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I Testimoni di Geova avrebbero distrutto un antico sito religioso in Messico

Templi e altari della comunità indigena degli Otomí sarebbero stati devastati. Ma i Testimoni di Geova negano ogni responsabilità.
30 giugno 2016, 10:00am
Screenshot via YouTube

In Messico, un gruppo di indigeni Otomì sta accusando i Testimoni di Geova di avere distrutto uno dei loro luoghi sacri Mayonikha, un antichissimo sito religioso circondato da una pineta e situato nello stato di Hidalgo.

I membri della chiesa, secondo gli indigeni, avrebbero rovinato gli altari di pietra e danneggiato le incisioni del tempio, oltre a spostare le offerte lasciate dai pellegrini. I testimoni di Geova, tuttavia, hanno già negato ogni loro coinvolgimento nella faccenda.

Gli Otomì denunciano l'accaduto già da maggio, ma le loro voci sono state costantemente ignorate. È stata una dichiarazione pubblica di Luis Pérez Lugo, un accademico locale, a portare sotto i riflettori la disputa in corso.

Pérez Lugo, che ha scritto diversi libri sulla cosmologia degli Otomì, ha detto di avere parlato con un Testimone di Geova residente nella vicina città di Los Pinales, il quale avrebbe ammesso la responsabilità nell'azione vandalica, dice lo studioso.

"Ha cercato di giustificare il gesto come un comando divino attuato nel nome di Geova," ha detto Pérez Lugo. "Gli ho detto che non stavamo per parlar di Dio, ma per ammettere di avere compiuto l'azione e rendersi conto che è stato un errore."

Mayonikha, il sito noto anche come México Chiquito, è uno dei pochissimi siti religiosi antichi messicani ancora utilizzato, e ricopre un ruolo centrale nella comunità Otomí, la quale ha la sua base principale a Hidalgo.

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"Quello che hanno fatto a México Chiquito è una vergogna," ha spiegato Margarito Velazco in un video di protesta caricato su YouTube da un gruppo chiamato International Native American Congress. "Non si sa cosa sarà del raccolto, e in più mi aspetto una crisi sanitaria tra le comunità, a causa di quello che hanno fatto."

Nel video, gli Otomí accusano sia gli evangelici che i Testimoni di Geova. "Abbiamo indagato sulle congregazioni che potrebbero trovarsi in zona, e siamo arrivati alla conclusione che le notizie sono false e ingannevoli," ha replicato il gruppo con un comunicato diffuso dal loro portavoce messicano, Gamaliel Camarillo. "I Testimoni di Geova rispettano le altre religioni."

Negli ultimi anni, sia il gruppo che altre congregazioni hanno esteso la loro presenza in Messico e America Centrale.

Stando al sito ufficiale della chiesa, tra il 1999 e il 2015 nella regione sarebbero state costruite 5.000 "Kingdom Halls", per riunire il milione circa di fedeli della zona. Praticamente, alla velocità di quasi una "Kingdom Halls" al giorno.

Pare che i gruppi protestanti stiano avendo particolare successo nel convertire membri di comunità indigene, che spesso si sentono abbandonate dalla chiesa locale, a fortissima maggioranza cattolica.

Una legge attualmente allo studio del senato messicano vorrebbe fermare l'opera di proselitismo "porta a porta" durante le "ore non appropriate." Se la legge dovesse passare, chi verrebbe trovato a trasgredirla rischierebbe fino a sei settimane di prigione.

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Alan Hernández ha contribuito a questo articolo

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