Cosa sarà della nostra generazione quando cresceremo?
Illustrazione di George Yarnton.
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Cosa sarà della nostra generazione quando cresceremo?

Siamo adulti fatti e finiti che vivono in uno stato di infanzia sospesa. Cosa succederà tra vent'anni, quando saremo più o meno persone di mezza età?
Hannah Ewens
London, GB
14.10.16

Abitiamo coi nostri coinquilini o i nostri genitori, viviamo alla giornata immersi in una cultura dell'ansia, combattiamo con l'autostima ed esperiamo le nostre vite sociali online. Siamo coscienti di ciò che dovremmo essere perché lo abbiamo imparato dai nostri genitori, che si sono sposati quando avevano la nostra età e hanno avuto figli, un mutuo, una macchina.

Ma noi? Siamo adulti fatti e finiti che vivono in uno stato di infanzia sospesa. Cosa succederà tra vent'anni, quando saremo più o meno persone di mezza età? Cosa sarà dei millennial quando cresceranno?

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Se ci penso, la prima immagine che mi viene in mente è questa: una persona single di 43 anni piena di paturnie mentali, che vive in un buco di appartamento per cui paga più di 2.000 euro al mese, che scorre ossessivamente tra i vari profili Tinder e twitta sull'ultima collezione Palace a un pubblico di persone disperatamente sole.

In realtà, però, si tratta di un territorio inesplorato; nessuno lo sa. Delle decine di accademici, scienziati ed economisti a cui ho scritto, la maggior parte non se l'è sentita di fare ipotesi—anche se in un certo senso, quest'amara prospettiva non è troppo lontana da quella che potrebbe essere la realtà.

Viviamo alla giornata già oggi, ed è possibile che lo faremo anche nel futuro. Ryan Bourne, responsabile delle Politiche Pubbliche all'Institute of Economic Affairs britannico, dice che la nostra generazione arriverà ai quaranta con alle spalle un accumulo di ricchezza drasticamente minore rispetto alla generazione precedente, e che saremo molto più poveri di quanto non dovremmo. "Questa mancanza di benessere dipende parzialmente dal fatto che i millennial non saranno proprietari di una casa, ma anche dal fatto che avranno speso così tanti soldi in affitto che risparmiare per farsi una pensione, o per investire, risulterà piuttosto difficile. È questo il problema principale." Jason Dorsey, ricercatore, è d'accordo: "L'ipotesi è di persone che a trenta, quarant'anni non possono ancora fare a meno dell'aiuto dei genitori—trentenni che vivono ancora a casa e quarantenni a cui i genitori ogni mese fanno la ricarica sul cellulare. Questo fenomeno peserà sulle spalle della vecchia generazione. A meno che non ci sia un drastico aumento dei redditi, ci troveremo in difficoltà."

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Praticamente, se a vent'anni ti senti sotto pressione, aspetta di vedere come sarà a trenta e quaranta. Bourne crede che arriveremo a un certo punto, in quella che viene chiamata la mezza età, e ci renderemo conto della gravità della nostra situazione. "Il rischio è che un sacco di gente della nostra generazione arriverà a quarant'anni ed entrerà nel panico, capendo che non ha accumulato un reddito con cui vivere una volta in pensione," spiega. "Quindi cominceranno a preoccuparsi alla prospettiva di non passare una vecchiaia particolarmente serena."

Riusciremo mai a raggiungere gli standard di vita e di ricchezza dei nostri genitori? Secondo gli economisti con cui ho parlato, probabilmente no.

"Il problema è che stiamo ancora inseguendo le stesse cose che volevano le altre generazioni, ma adesso sono obiettivi molto più lontani dalla nostra portata," spiega Dorsey. "Sarà interessante vedere se i millennial vivranno quest'idea di età adulta." La paura principale dei lettori di VICE è non trovare l'amore, che suggerisce che non abbiamo completamente accantonato l'idea di matrimonio, e la nostra rabbia nei confronti della crisi immobiliare mostra—senza grande stupore—che diamo ancora valore a un posto sicuro in cui vivere. Mentre aspettiamo di raggiungere queste tappe dell'età adulta e ci avviamo ai trenta, secondo Dorsey e altre persone con cui ho parlato continueremo a essere insoddisfatti e infelici.

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Non potendoci permettere di avere figli oggi, progettiamo di diventare genitori tra la fine dei trenta e l'inizio dei quarant'anni. "Ma, proprio perché sarà più difficile," dice Dorsey, "si farà un altro tipo di discorso. Magari si faranno meno figli, perché si comincerà a un'età più avanzata."

Il peso psicologico di questa trasformazione ricadrà in particolare sulle donne—alcune delle quali scopriranno di non poter fare figli—ma sarà avvertito dall'intera società. Come ha detto a VICE Amy Kaler, professoressa di Social Structures all'università di Alberta, se le donne smetteranno di fare figli, "prima noteremo un collasso nelle attività economiche che richiedono bambini e genitori, negozi di prodotti per bambini, baby sitter, asili nido. Poi delle ricadute sulle scuole elementari, sui corsi sportivi per bambini. Diventeremo anche completamente dipendenti dall'immigrazione per continuare a esistere come paese. Vedremo più iniziative volte ad attirare gli immigrati—i giovani immigrati—per ripopolare."

La dottoressa Carole Easton—amministratore delegato di Young Women's trust, un'organizzazione che aiuta e rappresenta le ragazze dai 16 ai 30 anni a basso reddito in Inghilterra e in Galles—è particolarmente preoccupata per il futuro delle donne. "La ragione per cui le donne fanno più fatica, per come la pensiamo noi," dice, "è che vengono pagate di meno, hanno più probabilità di rimanere impelagate in lavori mal pagati e poco sicuri e, soprattutto, hanno più probabilità di avere sulle loro spalle altri membri della famiglia."

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Nessuno riesce a prevedere come staremo dal punto di vista della salute mentale tra 20 anni, ma probabilmente rimarremo una generazione caratterizzata dai disturbi di ansia e dai problemi correlati—considerando anche il fatto che parliamo molto più apertamente di questi temi. Come regola generale, prima i problemi mentali vengono affrontati, più probabilità si hanno di risolverli e di godere di una salute mentale migliore in un futuro.

"Non trattare i sintomi non solo può portare a sofferenze non necessarie per l'individuo, ma può anche interferire con la possibilità di costruirsi una vita ricca e piena, e andare avanti," dice la psicologa Lisa Orban. Per quanto riguarda i problemi di ansia di oggi, continua, "quando si è dei giovani adulti, il cervello è ancora malleabile, e l'esposizione allo stress a quell'età può avere un impatto sulla salute mentale. Se i giovani adulti imparano a identificare lo stress e sviluppano delle strategie per gestirlo, è possibile che in futuro saranno più abili nel farlo, e questo può prevenire o mitigare i problemi di salute mentale."

Ma per adesso, quanto siamo riusciti a sviluppare questo tipo di meccanismi?

I professionisti della salute mentale sono preoccupati dal fatto che non conosciamo gli effetti a lungo termine di questo nostro vivere in uno stato di "adolescenza sospesa". Lucy Lyus, dell'associazione di volontariato per la salute mentale MIND, dice, "Sappiamo che tutto quello che sta succedendo ai giovani contribuisce alla mancanza di benessere e può essere causa di ansia. Ovviamente, è preoccupante sapere cosa succederà a questa generazione quando crescerà." Lyus aggiunge che nessuno di questi fattori che contribuiscono al nostro stile di vita sembra destinato a cambiare nel breve termine. Ma è tutto collegato: se vogliamo migliorare il futuro della salute mentale dei millennial, dobbiamo iniziare a cambiare adesso. "Sappiamo che il governo dirà che considera la salute mentale una priorità al pari della salute fisica, che per i prossimi cinque anni ha pronto un piano d'investimento di miliardi di euro perché le cose migliorino," dice. "Ma non sappiamo cosa faranno per far sì che ciò avvenga."

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Almeno, nella nostra miserabile fase della mezza età, potremo pregustarci l'idea di una lunga pensione, giusto? Non proprio. Lavoreremo più a lungo della generazione precedente, eppure, in parte perché ci staremo occupando dei figli che abbiamo fatto a un'età molto avanzata—i governi dipendono dal fatto che noi lavoriamo fino all'attimo prima del nostro ultimo sospiro. "L'età pensionabile salirà drammaticamente a causa dell'invecchiamento della popolazione," spiega Bourne.

Tutto questo sembra già molto triste e deprimente, ma fortunatamente noi, come generazione, non esistiamo solo virtualmente. Non possiamo essere ignorati, e questi problemi—la proprietà, la mancanza di risparmi, la salute mentale e via dicendo—non possono non essere affrontati. Alla fine, si genererà un effetto domino e i nostri problemi sociali e finanziari dovranno diventare una priorità. "La prospettiva di ciò che succederà se non risolviamo questi problemi è quasi troppo brutta per pensarci," dice Rachel Laurence, dal think-tank New Economics Foundation. "Credo che se non risolviamo la maggior parte di questi problemi, ci troveremo di fronte a un enorme collasso economico e a una grandissima recessione. Ma spero che, con il fatto che una quantità enorme di persone sta entrando nella seconda e terza fase dell'età adulta in queste condizioni, sia stato raggiunto il punto in cui bisogna intervenire."

Come ha fatto notare Laurence, la nostra intera economia è pervasa dai debiti. Se una generazione non riesce a pagare il mutuo su proprietà destinate a se stessa e ai suoi figli, mentre gli stipendi sono stagnanti e l'economia cresce, ci troviamo davanti a una bomba a orologeria.

Quando usciremo dalle nostre adolescenze prolungate? Saremo finalmente cresciuti solo quando avremo passato il peggio di tutto questo, se mai ce la faremo? Secondo Dorsey ci sentiremo adulti quando avremo più o meno 40 anni—e io sono abbastanza d'accordo. Ma tutto ciò che sappiamo con certezza è che il significato che la nostra generazione assegnerà alla parola "adulto" sarà completamente diverso.

Diventare maggiorenni presto potrebbe non significare più niente; solo una scusa per far festa, bere e guidare. E molti altri capisaldi tradizionali assegnati all'età adulta potrebbero andare a scomparire; "essere adulti" forse non vorrà più dire possedere una casa o avere un figlio. Proprio come i nostri genitori hanno stabilito i parametri della nostra idea di età adulta, noi decideremo cosa questo significherà per la generazione successiva.

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