche le parti cantate dell'album... Testi come "Bevi dal calice, e rinascerai."

In alcune tracce, assolutamente. C'è tutto questo modo di cantare medievale. Quel "bevi dal calice" è una battuta del film di Excalibur. Oltre ad essere una citazione old school, è un modo per dire che, se senti quella frase in un club, puoi bere dal bicchiere e rinascere attraverso la techno music.

Come hai trovato la frase? Sei un fan del film?

Vagamente, ma non un super fan. A volte un'idea nasce quando stai chiacchierando, quando sei in giro, "oh sarebbe divertente fare un pezzo su questo e su quello." C'è più lavoro per quanto riguarda la selezione delle tracce e l'ordine da seguire. C'è sempre un elemento di influenza di altre persone in qualche modo. Le idee i concetti spesso si intrufolano nella musica inconsciamente.

Ho saputo che hai deciso il nome dell'album in base al synth digitale che hai utilizzato per suonarlo. Ultimamente passi repentinamente dai synth analogici a quelli digitali. Cosa ti ha spinto a lavorare con quel particolare synth per questo album?

È un po' difficile de dire. Mi piace quando la musica è molto… nebulosa. È figo camminare per strada in mezzo alla nebbia. La tua immaginazione lavora in modo diverso perché non puoi vedere le cose chiaramente. Solo ombre e contorni. Se utilizzi un sacco di effetti sfocati e nebbiosi—come vecchi delay, riverberi e filtri—la musica diventa più ombrosa. Puoi ancora sentire le melodie, ma sono un po' più nascoste, così puoi iniziare a percepire come le melodie di risposta interagiscano con le principali. Mi auguro che tutto questo renda l'album più ricco. Chi ascolta a fondo può scoprire melodie segrete e mettere alla prova la sua immaginazione.

E poi, per me non conta cosa si utilizza per fare la musica, perché anche dentro l'hardware c'è il microchip di un computer. Tutta questa discussione hardware vs software, digitale vs analogico la trovo davvero irrilevante. La vedo così. Sono tutti strumenti. Penso che il purismo sia una concezione davvero sbagliata perché ti fa confinare con le tue stesse mani in un recinto senza uscite. Il purismo rappresenta davvero un punto morto.

Da cosa sei stato musicalmente influenzato nel fare Crystal Cult 2080?

Be', un sacco di roba di Detroit, assolutamente. La traccia "Experiential Awakening" ha davvero molto del sound di DJ Stingray. Ascolto tantissimo Actress. Mi piace come usa le melodie. È davvero strano. Anche lui ha nella sua musica questa nebbiosa, sfocata vibrazione. Ci sono un sacco di influenze dalle vecchie cose di Aphex Twin. Se ascolti certe tracce, specialmente quelle dei primi anni Novanta, in cui usava ritmiche spezzate e la drum machine R8 della Roland, credo tu possa cogliere molto bene tutti questi riferimenti. Le melodie sono molto belle, sembrano un po' frammentarie. Anche Huerco S ha lo stesso tipo di vibrazione in cui le melodie sono spezzate. Semplicemente si ferma e riparte, poi scompare. Alcune tracce sono molto armoniche per le direzioni che prendono le linee melodiche. Le trovo davvero molto interessanti.

Come pensi che questo nuovo album si differenzi dal tuo ultimo lavoro, The paranormal soul?

I pezzi sono più ricchi di dettagli. Così anche le melodie, sono più elaborate. L'ultimo album era essenzialmente solo dance, questo va in profondità. Anche la produzione è un po' più morbida.

So che hai realizzato l'album in posti molto differenti e in un lungo periodo di tempo. Nonostante ciò, suona comunque molto compatto. Com'è il tuo flusso di lavoro, quando hai un'idea per una traccia?

Quando è registrata da qualche parte, faccio semplicemente un abbozzo. La fase finale si compie nello studio di casa mia, il che spiega perché il tutto sembra così coerente. Come far lavorare le melodie, e una certa sonorità di un brano, posso sempre farlo in una stanza di hotel, ad un computer, con una macchina.

Solitamente quindi raccogli le idee con calma, per poi strutturarle in un attimo?

Mi piace farlo perché ho sempre questo tipo di urgenza. Quando mi sto rilassando in una camera di hotel, tiro fuori le macchine e comincio ad improvvisare.

Per quanto riguarda il tuo live, ti concentrerai solo sui synth che hai usato per produrre l'album o continuerai ancora a giocare tra analogico e digitale?

Dipende da dove devo suonare, e se posso portarmi dietro un sintetizzatore. A volte mi porto un synth analogico, a volte uno digitale, e a volte ho solo il laptop con un controller. Dipende davvero da come mi sento e da dove devo suonare.

Pensi che lavorare alle estetiche e ai suoni dell'occulto sia un modo per rimettere in gioco la techno sul piano della ribellione culturale, in un periodo in cui sembra essere diventata un genere più commerciale?

Chiaramente questa cosa esisteva già negli anni Ottanta, con gli Psychic TV. Anche loro hanno avuto un'attitudine molto mistica nella loro musica, molto interessante. Avevano il Tempio della Psychic Youth. Credo che questo abbia influenzato tutte le sonorità mistiche ed occulte, era anche un procedimento legato alla controcultura in quei tempi. Se un qualsiasi tipo di musica ha intorno una cultura, allora per me tende al metafisico. Non penso al mio lavoro come controculturale o ribelle. È solo la musica che faccio. Posso immaginare che sia potuta essere ribelle, perché in un certo senso va contro il pensiero comune. Credo che questo sia quello che sono sempre stato, da un certo punto di vista.

Cosa pensi ci vorrebbe alla techno per continuare e spingere in avanti?

Ci dovrebbe sempre essere qualcuno che la spinge più in là o che fa cose che altri non fanno. Ci vorrebbe gente che semplicemente suona la sua roba, senza farsi influenzare dalla pressione esterna o dal parere altrui. Credo che questa sia la cosa più importante dell'essere indipendenti. Fai qualcosa che vuoi per te stesso, che arriva da te, e non fare troppa attenzione a quello che gli altri dicono e pensano a riguardo. Senti di doverlo fare, quindi, fallo.

Hai sempre dato l'idea di trattare la musica come una questione di amore. I numeri delle tue uscite sono folli, devi lavorarci davvero costantemente. Come pensi che sia questo momento delle produzioni di elettronica, soprattutto con questa immensa facilità ed accessibilità tra software e social network?

È una cosa molto positiva, perché se vuoi fare musica ora puoi metterti sul campo in una settimana, visto come funziona Internet. Ci sono tantissimi video tutorial, su come manovrare un sintetizzatore, come costruire le tracce musicali, puoi allenarti ed essere pronto a partire in una settimana. Si ha la possibilità di avere tantissime connessioni attraverso i social media e i forum, c'è un posto per tutti in cui ognuno può semplicemente stare e crescere. Credo che la maggior parte degli artisti usciti negli ultimi 15 anni abbiano iniziato la loro carriera da Internet.

Pensi sia positivo?

Non vedo come non possa essere positivo. Non c'è molta altra scelta di visione. Ci sono etichette che stampano solo su vinile e vendono solo nei negozi di dischi, ma è attraverso Internet che le persone ne vengono a conoscenza. È semplicemente diventata una parte essenziale della vita di tutti. Non capisco come si possa vedere la questione in un altro modo.