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Panoram, l'astronauta dei synth

Esploratore di synth e paesaggi sonori, abbiamo intervistato il romano Panoram, adorato all'estero e anche da noi.
10.4.15

Colpa mia eh, ma prima di Panoram non avevo mai sentito di nessun musicista definito synth-crooner. Una definizione che mi ha fatto sorridere, ma poi ho trovato calzante, soprattutto dopo essermi innamorata del suo ultimo lavoro, Background Story, uscito qualche settimana fa per Wandering Eye—etichetta fondata dallo stesso Panoram—e presentato, come vedete qui sotto, da Vinyl Factory—aka non gli ultimi degli stronzi—già fan di Panoram dato che Everyone Is A Door, il precedente LP di Panoram, era al primo posto della loro classifica 2014 e anche il disco d'esordio, Accents, uscito per Scenario, era stato parecchio acclamato.

Guardando i titoli delle sue tracce potete già immaginare perché mi piaccia Panoram e perché il suo disco sia un viaggio più in là di quanto vi aspettiate (basti "Hyperuranion"). E più ascoltavo quest'album più mi chiedevo perché, mentre parecchi portali musicali autorevoli, in giro per il mondo, impiegavano spazi, parole e forze per spingere questo ragazzo che, guarda un po', è italiano, qui niente.

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Ok, nessuno è profeta in patria, ma mi sembrava totalmente scorretto lasciargli credere che solo all'estero si fossero accorti di quanto è figa la sua musica, così gli ho fatto un paio di domande e presentare, qui sopra, il video teaser con cui ha riassunto in modo sinestetico il suo album.

Noisey: Vinyl factory dice "We don’t know much about Panoram other than that he’s from Rome and that his debut album Everyone Is A Door was the best thing we heard all of last year." parlami del passaggio tra il primo e il secondo album , di cosa hai fatto nel frattempo, degli ascolti che facevi prima durante e dopo, in poche parole delle influenze intra ed extra musicali che hai avuto.
Panoram: Il passaggio non l'ho notato molto, forse anche perchè ho fatto tante tracce prima di vedere che alcune si attraevano l'una con l'altra e che un disco prendeva forma. Sono stato contento di vedere come la forma che prendeva fosse diversa da quella del disco precedente. In genere gli ascolti sono veramente pochi perché quando sto lavorando su qualcosa, e mi capita molto spesso, l'ultimo desiderio è quello di voler parlare di musica o di ascoltarne. Il rischio di fare musica che parla di musica è molto alto ed è naturale per me rimanere isolato. Mi piace lasciarmi influenzare da altro come da una persona o da un luogo interessante.

Insieme a Background Story arriva la label. Come mai hai fondato una label e quali sono le tue intenzioni?
Penso che Wandering Eye sia qualcosa che nasce principalmente dalla necessita di avere un mio output in cui posso pubblicare in serenità quello che mi esce dalla testa. Questo non preclude uscite con altre etichette, ma avere una sorta di "quartier generale" era quello di cui al momento avevo bisogno. Non escludo di far uscire anche roba di altri prima o poi.

Come vorresti che uno ascoltasse il tuo album: in che situazione?
Non penso ci sia un modo sbagliato per sentire un disco (in realtà lo penso). Ho una visione talmente radicata delle varie tracce che sarebbe sbagliato tirarla fuori perchè l'idea che gira intorno al disco riguarda il sottile (spesso neanche troppo) ed estremamente soggettivo confine tra la nostra memoria e la "realtà". Vorrei fosse qualcosa di diverso per ognuno e sono curioso di vedere come verrà percepito singolarmente da chi lo ascolta.

Parlando del tema del disco, hai prospettive visive del tuo lavoro? Cosa vedi associato alla tua musica a livello di immaginario?
Le immagini sono importanti per quello che faccio, ma tutto cambia di volta in volta.Ho quasi sempre qualcosa di visivo in mente mentre suono e spesso sono le immaigni che mi fanno prendere delle decisioni su un pezzo rispetto all'idea musicale di per se. È un po' come se la musica si costruisse intorno a quello che sto "vedendo", ho un'immagine o quantomeno un colore in testa per ogni pezzo che ho fatto fino ad ora. Il video è stato un primo esperimento con cui portare fuori quello che magari sarebbe rimasto inespresso a livello visivo e dato che l'idea non era impossibile da realizzare abbiamo deciso di farlo. Anche se non è propriamente il video di uno pezzo, ma una sorta di assaggio di quello che è il disco posso dire che sono immagini che si parlano un po con tutto quello che è contenuto nell'LP.

Qual è il tuo setup live e cosa usi invece in fase compositiva?
Il setup live sono io e una valigia gialla piena di cose molto rumorose. In fase compositiva cerco di sperimentare il più possibile con cose diverse, ma il tutto ruota intorno al mio fedele Korg i30.