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Tea's Tacos

Love for Sale

So che alcune donne scelgono legittimamente la prostituzione, e a loro auguro tutto il meglio. Ma quando tutte le tue amiche più brillanti e progressiste sono costrette a contare sui soldi di uomini che non desiderano più le proprie mogli, cosa ce ne...

di Tea Hacic-Vlahovic
15 ottobre 2013, 8:40am

"Se c'è chi può correre con le gambe finte, non saranno certo delle unghie in acrilico a fermarmi," dico a me stessa sussultando per ogni errore di battitura dovuto al tocco delle unghie finte sulla tastiera. Sono così lunghe che non riesco a pulirmi il culo, figurarsi arrivare a digitare più di una parola al minuto. Prima potevo anche avere dei dubbi, ma ora ne sono certa: dietro all'ossessione femminile per la manicure non c'è altro che il Patriarcato, determinato a convincere noi donne di quanto ci renda belle per farci sprecare tempo e denaro e ridurci a uno stato di disabilità. Mentre guardo un tutorial dopo l'altro per capire come strapparmele via (e pulirmi il culo), vi spiegherò il motivo di questo incubo: sono circondata da prostitute (e io mi sento tagliata fuori).

Di recente ho avuto una rinascita spirituale, e per rinascita spirituale intendo un momento di autocommiserazione. La mia insicurezza è dovuta all'invidia per tutte le persone che se la passano meglio di me, a livello professionale o non-professionale a seconda del social network con cui le stalkero. Sono triste perché non riesco a raggiungere gli obiettivi arbitrari che mi ero posta a brevissima scadenza, e in più, se proprio volete saperlo, mi sento anche un po' gonfia.

So che è stupido paragonarsi ad altri. Ma non posso farne a meno, soprattutto quando questi "altri" hanno raggiunto traguardi notevoli! Prendiamo la mia amica di New York che si sta affermando come scrittrice. E non scrittrice nel senso di "avere anche un lavoro vero per poter sopravvivere," ma del tipo "non aver bisogno di chiamare la mamma per farsi fare la tinta dal parrucchiere." Un'altra mia amica sta per lanciare una sua linea di abbigliamento e ha girato tutti gli Stati Uniti per promuoverla. Una terza si è trasferita a Brooklyn dal Regno Unito e ha passato l'estate a fare colloqui per lavori da sogno, ma nel frattempo non deve andarle così male, stando a quanto di frequente si fa la French.

Evidentemente mi manca qualcosa, penso mentre mando CV per un altro lavoro in un bar. Cos'hanno queste ragazze che io non ho? Sono persone di talento, certo, ma anch'io. Vero? O magari sono le tette e i capelli e la manicure. Immagino di essermi lasciata un po' andare, ora che ho qualcuno che viene a letto con me indipendentemente dal mio aspetto—forse l'universo non ha cura della mia situazione perché io non ho cura di me! A forza di pensarci, ho letteralmente messo le mani avanti e sono corsa a prenotare un appuntamento per farmi applicare le unghie. Sentivo che i pianeti stavano già iniziando ad allinearsi!


Le mie unghie, prima che decidessi di staccarle.

Ottimista e determinata, ho scritto alle mie amiche di New York per avvertirle del mio imminente trasferimento (odio la California, in caso non l'aveste notato). Chiedo consigli su lavori e case e indago sul loro segreto per il successo. La prima risponde, "dovresti provare con un Sugar Daddy. La mia ragazza prende 300 dollari per un semplice caffè. E io mi pago l'affitto accettando inviti a cena. Ne troverai uno, non ti preoccupare!" Forse sono stata un po' troppo ingenua a credere che con la scrittura si potesse pagare l'affitto, soprattutto a New York. E il mio senso di inferiorità si placa, ma l'invidia rimane. A chi importa come guadagnano? Almeno vivono a Manhattan!

Il giorno successivo mi incontro con l'amica stilista, che nell'andare a Los Angeles ha fatto tappa a San Francisco. Mi congratulo con lei—ci conosciamo dai tempi della scuola di moda, quando i suoi cartamodelli erano brutti quasi quanto i miei. "Grazie! Ma te lo dico, mi prostituisco. È così che mi compro stoffe e biglietti aerei." Le spiego che "capisco benissimo" mentre trattengo le lacrime. Un attimo, perché sono triste?

Prima o poi tanti prendono in considerazione la via della prostituzione quando si trovano a decidere se usare i cinque euro rimasti per mangiare o comprare le sigarette, e quando finalmente si decidono per le sigarette ecco una vetrina di Calzedonia e i cinque euro che finiscono in calze a rete. Alcuni passano anche alla pratica. Come sapete ho fatto la spogliarellista, che è un lavoro diverso dalla prostituzione ma non abbastanza per non comprenderla. Per un periodo ho anche avuto un Sugar Daddy, durante la ricerca per la stesura di un pezzo di Wired su Miss Travel. Mettiamolo bene in chiaro, non sono meglio di una prostituta, e nemmeno voi lo siete.

Eppure all'epoca mi sentivo in colpa. Non per una questione "morale", ma perché non facevo altro che perpetuare l'idea per cui le donne sono in vendita. Anche se mi piaceva essere guardata mentre mi esibivo, sapevo cosa pensavano quegli uomini e cosa avrebbero insegnato ai propri figli, e non mi andava giù. So che è colpa della religione e della società. So che è colpa del meccanismo per cui ai maschi viene detto di cercare il sesso mentre alle donne si impone di custodirlo, creando così domanda e offerta. So che succede perché a tante donne non è concesso sopravvivere altrimenti e bla bla bla. E nonostante questo, non volevo essere parte di un sistema che ci opprime. L'unica cosa che mi faceva stare meglio era guardare in basso verso il cliente e pensare che quello che avveniva tra noi non avrebbe avuto conseguenze nel mondo reale. Perché gli uomini così nauseabondi da pagare per fare sesso non "contano" nella società, vero? I personaggi patetici che girano da soli per strip club non hanno alcun ruolo, giusto?

Vorrei fosse così. Non troppo tempo fa ho scoperto che qualsiasi uomo di mia o vostra conoscenza ha pagato per fare sesso. L'ha fatto il vostro fidanzato. E come lui vostro fratello, guidato da papà. Pensiamo che cose del genere siano per i pervertiti, ma serve soltanto a farci sentire più a posto. Nessuno li vede come padri e mariti, proprio come nessuno pensa alle prostitute come mogli e madri (o amiche brillanti da cui prendere esempio). Ci piace crederle persone orribili tanto quanto gli uomini che le pagano, ma dobbiamo ammettere che non è così, se volgiamo che le cose cambino.

Se i dirigenti di Tumblr pagano le mini-celebrità di Tumblr per farsi fare pompini, significa che c'è qualcosa che non va. E non possiamo attribuire la colpa di queste strutture di potere a standard sociali del passato o a forme di oppressione religiosa subite da altre culture. La colpa è solo nostra. Cos'abbiamo che non va?

Le mie amiche hanno "scelto" questo lavoro, ma chi non ha soldi non può scegliere. Nessuno le costringe fisicamente. Non hanno un pappone che le picchia. Ma se scrivere garantisse guadagni accettabili, se i debiti studenteschi non esistessero, se entrare nell'industria nella moda non significasse fare stage non pagati per due anni, se il nostro stipendio non fosse drammaticamente inferiore rispetto a quello dei colleghi del sesso opposto, le cose andrebbero diversamente.

E devono andare diversamente, perché tutto questo influisce sul modo in cui uomini e donne si relazionano nella vita vera. Se pensate che questo meccanismo si limiti a far sì che un uomo consideri le donne pari a un pezzo di carne, fermatevi a riflettere. La mia amica stilista mi ha detto che il lavoro ha cambiato il suo modo di vedere le relazioni. "Magari c'è un ragazzo che mi piace, stiamo bene insieme e tutto, ma prima di andare a letto con lui mi ritrovo a pensare, perché farlo gratis se potrei ottenere dei soldi in cambio?" In qualità di persona che ha avuto un sacco di terribili esperienze da una botta e via, posso capire il desiderio di ricavarne qualcosa. Perché no? Perché le mie amiche non dovrebbero comportarsi così, quando lavorare in un locale per il "capo" significherebbe più ore e meno soldi? Non lo so.

Ma so che religione e capitalismo esisteranno ancora per un po'. Così, ci troviamo a convivere con le idee e le strutture che rendono possibile il concetto di "uomini che comprano le donne." So che alcune scelgono legittimamente la prostituzione, e a loro auguro tutto il meglio. Ma quando si tratta della soluzione più efficace per ragazze che vogliono avere successo, quando tutte le tue amiche più brillanti e progressiste sono costrette a contare sui soldi di uomini che non desiderano più le proprie mogli, cos'è che rende il "mondo libero" migliore di qualsiasi altro paese che abbiamo sempre guardato dall'alto in basso cercato di aiutare? Per certi versi, la nostra generazione avanza estremamente in fretta. Facciamo cose che i nostri nonni non si sarebbero nemmeno sognati! E questo peggiora soltanto le cose, perché in realtà non siamo che cavernicoli retrogradi con l'iPhone e le unghie finte.


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