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I cellulari riciclati proteggono le foreste pluviali

Rainforest Connection usa vecchi cellulari e scarti di pannelli fotovoltaici per combattere la deforestazione selvaggia.
14.7.14
Immagine: Rainforest Connection/Kickstarter

Quando i nostri smartphone raggiungono la fine della loro breve vita, che fine fanno? Finiranno al banco dei pegni per un prezzo stracciato, o verranno sparsi in giro inquinando il terreno?

Rainforest Connection, una no profit di San Francisco che ha lanciato una campagna su Kickstarter, sta convertendo i vecchi telefoni in strumenti per rilevare in tempo reale disboscamenti illegali e cacciatori di frodo nella foresta pluviale.

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I disboscamenti illegali distruggono degli ecosistemi preziosi, minacciano delle specie già in pericolo, costano dieci miliardi di dollari all'economia globale e sono tra i maggiori responsabili del cambiamento climatico. Si stima che la deforestazione tropicale sia responsabile di circa il 10 percento di tutte le emissioni di gas che causano l'effetto serra.

La maggior parte delle opere di deforestazione che avviene nelle foreste tropicali è illegale. Ma il mandato internazionale è difficile da far rispettare. In questo momento le foreste sono monitorate dai satelliti, ma nuove aree in cui avvengono le deforestazioni spesso vengono rilevate dopo giorni, talvolta anche anni.

Topher White, fondatore di Rainforest Connection, ha sviluppato insieme ai suoi colleghi un nuovo sistema, utilizzando una rete di strumenti di fortuna—da telefoni riciclati a pezzi scartati di pannelli solari—che rilevano il rumore inconfondibile delle motoseghe a distanza di più di 1,5 km e fanno scattare un allarme in tempo reale.

“Questi vecchi telefoni sono più utili all'ambiente delle macchine ibride da decine di migliaia di dollari."

Due piccioni con una fava. “Ogni anno soltanto negli Stati Uniti vengono gettati 120 milioni di cellulari. E tutti sono ancora dei fantastici minicomputer,” mi ha detto White. "Gli smatrphone sono costruiti per essere efficienti dal punto di vista energetico, sono collegati al network GSM, hanno un kit di sviluppo del software efficiente e un sistema operativo stabile.”

Immagine: Rainforest Connection/Kickstarter

Per ora i dispositivi sono stati testati nella foresta che si trova nella zona occidentale dell'isola di Sumatra, in Indonesia. I telefoni, equipaggiati con dei microfoni con un range audio esteso, vengono protetti dagli agenti atmosferici grazie a un contenitore di plastica e mimetizzati tra i rami degli alberi. Anche con poco segnale—“meno di una barra”—possono inviare un segnale audio grezzo al server che li analizza. In caso di rumori sospetti, vengono inviate segnalazioni alle autorità competenti sottoforma di chiamata, notifica push o SMS.

La più grande sfida, dal punto di vista progettistico, è stato alimentare i dispositivi. L'energia solare era l'unica opzione, ma sotto le chiome degli alberi la luce solare diretta passa soltanto in chiazze di luce sporadiche.

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Le classiche matrici di energia fotovoltaica vengono compromesse anche solo con un minimo di ombra. La soluzione è un sistema innovativo che massimizza l'energia generata da questa poca luce con grandi strisce di pannelli solari a sei “petali” che si estendono da ognuno dei dispositivi. Il risultato finale, con un voltaggio molto basso e inefficiente, produce abbastanza energia perché il dispositivo funzioni a tempo indeterminato da far funzionare il dispositivo.

White ha calcolato che ognuno può proteggere 300 ettari di foreste a rischio, evitando disboscamenti che rilascerebbero 15.000 tonnellate di CO2 nell'atmosfera.

“Questi vecchi telefoni sono più utili di una macchina ibrida da decine di migliaia di dollari,” ha affermato. “E questo dimostra che la soluzione giusta non è necessariamente la più costosa.”

Il test di prova a Sumatra ha dissuaso con successo la deforestazione illegale, mi ha detto White, e la compagnia vuole arrivare anche in Africa, in Brasile, e anche nelle antiche foreste di sequoie californiane. Il prossimo è un esperimento pilota in Camerun, che copre una riserva di 700 km. L'operazione verrà finanziata dalla campagna di crowdfunding della Rainforest Connection, sostenuta anche da celebrità come Neil Young. Finora il gruppo ha raccolto 58.000 dei 100.000 dollari di cui ha bisogno.

White sta anche sviluppando un'app che dovrebbe essere pronta nei prossimi mesi, per fare un livestream dei rumori delle foreste pluviali intorno al mondo, nella speranza di incoraggiare nuove partecipazioni nella battaglia per la conservazione delle foreste.

“I dati in tempo reale non riguardano solo i tentativi di fermare la deforestazione, ma servono per portare la conservazione delle foreste pluviali nel ventunesimo secolo,” ha spiegato White. “La foresta pluviale rimane astratta, è lontana, e l'unico modo in cui le persone sono coinvolte con essa è la richiesta di donazioni di denaro. L'app vuole creare un collegamento vitale tra la foresta pluviale e noi.”