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Alcuni ex detenuti parlano dei loro compagni di cella peggiori

"Uno psicopatico. Prima di finire in carcere sequestrava gli spacciatori e gli spaccava le ginocchia a martellate."

di Nick Chester
04 gennaio 2018, 9:48am

Tommy, uno degli intervistati. Seconda foto via Wikimedia Commos.

Per la maggior parte delle persone, la cosa più spaventosa del carcere è il fatto che è un posto sconosciuto. A meno di non esserci già stati, a spaventare è che non si ha idea di cosa ti aspetta una volta dentro—o chi. Se sai che finirai in carcere, la prima cosa che ti chiedi è con chi finirai in cella e se questa persona, nonostante sia un criminale, sarà amichevole e tranquilla o pazza e imprevedibile. È una questione di pura fortuna.

Normalmente si tende a pensare che i detenuti condividano la cella sempre con la stessa persona, ma la verità è che sei finisci in carcere il tuo compagno di cella può cambiare anche 20 volte nel corso della pena. I detenuti infatti vengono regolarmente trasferiti in altre strutture e i posti lasciati vuoti vengono rapidamente presi da altre persone. Per sapere com'è essere costretto a condividere una stanza minuscola con uno sconosciuto, ho contattato diversi ex detenuti e gli ho chiesto di parlarmi dei loro peggiori compagni di cella.

Ho parlato con Jack Hill, che è stato in carcere per rapina a mano armata; con Shaun “English Shaun” Attwood, condannato per traffico di droga; con Leslie Abrokwaa, incarcerato anche lui per rapina a mano armata, e con Tommy, che in un'altra vita faceva il borseggiatore. Ecco cosa mi hanno detto.

JACK HILL - Ha scontato 14 mesi di carcere per rapina a mano armata

Jack con una birra, ora che è un uomo libero.

Il mio compagno di cella peggiore è stato un tizio che era in carcere per aver aggredito l'autista di un'ambulanza mentre era ubriaco. Era un ex militare e soffriva di stress post-traumatico. Un giorno, poco dopo aver visto Il signore degli anelli in tv, ci siamo messi a parlare di elfi. Mi ha detto, "Sapevi che J. R. R. Tolkien ha inventato da zero il concetto di elfo?" Ovviamente non è vero, per cui gli ho risposto: "Non ha inventato da zero il concetto di elfo, ha solo inventato gli elfi del Signore degli anelli e la loro lingua." La sua risposta è stata: "Chiudi la porta della cella." Sapevo che questo voleva dire che voleva fare a botte. Mentre mi giravo lui mi è saltato al collo. Mi ha strozzato e preso a pugni per un po' mentre continuava a gridare, "Non è vero!"

A quel punto fuori dalla nostra cella si era radunato l'intero braccio della prigione, tutti intenti a guardare cosa stava succedendo attraverso il buco della serratura. Mi ha picchiato finché non si è stancato. Alla fine ero ridotto male ma mi sembrava di esserne uscito vincitore perché non mi ero piegato, sapevo di aver ragione e sapevo che lui era stato costretto a ricorrere alla violenza perché non aveva altri argomenti. Dopo che tutto si è calmato non ha più voluto parlarne. Mi sembrava che la cosa l'avesse sconvolto più di quanto non avesse sconvolto me. Dopo quell'episodio non si è più comportato come prima.

SHAUN ATTWOOD - Ha scontato sei anni per traffico di droga

Shaun Attwood.

Il mio peggior compagno di cella è stato uno psicopatico noto per entrare in casa della gente e seviziarla. Prima di finire in carcere il suo passatempo preferito era sequestrare gli spacciatori e spaccargli le ginocchia a martellate. Non mi voleva in cella perché io ero alla mia prima condanna e non ero un detenuto esperto. Eravamo una strana coppia. I suoi passatempi preferiti erano farsi di metanfetamina o eroina e fare tatuaggi illegali agli altri detenuti. Io invece passavo la maggior parte del mio tempo a leggere e scrivere.

La prima notte mi ha detto: "Ho un lucchetto nascosto in un calzino. Posso spaccarti la testa mentre dormi e ucciderti quando mi pare." Ma non voleva attaccarmi direttamente, perché si era da poco cacciato nei guai e non voleva attirarsi addosso ancora più attenzioni. Nello specifico aveva procurato il coltello che poi era stato usato per accoltellare un presunto stupratore. Così per evitarsi altri guai mi ha fatto aggredire da un membro di una gang neonazista nel giorno di visita.

Dopo la visita sono tornato in cella. Il mio compagno di cella era strafatto e si comportava da pazzo. Mi ha mostrato per la prima volta il famoso lucchetto con cui diceva di volermi spaccare la testa. Alla fine sono riuscito a contattare mia madre e a dirle di chiamare l'ambasciata inglese per farmi spostare, perché temevo per la mia vita. Per fortuna, mia madre è riuscita a ottenere il mio trasferimento senza che si sapesse che le avevo raccontato che il mio compagno di cella mi minacciava di morte, così sono anche riuscito a non passare per uno spione. È stata un'esperienza davvero difficile che mi ha fatto passare la voglia di infrangere la legge.

LESLIE ABROKWAA - Ha scontato tre anni e mezzo per rapina a mano armata

Leslie all'università di Cambridge.

Uno dei miei compagni di cella non era molto interessato alla sua igiene personale e non si faceva la doccia molto spesso. Dovevo continuare a chiederglielo esplicitamente perché è il genere di cosa che crea non poco disagio quando ti trovi a condividere lo stesso spazio ristretto con qualcuno. Alcuni non si lavano, preferiscono usare il deodorante. Ma dopo qualche giorno l'odore è insopportabile lo stesso.

All'epoca questo tizio aveva ancora il processo in corso. Penso fosse stressato per questo motivo e che si fosse lasciato un po' andare. Gli ho detto, "Ascolta, io devo vivere qui con te. Se fossi in cella da solo potresti fare quello che vuoi, ma siamo in due. Devi adattarti un po'." Lui ha capito e ha cominciato a lavarsi. Dopo quell'episodio siamo andati molto d'accordo.

TOMMY - Ha scontato in totale due anni e cinque mesi di carcere per diversi reati

Tommy.

Il mio era il peggiore non tanto perché fosse una cattiva persona, ma per come era stato trattato. Era un debole ed era stato bullizzato. Il tizio nella cella accanto era davvero cattivo—e io non uso questo termine alla leggera. Odiava il mio compagno di cella e stava sveglio tutta la notte a tirare cose contro il muro per non farlo dormire. Lo minacciava. Era una situazione strana perché facendo così rischiava grosso—tutti gli altri detenuti gli dicevano di stare zitto, ma lui no, ce l'aveva proprio col mio compagno di cella. La mattina usciva dalla sua cella con delle occhiaie giganti ma non gli importava finché poteva tormentarlo. Ovviamente da parte sua quest'ultimo non poteva far niente, doveva sorbirsela. Alla fine è stato troppo e si è suicidato. Questa è stata la mia esperienza peggiore.

Un ringraziamento a Jack, Shaun, Leslie e Tommy per aver raccontato le loro esperienze. Dopo il suo rilascio, Tommy ha lavorato a un documentario sul carcere e il sistema giudiziario, mentre Shaun fa regolarmente video in cui parla del sistema penitenziario americano.

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