Paul Flart, la guardia diventata virale con le sue compilation di 💨 sul lavoro

Doug, in arte Paul Flart, è stato licenziato dall’ospedale dove lavorava per colpa dei video in cui scoreggia—ma non ha intenzione di fermarsi.

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ago 24 2018, 2:20pm

Screenshot via Instagram

La star del web di oggi è un addetto alla sicurezza di 31 anni che negli ultimi sei mesi ha filmato le sue scoregge postandole su Instagram in un account totalmente dedicato alle flatulenze che emette sul lavoro. Il suo nome è Doug (cognome e nome della clinica in cui lavorava non sono stati rivelati a VICE) ma gli oltre 49mila follower Instagram lo conoscono con il nome d’arte Paul Flart, deliberatamente ispirato a Paul Blart, il superpoliziotto del supermercato.

Dopo che il suo video è stato ripostato e condiviso, Paul ha follower in tutto il mondo. “La mia è una lingua universale, non serve traduzione, è divertente e basta,” ha detto a VICE al telefono.

I commenti al video su YouTube che unisce tutte le sue flatulenze—pubblicato il 20 agosto e con più di 800mila visualizzazioni—sono tanti e molto diversi tra loro, ma anche gli utenti più schizzinosi ammettono di aver ceduto a una sonora risata.

Tutto è cominciato quando Flart si è trasferito dal New Jersey in Florida per stare con la madre, dopo la scomparsa del padre. Le offerte di lavoro come addetto alla sicurezza sembrano numerose in zona, e così Flart prende la licenza. Dopo un po' viene assunto in un ospedale. Lì tutti lo adorano, e i capi sono molto soddisfatti del suo operato—è sempre gentile e saluta tutti con un sorriso. “Faccio sempre tutti, mi piace far sorridere la gente,” dice. Così, da terzo guardiano, Flart viene trasferito al front desk. Ma la giornata è davvero lunga, e a parte le ore di punta, i momenti di noia non mancano.

È proprio in un momento di noia durante un turno, che Flart ha l’illuminazione: “L’acustica nel gabbiotto era perfetta e poi... tutti scoreggiamo, è naturale. Un giorno ne ho registrata una bella e la qualità dell’audio risultava perfetta. Così la volta successiva ne ho registrata un’altra e l’ho mandata in chat a un gruppo di amici,” racconta. Sono sempre gli amici a suggerire a Doug di condividere questa dote con il mondo intero.

Il 25 marzo 2018 Paul posta per la prima volta un peto su Instagram. Da quel momento, non smette di farlo ogni giorno per sei mesi, durante i turni di lavoro, divertendo un discreto gruppo di fan—circa 500 follower in tutto. Poi a un certo punto, prot, la situazione esplode.

Il 19 agosto Flart si ritrova con 5mila follower, dopo che il sito Barstool Sports ha creato e postato sui social una compilation video con il meglio delle sue produzioni. Nel giro di una settimana, i follower crescono ancora e gli utenti commentano entusiasti le sue prodezze.

“Ricevo messaggi dall’Olanda, dalla Germania e dal Regno Unito: persone che mi dicono che è un’idea geniale. Che rende migliori le loro giornate. Alcuni mi scrivono che dopo una brutta settimana vedono i miei video e ridono, sono più felici, e questo per me è fantastico. Non avrei potuto chiedere di meglio,” dice. “Addirittura un ragazzo, ma forse scherzava, mi ha detto che aveva smesso di farsi di eroina grazie a me.”

Il successo, però, si paga. E così, una volta rientrato al lavoro, Doug è stato costretto a consegnare badge e divisa e a lasciare il posto. Senza perdersi d'animo, Doug ha anche trasmesso in diretta il licenziamento su Instagram...

Il video potrebbe essere tranquillamente tratto da Office Space. Nelle riprese sentiamo il responsabile chiedergli di smettere di registrare, mentre Doug rifiuta con gentilezza. Il supervisore lo accusa di aver violato la privacy dell’azienda e di aver usato a sproposito il proprio cellulare durante le ore di servizio. In più, nei video Instagram, compare la divisa dell’azienda e la proprietà privata del cliente. Flart non nega, rifiuta di firmare la lettera in cui viene descritto il suo comportamento—“perché ormai è irrilevante”—e se ne va.

Probabilmente, è così calmo perché sta già pianificando la sua carriera da Instagram star. “Ho pensato: lascia che le cose vadano così e vediamo cosa succede,” ha detto. Intanto ha già iniziato a produrre del merchandising, e il suo profilo Patreon è attivo. Ha già assoldato amici musicisti, videomaker e designer per portare avanti la sua missione. “Continueremo a creare contenuti. Possiamo raccontare Paul Flart in vacanza, mettergli una camicia hawaiana, un cappello di paglia e farlo scoreggiare in tutta la Florida. Non ci fermeremo.”

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