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Motherboard

Apple ha finalmente ammesso che non le conviene farti riparare il tuo iPhone

Tim Cook ha ammesso agli investitori di Apple che non ha venduto la quantità di iPhone prevista perché molte persone hanno preferito riparare i vecchi modelli.

di Jason Koebler
04 gennaio 2019, 10:44am

Immagine: iFixit

Mercoledì, il CEO di Apple Tim Cook ha scritto una lettera agli investitori avvisandoli che l'azienda non avrebbe raggiunto i suoi obiettivi di fatturato, in parte perché Apple non ha venduto la quantità di iPhone che aveva previsto. La lettera cita tra le cause dei minori guadagni il fatto che gli utenti hanno comprato meno iPhone perché hanno scelto di riparare i vecchi modelli.

Da tempo, Apple mette i bastoni tra le ruote a soluzioni che potrebbero rendere più semplice riparare gli iPhone in modo indipendente: ha esercitato pressioni contro il diritto alla riparazione in diversi stati degli Stati Uniti, non vende pezzi di ricambio per gli iPhone, ha citato in giudizio un riparatore indipendente norvegese, ha collaborato con Amazon per escludere i riparatori di iPhone e MacBook dall'Amazon Marketplace, e ha preso accordi con i riciclatori di materiale elettronico chiedendogli di buttare via gli iPhone e i MacBook (invece di autorizzarne il riciclo.) Nel frattempo, Il Department of Homeland Security ha sequestrato i pezzi di ricambio per iPhone in mano a importanti attivisti del diritto alla riparazione negli Stati Uniti.

In occasione dell'evento di annuncio per l'iPhone XS, Apple ha detto che continuare a usare il proprio vecchio iPhone "è la cosa migliore per il pianeta," ma resta il fatto che vendere nuovi iPhone è l'opzione migliore per i profitti di Apple. Per lo stesso motivo, molte persone sospettavano che il "throttle gate" — lo scandalo che ha fatto emergere come Apple rallentava il funzionamento degli iPhone quando le batterie invecchiavano — fosse una manovra per vendere più iPhone (i telefoni si rallentavano per evitare lo spegnimento, ma Apple non lo ha mai rivelato all'utente). Anche se non ci sono prove che Apple abbia un modello di business basato sull'obsolescenza programmata, l'azienda ha cercato di minimizzare la scelta di rallentare i vecchi telefoni degli utenti senza comunicarglielo. Di conseguenza, questo ha aiutato l'azienda a vendere più telefoni.

Dopo lo scandalo, Apple alla fine ha offerto di sostituire le vecchie batterie dell'iPhone per soli 29 dollari (in Italia a 29 euro,) ponendo fine ai rallentamenti delle batterie e riuscendo a far funzionare più velocemente i telefoni più vecchi. L'offerta è rimasta valida fino al 31 dicembre.

Apple non si è mai espressa in modo chiaro e definitivo sul perché non vuole che gli utenti o i riparatori indipendenti mettano mano sugli iPhone. In precedenza, aveva dichiarato che gli iPhone sono "troppo complessi" perché gli utenti possano ripararli, anche se la sostituzione della batteria è piuttosto semplice e viene eseguita molto spesso dagli utenti stessi.

Ma il fatto che le riparazioni danneggino i profitti di Apple è emerso dalla comunicazione ufficiale di Cook diretta agli azionisti, verso i quali ha l'obbligo legale di dichiarare la verità.

"Mentre le sfide macroeconomiche in alcuni mercati hanno contribuito in modo determinante a questa tendenza [la diminuzione delle vendite degli iPhone], riteniamo che ci siano altri fattori che hanno un impatto generale sulle prestazioni degli iPhone, tra cui gli utenti che devono adattarsi a un mondo con meno contratti d'offerta esclusiva, gli aumenti dei prezzi legati al valore del dollaro statunitense e alcuni utenti che approfittano di prezzi per la sostituzione delle batterie degli iPhone ridotti in modo significativo," ha scritto Cook, citando anche la sua quantità di vendite inferiori al previsto in mercati come la Cina.

I promotori del diritto alla riparazione sostengono da molto tempo che i clienti Apple potrebbero ottenere molto di più dai loro dispositivi se solo Apple concedesse loro la possibilità di ripararli, ma sospettano che l'azienda non sia favorevole perché questo finirebbe per danneggiare i suoi profitti. Ecco questa comunicazione ufficiale potrebbe costituire la prova che non hanno tutti i torti ad avere questi sospetti.

Questo articolo è apparso originariamente su Motherboard US.