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Le dieci band che stanno facendo rivivere il punk inglese

Ossia: dieci gruppi che fino alla settimana scorsa sarebbe stato facilissimo andare a vedere e invece adesso ci vuole il passaporto.

DIY Space for London, foto di Stuart Bannocks via Flickr.

Siete liberi di non crederci, ma la mia prima preoccupazione alla notizia dell'uscita del Regno Unito dall'Europa è stata per quanto sarebbe stato difficile far arrivare in Italia le nuove band punk inglesi. Se vi state chiedendo quando crescerò e la smetterò di pensare a cazzate come questa, smettete pure di leggere.

Tutti conosciamo Londra come uno dei luoghi in cui la sottocultura punk è nata e si è conseguentemente evoluta e trasformata nel corso degli anni, con il fondamentale contributo di altre città dell'Impero come Manchester, Sheffield, Belfast, Glasgow, per non parlare delle piccole tessere provenienti da ogni angolino e buco di culo delle isole che hanno formato il mosaico costantemente in evoluzione conosciuto come UK DIY. Tutti questi elementi "antichi" e molti altri confluiscono nella scena punk inglese contemporanea, che sta esplodendo come un brufolo sulla vostra pelle ed è in uno stato di grazia incredibile. Va premesso che io non vivo e non ho vissuto in UK quindi ne ho una visione limitata a quello che riesco a scoprire via Internet e via fanzine, ma la mia sensazione è che dal primo 7" delle Good Throb del 2012 a oggi borchiati e crestute abbiano costruito un circuito di band, spazi ed etichette solido e solidale, e di grande qualità.

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Per prima cosa, non si può non citare La Vida Es Un Mus: etichetta londinese gestita da un immigrato catalano di nome Paco, ha avuto la funzione fondamentale di legare la scena di Londra a quella di Barcellona lanciando a livello mondiale band come Una Bèstia Incontrolable, Barcelona e Orden Mundial. Un altro merito è l'aver reso più facile per gli europei l'accesso all'hardcore americano del momento (Dawn Of Humans, Hank Wood & the Hammerheads, Blazing Eye) stampando una tiratura europea dei dischi e riuscendo così a venderli a buon mercato. E così facendo anche la scena inglese ne ha guadagnato in visibilità al di fuori dei propri confini e noi abbiamo scoperto molte delle band di cui vi parlerò qua sotto.

Un'altro elemento importante da citare è DIY Space For London, spazio autofinanziato (tra le altre cose, tramite la vendita di una fantastica audio-zine) e autogestito che è diventato negli ultimi due anni un punto di riferimento per la scena della capitale. Negozio di dischi, hub di attività sociali e soprattutto (per quanto riguarda questo articolo) spazio per concerti che spaccano. Lì si vede ogni anno metà dello Static Shock Weekend, organizzato dall'altra etichetta-pilastro della scena, Static Shock Records, durante il quale sudano e sputano e sbraitano le migliori band punk del mondo.

Bla bla bla, la smetto di fare premesse. Di seguito trovate dieci band che secondo il mio insindacabile parere vale la pena seguire al di là della manica. Alcune sono letteralmente appena formate, altre sono ormai istituzioni. Sono tutte diverse e includono una quantità molto incoraggiante di persone di sesso femminile. Buon ascolto e, quando avrete finito di ascoltare e magari ordinare i dischi, ricordatevi di formare un gruppo, che non ci vuole niente, costa poco, e tiene lontana la noia.

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NO FORM

I No Form sono un misterioso ensemble di Leeds che sembra saltato fuori totalmente dal nulla. Suonano una specie di hardcore noise caotico e cupo, con chitarra totalmente astratta, come se Ted Falconi dei Flipper ci fosse rimasto sotto con il black metal e il noisecore giapponese, e una sezione ritmica pesante come un camion di pudding. Dubito che riusciranno mai a passare la frontiera, dato che, a giudicare dalla voce, mi stupirei di scoprire che il cantante non ha qualche condanna in corso per omicidio rituale. Il lato B del 12" è un delirio da otto minuti, lento, strisciante e straziato da feedback e dai lamenti di un sassofono criminale.

SIEVEHEAD

Visti i prezzi dei treni in UK, cerco di fare il viaggio più corto possibile e vado a Sheffield, probabilmente la città più tetra e schifosa di tutta la Gran Bretagna, dove ovviamente la scena punk è florida come non mai. I Sievehead suonano punk hardcore melodico e disperato, che mi ricorda due dei miei gruppi preferiti del decennio scorso, No Hope For The Kids e Observers. Il loro primo album Into The Blue è uscito l'anno scorso e hanno appena pubblicato un nuovo EP da tre canzoni (due nuove e un inquietante ed etereo remix elettronico di "Try The Mirror", tratta dall'LP) sull'etichetta del momento, Static Shock Records.

Sievehead, foto di Andy Jones, via Facebook.

ANXIETY

La Scozia è ancora UK, giusto? Bene, perché voglio parlare degli Anxiety e loro sono di Glasgow. Questo loro primo LP uscito la settimana scorsa su La Vida Es Un Mus è una mazzata. Prendi il post-punk scheletrico e freddo tipico della città e immergilo nella melma radioattiva di gente come Dawn of Humans e Crazy Spirit. E poi c'è il gretto sarcasmo masochista di un cantante con la voce di un Nick Blinko che ha dimenticato di prendere le medicine. In poco più di venti minuti questo album riesce a precipitarti in un abisso di, va be', ansia, nervosismo e voglia di spaccare vasi cinesi. Human Hell is a place on Earth!

WOOLF

Restando in casa La Vida Es Un Mus, le Woolf sono una delle band più strane della lista di oggi. Se avete cliccato play qua sopra ve ne sarete accorti subito. Il loro concetto di punk discende direttamente dalla Crass Records e dalla visione artistica più libera e antimusicale della No Wave newyorkese. Proclami politici femministi enunciati tra il cantato e il parlato sopra a un tappeto strumentale destrutturato dove non sembra esistere uno strumento dominante. Batteria, basso e chitarra, tanto per la struttura che per i suoni estremamente separati e distinti, fanno a gara tra di loro come traino della canzone a colpi di esplosioni nervose e deviazioni impreviste. Se tutti i gruppi di questa lista offrono un'interpretazione personale e originale del canone punk, le Woolf sono quelle che spingono più in là imprevedibilità e libertà espressiva, e il risultato resta comunque una bomba.

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THE SUBURBAN HOMES

Il bello di certo punk è che è talmente semplice e diretto che non servono più di cinque minuti per consegnare un gruppo alla storia, o almeno a qualche anno di ascolti forzati per gli amici che passano da casa. Il singolo dei Suburban Homes (che poi è un tizio da solo) uscito l'anno scorso per l'etichetta americana Total Punk dura in totale quattro minuti e spicci, divisi in due canzoni: "Conformity in the U.K." e "Television Spies". La prima è una delle canzoni migliori dell'anno scorso, due minuti di insulti alla patria a tempo di UK punk che fonde la provocazione '77 all'ingenuità della seguente ondata DIY da cameretta. La seconda prende i Television Personalities e gli fa un bagnetto di paranoia da guerra fredda. Citazionista al massimo, ma irresistibile e punkissimo. Pare che entro il 2016 uscirà il suo primo album, sempre su Total Punk, e io non vedo l'ora.

NEGATIVE SPACE

I Negative Space vengono da Folkestone (non so dove sia, immagino all'estremità di qualche arcobaleno) e per adesso hanno all'attivo soltanto un demo e un 7" sull'etichetta berlinese Grave Imprint. Il loro punk è quello della scuola dei Crisis, in cui basso e batteria costituiscono un fondamento ritmico serrato e ansiogeno, mentre il chitarrista ha preso lezioni di minimalismo da Andy Gill e il cantante sembra avere diverse cose da recriminare a vita, mondo esterno e se stesso. Le canzoni senza nome contribuiscono all'aura di mistero e antisocialità che emana dai solchi/dal nastro.

THE LOWEST FORM

Ci sono vari motivi per cui potrei fare a meno di parlare dei Lowest Form, altro gruppo dello Yorkshire ma che frequenta spesso Londra a causa degli impegni del bassista Luke Younger, anche conosciuto come Helm e boss della label elettrostrana Alter. Tanto per cominciare sono senza dubbio i più conosciuti della lista, e in secondo luogo non pubblicano musica da un paio di anni. Caso vuole, però, che nelle mie esplorazioni (stalking) della scena inglese mi sia giunta voce di un imminente nuovo LP per questo devastante quartetto hardcore, e allora quale occasione migliore per ripassare il loro album del 2014 Negative Ecstasy (che titolone tra l'altro) sull'etichetta USA Iron Lung. Una delle prime bombe atomiche a rimettere il Regno Unito sulla mappa del punk internazionale, questo disco è come essere scambiati per punching ball da Mohammed Ti Spacco Il Culo Bruce Lee. Otto pezzi di granitico hardcore rumoroso e con riff assassini, che ogni tanto lambisce la linea con il metal sempre restandone orgogliosamente al di qua, sparato a volume pazzesco, talmente intriso di nichilismo che sarebbe capace di spegnere la scintilla negli occhi di un bambino di quattro anni. Da notare una rarissima canzone punk hardcore che parla di MDMA, "Comin' Down Ruff".

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SNOB

Lo scioglimento delle Good Throb ci ha lasciati orfani di quello che forse era il miglior gruppo dell'isola, ma fortunatamente le componenti della band non restano con le mani in mano. Il progetto Snob esiste già da diversi anni, ma mantiene l'attività discografica al minimo, con due 7" in tre anni. I due EP sono zeppi di classico pogo punk da pugni in aria, semplice, diretto e schiumante di rabbia, inneggiante al teppismo e alla provocazione antisociale. L'innovazione sta a zero, ma un pezzo come "Death Erection" è senza dubbio materiale da top-ten.

PRIMETIME

Non so se avete notato la rinfrescante massiccia di donne nelle band citate fino ad adesso. È senza dubbio uno degli aspetti fondamentali della nuova ondata punk inglese (e non ho nemmeno citato il collettivo femminista/etichetta Riots Not Diets/Tuff Enuff Records!). La Vida Es Un Mus è principalmente conosciuta come etichetta hardcore, ma ha prodotto anche gemme assolute di post punk essenzialmente inglese come l'LP degli Hygiene e i due 7" delle giovani Primetime. Le ragazze riprendono il suono di band classiche come Swell Maps, Kleenex e primi Television Personalities, ma soprattutto sono capaci di scrivere canzoni fenomenali come la contagiosissima "Pervert", che io sto canticchiando costantemente dal primo momento che l'ho ascoltata circa un mese fa.

Frau, foto di Tom Willhall, via Tumblr.

FRAU

Ho tenuto la mia band preferita per ultima perché sono geloso e voglio che la ascolti solo chi ha avuto la costanza di leggere fino in fondo. Altra creatura venuta da una costola delle Good Throb, altra band tutta al femminile, nonché una delle poche di questo elenco che ho visto dal vivo (insieme ai Lowest Form). Le Frau sono un animale completamente diverso da tutti gli altri gruppi, per la precisione un coccodrillo, come testimoniano le copertine dei loro tre dischi. Anche loro hanno un approccio anarchico e destrutturante come le Woolf (con le quali condividono una componente), ma, a differenza di queste ultime, qua basso e batteria tendono a dare almeno una parvenza di struttura mentre la chitarra, con il suo suono sottilissimo, urla e stride seguendo le liriche personalissime della cantante, una delle voci più coinvolgenti che abbia mai sentito. Canzoni come "EBD" e "Orca", per quanto ostiche e incomprensibili a un ascolto superficiale, sono capaci di penetrare sottopelle e segnarvi per sempre, e la brevissima durata delle canzoni assicura un ascolto in loop dei loro 7". Restiamo in attesa di un LP che le consacri definitivamente regine del punk UK contemporaneo.

Giacomo spia la tua scena su Twitter: @generic_giacomo