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I commenti sessisti di Tim Hunt mi hanno rovinato la giornata

Il fatto che il premio Nobel abbia l'innamoramento facile non significa che le donne debbano stare lontane dai laboratori.

di Giulia Trincardi
12 giugno 2015, 1:40pm


Il biochimico e premio Nobel Tim Hunt è stato in questi giorni protagonista di un polverone mediatico, dopo essersi definito uno sciovinista e aver dichiarato che lavorare con colleghe di sesso femminile rappresenta un problema per uno scienziato uomo (eterosessuale, presumiamo). Citando le sue parole, i problemi specifici a renderlo "favorevole ai laboratori divisi per sesso" sarebbero tre: "Ti innamori di loro, loro si innamorano di te, e quando le critichi, si mettono a piangere."

Questo commento è diventato un caso politico a buona ragione, considerato che è stato espresso da Hunt durante la World Conference of Science Journalists svoltasi a Seoul ieri (ovvero: una stanza stracolma di giornalisti scientifici probabilmente abbastanza aggiornati sul dibattito che riguarda STEM e minoranze di genere/razziali/religiose), presso cui lo scienziato presenziava in veste ufficiale. Non era in un bar, tra amici un po' tristi come lui. Questo va sottolineato prima che qualcuno attacchi con la cantilena del "era solo una battuta!": ricordatevi che il contesto ha la sua maledetta importanza.

Hunt ha cercato di rattoppare lo scivolone in un'intervista con la BBC, dove ha insistito sul fatto che il suo voleva essere un commento leggero e ironico—interpretato troppo seriamente dal pubblico—pur ribadendo di "pensare davvero la parte sull'avere problemi con le donne" perché, a quanto dice, il fatto che nei laboratori ci si innamori distrae dalla scienza, e "i rapporti emotivi hanno reso la sua vita molto difficile."

Nel rapido capitombolare degli eventi, la Royal Society ha preso le distanze dallo scienziato—riporta sempre la BBC—, dichiarando che Hunt "stava parlando in quanto individuo, i cui commenti non riflettono in alcun modo le idee della Royal Society," Hunt ha dato le dimissioni dalla sua posizione al University College London e su Twitter l'hashtag #distractinglysexy lanciato da Vagenda Magazine ha prodotto migliaia di tweet in cui scienziate da tutto il mondo fanno coro all'idea che donne e uomini fanno scienza allo stesso modo, e se le donne sono "fonte di distrazione perché sono sexy", forse il problema sta in chi guarda. E forse non è questione di "imparare a stare agli scherzi" quanto imparare a farne di consoni ai tempi.