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medio oriente

Per la prima volta in Arabia Saudita 17 donne sono state elette alle elezioni municipali

Il regno islamico conservatore ha permesso alle donne di partecipare per la prima volta al voto durante le storiche elezioni municipali di sabato scorso.

di VICE News
14 dicembre 2015, 11:40am

Foto via EPA

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Diciassette donne sono state elette durante le storiche elezioni municipali in Arabia Saudita, dove per la prima volta il regno islamico conservatore ha permesso alle donne di candidarsi e votare.

L'Arabia Saudita era l'ultimo paese al mondo dove le donne non potevano votare. Le donne non possono guidare, e dipendono ancora legalmente da un parente maschio per l'approvazione di tutte le decisioni importanti della loro vita.

Sabq.org, un sito di informazione affiliato al Ministero dell'Interno della monarchia autocratica, ha scritto che in totale in varie zone del paese sono state elette 17 donne. Si è votato solo per i due terzi dei seggi nei consigli municipali, che non hanno alcun potere legislativo o influenza a livello nazionale. Il voto è seguito a due elezioni riservate agli uomini nel 2005 e nel 2011. 

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Sotto re Abdullah, che è morto a gennaio, sono stati fatti passi avanti per permettere alle donne di avere un ruolo pubblico maggiore nel paese: più donne studiano all'università e il governo sta incoraggiando l'occupazione femminile. Nonostante il voto per le donne rappresenti un passo epocale, la segregazione femminile è comunque stata fatta rispettare anche ai seggi.

Alle donne vengono poste ancora molte limitazioni per quel che riguarda diversi aspetti della vita quotidiana. Se una donna viola il divieto di guida, per esempio, va incontro a punizioni molto pesanti. Nel 2011, una donna è stata condannata a dieci frustate per aver guidato, la pena è poi stata annullata quando la vicenda ha scatenato lo sdegno dei gruppi per i diritti umani. 

Alcune donne hanno detto che il divieto di guida è stato un ostacolo significativo per registrarsi a votare. Prima delle elezioni, alcune potenziali elettrici hanno affermato che a causa delle poche opzioni di trasporto per recarsi ai seggi, insieme ai significativi problemi burocratici, il processo di registrazione era stato reso difficile. Alla fine le donne hanno rappresentato solo il 10 per cento dei votanti alle elezioni municipali.

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Alle donne candidate è stato proibito di incontrare di persona gli elettori uomini durante la campagna elettorale. Novecento dei 6.440 candidati alle elezioni municipali erano donne. Molte candidate hanno usato i social media per promuovere il proprio messaggio elettorale, tra i quali spiccavano l'istituzione di asili per aiutare le donne lavoratrici, un potenziamento dei trasporti pubblici e privati e la creazione di centri di aggregazione giovanile.

Huda al-Jeraisy, figlia di un ex presidente della Camera di Commercio nella zona centrale - e conservatrice - del paese, è stata eletta a Riyad. La sua candidatura è stata vista da alcuni sauditi come un endorsement ufficiale delle candidature delle donne. 

Salma bint Hazab al-Otaibi, invece, è stata eletta nel distretto Madrika de La Mecca, la più santa città dell'islam. Lama bint Abdulaziz al-Sulaiman, Rasha Hafza, Sana Abdulatif Abdulwahab al-Hamam, e Massoumeh al-Reda hanno vinto dei seggi a Gedda.

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Nel nord dell'Arabia Saudita, Hanouf bint Mufreh bin Ayad al-Hazimi è stata eletta ad al-Jawf, mentre Mina Salman Saeed al-Omairi and Fadhila Afnan Muslim al-Attawi hanno entrambe ottenuto sei seggi nella provincia di Al Hudud ash Shamaliyah.

Due donne sono state elette ad al-Ahsa, nella provincia di Al-Sharqiyya, ma i loro nomi non sono stati resi pubblici immediatamente. Altrove nella stessa provincia, Khadra al-Mubarak è stata eletta nel distretto di Qatif. Nella provincia di Jazan, Aisha bint Hamoud Ali Bakri ha conquistato un seggio.

Nella provincia di al-Qasim, tradizionalmente la zona più conservatrice del paese, sono state elette altre due donne, ma i loro nomi non sono stati resi pubblici. Un'altra donna ha ottenuto un seggio nel distretto di al-Babtain. 


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