Recensione: arottenbit - Demo '94

Questo EP dimostra che la chiptune non è solo musica allegrotta da videogiochi ma può anche essere impetuosa come il metal o l'hardcore.
Elia Alovisi
Italy
14.3.18

La prima volta che ho visto arottenbit dal vivo fu in un capannone nella zona industriale di Brescia per una serata per universitari nella fase finale dell'era d'oro dell'indie, quella marcata dalla sbandata per l'elettronica poi risoltasi in un grande sbuffo. Dopo di lui suonava Shigeto, uno di quei producer mezzi malinconici tutti suadenti che avevano fatto aumentare le palpitazioni a chi era cresciuto a pane e chitarrine britanniche e newyorkesi. Ricordo che entrai alla festa, andai nella sala principale e lui stava facendo—in un contesto simile—una cover di "Master of Puppets" dei Metallica con i suoi Game Boy.

Come ci aveva spiegato anni fa quando gli avevamo parlato la prima volta, arottenbit non viene dal mondo dei videogiochi ma si è preso bene per i Game Boy tramite gli HORSE the band, che facevano essenzialmente metalcore. Quindi è perfettamente normale che per parlare di questo suo (anzi, loro dato che ora suona assieme a un'altra persona) esordio abbia più senso usare termini legati al campo semantico della parola "violenza" rispetto ad altre più comunemente associate alla musica-da-videogiochi. Per darvi un'idea "Night Apnea", con cui l'EP si apre, è praticamente un pezzo thrash metal pachidermico che scoppia all'improvviso da un'introduzione nera e distorta che non sarebbe stata male, se rallentata e più definita, su una produzione di The Haxan Cloak.

"Sleep Paralysis" ha invece una cassa accompagnata da ruttoni digitali più simili a quelli che, per un breve periodo, sono stati associati alle derive più caciarone della dubstep, mentre "Rapid-Eye Behavior" potrebbe davvero essere la colonna sonora di un indie game mezzo apocalittico e frenetico (qualcuno ha detto Canabalt? Io l'ho detto), e ha persino una parte abbastanza accessibile che potrebbe fare dire agli indie kid da cui avevamo cominciato questa recensione, "Hey, i Crystal Castles!". "Non-24", invece, con un leggero levare che si tira via la maschera e mostra il suo vero viso di bestia HC sembra una versione marcita della grande musica da festa europea degli ultimi due decenni.

Morale, se parlate di chiptune, 8-bit e musica da Game Boy con qualcuno e quest* vi risponde "lol Super Mario", fategli sentire arottenbit e poi vedete come reagisce. Se comincia a fare headbanging va tutto bene, altrimenti è un caso perso.

Ascolta Demo '94 su Bandcamp e, se sei a Milano, vai a vedere arottenbit dal vivo a Casa Gorizia venerdì 16 marzo assieme a Warm Bodies e Council of Rats che c'è il suo release party:

Elia è su Instagram: @lvslei

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