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L'evoluzione dei Neptunes

In questo capitolo della nostra serie sui producers più influenti degli ultimi anni ci occupiamo dei Neptunes
Ryan Bassil
London, United Kingdom
15.10.13

Illustrazione di Dan Evans

Chad Hugo e Pharrell Williams hanno trasformato le carriere di così tanti artisti che è impossibile sapere come sarebbe la musica pop oggigiorno se non fossero nati. Senza la loro magia nelle produzioni, non ci sarebbero “Like I Love You” o “Hot in Here” e l’evoluzione musicale di Jay Z e Britney sarebbe stata molto più stentata. Hanno praticamente messo sotto sopra ogni genere musicale, guidando uno dei cambiamenti più rivoluzionari del pop dai tempi della Motown. Cè stato un periodo in cui si potevano permettere di chiedere fino a $150,000 dollari per una canzone.

Vent’anni dopo l’inizio di questo viaggio, Pharrel e Chad continuano a produrre alcuni dei pezzi migliori in circolazione, con Chad che collabora sia con Earl the Sweatshirt e con l’ultimo disco dei The Internet, e Pharrel è apparso in due dei pezzi più di successo dell’anno. Con questo in mente, ecco a voi un nuovo pezzo per la nostra serie retrospettiva.

L’embrione dei Neptunes (1991)

Anche senza necessariamente collaborare, le carriere di Pharrel Williams e Timbaland si sono da sempre intrecciate. Ma prima che entrambi diventassero produttori leggendari, facevano pezzi insieme in un collettivo di artisti chiamato Surrounded by Idiots. Composto da Pharrel, Timbaland e Magoo, questo giovane gruppo erano diventato oggetto di mitologia per tutti i fan del beatmaking fino al 2011, quando tre tracce che avevano prodotto sono approdate su internet.

Riascoltando queste sessions sembra di investigare il passato tramite una macchina del tempo. La traccia qua sopra contiene un campione da uno dei pezzi migliori degli anni Ottanta, “Human Nature” di Michael Jackson, preso da alcuni dei produttori più influenti degli anni Duemila, in una delle loro prime tracce degli anni Novanta.

La nascita dei Neptunes (1992 – 1994)

I Neptunes hanno preso i loro samples quando Teddy Riley, produttore dei New Jack Spring, ha aperto uno studio di registrazione accanto alla scuola che frequentavano Pharrell e Chad. Riley, che aveva lavorato con Michael Jackson, aveva notato i due in un talent show della scuola e se li è messi sotto la propria ala. Nello stesso anno, Pharrell scrisse la strofa di Riley nel pezzo “Rumpshaker” degli Wreck-n-Effects.

Questa collaborazione con Teddy Riley continuò con il remix di “Right Here” delle SWV. La traccia, che contiene ancora una volta samples di “Human Nature” di Michael Jackson arrivò seconda nella classifica di Billboard e terza in Inghilterra.

Se ascoltate attentamente, potete sentire i dolci toni di un giovane Pharrel Williams sussurrare “S… The double… The U… The V”.

Allo stesso modo, tramite i contatti di Riley, i Neptunes si erano guadagnati la produzione del pezzo “Tonight’s the Night” nell’album di debutto dei Blackstreet, nel quale presenziavano anche le SWV.

Le fondamenta (Fine anni Novanta)

Anche se i Neptunes avevano dato una mano a Riley con la produzione, iniziarono a dare vita al loro sound solo verso la fine degli anni Novanta. Il mischione alla moda di pop psichedelico, rock classico e new wave rese i Neptunes conosciuti, soprattutto dopo aver messo la loro firma su due pezzi usciti alla fine dei Novanta. Il primo “Lookin’ At Me” di Ma$e con Puff Daddy, arrivò ottavo su Billboard, e il secondo “Super Thug” di Noreaga, aveva Kelis come corista. Entrambe le tracce avevano un sound riconoscibile e, insieme ai nomi che cantavano su queste basi, contribuirono a dare ai Neptunes una certa credibilità come produttori hip hop. Per l’appunto, Kanye West deve essere stato in ascolto, visto che si è fatto prestare la prima strofa di Ma$e per “Cold”.

Questa linea continuò fino al 1999 quando i Neptunes produssero gli album di debutto sia dei Clipse che di Kelis. Anche se l’album dei Clipse fu un fallimento commerciale, ed ebbe come conseguenza la rottura tra gruppo ed etichetta, entrambi i dischi rappresentano l’inizio di due collaborazioni che diventeranno assai proficue. Quest’anno la rivista Complex ha premiato “Grindin’” dei Clipse come miglior beat dei Neptunes di tutti i tempi. La traccia è una definizione clinica e quintessenziale del sound dei Neptunes–scarno e sottile–ed ha dato una forte identità ai Clipse. Il beat, che viene tuttora tamburellato su tutti gli armadietti del mondo, ha ispirato innumerevoli copie, come “Tipsy” di J-Kwon.

Il consolidamento (2000+)

Alla fine del millennio, Pharrell e Chad si erano definitivamente affermati nel mondo dell’hip hop, dopo aver prodotto tracce non solo per Diddy, Ma$e, Kelis e i Clipse, ma anche per Ol’ Dirty Bastard e Q-Tip nel remix di "The Greatest Romance It’s Ever Been Sold” di Prince (che è molto difficile da trovare, non è neanche su YouTube). Ad ogni modo, con le produzioni degli inizi dei Duemila si sono definitivamente affermati non solo come forgiatori di beat hip hop, ma anche maestri del pop moderno.

Il punto di transizione si ebbe quando Jay Z, probabilmente il nome più rappresentativo del rap, commissionò a Chad e Pharrel la produzione di “I Just Wanna Love You”. Il falsetto di Pharrel “I just wanna laaaav ya” completava il beat scostante e pesante tipico dei Neptunes e la traccia portò Jigga in cima alla classifica hip hop e R&B di Billboard per la prima volta nella sua carriera.

Il pezzo incuriosì Britney Spears che, incline a cambiare l'immagine di pop star che fino ad allora l’aveva caratterizzata, date le estetiche musicali eterogenee dei Neptunes volle il duo alla produzione di un suo singolo.

Parlando con Time Magazine, Pharrel ha spiegato che “portare qualcuno dalla A alla B è figo, ma quando produciamo vogliamo portare gli artisti dalla A alla D, per mettere alla prova la loro produttività, immagine e tutto.”

Questo è il caso di Britney Spears. L’uscita di “I’m a Slave 4 U” ha trasformato Britney da una principessa pop a una mangiatrice di uomini. Il pezzo ha inoltre mostrato alla gente il mischione di sapori irresistibili del passato e del futuro che caratterizzava i beats dei Neptunes, esponendoli ad un’audience molto maggiore ed aiutandoli a produrre roba per Usher, No Doubt, Mary J Blige, Busta Rhymes, Garbage, altre canzoni con Jay Z e Britney, e altre chicche meno conosciute tipo “Feel It Boy” di Janet Jackson & Beenie Man, “Luv U Better” di LL Cool J e “Crush” di Solange, uscita prima di “Losing You”.

Negli anni a seguire il gruppo ha prodotto pezzi commerciali e bangers come “Hot in Here” di Nelly, “Drop It Like It’s Hot” di Snoop Dogg, “Milkshake” di Kelis e “Hollaback Girl” di Gwen Stefani, tre delle quali sono arrivate in cima alla classifica di Billboard. “Drop It Like It’s Hot”, scomponendo gli elementi tipici delle produzioni dei Neptunes—lasciando solo clicks fatti con la bocca e percussioni leggere—ha segnato un nuovo inizio nella carriera di Snoop Dogg. Il pezzo, che conteneva un sintetizzatore preso dal singolo “White Horse” del gruppo danese Laid Back del 1983 modificato affinché dicesse il nome di Snoop, fu la prima number one su Billboard della carriera pluridecennale di Snoop.

Le quattro tracce qua sopra avevano la qualità di inculcarti il ritornello in testa, ma ciò che sancì l’egemonia dei Neptunes come fabbrica di hit fu Justified di Justin Timberlake, che lo aiutò ad affrontare il salto da gioventù all’età matura senza troppi intoppi.

Usando dichiaratamente gli “avanzi” dell’album di ritorno di Michael Jackson Invincible del 2001, l’album era una prova evidente della dimestichezza dei Neptunes nel conciliare la loro tecnica di produzione unica con i gusti di artisti pop di fama mondiale e spacciatori del calibro di Pusha T. Justified ha procurato ai Neptunes un Grammy come Produttori dell’Anno, oltre ad aver prodotto praticamente tutto ciò che di buono è uscito nel 2004. Nel 2002, erano anche stati nominati prodottori dell’anno da The Source e nei Billboard Music Awards.

Il lavoro dei Neptunes (2001 – oggi?)

Oltre ad aver creato pezzi che hanno reso altri famosi, i Neptunes hanno anche fatto uscire loro musica a nome N*E*R*D. Il trio, che include Chad, Pharrell e Shay Hayley, ha debuttato nel 2001 con In Search Of. L’uscita originale, che racconta la storia di Shay alle prese con due groupie del liceo negli spogliatoi (“Things Are Getting Better”), che chiama una escort (“Stay Together”) e che gira un porno (“Tape You”), è molto ricercata. Il motivo è che il gruppo ha subito ri-registrato il disco, senza burle, insieme a Spymob. Parlando del gruppo in un intervista a VIBE, Pharrell ha detto: “I Neptunes sono che vogliamo io e Chad produciamo, mettiamo in musica le idee e i pensieri delle persone. N*E*R*D è ciò che siamo, le nostre vite e le nostre esperienze. Vogliamo solo essere più creativi e tirare fuori qualche cosa da ciò che è rimasto e crearne completamente una nuova era”, da qui nasce l’idea di distanziarsi dai Neptunes per ri-registare con un sound originale e un tocco di rock.

Da qui deriva l’introduzione di una live band costruita considerando le tecniche di produzione dei Neptunes, dove Chad si occupa delle melodie, e Pharrell si prende le parti vocali. In Search Of rimane un classico cult, ha vinto un premio di Shortlist, e il gruppo ha prodotto tre nuovi album da quel momento.

Oltre a questo, nel 2006, tre anni dopo l’uscita del singolo “Frontin’”, Pharrell Williams ha prodotto un album solista chiamato In My Mind. L’album è stato modellato seguendo il ritmo nichilistico di “Drop It Like It’s Hot” e il primo singolo “Can I Have It Like That” ha dato vita ad un orizzonte sonoro di minimalismo pulsante duro e cupo. Pharrel e la sua band di allora, gli Yessirs, hanno inoltre fatto uscire una versione remixata del loro disco chiamato Out Of My Mind, che conteneva strumentali di Questlove e James Poyser dei Roots.

I Tempi Moderni (2010+)

I Neptunes hanno avuto un calo intorno alla fine dei Duemila. Oltre alle solite produzioni per Nelly, Snoop, i Clipse e Jigga, hanno anche prodotto l’undicesimo album di Madonna Hard Candy, Pharrell ha messo le mani sui dischi di Fall Out Boy e Hives, mentre Chad ha prodotto un album di Ashlee Simpson. Nonostante questo, c’era qualcosa che non andava. L’inizio dell’era dell’autotune, e con esso, la popolarità di artisti tipo Drake, Lil Wayne e Jason Derulo, sembrava aver posto fine all’era dei Neptunes come presenze costanti nelle alte sfere dell'airplay radiofonico

Noncurante, la coppia ha continuato. Chad ha co-prodotto “I Care” in 4 di Beyoncè, ed insieme hanno lavorato con Pusha T e Tyler, The Creator per “Trouble on My Mind”, e altri pezzi dei The Throne (“Gotta Have It”), The Cool Kids e Pac Div. Il loro imprint era ancora quello dei Neptunes, ma non scalavano più le classifiche come una volta.

La situazione si è infine ribaltata negli ultimi due anni. Chad ha fondato un team di DJ chiamato Missile Command, ed ha firmato un contratto con Fool's Gold, Pharrell pare abbia scavato un giacimento di creatività mai toccata prima. Nell’ultimo hanno ha dominato la scena musicale: è apparso nei due pezzi più di successo dell’estate “Get Lucky” e “Blurred Lines”, ha cinque canzoni in Bangerz di Miley Cyrus e tre nell’ultimo disco di Nelly. Allo stesso tempo è ancora molto radicato nell’hip hop: ha prodotto “IFHY” di Tyler, The Creator, “Sweet Life” di Frank Ocean, e pezzi sia nell’ultimo album di Mac Miller che in quello di Jay Z. Ha inoltre in uscita un EP con Mac Miller intitolato "Pink Slime", che è parzialmente completo.

Non che Chad sia stato con le mani in mano: mentre Pharrell rivendicava il suo trono, Chad ha silenziosamente pasticciato con alcuni grandi. Nell’ultimo anno ha prodotto “Dontcha”, il singolo di punta dei The Internet, ed insieme a Christian Rich ha creato il pezzo di ritorno di Earl Sweatshirt chiamato “Chum”.

I Neptunes inoltre lavorano ancora insieme. Il duo ha prodotto “Burgundy” di Earl Sweatshirt , mentre “good kid” di Kendrick Lamar, all’interno del quale troviamo vocals e produzioni sia di Chad che di Pharrell, è da molti considerato una rielaborazione degli “avanzi” del quarto album dei N*E*R*D Nothing.

Speriamo di vedere ancora molto uscire dalla fabbrica dei Neptunes. Intanto beccatevi questa playlist SoundCloud dedicata a loro